Il Paragrafo 175 (noto formalmente come §175 StGB) era un articolo del codice penale tedesco in vigore dal 15 maggio 1871 al 10 marzo 1994. Esso considerava un crimine i rapporti sessuali di tipo omosessuale tra uomini, e nelle prime versioni criminalizzava anche la zooerastia.

La norma venne emendata diverse volte. I nazisti ampliarono la legge nel 1935 e aumentarono notevolmente i procedimenti in base al paragrafo 175; migliaia di omosessuali morirono nei campi di concentramento. La Germania Est tornò alla vecchia versione della legge nel 1950, limitandone il campo al sesso con i minori di 18 anni nel 1968, e abolendola completamente nel 1989. La Germania Ovest mantenne la norma dell'epoca nazista fino al 1969, quando venne limitata a "casi qualificati". Venne ulteriormente attenuata nel 1973 e abrogata completamente nel 1994 dopo la riunificazione tedesca.

Panoramica storica

Il Paragrafo 175 venne adottato nel 1871. A partire dagli anni 1890, i riformatori sessuali combatterono contro il "vergognoso paragrafo", e ottennero subito l'appoggio di August Bebel, capo del Partito Socialdemocratico (SPD), e una petizione al Reichstag per abolire il Paragrafo 175 venne presentata nel 1898. Nel 1929, una commissione del Reichstag decise di abrogare il Paragrafo 175, grazie ai voti dei Socialdemocratici, del Partito Comunista (KPD) e del Partito Democratico (DDP), ma la salita al potere del Partito Nazista ne impedì l'attuazione. Benché modificato in diverse riprese, il paragrafo rimase legge tedesca fino al 1994.

Nel 1935, i nazisti ampliarono la legge in modo che i tribunali potessero perseguire qualunque "atto osceno", anche se non prevedeva il contatto fisico, come ad esempio masturbarsi uno a fianco all'altro. Le condanne si moltiplicarono di un fattore dieci, divenendo circa 8.000 l'anno. Inoltre, la Gestapo poteva trasportare i sospetti colpevoli nei campi di concentramento, senza alcuna giustificazione legale (anche se erano stati prosciolti o avevano già scontato la pena in carcere). Quindi tra i 5.000 e i 15.000 omosessuali uomini vennero costretti nei lager, dove venivano identificati da un triangolo rosa. La maggioranza vi trovò la morte.

Mentre la persecuzione degli omosessuali da parte dei nazisti è abbastanza nota oggigiorno, molta meno attenzione è stata data al proseguimento di questa persecuzione nella Germania del dopoguerra. Nel 1945, quando vennero liberati i campi di concentramento, i prigionieri omosessuali non vennero liberati, ma scontarono la loro sentenza in base al Paragrafo 175. Nel 1950, la Germania Est abolì gli emendamenti nazisti al Paragrafo 175, mentre la Germania Ovest li mantenne e addirittura li fece confermare dalla sua Corte costituzionale. Circa 100.000 uomini vennero implicati in procedimenti legali dal 1945 al 1969, e circa 50.000 furono condannati (se non si erano suicidati prima, come molti avevano fatto). Nel 1969, il governo alleggerì il Paragrafo 175 portando l'età del consenso a 21 anni. Questa venne abbassata a 18 nel 1973, e il paragrafo fu quindi abrogato nel 1994. La Germania Est aveva già riformato la sua versione più clemente del paragrafo nel 1968, e l'aveva abrogato nel 1988.

Testi delle diverse versioni del Paragrafo 175 Versione del 15 maggio 1871

Versione del 28 giugno 1935

Nella versione del 1935 (così come in quello del 1969), è presente una frase ricorrente con minime variazioni; nella sua prima apparizione è:

Tale espressione si può risolvere, nel contesto sessuale, traducendo le parole "unzucht" (da zuechten -allevare, figliare- e quindi aggiungendo la negazione "un"-non figliare-) e "treibt" (da treiben, -combinare, trafficare-) "Trafficare per non figliare": nello specifico sessuale, "agire contronatura". E per questa ragione, viene specificatamente inserita la parola "Mann" (Uomo) e "von ihm" (da Lui).

Versione del 25 giugno 1969

Versione del 23 novembre 1973 Oltre a modificare l'età del consenso, l'emendamento apportato nel 1973 all'articolo cambia anche talune espressioni. Al posto di Unzucht, si riferisce a sexuelle Handlungen ("atti sessuali"). Il linguaggio, ancorché attenuato nella sua connotazione, porta ancora con sé l'eco del linguaggio della versione precedente circa i compagni attivi e passivi:

Versione del 10 marzo 1994

Antefatti

Nella seconda metà del XIII secolo lo status degli atti di sodomia tra uomini cambiò: certamente già percepito come un peccato, per la prima volta vennero adottati degli atti legali allo scopo di renderlo un crimine. Quasi ovunque in Europa, la sodomia divenne punibile con la morte.

Nel 1532, Carlo V d'Asburgo con la Constitutio Criminalis Carolina produsse un fondamento per questo principio di legge, che rimase valido nel Sacro Romano Impero fino alla fine del XVII secolo. Le parole dell'articolo 116 di tale codice:

«...quelle persone coinvolte in condotta lasciva, sia uomo con uomo, che donna con donna, o essere umano con animale, perderanno la loro vita bruciando sul rogo.»

Nel 1794 la Prussia introdusse lAllgemeines Landrecht (o codice prussiano), una grande riforma legislativa che sostituì la condanna a morte per questo reato con un periodo di imprigionamento, in linea con il nuovo pensiero illuminista. Il paragrafo 143 di tale codice recitava:

«La fornicazione contro natura, sia tra persone di sesso maschile sia di uomini con animali, è punita con l'imprigionamento da sei mesi a quattro anni e con la pena aggiuntiva dell'immediata perdita dei diritti civili.»

In Francia, il Codice napoleonico del 1804 puniva gli atti di sodomia solo quando venivano lesi i diritti di qualcuno (ovvero nel caso di atti non consensuali), il che ebbe l'effetto di legalizzare completamente l'omosessualità (Jean-Jacques Régis de Cambacérès, uno dei principali estensori del Codice napoleonico, era dichiaratamente omosessuale). Nel corso delle sue conquiste, Napoleone esportò il Codice oltre i confini francesi e in altri stati come i Paesi Bassi. Anche la Baviera adottò il modello francese, e nel 1813 rimosse dai suoi testi di legge tutte le proibizioni riguardanti atti omosessuali consensuali.

Come conseguenza delle nuove e liberali idee francesi, due anni prima del 1871 - data di fondazione dell'Impero tedesco - il regno prussiano, preoccupato circa il futuro del paragrafo 143, incaricò una commissione "scientifica" di giustificare la presenza dello stesso all'interno del codice prussiano. Il Ministero della giustizia delegò una Deputation für das Medizinalwesen (in italiano: commissione per la conoscenza medica), che includeva tra gli altri i famosi medici Rudolf Virchow e Heinrich Adolf von Bardeleben. La commissione dichiarò nella propria valutazione del 24 marzo 1869 di non essere in grado di fornire un fondamento scientifico per una legge che colpiva gli atti di zoofilia e i rapporti omosessuali, differenziandoli da molti altri atti sessuali (considerati al tempo egualmente "perversioni") che non venivano neppure considerati argomenti di legislazione penale.

Nonostante questa negativa "conferma" scientifica, la bozza di legislazione penale presentata da Bismarck nel 1870 alla Confederazione Tedesca del Nord, conservava le precedenti disposizioni prussiane in tema di omosessualità, giustificandole con la preoccupazione dell'opinione pubblica: «Benché qualcuno possa giustificare l'omissione di queste norme penali dal punto di vista medico così come con alcune teorie del diritto penale, il senso pubblico della giustizia vede questi atti non solamente come vizi ma come crimini...»

Impero germanico Incriminazioni per il § 175(1902 - 1918) Anno Imputazione Condanne1902 364 / 393 6131903 332 / 289 6001904 348 / 376 5701905 379 / 381 6051906 351 / 382 6231907 404 / 367 6121908 282 / 399 6581909 510 / 331 6771910 560 / 331 7321911 526 / 342 7081912 603 / 322 7611913 512 / 341 6981914 490 / 263 6311915 233 / 120 2941916 278 / 120 3181917 131 / 70 1661918 157 / 3 118 Accuse: omosessualità / bestialità

Il 1º gennaio 1872, ad un anno di distanza dalla prima applicazione, il codice penale della Confederazione del Nord tedesca divenne il codice penale dell'intero Impero germanico. Con questo cambiamento il rapporto omosessuale maschile tornò ad essere un crimine anche in quegli stati che precedentemente avevano adottato una legislazione più liberale, come la Baviera. Riportando quasi letteralmente le disposizioni del precedente codice prussiano del 1794, il nuovo paragrafo 175 del codice penale imperiale specificò:

«L'immoralità contronatura, commessa fra persone di sesso maschile o fra uomini ed animali, è punita con l'imprigionamento; inoltre può comportare la privazione dei diritti civili.» Già a partire dal 1860, alcune proteste individuali di Karl Heinrich Ulrichs e Karl-Maria Kertbeny si erano levate invano contro il paragrafo 143 del codice prussiano, poi diventato par. 175 del codice tedesco. Nell'Impero sorsero movimenti più organizzati a partire dal 1897 con la fondazione del Wissenschaftlich-humanitäres Komitee (WhK, Comitato scientifico-umanitario), un'organizzazione di intellettuali più che un movimento popolare, che cercò di opporsi al paragrafo 175 basandosi sulla tesi della congenita natura dell'omosessualità.

Il caso venne sostenuto nel 1897 con una petizione presentata da medici e dal presidente del WhK che chiedeva l'abrogazione del paragrafo 175; la petizione venne sottoscritta da oltre 5.000 firmatari, tra i quali molti esponenti di rilievo della cultura tedesca. L'anno successivo il presidente del Partito Socialdemocratico di Germania, August Bebel, presentò la petizione al Reichstag, ma fallì nell'ottenere l'abrogazione. (Per approfondire vedi Magnus Hirschfeld, militanza contro il paragrafo 175.)

Contrariamente alle istanze di abrogazione, dieci anni dopo il governo tedesco progettò l'estensione del paragrafo 175 anche nei confronti dell'omosessualità femminile. Parte dello "Schema di codice penale tedesco" (E 1909) recitava:

«Il pericolo per la vita familiare e per la gioventù è lo stesso. Il fatto che esiste un aumento di tali casi nell'ultimo periodo e attendibilmente testimoniato. È quindi nell'interesse sia della moralità che del benessere generale che questi provvedimenti penali vengano estesi anche alle donne.»  (Stümke, 1989, pag. 50)

Le successive modifiche dello schema di legge si protrassero fino al 1917; la prima guerra mondiale e la successiva sconfitta della Germania non diedero ulteriore corso al progetto.

Repubblica di Weimar Incriminazioni per il § 175(1919 - 1933) Anno    Imputazione  Condanne1919 110 / 10 891920 237 / 39 1971921 485 / 86 4251922 588 / 7 4991923 503 / 31 4451924 850 / 12 6961925 1225 / 111 11071926 1126 / 135 10401927 911 / 118 8481928 731 / 202 8041929 786 / 223 8371930 723 / 221 8041931 618 / 139 6651932 721 / 204 801 Accuse: omosessualità / bestialità

Nel periodo di Weimar ebbero luogo vigorose campagne per l'abrogazione del paragrafo 175, soprattutto nel periodo tra il 1919 e il 1929, dopo il quale l'instabilità di governo provocata dall'ascesa del Partito Nazionalsocialista Tedesco dei Lavoratori pose in secondo piano il problema. I principali promotori delle nuove campagne furono il Gemeinschaft der Eigenen e il Wissenschaftlich-humanitäres Komitee. Ma, come nel precedente periodo imperiale, durante la Repubblica di Weimar, i partiti di sinistra fallirono nell'abrogazione del paragrafo 175 a causa della mancanza di una maggioranza parlamentare.