Pépito è un'opéra-comique in atto unico dell'autore tedesco naturalizzato francese Jacques Offenbach, composta all'inizio della carriera di quest'ultimo su libretto di Léon Battu e Jules Moinaux.

Titolo L'opera è citata talvolta col nome inglese Vertigo oppure come la ragazza di Elizondo, forma ripresa in particolare in tedesco (Das Mädchen Von Elizondo), e in spagnolo (la muchaca de Elizondo.

Trama La trama è piuttosto esile, data la breve durata dell'opera (circa 50 minuti).

Nel Paese Basco spagnolo Vertigo (basso buffo) è il factotum del paesetto di Elizondo, il cui soprannome sembra alludere al turbine di professioni che svolge: è infatti barbiere, maniscalco, dottore e proprietario di una delle due locande del paese. Per accentuare l'effetto comico, Vertigo è introdotto in scena in una sorta di parodia della famosa aria del Barbiere di Siviglia.

Vertigo è innamorato della bella e gentile Manuelita (soprano), proprietaria della locanda concorrente, che corteggia ardentemente, non corrisposto. Manuelita è infatti a sua volta innamorata di Pepito, che è partito per fare il soldato anni prima e da molti mesi non dà più notizie di sé.

Un giorno in paese compare Miguel (tenore), compaesano ancora giovane che ha fatto fortuna a Madrid ed è tornato ricco e sicuro di sé (consultabile anche online). Miguel riconosce in Manuelita la sua compagna di giochi dell'infanzia e semplicemente parlandoci se ne infatua, ma Vertigo, per vantarsi, gli fa credere che Manuelita sia una ragazza di facili costumi e stia per cedergli. Miguel, deluso, propone a Vertigo di organizzare una bevuta per festeggiare il suo ritorno, anche se il suo vero piano è liberarsi Vertigo facendolo ubriacare, in modo da avere via libera con Manuelita.

Vertigo, dopo una grande bevuta, cade infine ubriaco, mentre la bella Manuelita respinge, offesa e indignata, le profferte di Miguel. Solo una volta risvegliatosi dalla sbronza Vertigo confessa a Miguel che in realtà Muelita è una ragazza virtuosa, e Miguel, pentito dal suo comportamento aggressivo, è oramai totalmente conquistato dalla dolce onestà di Manuelita. Quando i due giovani si rivedono, Miguel viene perdonato, ma decide per redimersi di andare a Madrid per prendere il posto di Pepito nell'esercito, permettendo a Manuelita di sposare il suo amore.

Proprio a questo punto arriva però una lettera dal fronte in cui Pepito (che non compare mai sulla scena) informa Miguel di essersi sposato con la sua vivandière; Miguel chiede quindi in moglie Manuelita, la quale, intenerita dai ricordi del comune passato, si è oramai innamorata di lui. I due capiscono di essere fatti l'uno per l'altra e possono quindi fidanzarsi e brindare, senza rancore, col vecchio amico Vertigo, al quale non rimane che consolarsi ribadendo la narcisistica ammirazione per se stesso.

Stile Pépito non ebbe particolare successo, anche se nell'uso parodico della musica seria e nell'alternanza armoniosa del registro comico-farsesco e di quello elegiaco la critica musicale ravvisa alcuni tratti tipici della lirica offenbachiana:

Rappresentazioni La prima fu il 28 ottobre del 1853 al Théâtre des Variétés, fu cancellato dopo un mese e riproposto nel 1856 al Théâtre des Bouffes-Parisiens (consultabile anche online). Pur essendo la prima opera completa dell'autore rappresentata in un teatro della capitale francese, non è attualmente una delle più rappresentate. Fu messa in scena nel regno Unito nel 1857 dalla stessa compagnia del Théâtre des Bouffes-Parisiens e nel 1876 fu riproposta in versione inglese sotto il titolo Vertigo negli Stati Uniti (Payson Opera Company).

Note

Collegamenti esterni

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