Il Governo di Rudinì II è stato il trentaduesimo esecutivo del Regno d'Italia, il secondo guidato da Antonio di Rudinì.
Esso, nato in seguito alle dimissioni del governo precedente, è stato in carica dal 10 marzo al 15 luglio 1896 (sebbene già dimissionario dal precedente 5 luglio), per un totale di 127 giorni, ovvero 4 mesi e 5 giorni.
A partire da questo governo (salvo alcune saltuarie eccezioni precedenti), a causa degli strascichi delle politiche trasformiste di Agostino Depretis (che crearono il Grande Centro) e della Crisi di fine secolo, nata da nuove istanze politiche, economiche e sociali dell’Età giolittiana che la classe politica ottocentesca faticava a gestire (e che erano invece sfruttate dal Partito Socialista Italiano e dal Partito Repubblicano Italiano), si avvierà una fase di progressivo avvicinamento ideologico e di collaborazione stabile delle due principali forze politiche dell’Italia liberale (Sinistra storica e Destra storica), unificatesi poi nel 1913 sotto il nome di Unione Liberale (UL).
Compagine di governo Appartenenza politica PartitoPresidenteMinistriSottosegretariTotale 1 6 5 12 In cambio di posizioni esecutive, il partito decise di supportare saltuariamente il governo - 2 5 7 - 4 1 5
Situazione parlamentare NOTA: Ai tempi del Regno d'Italia, poiché secondo lo Statuto Albertino il governo rispondeva nei fatti al solo Re, la fiducia parlamentare in senso moderno non era obbligatoria (ed in tal senso vari sono stati i casi di formazione di un governo palesemente privo di tale supporto). La prassi di determinare la sopravvivenza dell’esecutivo in base al supporto parlamentare, dunque, si è andata sviluppando solo successivamente, specie con l’ascesa dei partiti di massa e con l’introduzione del sistema proporzionale, in tempi molto più tardi rispetto all’unità, ed ufficialmente solo con la Costituzione della Repubblica Italiana. Per questo motivo, il grafico sottostante espone, secondo ricostruzioni e dichiarazioni, nonché secondo la composizione del governo, l’eventuale supporto che questo avrebbe o ha ottenuto.
Camera Collocazione Partiti SeggiCamera dei deputatiViene qui riportata la situazione parlamentare solo di questa camera (e non anche del Senato del Regno) poiché, sebbene entrambe partecipassero al processo di controllo del rapporto con l'esecutivo, per convenzione costituzionale in caso di disaccordo era la decisione della camera bassa a prevalere, risultando essere la posizione ufficiale del Parlamento nella sua totalità. MaggioranzaDEM (334)Appoggio tendenzialmente saltuario sulle materie più importanti; per il resto esso si poneva generalmente in astensione., PLC (104), IND (8)Opposizione ER (47), PSI (15)
Composizione Carica Titolare SottosegretarioPresidenza del Consiglio dei ministri Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio Presidentedel Consiglio dei ministri Antonio Starabba, marchese di Rudinì (Destra storica) Carica non assegnataPoiché all'epoca del Regno d'Italia la figura del Presidente del Consiglio era vista come una figura mediatrice e coordinatrice piuttosto che dirigenziale rispetto all’esecutivo, e dunque senza una costituzione autonoma, il detentore era più identificato con il ministero da egli detenuto piuttosto che dalle sue funzioni, e per questo non vi era mai stata la necessità di nominare un sottosegretario specifico, ma il Capo di governo si serviva dei propri sottosegretari ministeriali. Ministri senza portafoglio Sottosegretario Commissario Civile per la SiciliaPrimo esempio di “amministrazione speciale” in Italia, la figura fu istituita, in seguito alla repressione di alcune proteste violente scoppiate sull’isola tra il 1893 ed il 1894, dal Governo per controllare direttamente le municipalità del territorio tramite una complessa struttura di funzionari e prefetti, capeggiata dal Commissario civile, che formava così una "super prefettura" informale. Nel settembre 1897, il ministero fu soppresso. Giovanni Codronchi Argeli(Destra storica) Carica non assegnata Ministero Ministri Sottosegretario Affari Esteri Onorato Caetani Di Sermoneta(Destra storica) Lelio Bonin-Longare Agricoltura, Industria e Commercio Francesco Guicciardini(Indipendente)Tecnicamente eletto nelle liste del centro-sinistra, appoggiò spesso i Governi Depretis, pur coltivando, allo stesso tempo, una forte amicizia con Sidney Sonnino, vicino a posizioni più conservatrici e opposte. In seguito, si mosse spesso tra i due schieramenti politici (aderendo addirittura apertamente al “trasformismo” e, in virtù di ciò, passando dall’opposizione a Giovanni Giolitti, all’appoggio per Giuseppe Zanardelli) e auspicò sempre per un partito liberale che superasse le differenze tra Destra e Sinistra storica. Si stabilì, alla fine, su posizioni centriste. Carlo Compans Lavori Pubblici Costantino Perazzi(Destra storica) Giacomo De Martino Interno Antonio Starabba, marchese di Rudinì (Destra storica) Emilio Sineo Pubblica Istruzione Emanuele Gianturco(Sinistra storica) Tancredi Galimberti Guerra Cesare Ricotti Magnani(Destra storica) Luchino Dal Verme Marina Benedetto Brin (Indipendente)Affiliato alla Sinistra storica Giuseppe Palumbo(dal 9 aprile 1896) Finanze Ascanio Branca(Sinistra storica) Giorgio Arcoleo(dal 30 marzo 1896) Tesoro Giuseppe Colombo(Destra storica) Vincenzo De Bernardis Grazia e Giustizia e Culti Giacomo Giuseppe Costa(Indipendente) Scipione Ronchetti Poste e Telegrafi Pietro Carmine (Indipendente)Affiliato alla Destra storica solo ai fini della formazione del governo Matteo Mazziotti
Cronologia
10 marzo - Il governo giura dinnanzi al Re. 11 luglio - A distanza di soli quattro mesi, in seguito ad una crisi extra-parlamentare creatasi in seguito alle opposizioni del ministro Cesare Francesco Ricotti-Magnani di portare l’organico dell’esercito ad 8 corpi d’armata anziché a 12 come volevano il Re e la maggioranza dei generali, insieme ad altre divergenze su tagli ad alcuni ministeri, vari ministri si dimisero, travolgendo così il governo. Il Re dunque, accettate le dimissioni del Presidente di Rudinì, tenuto conto dell’assenza di un esplicito voto di sfiducia, riconferisce a quest’ultimo il mandato esplorativo. 15 luglio - Con il giuramento del nuovo esecutivo termina ufficialmente l’esperienza di governo.
Note
Bibliografia Parlamenti e Governi d’Italia (dal 1848 al 1970) - Vol. II - Francesco Bartolotta - Vito Bianco Editore - 1971, pp. 86-87.
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