L'accordo Scotti,Vedi articolo 30/07/07 da blogspot.com. o lodo Scotti,Vedi articolo 11/02/89 da archivio di repubblica.it. o ancora protocollo Scotti, è un accordo firmato nella notte del 22 gennaio 1983 fra governoIl governo in carica era il Fanfani V. CGIL-CISL-UIL e Confindustria. L'accordo prende il nome dal ministro del lavoro e della previdenza sociale Vincenzo Scotti che condusse la trattativa durata un anno e mezzo e che infine appose la firma per conto del governo. L'accordo pose fine, con la mediazione del governo, allo scontro sociale in atto tra sindacati e industria. Con la firma dell'accordo i sindacati s'impegnarono a sospendere la contrattazione integrativa mentre Confindustria sbloccò il rinnovo dei contratti le cui trattative erano state sospese.Vedi articolo su tesionline.it A seguito dell'accordo, per tutti gli anni ottanta i tre sindacati CGIL CISL e UIL mantennero fede all'impegno preso.

Contenuto L'accordo si compone di 14 punti che affrontano molti temi: fisco, assegni familiari, assistenza sanitaria, tariffe e prezzi amministrati, scala mobile, orari di lavoro, rinnovi contrattuali, mercato del lavoro, cassa integrazione, fiscalizzazione degli oneri sociali. Scopo L'obiettivo principale era di combattere la spirale inflattiva molto forte nei primi anni ottanta a causa della seconda crisi petrolifera. Tutte le parti si impegnavano, rispettando l'accordo, ad operare in modo da ridurre il tasso d'inflazione al 13% nel 1983 e al 10% nel 1984.

Composizione L'accordo si componeva di 14 punti per l'applicazione dei quali era richiesto anche l'intervento del parlamento. In particolare: Il punto 1 prevedeva l'annullamento del drenaggio fiscale per l'anno in corso insieme a nuove detrazioni per le famiglie monoreddito, per le spese di produzione. Con il punto 2 venne istituito un assegno integrativo degli assegni familiari che decresceva al crescere del reddito. Il punto 3 confermava la fiscalizzazione degli oneri sociali per circa 8.500 miliardi di lire e aggiungeva un sostegno per le imprese del Sud. Inoltre per tutto l'anno (1983) il governo si impegnava a mantenere entro il 13% l'incremento medio delle tariffe, dei prezzi amministrati e sorvegliati. Venivano ridotti i nuovi ticket per le medicine e gli accertamenti diagnostici. Feroci furono le polemiche sull'interpretazione dei "punti di decimali" riferiti agli aumenti salariali. Il punto 7 riduceva al 15% la scala mobile, stabilendo a 6.800 lire il nuovo punto unico di contingenza sia per il settore pubblico che privato. Fondamentale è il passaggio che riguarda la determinazione degli aumenti retributivi massimi per i rinnovi contrattuali dell'industria.

Inoltre erano previste misure per assunzione dei giovani in regime di formazione lavoro, norme contro l'assenteismo e riduzioni degli orari di lavoro.

Note

Bibliografia

Voci correlate Vincenzo Scotti Concertazione Sindacato Confederazione generale dell'industria italiana Scala mobile (economia) Referendum abrogativo in Italia del 1985 Crisi energetica (1973) Crisi energetica (1979) Spirale prezzi-salari Decreto di San Valentino

Collegamenti esterni articolo 11/02/89 su Repubblica.it relativo all'accordo Scotti.

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