Il governo Leone I è stato il diciottesimo esecutivo della Repubblica Italiana, il primo della IV legislatura.

Esso, nato come governo balneare in seguito alle elezioni politiche dello stesso anno, rimase in carica dal 22 giugno al 5 dicembre 1963 (sebbene già dimissionario dal precedente 5 novembre), per un totale di 166 giorni, ovvero 5 mesi e 13 giorni.

Storia A seguito delle consultazioni del Presidente della Repubblica Segni, tenute dal 23 al 28 maggio, viene affidato ad Aldo Moro, segretario della DC, partito di maggioranza relativa in Parlamento, l'incarico di formare un nuovo governo. Questi cerca di trovare un accordo con PSDI, PRI e PSI per ottenere la maggioranza necessaria a sostenere il suo governo. Viene raggiunta un'intesa di massima prima con PSDI e PRI e poi col PSI, ma il 18 giugno, durante il comitato centrale, il PSI respinge la proposta di Nenni di appoggiare il governo di Aldo Moro e questo porta Moro a rinunciare all'incarico.

Il nuovo incarico viene allora conferito il 19 giugno a Giovanni Leone, allora Presidente della Camera, al fine di trovare una soluzione transitoria (c.d. governo balneare, in quanto formatosi d’estate) in attesa che nel PSI maturino le condizioni per una partecipazione “organica” ad un governo di centrosinistra. Ricevuto l’incarico, il giorno dopo è pronto un governo monocolore DC che, grazie, all'astensione del PSDI, PRI e del PSI, può giurare il 22 giugno davanti al capo dello Stato. Il 1º luglio Leone presenta il Governo alle Camere, riuscendo a ottenere la fiducia sia al Senato, il 5 luglio con 133 voti a favore della sola DC, e 110 contrari - PCI, PLI e MSI - mentre non partecipano al voto 76 senatori appartenenti al gruppo misto, al gruppo socialista e al gruppo socialdemocratico, che alla Camera l'11 luglio con 255 voti a favore della sola DC, 225 contrari del PCI, PLI e MSI e 119 astensioni provenienti da PSI, PSDI, PRI, monarchici, il deputato valdostano e gli altoatesini.

Pochi mesi dopo, il 5 novembre 1963 il governo si dimette , tenendo conto delle risultanze del congresso del PSI di fine ottobre, che autorizza il gruppo dirigente ad avviare le trattative per la formazione di un governo con DC, PSDI e PRIIndro Montanelli: L'Italia dei due Giovanni, pag. 171-172, e della riunione del consiglio della DC che delibera la nuova linea di governo allargata a sinistra in virtù del raggiunto accordo con i socialisti del PSI, ma anche con PSDI e PRI. Un nuovo mandato viene affidato ad Aldo Moro.

Compagine di governo Appartenenza politica L'appartenenza politica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: Partito Presidente Ministri Sottosegretari Totale 1 22 29 52Totale 1 22 29 52

Provenienza geografica La provenienza geografica dei membri del Consiglio dei ministri si può così riassumere: RegionePresidenteMinistriSottosegretariTotale1315 -459 -336 -4 -4 -134 -134 - -44 -123 - -22 - -22 - -22 -1 -1 -1 -1 -1 -1 -1 -1 - -11 - -11

Situazione parlamentare Al momento del voto di fiducia parlamentare (5 luglio al Senato, 11 luglio alla Camera dei Deputati):

Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei Deputati Governo DC (260) Astensione PSI (87), PSDI (33), PDIUM (8), PRI (6), Misto (4) Opposizione PCI (166), PLI (39), MSI (27)Senato della Repubblica Governo DC (132) Appoggio esterno Misto (1) Astensione PSI (44), PSDI (14), Misto (7) Opposizione PCI (84), PLI (19), MSI (15), Misto (1) Assenti Misto (5)

Composizione Presidenza del Consiglio dei ministri CaricaTitolare Sottosegretari di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidente del Consiglio dei ministri Giovanni Leone (DC) Crescenzo Mazza (DC)Sottosegretario del Consiglio dei ministri Vicepresidente del Consiglio dei ministri Attilio Piccioni (DC)Ministri senza portafoglio Riforma della pubblica amministrazione Roberto Lucifredi (DC) Cassa del Mezzogiorno Giulio Pastore (DC) Rapporti con il Parlamento Giuseppe Codacci Pisanelli (DC)Ministeri Ministri Sottosegretari di Stato Affari esteri Attilio Piccioni (DC) Ferdinando Storchi (DC) Edoardo Martino (DC) Interno Mariano Rumor (DC) Guido Bisori (DC) Giovanni Giraudo (DC) Bilancio Giuseppe Medici (DC) Cristoforo Pezzini (DC) Finanze Mario Martinelli (DC) Antonio Pecoraro (DC) Giuseppe Salari (DC) Tesoro Emilio Colombo (DC) Lorenzo Natali (DC) Giovanni Bovetti (DC) Grazia e giustizia Giacinto Bosco (DC) Carlo Scarascia-Mugnozza (DC) Difesa Giulio Andreotti (DC) Gustavo De Meo (DC) Guglielmo Pelizzo (DC) Industria e commercio Giuseppe Togni (DC) Filippo Micheli (DC) Commercio con l'estero Giuseppe Trabucchi (DC) Vittorio Cervone (DC) Agricoltura e foreste Bernardo Mattarella (DC) Vittorio Pugliese (DC) Giacomo Sedati (DC) Lavori pubblici Fiorentino Sullo (DC) Tommaso Spasari (DC) Lavoro e previdenza aociale Umberto Delle Fave (DC) Ettore Calvi (DC) Cesare Augusto Fanelli (DC) Trasporti ed aviazione civile Guido Corbellini (DC) Renato Cappugi (DC) Marina mercantile Francesco Maria Dominedò (DC) Dario Antoniozzi (DC) Poste e telecomunicazioni Carlo Russo (DC) Remo Gaspari (DC) Corrado Terranova (DC) Pubblica istruzione Luigi Gui (DC) Domenico Magrì (DC) Maria Badaloni (DC) Partecipazioni statali Giorgio Bo (DC) Eugenio Gatto (DC) Sanità Angelo Raffaele Jervolino (DC) Natale Santero (DC) Turismo e spettacolo Alberto Folchi (DC) Ruggero Lombardi (DC)

Cronologia Salvo diversa indicazione le notizie sono tratte dal sito dellarepubblica.it, richiamato in bibliografia

10 maggio: Nella sede del gruppo parlamentare socialista si svolge un incontro fra Pietro Nenni e Giuseppe Saragat. I due leader decidono che i rispettivi partiti non avanzeranno proposte sulla formazione del nuovo governo, in attesa di un pronunciamento ufficiale della DC. 12-13 maggio: i dorotei di Mariano Rumor ed Emilio Colombo indicano Moro per la formazione del governo. Si vocifera l'appoggio dei centristi ma non della destra del partito. 17 maggio: il Presidente della Repubblica inizia la consultazioni. L'attenzione generale è rivolta all'imminente congresso del PSI, che deve risolvere il problema dei rapporti col PCI. Mario Scelba insiste per una riedizione del centrismo degasperiano.Il Messaggero, 18 maggio 1963 16 maggio: inizia la IV legislatura. 18-19 maggio: comitato centrale PSI. Fra gli autonomisti si manifestano divergenze sulla prospettiva del centro-sinistra. Santi, Lombardi e Giolitti, differenziandosi da Nenni, ne contestano la chiusura al PCI. La sinistra di Vecchietti e Basso critica nei confronti della relazione di Nenni e su un centro-sinistra che si ponga come obiettivo l’isolamento del PCI. Il Comitato centrale, con un voto a maggioranza, si chiude con una posizione interlocutoria che fissa le condizioni per l’ingresso del PSI nel governo. Punti qualificanti: l’attuazione delle Regioni e la riforma urbanistica. Indicata la data del 18 luglio per il Congresso che, successivamente, sarà spostato al 25 ottobre. 20 maggio: Aldo Moro è proposto per l'incarico dai gruppi parlamentari della DC.Palmiro Togliatti insiste per il rispetto del responso delle urne, che ha spostato l'Italia a sinistra, chiede che il PCI possa entrare nel governo e definisce il centro-sinistra di Moro un pretesto per impedire ai comunisti di governare. Il segretario del PCI invita i socialisti a non isolarsi dai comunisti e, sottolinea che è interesse dello stesso PSI non essere solo nella lotta per un'autentica svolta a sinistra. Mario Scelba definisce la pretesa comunista assurda. Giovanni Malagodi annuncia una dura opposizione del PLI.Con l'arresto dell'avvocato Franco Bartoli Avveduti esplode lo "scandalo delle banane". Il presidente dell'Azienda Monopolio Banane è accusato di turbativa nelle aste per la concessione della vendita all'ingrosso.Il Messaggero, 21 maggio 1963 25 maggio: Aldo Moro riceve l'incarico di formare il nuovo governo. Le consultazioni sono in parte rallentate dalle notizie sulle condizioni di salute di Giovanni XXIII e dall'imminenza delle elezioni regionali siciliane.L'avvocato Avveduti è accusato di aver guadagnato centinaia di milioni comunicando a grosse imprese commerciali le cifre fissate dal ministero, e contenute nelle buste sigillate, coi minimi valori delle aste. 22-24 maggio: Consiglio atlantico. Si riuniscono i ministri dei paesi aderenti alla Nato. L’Italia è presente con una delegazione guidata da Giulio Andreotti, ministro della Difesa. Alla vigilia il monito dell’URSS inviato ai vari governi che partecipano alla Conferenza per un Mediterraneo «senza atomiche». La riunione approva varie misure per organizzare le forze nucleari del Comando supremo alleato (SACEU): assegnazione dei bombardieri atomici britannici e dei sottomarini americani “Polaris”; istituita la carica di un vice comandante del SACEU responsabile delle questioni nucleari, infine si prospetta la partecipazione allargata di militari dei vari paesi Nato alla pianificazione operativa che si svolge a Omaha nel Nebraska (USA). Nonostante le riserve manifestate da alcuni Paesi, Andreotti, a nome del governo italiano, si pronuncia favorevolmente alle proposte. 3 giugno: muore papa Giovanni XXIII. 8-9 giugno: elezioni regionali in Sicilia: la DC recupera i voti perduti alle politiche del 28 aprile. Migliora dello 0,4% il PCI. Stazionari i socialisti, aumentano PSDI e PRI. Grande avanzata del PLI che rispetto alle elezioni regionali del 1959 passa da due seggi a sette. Regresso missino, crollo dei monarchici. Escono definitivamente di scena Silvio Milazzo e la sua lista. 10 giugno: DC-PSDI e PRI raggiungono un accordo sul programma indicato da Aldo Moro, presidente incaricato. Pochi giorni dopo viene raggiunta l'intesa col PSI. 16-22 giugno: Pietro Ingrao parla a Portoferraio e denuncia la lentezza con cui, dopo le elezioni e l’avanzata del PCI, procede la formazione del nuovo governo e accusa Moro di voler scaricare sul PSI la crisi della DC.Alla direzione nazionale del PSI la corrente autonomista vota contro il documento presentato da Nenni per la formazione del nuovo governo. Fra i motivi indicati l’assenza nel documento di ogni riferimento alla riforma urbanistica. In conseguenza di questa decisione Moro rimette l'incarico.Palmiro Togliatti giudica «inammissibile» la discriminazione anticomunista posta dalla DC e afferma, rivolto al PSI, che un partito operaio e democratico non può accettare tale impostazione.Dopo il fallimento dell’incarico ad Aldo Moro la DC avanza l’ipotesi di un governo d’affari guidato dal Presidente della Camera Giovanni Leone. Una soluzione transitoria in attesa che nel PSI maturino le condizioni per una partecipazione organica ad un governo di centro-sinistra. Ricevuto l’incarico il 19 giugno Leone in solo 24 ore forma il suo primo governo, un monocolore DC. Nel frattempo Nenni e la direzione nazionale del PSI si dimettono rimettendosi al responso del congresso. Brunetto Bucciarelli-Ducci sostituisce Leone alla presidenza della camera. 17 giugno: Riunione dei gruppi parlamentari del PCI. Palmiro Togliatti giudica «inammissibile» la discriminazione anticomunista posta dalla DC e afferma, rivolto al PSI, che un partito operaio e democratico non può accettare tale impostazione. Giudica «scandaloso» il ritardo nel dare un governo al Paese. La riunione si svolge mentre è in corso il Comitato centrale del PSI che respinge la proposta di Nenni di appoggiare il tentativo di Aldo Moro di formare il governo. Una nuova riunione dei gruppi parlamentari del PCI si svolgerà il 18 giugno dopo la rinuncia di Moro. 21 giugno: Paolo VI è il nuovo papa. 22 giugno: giuramento dei ministri davanti al capo dello Stato. Il nuovo esecutivo potrà contare sull’astensione del PSDI, PRI e del PSI. La decisione sarà assunta definitivamente dopo la presentazione in Parlamento del programma di governo.Il Messaggero, 23-24 giugno 1963