L'odonomastica di Roma è l'insieme delle denominazioni delle aree di circolazione (tra cui vie, piazze, parchi e giardini) di Roma e il loro studio storico-linguistico.

Al 18 dicembre 2025 il viario si compone di denominazioni, molte delle quali risalenti al periodo pre-Unità d'Italia, suddivise per vari ambiti toponomastici.

Descrizione Le aree di circolazione si compongono normalmente di una denominazione urbanistica generica (DUG), ovvero via, viale, piazza, piazzale, giardino, parco, largo, etc..., e di una denominazione vera e propria che può essere ad esempio un nome proprio di persona o di luogo.

L'attribuzione di una denominazione viene decretata dalla Giunta capitolina, normalmente dietro suggerimento dell'apposita Commissione consultiva toponomastica, che è presieduta dal Sindaco o da un suo delegato (normalmente l'assessore con delega alla cultura) ed è composta da 12 membri che vengono nominati a loro volta dalla Giunta stessa. Le denominazioni possono essere proposte anche da singoli cittadini, enti, associazioni, istituzioni e amministratori.

Ambiti territoriali

Centro storico Nel centro storico di Roma, inteso come l'insieme dei 22 rioni, buona parte delle denominazioni hanno radici piuttosto antiche e sono attestate già nel periodo pre-unitario. Queste denominazioni si riferiscono spesso a edifici, monumenti (in alcuni casi non più esistenti) e luoghi particolari; è il caso, ad esempio, di viale Aventino, che prende il nome dall'omonimo colle, e del celebre campo de' Fiori, che ricorda il vasto prato (in latino campus) che occupava l'area poi adibita a piazza, ma anche degli spiazzi antistanti le varie porte cittadine (ad esempio piazza di Porta Portese, piazza di Porta San Giovanni, via e largo di Porta Castello) o, ad esempio, le principali chiese della città (come piazza di Santa Maria Maggiore, piazza di San Giovanni in Laterano, piazza di San Clemente o piazza di Santa Croce in Gerusalemme). In altri casi i nomi possono ricordare dei mestieri, com'è il caso di via dei Giubbonari, via dei Balestrari, via dei Chiavari e vicolo dei Chiodaroli.

Dopo l'annessione di Roma al Regno d'Italia e la sua proclamazione quale capitale del Regno, si sono aggiunte nel corso degli anni diverse denominazioni di stampo "patriottico", concentrate soprattutto nel rione Castro Pretorio; ne sono chiari esempi piazza dell'Indipendenza, via dei Mille e via Nazionale ma anche tutte quelle strade dedicate ai principali conflitti delle guerre d'indipendenza italiane, come via Solferino e via San Martino della Battaglia (in memoria dell'omonima battaglia della seconda guerra d'indipendenza combattuta il 24 giugno 1859), via Pastrengo (dall'omonima battaglia della prima guerra d'indipendenza, combattuta il 30 aprile 1848), via Goito (dall'omonima battaglia del 30 maggio 1848) e via Venti Settembre (data della presa di Roma nel 1870). A queste si aggiungono, negli anni successivi, anche le aree di circolazione dedicate ad altre imprese militari italiane, come via Cernaia (dalla battaglia sul fiume Čërnaja della guerra di Crimea, combattuta dai piemontesi il 16 agosto 1855) e piazza dei Cinquecento (in memoria dei circa 500 caduti italiani nella battaglia di Dogali del 1887 durante la guerra d'Eritrea).

Anche per quanto attiene il lungotevere, nel tratto che attraversa il centro storico, si sono conservate le denominazioni storiche che vedono la presenza di famiglie della nobiltà romana, ovvero Alberteschi, Altoviti, Anguillara, Cenci, Mellini, Pierleoni, Tebaldi, Vallati, denominazioni locali, ovvero Castello (da Castel Sant'Angelo), Gianicolense (dal vicino colle Gianicolo), Fiorentini (dalla colonia di abitanti di Firenze sorta nel XV secolo), Farnesina (da palazzo Farnese), in Sassia (dall'antica scuola dei Sassoni), Marzio e in Augusta (dal Campo Marzio e dalla circostante zona augustea, simboleggiata dal mausoleo e dall'Ara Pacis), Prati (dai Prati di Castello), Ripa e porto di Ripa Grande (dal porto di Ripa Grande che a sua volte prende nome dalla riva maggiore del fiume), Tor di Nona (dall'omonima torre poi adibita a carcere pontificio), e in tre soli casi, un'intitolazione a celebri artisti ovvero Michelangelo Buonarroti, Raffaello Sanzio e i Da Sangallo.

Ambiti tematici Possiamo identificare alcune categorie in cui raggruppare questi nomi: I nomi di fiumi e laghi: a nord del quartiere Trieste (sotto la via Salaria) e in zona Coppedé si trovano "via Agri", "via Anapo", "via Chiana", "piazza Ledro", "piazza Trasimeno", "via Brenta", "via Clitunno", "via Panaro", "via Tronto", "via Adige", "via Tagliamento", "via Nemorense" (dal lago di Nemi), "via Carezza", "via Piediluco". I nomi di animali: in una città anticamente piena di osterie e locande, alcune vie prendono il nome dall'animale che faceva da insegna a queste ultime. Le botteghe originali sono ormai scomparse: probabilmente l'unica sopravvissuta nella localizzazione e nel nome è quella di via dell'Orso a Campo Marzio. Nonostante ciò sono rimasti molti nomi di strade: via del Cardello (a Monti, nella Suburra), via della Gatta sotto Palazzo Venezia, via del Leoncino, via del Leone e vicolo del Leonetto, via della Lupa a Campo Marzio e vicolo del Lupo, via dell'Oca, via dell'Orso di cui s'è detto (c'è anche il vicolo), vicolo della Palomba e via della Palombella, via del Pavone e vicolo della Volpe. Via della Lupa (congiunge piazza Borghese con via dei Prefetti) aveva un tempo, all'angolo con via dei Prefetti una fontana che rappresentava una lupa. Nella strada esisteva anche una locanda che come insegna aveva proprio una lupa. In questa strada vissero per molto tempo i Capilupi (antica famiglia nobile mantovana), uno dei quali Camillo fu ambasciatore a Roma dei duchi Gonzaga di Mantova. L'insegna dei Capilupi era appunto una lupa per cui sembra che a questa insegna, posta su palazzo Capilupi, si debba attribuire l'origine del nome della strada. I nomi di mestieri: via dei Giubbonari, Sediari, Chiavari, Cappellari, Coronari, Leutari, Funari, Pettinari, Cimatori, Cartari, Baullari, Fornari, Cestari, Staderari, Pianellari, Acciaioli, Cimatori. Sono nomi di strade che si trovano da piazza Venezia verso san Pietro, ai lati di Corso Vittorio Emanuele II. In alcuni casi alcune attività artigianali presenti nelle vie ancora ricordano i vecchi mestieri. Altri nomi sono Catinari, Falegnami, Leutari (liutai), Vascellari (vasai). I nomi di paesi e nello specifico di quelli che furono colonie italiane: nella zona a nord del quartiere Trieste, il c.d. "quartiere Africano" si trovano ad esempio "viale Eritrea", "viale Somalia" (nomi dati nel periodo fascista durante la campagna colonialista); ma vi sono, più verso i Parioli, anche altri nomi di nazioni: "piazza Ungheria", "viale Romania", "via Panama", "piazza Cuba". I nomi - sempre nel quartiere Trieste - degli elementi geografici: "via delle Isole", "via dei Colli", "via delle Alpi", "via degli Appennini".

Molti sono i nomi riferiti all'arredo urbano. Fra i più particolari si ricordano "vicolo del Piede" dal piede di un'antica statua che si trova lungo la strada, "piazza di Pasquino" e "via del Babuino" dalle omonime statue parlanti. Numerosissimi sono gli odonimi che derivano da chiese, palazzi e altri monumenti. Qui ricordiamo "piazza della Rotonda", dal nome popolare del Pantheon e la vicina "via dell'Arco della Ciambella" che prende il nome da una parte di un edificio termale romano ancora incastonato tra gli edifici rinascimentali. Ancora "via delle Sette Chiese" a sud di Roma. I nomi delle città: da ricercarsi nel V Municipio dove si trovano i nomi delle più famose città italiane, mentre alcuni quartieri esterni alle mura e nell'Agro hanno nomi di vie di vari comuni italiani, spesso raggruppati per regioni. Nel quartiere basso Tiburtino, le vie intitolate alle province italiane si distribuiscono attorno, appunto, al piazzale delle Provincie. Attorno alla via Tuscolana (tratto iniziale), un'intera zona è dedicata alle vie della Regione Umbria (es. "via Amelia", "via Cerreto di Spoleto", "via Nocera Umbra", "via Narni", "via Todi", "via Assisi", "via Montefalco", "via Campello sul Clitunno", "via Fossato di Vico", "via Norcia" o "via Gualdo Tadino"). Così come a Primavalle vi sono numerose vie dedicate ai comuni della Liguria (es. "via Diano Marina", "via Ortonovo", "via Taggia", "via Arcola"), a Nuovo Salario diverse strade coi nomi dei comuni della Toscana (es. "via Suvereto", "via Comano", "via Chiusi", via "Calcinaia") o a San Basilio molte vie dedicate ai comuni delle Marche (es. "via Recanati", "via Fabriano", "via Montegiorgio"), in fine nella zona San Giovanni, specialmente nell'area nord-est del quartiere, sono presenti numerose vie intitolate a svariate città Italiane, principalmente capoluoghi di provincia, senza però appartenere ad una regione o area della penisola precisa, come ad esempio, "via Faenza", "via Rimini", "via Cesena", "via Urbino", "via Taranto", "via La Spezia", "via Aosta", "via Monza", "via Terni", "via Orvieto", "via Vercelli". I nomi di alcune città e località dell'Italia romana: in zona San Giovanni e Re di Roma, dove possiamo trovare "via Faleria", "via Fregene", "via Cerveteri", "via Ardea", "via Lavinio", "via Collazia", "via Magnagrecia". Sempre in questa zona troviamo i nomi delle provincie romane come "via Britannia", "via Gallia", "via Acaia", "via Dacia" o "piazza Armenia" e riferimento a battaglie romane come "piazza Zama" o "via Alesia". I toponimi relativi ai territori delle Tre Venezie, divenuti italiani tra le due guerre mondiali: "piazza Trento", "corso Trieste", "viale Gorizia", "via Gradisca", "via Bolzano" "piazza Fiume", "via Capodistria", "piazza Istria", "via Zara", "viale Pola", "via Spalato, "via Trau", "via Dalmazia". I nomi di piante e fiori: sempre nel V Municipio, nel quartiere Prenestino Centocelle, si trovano, per esempio, "via dei Pini", "piazza Gerani", "via degli Olivi" e così via. Anche due stazioni della metropolitana linea C riportano i nomi delle piazze che servono: Gardenie e Mirti. Anche tra le vie e le piazze tradizionalmente intitolate a personaggi famosi e illustri (italiani ma non solamente), si possono individuare dei curiosi raggruppamenti nelle medesime zone: I nomi dei matematici: ai Parioli si trovano "via Archimede", "piazza Euclide", "via Francesco Denza" (meteorologo). I nomi dei medici e professioni affini del passato: non casualmente, proprio attorno al Policlinico di Roma vi sono "via Giambattista Morgagni", "piazza Galeno", "via Lazzaro Spallanzani", "via Bartolomeo Eustachi", "largo Ettore Marchiafava". I nomi degli artisti: nel Municipio VIII vi sono "viale del Caravaggio", "via Giorgione", "viale Giotto" e ancora "via Andrea Mantegna" e, più a oriente, "piazzale Lorenzo Lotto" e "via Antonello da Messina". I nomi dei conquistatori protagonisti del colonialismo del 1500-1700: nel quartiere Ostiense si trovano "viale Marco Polo", "via Cristoforo Colombo" e, poiché quest'ultima collega il centro di Roma con il Lido di Ostia, qui si trova anche "piazzale Ferdinando Magellano". I nomi dei pontefici: poco a ovest rispetto a Città del Vaticano, si trovano "via Sisto IV", "via Clemente X", "via Pio IX", "via Gregorio XIII". Sempre in questa zona vi sono vie intitolate a uomini di chiesa come "via Teodolfo Mertel" (cardinale) e in generale a soggetti religiosi come "via di Nostra Signora di Lourdes". I nomi dei giuristi: a Nord est di Roma, nel XIII Municipio, si trovano tra queste "via Filippo Vassalli" e "via Fulvio Maroi".