è una console per videogiochi domestica prodotta dall'azienda giapponese Nintendo, sviluppata con la collaborazione di ATI Technologies per il comparto grafico e lanciata sul mercato il 19 novembre 2006 in Nord America e nel dicembre dello stesso anno in Giappone, Europa e Australasia. Quinta console casalinga di Nintendo e successore del Nintendo GameCube, fa parte della settima generazione delle console, in cui ha gareggiato commercialmente con Xbox 360 di Microsoft e PlayStation 3 di Sony.

Sotto la direzione del presidente Satoru Iwata e la guida tecnica di Shigeru Miyamoto e Genyo Takeda, Nintendo ha deciso di non competere sulla potenza hardware bruta, dando invece priorità a nuove esperienze di gioco e all'espansione del mercato. Sviluppata con il nome in codice «Revolution», la console ha introdotto un sistema di controllo wireless basato sul movimento: il Telecomando Wii (Wii Remote), dotato di accelerometri e sensori a infrarossi per rilevare gesti tridimensionali e fungere da puntatore. È stata la prima console dell'azienda con connettività Internet nativa, introducendo servizi per il gioco online e la distribuzione digitale, come la Nintendo Wi-Fi Connection, WiiConnect24 e il Canale Wii Shop, e supportando inoltre l'interazione wireless con la portatile Nintendo DS. Il modello originale era retrocompatibile con i giochi e la maggior parte degli accessori del GameCube. L'azienda ha successivamente commercializzato revisioni hardware a costo ridotto e prive di tale retrocompatibilità: il Wii Family Edition (modello RVL-101, 2011) e il Wii Mini (2012), quest'ultimo sprovvisto anche del supporto alle reti wireless e del lettore di schede SD.

La scelta di limitare la potenza di calcolo ha reso il sistema e i relativi videogiochi meno costosi da produrre rispetto alla concorrenza. Il progetto ha ottenuto un notevole successo commerciale sin dal lancio, registrando una carenza di scorte in diversi mercati. Trainato dalla sua killer application, Wii Sports (incluso nella confezione), e dai nuovi capitoli di serie storiche come Super Mario, The Legend of Zelda, Pokémon e Metroid, il Wii è diventato rapidamente un fenomeno di costume a livello globale. Entro il primo anno di disponibilità ha superato nelle vendite i concorrenti della sua generazione, riposizionando Nintendo come azienda leader nel mercato videoludico. Con oltre 101 milioni di unità vendute, è stata la console casalinga Nintendo più venduta fino al sorpasso da parte di Nintendo Switch nel 2021, e, ad aprile 2026, risulta la settima console più venduta di tutti i tempi. L'ampia diffusione dei controlli di movimento ha influenzato l'intera industria, spingendo la concorrenza a sviluppare periferiche come Kinect e PlayStation Move. L'orientamento al mercato di massa ha tuttavia allontanato parte dell'utenza storica (i cosiddetti core gamer); nel tentativo di riconquistare questo target, Nintendo ha lanciato nel 2012 il successore Wii U, che ha registrato vendite nettamente inferiori. La produzione del modello originale è terminata ufficialmente nell'ottobre del 2013, sebbene la variante Mini sia stata commercializzata per altri quattro anni, mentre i servizi online principali sono stati dismessi progressivamente fino al 2019.

Storia

Sviluppo (2001-2003)

Poco dopo l'uscita del Nintendo GameCube, la divisione Integrated Research & Development (IRD) di Nintendo ha iniziato a definire il concetto della sua prossima console.. Il game designer Shigeru Miyamoto ha spiegato che l'azienda ha deciso fin dalle prime fasi di non competere sulla potenza hardware bruta, ma di dare priorità a nuove esperienze di gioco.. In questa fase embrionale, la società ha immaginato un hardware molto economico, con un prezzo di vendita obiettivo di circa 100 dollari.

Miyamoto ha citato i controller realizzati per giochi specifici, come Dance Dance Revolution, osservando che modificare l'interfaccia avrebbe potuto ampliare le possibilità del game design e ridurre i vincoli creativi. Nel 2001, Nintendo ha iniziato a collaborare con Gyration Inc., un'azienda che deteneva vari brevetti sulla tecnologia di rilevamento del movimento, per sviluppare un controller a una mano basato su tale tecnologia.

Dopo essere succeduto a Hiroshi Yamauchi come presidente di Nintendo il 31 maggio 2002, Satoru Iwata voleva tradurre la visione di Nintendo per il settore in interventi su più livelli, dai videogiochi all'hardware. Un'indagine di mercato interna ha rivelato inoltre che la complessità dell'hardware precedente aveva ostacolato il supporto delle piattaforme Nintendo da parte degli sviluppatori esterni, indebolendo la posizione competitiva della società..

Nel 2003, Iwata ha incontrato Miyamoto e Genyo Takeda per discutere la strategia di mercato. Ha chiesto a Takeda di discostarsi dalla tradizionale technology roadmap del settore nella progettazione della nuova console, sottolineando che avrebbe dovuto risultare accessibile soprattutto a un pubblico non tradizionale, comprese le madri di famiglia.. Iwata voleva inoltre mantenere la retrocompatibilità con i precedenti giochi Nintendo per ridurre l'ingombro domestico. Iwata ha proposto l'uso dei controlli di movimento per semplificare l'interfaccia di gioco e ampliarne l'attrattiva. Questo orientamento all'espansione del mercato fu ricondotto da Nintendo alla cosiddetta «strategia Oceano Blu», volta a creare nuovi spazi di mercato anziché competere direttamente in quelli già consolidati. Un primo prototipo è stato completato in soli sei mesi..

Il Nintendo DS ha influenzato notevolmente il progetto. Secondo Miyamoto, l'interfaccia del portatile aveva attirato utenti non tradizionali, inducendo Nintendo a ritenere possibile raggiungere un pubblico più ampio anche con la nuova console domestica. Il game designer Kenichiro Ashida ha dichiarato: «Avevamo il DS in mente mentre lavoravamo al Wii. Pensammo di copiare l'interfaccia con pannello a sfioramento del DS e arrivammo persino a creare un prototipo». L'idea è stata infine abbandonata per evitare che le interfacce dei due sistemi risultassero troppo simili. Miyamoto ha aggiunto: «Se il DS avesse fallito, avremmo potuto riportare il Wii al tavolo da disegno».

Annunci (2004-2005)

In un'intervista del 2004, Iwata indicò il sistema di nuova generazione di Nintendo come «GCNext» o «GCN». All'E3 2004, Iwata ha svelato i primi dettagli del progetto sotto il nuovo nome in codice «Revolution», riflettendo la sua convinzione che la console avrebbe rivoluzionato l'industria. Il redattore tecnologico di BBC News, Alfred Hermida, ha osservato che il progetto Revolution era cruciale per Nintendo, allora in ritardo rispetto a Sony e Microsoft nel mercato delle console domestiche. Il sistema è stato presentato formalmente all'E3 2005; in questa fase, il controller di movimento non era ancora definitivo ed è stato volutamente omesso dalla presentazione. Iwata ha sottolineato la compattezza sollevando la console con una sola mano per enfatizzarne le dimensioni ridotte rispetto alla concorrenza, paragonandola a una «pila di tre custodie di DVD».. Il formato ridotto, oltre a ridurre i consumi e le emissioni di calore, era progettato per integrarsi discretamente nei salotti, con l'idea che i genitori sarebbero stati più propensi ad accettare il dispositivo in casa se fosse stato piccolo e accattivante.. L'estetica minimalista del prototipo, mostrato inizialmente in nero (sebbene la versione finale al lancio fosse disponibile solo in bianco), ha generato paragoni con il design del primo iPod di Apple..

Nel settembre 2005, Iwata ha presentato al Tokyo Game Show un prototipo del controller. Durante la presentazione ha dimostrato le capacità di rilevamento del movimento e mostrato un video con i commenti di sviluppatori come Hideo Kojima e Yūji Horii. Nell'aprile 2006 è stato annunciato il nome ufficiale «Wii»: la grafia con due «i» minuscole intendeva rappresentare sia due persone vicine sia la combinazione del Telecomando Wii e del Nunchuk. In un comunicato, l'azienda ha spiegato: «Wii suona come 'we' [noi], il che sottolinea che la console è per tutti. Wii può essere facilmente ricordato da persone in tutto il mondo, indipendentemente dalla lingua che parlano. Nessuna confusione».

Il nome ha suscitato inizialmente diffuse critiche e derisioni, comprese numerose battute sull'urina e parodie diffuse online. Forbes ha riferito che alcuni fan temevano che la nuova denominazione rafforzasse la percezione di Nintendo come produttore rivolto soprattutto ai bambini, mentre BBC News ha riportato la comparsa in rete di numerose battute basate sul nome subito dopo l'annuncio. Alcuni sviluppatori e commentatori dell'industria hanno espresso una preferenza per il precedente nome in codice «Revolution». Il presidente di Nintendo of America, Reggie Fils-Aimé, ha difeso la scelta affermando che la volontà dell'azienda era quella di trovare un nome corto, distintivo e facilmente pronunciabile in tutte le culture, preferendolo così al più ostico «Revolution». All'E3 2006, Nintendo ha mostrato il sistema in forma giocabile: 27 titoli Wii erano disponibili sullo show floor e durante la conferenza furono presentati numerosi giochi per la console. L'azienda ribadì inoltre che il Wii sarebbe stato commercializzato entro la fine dell'anno.

Lancio (2006-2010)

Il Wii è stato commercializzato per la prima volta negli Stati Uniti il 19 novembre 2006 al prezzo di 249,99 dollari, seguito dal Giappone il 2 dicembre a yen, dall'Australasia il 7 dicembre a 399,95 dollari australiani e dall'Europa l'8 dicembre al costo di 249 euro; nel Regno Unito il prezzo consigliato era di 179,99 sterline. Per il lancio nordamericano furono annunciati più di 25 giochi, con circa 30 titoli previsti sugli scaffali entro la fine del 2006; Nintendo prevedeva inoltre di distribuire circa 4 milioni di console a livello mondiale nello stesso periodo. L'espansione verso altri mercati è proseguita negli anni successivi: la console ha raggiunto il Sudafrica nel settembre 2007, la Corea del Sud nell'aprile 2008, Taiwan nel luglio 2008, l'India nel settembre 2008 attraverso una partnership tra Samurai India e HCL, e Hong Kong nel dicembre 2009. Nintendo aveva previsto di collaborare con il partner locale iQue per lanciare il Wii nella Cina continentale, ma il sistema non vi ricevette un lancio ufficiale nel quadro delle restrizioni governative allora vigenti sulle console di produzione straniera.

Nintendo ha annunciato una spesa di oltre 200 milioni di dollari per la promozione del Wii nell'anno successivo, la più costosa campagna pubblicitaria mai intrapresa dall'azienda fino a quel momento. In Nord America, gli spot televisivi della serie «Wii would like to play», diretti dal regista premio Oscar Stephen Gaghan, mostravano due uomini giapponesi che presentavano la console a diverse famiglie statunitensi. La promozione online utilizzò anche lo slogan «Experience a new way to play». La campagna puntava ad ampliare il pubblico oltre i giocatori tradizionali, rivolgendosi in particolare agli adulti e alle famiglie. Nel dicembre 2006, Iwata ha ribadito che Nintendo non si considerava «in lotta con Sony», concentrandosi invece sull'espansione del pubblico dei videogiocatori. Nel corso del 2007 il Wii è diventato un fenomeno sociale, raggiungendo fasce d'età molto diverse. La console trovò diffusione anche nelle comunità per anziani e nelle case di riposo statunitensi. Il lancio registrò un notevole successo: negli Stati Uniti e in Giappone le prime forniture andarono rapidamente esaurite e in Europa il sistema risultò esaurito in pochi giorni, mentre la domanda rimase superiore all'offerta anche nei mesi successivi. Per far fronte alla domanda Nintendo aumentò in seguito la produzione mondiale: nel 2008 Reggie Fils-Aimé indicò un passaggio da circa 1,6 a 2,4 milioni di console al mese.

Successore e fine produzione (2011-2020)