Lantico tempio di Atena Poliàs (Αρχαίος Ναός, Archaios Naós) fu un tempio dorico dell'età arcaica sull'Acropoli di Atene, sede del culto di Atena Poliàs (o Poliade), la divinità protettrice della città di Atene, e del suo xoanon ligneo. È generalmente datato alla seconda metà del VI secolo a.C. ed è attestato archeologicamente dalle fondazioni messe in luce nel 1885 a sud dell'Eretteo, identificate da Wilhelm Dörpfeld e note come «fondazioni Dörpfeld». Il tempio fu incendiato durante il sacco persiano del 480 a.C.; le sue funzioni cultuali furono in seguito assunte dall'Eretteo.
Descrizione thumb|left|upright=1.5|Planimetria dell'Acropoli di Atene: l'antico tempio di Atena è il numero 2.
Le fondazioni rivelano un impianto di circa 21,3 × 43,15 m con orientamento est-ovest e peristasi di 6 × 12 colonne. La cella orientale era relativamente breve e articolata da due file di tre colonne, mentre il settore occidentale presentava ambienti di servizio (oikemata) dietro un opistodomo poco profondo; i prospetti corti presentavano due colonne in antis. Le strutture impiegano calcare locale (poros) e marmo pario per elementi della trabeazione e della sima, secondo quanto attestato dai frammenti arcaici riutilizzati e conservati. Il tempio ospitava lo xoanon di Atena Poliàs, venerato sul lato nord dell'altopiano sacro in continuità con i luoghi del palazzo miceneo.
La decorazione frontonale comprendeva (almeno) una gigantomachia e un gruppo con leoni che abbattono un toro, sculture conservate al Museo dell'Acropoli. Sono inoltre riferibili al tetto doccioni a testa di leone dipinti, pertinenti agli angoli della copertura.
Rapporti con altri edifici arcaici dell'Acropoli L'interpretazione delle fasi e dei rapporti con altri edifici arcaici dell'Acropoli (H-Architektur, Hekatompedon) è oggetto di dibattito: tra le letture principali si segnalano quelle di Dinsmoor (Hekatompedon come edificio distinto), di Korres e di Ferrari, con riesame anche degli strumenti (ad es. l'introduzione dello scalpello a pettine) e delle iscrizioni arcaiche pertinenti (cd. Hekatompedon Decree).
Le fonti epigrafiche distinguono l'hekatompedon dal naos sull'Acropoli nel decreto IG I³ 4 (AIO 1692). La museografia del Museo dell'Acropoli attribuisce ai frontoni dell'Hekatompedon i gruppi con leonessa e vitello e con leoni che abbattono un toro, mentre collega alla decorazione dell'Antico tempio di Atena Poliàs il frontone con gigantomachia, trattando quindi i due complessi come distinti ma in rapporto topografico e storico.
Iscrizioni IG I³ 4 (cd. Hekatompedon decree, 485/4 a.C.): il testo distingue l'«Hekatompedon» dal «naos» (tempio), menzionando l'hekatompedon in due punti (B 10–11; B 18). IG I³ 329 (414/3 a.C.): Inventario dell'Hekatompedon, con distinzione tra hekatompedon, pronaos e parthenon negli elenchi dei beni sacri. IG II³ 1, 1026 (III sec. a.C.): decreto onorario per la sacerdotessa di Atena Poliàs, testimonianza della continuità del culto nell'area settentrionale dell'Acropoli. SEG 53.143 (108/7 a.C.): onori per le parthenoi che lavorarono al peplo di Atena per le Panatenee, con elenco per tribù.
Note
Bibliografia
Voci correlate Acropoli di Atene Altare di Atena Polias Architettura greca arcaica Eretteo Hekatompedon
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