Il governo Andreotti III è stato il trentatreesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della VII legislatura.

Esso, nato in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 30 luglio 1976Luigi Bianchi, Qualche perplessità sui ministri ma la fiducia è certa, in "Corriere della Sera", 31 luglio 1976, p. 2. al 13 marzo 1978, per un totale di 591 giorni, ovvero 1 anno, 7 mesi e 13 giorni.

Fu il primo governo della storia della Repubblica ad annoverare tra i propri membri una donna, Tina Anselmi (al Dicastero del Lavoro) e fu chiamato "governo della non sfiducia". o "governo di solidarietà nazionale", in quanto superò la votazione di fiducia in Parlamento attraverso l'astensione del Partito Comunista Italiano di Enrico Berlinguer (c.d. compromesso storico).

Ottenne la fiducia al Senato della Repubblica il 6 agosto 1976, con 136 voti favorevoli, 17 contrari e 69 astenuti.

Ottenne la fiducia alla Camera dei deputati l'11 agosto 1976, con appena 258 voti favorevoli, 44 contrari e ben 303 astenuti sui 605 presenti.

Il governo si dimise per permettere un rimpasto favorevole a far entrare nella maggioranza, ma con appoggio esterno, il PCI.

Storia Le elezioni del 1976 continuano ad assicurare la maggioranza relativa alla DC, ma il suo primato (38,7%) è insidiato dai comunisti che, anche grazie alla prima volta dei diciottenni al voto, raggiungono il massimo storico col 34,4%. Due terzi delle aule parlamentari sono controllate da due soli partiti, con la differenza che la DC è cresciuta a spese dei suoi tradizionali alleati laici, il PCI ha invece resistito all'erosione della nuova sinistra rappresentata da Democrazia Proletaria (alleanza tra PDUP, Avanguardia Operaia e Lotta Continua) e Partito Radicale, che conquistano in totale dieci seggi alla Camera ed entrano per la prima volta in Parlamento.

Immediate conseguenze di questa situazione sono l'elezione di Pietro Ingrao alla presidenza della Camera, prima volta di un comunista dopo Umberto Terracini alla Costituente, e la formazione di numerose giunte locali PCI-PSI con la DC all'opposizione.

La DC è chiamata ad esprimere il Presidente del Consiglio ma non può governare alleandosi col PSI, che dopo la flessione elettorale vive un momento di crisi interna, e non può cercare l'appoggio dei partiti laici, suoi tradizionali alleati, anch’essi ridimensionati dal risultato delle urne. Scartata l'ipotesi di ripetere le elezioni, seppure a prezzo di estenuanti consultazioni, l’unica soluzione è quella "di un monocolore appoggiato, o tollerato, da una vasta maggioranza che comprenda anche i comunisti"Andreotti: Visti da vicino, terza serie. Pag. 124. perché, scrive Indro Montanelliibidem, pag. 126 "la DC ha bisogno dei comunisti e dei socialisti: questo lo dice l'aritmetica, non lo diciamo noi".

Presieduto da Giulio Andreotti, il primo dei governi di solidarietà nazionale ha una vita non facile per la tendenza dei cinque partiti dell'astensione (PCI, PSI, PSDI, PRI, PLI) di mantenere un margine di manovra politica.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 21 46 68Totale 1 21 46 68

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri al momento dell’insediamento si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1269 -6410 -358 -167 -325 -145 -134 -123 - -33 -112 - -22 - -22 -1 -1 - -11 - -11 - -11 - -11

Situazione parlamentare Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo Solidarietà nazionale (262):(Compromesso storico) DC (262) Astensione PCI (229), PSI (57), PSDI (15), PRI (14), PLI (5), Misto (3) Opposizione MSI-DN (35), DP (6), Misto (4)Senato della Repubblica Governo Solidarietà nazionale (135):(Compromesso storico) DC (135) Astensione PCI (116), PSI (30), PSDI (7), PRI (7), Misto (10) Opposizione MSI-DN (15)

Composizione CaricaTitolare SottosegretariPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giulio Andreotti (DC) Franco Evangelisti (DC)Segretario del Consiglio dei ministri Piergiorgio Bressani (DC)Sottosegretario con delega ai Problemi della Pubblica amministrazione Gian Aldo Arnaud (DC)Sottosegretario con delega ai Problemi della stampa Ignazio Vincenzo Senese (DC)Sottosegretario con delega agli interventi nel MezzogiornoMinistri senza portafoglio Interventi straordinari nel Mezzogiorno Ciriaco De Mita (DC) MinisteroMinistri Sottosegretari di Stato Affari esteri Arnaldo Forlani (DC) Franco Foschi (DC) Luciano Radi (DC) Interno Francesco Cossiga (DC) Clelio Darida (DC) Nicola Lettieri (DC) Giuseppe Zamberletti (DC)(fino al 15 settembre 1977) Grazia e Giustizia Francesco Paolo Bonifacio (DC) Renato Dell'Andro (DC) Edoardo Speranza (DC) Bilancio e Programmazione economica(con delega agli Interventi straordinari nel Mezzogiorno) Tommaso Morlino (DC) Vincenzo Scotti (DC) Finanze Filippo Maria Pandolfi (DC) Giuseppe Azzaro (DC) Carmelo Santalco (DC) Rodolfo Tambroni Armaroli (DC) Tesoro Gaetano Stammati (DC) Lucio Abis (DC) Renato Corà (DC) Antonio Mario Mazzarrino (DC)Difesa Vito Lattanzio (DC)(fino al 18 settembre 1977) Giuseppe Caroli (DC) Carlo Pastorino (DC) Amerigo Petrucci (DC) Attilio Ruffini (DC)(dal 18 settembre 1977) Pubblica Istruzione Franco Maria Malfatti (DC) Carlo Buzzi (DC) Franca Falcucci (DC) Giovanni Del Rio (DC) Lavori Pubblici Antonino Pietro Gullotti (DC) Antonio Laforgia (DC) Pietro Padula (DC) Agricoltura e Foreste Giovanni Marcora (DC) Arcangelo Lobianco (DC) Roberto Mazzotta (DC)(fino al 24 febbraio 1977) Giuseppe Zurlo (DC)(dal 24 febbraio 1977)Trasporti Attilio Ruffini (DC)(fino al 18 settembre 1977) Costante Degan (DC) Gianni Fontana (DC) Vito Lattanzio (DC)(dal 18 settembre 1977)Marina mercantile Francesco Fabbri (DC)(fino al 20 gennaio 1977) Attilio Ruffini (DC)(ad interim)(dal 20 gennaio al 18 settembre 1977) Vito Lattanzio (DC)(ad interim)(dal 18 settembre 1977) Poste e Telecomunicazioni Vittorino Colombo (DC) Giuseppe Antonio Dal Maso (DC) Elio Tiriolo (DC) Industria, Commercio ed Artigianato Carlo Donat-Cattin (DC) Enzo Erminero (DC) Gianuario Carta (DC) Sanità Luciano Dal Falco (DC) Ferdinando Russo (DC) Giuseppe Zurlo (DC)(fino al 24 febbraio 1977) Commercio con l'estero Rinaldo Ossola (Ind.) Luigi Michele Galli (DC) Partecipazioni statali Antonio Bisaglia (DC) Francesco Bova (DC) Angelo Castelli (DC) Lavoro e Previdenza sociale Tina Anselmi (DC) Baldassare Armato (DC) Manfredi Bosco (DC) Nino Cristofori (DC) Francesco Smurra (DC) Beni culturali ed Ambiente(con delega alla Ricerca scientifica) Mario Pedini (DC) Giorgio Postal (DC) Giorgio Spitella (DC) Turismo e Spettacolo Dario Antoniozzi (DC) Carlo Sangalli (DC)

Cronologia 1976 1 maggio: dopo un rapido giro di consultazioni, il Capo dello Stato firma il decreto di scioglimento delle Camere. Le elezioni sono fissate per il 20-21 giugno: al Consiglio dei Ministri è demandata la facoltà di abbinarle col turno amministrativo.Il Messaggero, 2 maggio 1976 2 maggio: deciso ufficialmente l'abbinamento di elezioni politiche ed amministrative.Francesco De Martino dichiara in una intervista al Messaggero che la gravità della crisi, che è politica, morale ed economica, non consentiva di aspettare la scadenza naturale della legislatura. Il PSI, constatato il rifiuto democristiano di aprire alla cooperazione di tutte le forze dell'arco costituzionale, ritiene necessario rimettere la scelta agli elettori.In un atto di accusa di 300 pagine, il PCI chiede di portare al giudizio del Parlamento gli ex ministri Bosco, Ferrari Aggradi e Valsecchi per il loro coinvolgimento nello scandalo dei petroli.Comitato centrale del PDUP: in vista della formazione delle liste, una parte dell'assise, guidata da Luigi Pintor, si schiera contro l'ingresso di Lotta Continua nel cartello elettorale di Democrazia Proletaria, che oltre al PDUP è formato da Avanguardia operaia ed ex comunisti de Il Manifesto.Il Messaggero, 3 maggio 1976 5 maggio: la procura di Torino fa arrestare Edgardo Sogno e Luigi Cavallo e invia comunicazioni giudiziarie a Randolfo Pacciardi, Ugo Ricci, Remo Orlandini. Per tutti l'accusa è di cospirazione nei confronti del Capo dello Stato nel periodo delle trame nere del 1974.Il Governo, in carica per il disbrigo degli affari correnti, dispone che per tre mesi tutti gli acquisti di valuta straniera e tutti gli accrediti esteri in lire (eccetto le importazioni di grano) siano soggetti alla costituzione di un deposito infruttifero vincolato pari al 50% del totale. La decisione viene presa per affrontare una nuova caduta della lira.Il Messaggero, 6 maggio 1976 6 maggio: Terremoto del Friuli.Un'alleanza tra DC e MSI, favorita dall'astensione dei due consiglieri repubblicani e di quello liberale, provoca la caduta della giunta comunale social-comunista di Napoli.Il Messaggero, 7 maggio 1976 10 maggio: la commissione parlamentare inquirente riceve le conclusioni delle indagini sullo scandalo dei petroli, che coinvolge cinque ex ministri ed altri 82 imputati a vario titolo. I partiti del centro-sinistra avrebbero incassato tangenti per trenta miliardi contro un totale di 600 miliardi di utili ripartiti tra le varie compagnie.Il Messaggero, 11 maggio 1976 11-14 maggio: comitato centrale PCI: Berlinguer accantona la proposta di un compromesso storico in favore di una coalizione democratica aperta fra tutti i partiti dell'arco costituzionale. 14 maggio: mentre il candidato favorito alla presidenza USA, Jimmy Carter, dichiara che non avrebbe alcun problema a trattare con esponenti del PCI, l'Osservatore Romano pubblica un breve corsivo nel quale sostiene che alle elezioni gli italiani dovranno scegliere tra democrazia e dittatura. Raniero La Valle, militante cattolico candidato comunista, e già fatto oggetto di critiche dalla Santa Sede, sempre nello stesso giorno sostiene che si può essere cristiani e marxisti senza cadere in contraddizione.Il Messaggero, 15 maggio 1976 15 maggio: Francesco De Martino dichiara in una intervista che solo un governo di unità democratica potrà attuare una riforma seria e vigorosa. Respinta da DC, PSDI e PRI, la proposta di Berlinguer trova quindi l'appoggio socialista.Il Messaggero, 16 maggio 1976

17-18 maggio: aprendo i lavori dell'assemblea plenaria della CEI, il cardinale Antonio Poma minaccia sanzioni canoniche contro i cattolici che si candidano, seppure da indipendenti, nelle liste del PCI. Il gesto, secondo il prelato, crea turbamento tra i fedeli e va contro le indicazioni dei legittimi pastori della Chiesa. Un editoriale de l'Unità chiede al cardinale Poma il perché la Chiesa non condanna i cattolici distintisi per malgoverno e corruzione.Il Messaggero, 18-19 maggio 1976 20 maggio: intervistato da Il Messaggero, Ugo La Malfa ribadisce la necessità di una politica economica severa, che incontrerà a suo giudizio il problema di una DC lacerata al suo interno, e che sarà costretta a trattative ben più complicate per la formazione del prossimo governo. Per La Malfa non esiste programmazione senza un controllo della distribuzione del reddito nazionale, in gran parte bruciato da clientele e parassitismo.Tra i membri del consiglio della CEI scoppia il caso della trentasettesima cartella, l'ultima pagina del discorso che il cardinale Poma ha letto in apertura dei lavori. La maggioranza dei membri contesta la mancata consultazione e l'inopportunità di un tale intervento ad un mese esatto dalle elezioni.Il Messaggero, 21 maggio 1976