Biografia Di formazione classica, studia presso il Conservatorio di Musica "Giuseppe Verdi" di Milano; si è in seguito laureato al DAMS di Bologna con una tesi su "Le sorgenti inudibili del suono - la musica di Horatiu Radulescu". In seguito si perfeziona con Leonard Bernstein (all'Accademia di Santa Cecilia a Roma), Pierre Boulez (al Centre Akanthes di Avignone) e Sergiu Celibidache (all'Università di Magonza, alla Scuola di Alto Perfezionamento di Saluzzo e ai suoi corsi e incontri privati a Monaco di Baviera e a Parigi). Negli anni ottanta ha frequentato Giacinto Scelsi, dal quale ha intuito il potere del suono oltre la mera scrittura. I corsi di Fenomenologia della musica e direzione d'orchestra di Sergiu Celibidache gli hanno ulteriormente indicato la strada da percorrere.
Aldo Brizzi compositore Ha scritto musiche da camera, sinfoniche, brani elettronici, opere e canzoni per formazioni quali gli archi della Filarmonica di Berlino, l'Orchestre Philharmonique de Radio France, the European Union Youth Orchestra, Bamberger Symphoniker, Baden-Baden Radiosymfonieorkester, Orchestra della Radio Danese, Orchestra del Cantiere di Montepulciano, Arditti String Quartet, Ensemble Orchestrale de Lyon, Ensemble de cuivres et perc de l'InterContemporain di Parigi, etc.
Esordisce con il brano Piccola Serenata eseguito nel 1979 dal Grupo de Música Contemporânea de Lisboa alla Fondazione Gulbenkian. Si tratta di un brano per flauto, viola e percussione, legato al concetto di opera aperta, negli ultimi anni in cui le avanguardie storiche erano ancora in piena attività.
Il primo gennaio 1981 è il primo compositore vivente ad essere eseguito dalla European Union Youth Orchestra con Objet d'art per flauto e archi diretto da James Judd, brano selezionato nel concorso "Venezia Opera Prima" organizzato dal Teatro La Fenice di Venezia dove viene eseguito da Roberto Fabbriciani, flauto solista e Antonello Allemandi, direttore. In questo brano, la decomposizione timbrica sostituisce la percezione armonica e in parte quella ritmica per assurgere così a momenti segretamente poetici che si dilatano ulteriormente in "Wayang Purwa", per oboe e orchestra, sempre nel 1981, eseguito al Cantiere d'Arte di Montepulciano, solista Burkhard Glaetzner, direttore Jan Latham Koenig.
Dopo questo inizio, in cui la dialettica e i riferimenti alle avanguardie storiche sono palesi, inizia una serie di pezzi da camera dove un canto segreto, come sospeso in un labirinto di silenzi, si fa spazio in maniera sottile e delicata. Tra i brani di questo periodo "Schizzi da boudoir" per clarinetto e pianoforte del 1981, eseguito in prima al Southbank Centre di Londra da Mark Van de Wiel e Latham Koenig, "Mirtenlied" per flauto e arpa, presentato in prima assoluta all'Auditorium 104 di Radio France a Parigi da Pierre-Yves Artaud e Sylvie Beltrando nel 1982 e Canto sulla lontananza per viola sola, eseguita in prima Antônio Oliveira e Silva alla Fondazione Gulbenkian a Lisbona nel 1983, in seguito registrato in un disco vinile da Vincent Royer (1985) e su CD da Maurizio Barbetti (1996).
Conosce e frequenta Giacinto Scelsi, il quale, senza mai essersi assunto il ruolo di "maestro di composizione", in forma sottile, lo spinge a percepire il suono come una profonda evoluzione interiore. Horațiu Rădulescu lo introduce ai segreti dell'immaginario sonoro visto attraverso la lente dei fenomeni acustici insiti nel suono stesso, "all’intimità del gesto rituale a cui è approdata ogni composizione di Rădulescu nel costante processo di avvicinamento alla sacralità ancestrale, antecedente alle strutture religiose e ai linguaggi, in una liberazione istintiva del suono intesa come evento naturale.
Nel 1982 frequenta i Ferienkuerse für Neue Musik di Darmstadt, dove, nell'effervescente atmosfera internazionale creata dall'allora direttore Friedrich Hommel, inizia la carriera di direttore d'orchestra dirigendo un brano di Kübler. Nello stesso anno il soprano canadese Brenda Mitchell presenta a Darmstadt la prima de Della grande attesa (1978-81) per voce femminile su testi di Friedrich Nietzsche. Nell'edizione successiva dei Ferienkurse, nel 1984, come compositore, vince lo Stipendienpreis. Nel 1986 dirige uno storico concerto monografico di musiche di Scelsi seguito da un secondo nel 1988 nel Duomo di Spira, tre giorni dopo che il mondo della musica aveva appreso la notizia della morte di Giacinto Scelsi, dirigendo i grandi solisti della musica contemporanea, da Irvine Arditti a Fernando Grillo, da Rohan de Saram a Pierre-Yves Artaud. Nel 1990 viene nominato direttore degli Ensemble des Ferienkurse e rimane in carica fino al 1994.
Nel 1983 inizia una serie di composizioni per strumento solo, "De la trasmutatione de' metalli", brani che, in contrasto con le delicate sospensioni sonore dei brani precedenti, iniziano a scandagliare l'universo fenomenologico del suono con una forza ritmica e, attraverso glissati e battimenti, una polifonia microtonale assai vigorosa. Il primo, per il sassofonista Daniel Kientzy è scritto per due sassofoni suonati contemporaneamente dallo stesso interprete al quale è anche affidata una terza linea di suoni da emettere con la voce. Il secondo, per tuba e voce (un solo esecutore), è scritto per Mel Cultberson, che lo esegue in prima a Nancy. Il terzo, per contrabbasso, traspone su due-tre corde suonate simultaneamente tutto il potenziale di polifonia microtonale già sviluppata in precedenza ma con un arco indipendente che sempre induce all'enfasi ritmica ripetitiva dal carattere ormai del tutto personale. Questo procedimento inizia a sfiorare momenti ipnotici che il suono aveva sempre esaltato in musiche etniche non occidentali ma raramente nella musica contemporanea. De la trasmutatione de' metalli III vince il Concorso Franco Evangelisti (presidente della giuria Ennio Morricone), nel 1986. De la trasmutatione de' metalli IV, per percussione, del 1988, scritto per Thierry Miroglio, eseguito in prima al festival MANCA a Nizza. Le percussioni sono solo strumenti a pelle, tra i quali 4 timpani in costante glissando che arrivano a mantenere la stessa pulsazione spettrale dei brani precedenti. Sul programma di sala Robin Freeman scrive: "De la transmutatione de' metalli IV traduce in cerimonia, in rito, lopus alchemico pur portando avanti in un modo sottilissimo quell'arte della pulsazione che dà un profilo tutto particolare alla musica di Aldo Brizzi". De la trasmutatione de' metalli V, per violino, riprende i moduli polifonici del pezzo per contrabbasso, alternando suoni normali ad armonici. Il brano vince il Junge Komponisten Forum di Colonia e viene eseguito alla WDR da Saschko Gawriloff nel 1989. Il sesto brano, per pianoforte, è anch'esso basato su una sola nota in incessante trasformazione e parte dal principio di un ritmo ripetitivo e ossessivo. Viene eseguito al New Music Festival di Bucarest da Silvia Belfiore nel 1992 e nella sua versione definitiva da Oscar Pizzo al festival Antasten di Heilbronn nel 2003. Il settimo e ultimo brano della serie è per chitarra, ed è stato scritto per Francesco Cuoghi che l'ha eseguito in prima a Bruxelles nel 2000.
Nel frattempo Aldo Brizzi scrive un breve quartetto per archi "...da un frammento" presentato dal Quartetto Arditti al Festival de la Rochelle, e brano per soprano leggero e ensemble, "Le erbe della Thule", su testi/suggestioni poetiche di Harry Martinson, eseguita dall'Ensemble 2E2M al Centre Pompidou di Parigi diretto da Paul Méfano, soprano Judy Wham. "Il libro dell'interrogazione poetica I" per 6 percussionisti e 9 strumenti, arreca una "scrittura assai complessa che libera violentissimi suoni isolati delle percussioni ad un ruotare costante a diverse velocità differenti, simultaneamente, dei primi 57 armonici dello spettro di Mi da parte degli altri strumenti". Questo brano ha vinto il premio dell'Anno Europeo della Musica indetto dal Festival d'Automne Paris, WDR, Biennale di Venezia – dove la giuria era composta da Iannis Xenakis, Luigi Nono, Helmuth Lachelman, Mario Messinis ed è stato eseguito in prima alla WDR di Colonia nel 1985 dall'Ensemble Köln diretto da Robert Platz.
Nel 1986 scrive "Kammerkonzert n. 1" per flauto, clarinetto, violino e pianoforte, brano in due movimenti che sono il sunto delle diverse tappe messe a fuoco da Brizzi in quei primi anni. Il primo movimento si rifà alle sottigliezze di melodie quasi impercettibili che si sciolgono nel silenzio e viceversa, il secondo movimento invece s'ispira alla serie de "La trasmutatione de' metalli". Qui i "quattro strumenti si fondono fino a divenire come un unico "solo" strumento, creando una percezione di differenti piani e prospettive di tempo, dinamica, ritmo e timbro come provenienti da un'unica sorgente di suono che si percepisce ricca di energia ritmica". La prima esecuzione è avvenuta all'Israel Festival, a Gerusalemme, con il Nuovo Ensemble Italiano diretto dall'autore nel 1986.
Altri brani di quegli anni sono "for Racheli", brevissimo prezzo per violoncello del 1986 eseguito in prima da Rohan de Saram al Duomo di Spira per i Ferienkurse di Darmstadt 1988 e "Déchets d'atelier" per due pianoforti, dove la micropoliritmia del ribattuto viene esaltata e resa struttura portante del brano.
Su invito del Centre Européen for la Recherche Musicale de Metz, Brizzi scrive "Mi ha sefer..", gigantesco affresco per più di 150 parti di sassofono (dal sopranino al contrabbasso) registrate da Daniel Kientzy su nastro magnetico, ognuna su un'altezza e ritmo ribattuto a velocità differenti. Per l'esecuzione dal vivo si aggiungono una parte di sassofono e di percussione. La prima esecuzione, ai Rencontres Internationales de Metz, nel 1986 è stata eseguita da Daniel Kientzy e Jean-Pierre Drouet.
Nel 1987 scrive "Il libro dell'interrogazione poetica III" per tre voci di basso, 2 percussionisti (che suonano solo tam-tam e gong amplificati e spazializzati) e 7 ottoni. Qui il gioco spettrale si fa ancora più sottile, tra le risonanze che si rimandano incessantemente gli strumenti e il gioco più poliritmico che polifonico delle articolazioni, quasi cluster vocali che ricordano certe modalità tibetane, delle tre voci di basso. La prima è avvenuta all'Abbazia di Royaumont, eseguita dagli Singcircle di Londra e dall'ensemble de cuivres et percussions de l’InterContemporain, diretti da Annick Mink nel 1987.
Il "Kammerkonzert n. 2" scritto per la Philharmonisches Kammermusik Collegium Berlin (un gruppo di solisti della Filarmonica di Berlino) è stato eseguito dapprima alla Fondazione Sophia Antipolis, ad Antibes nel 1989 e a Orléans nel 1990, sempre dalla formazione berlinese diretta da Aldo Brizzi. I 10 archi solisti in pochi, intensissimi minuti compiono una sintesi tra ciò che nel Kammerkonzert n. 1 era suddiviso in due movimenti: melodie, qui microtonali, quasi corali, che "sorgono e svaniscono nel silenzio, alternate o sovrapposte a scariche di energia ritmica su una sola nota, un Fa, e su glissandi che ne arricchiscono i fenomeni che si autogenerano, fino a prospettare una terza dimensione sonora".