La Val di Fiemme (Val de Fieme in dialetto fiamazzo, Val de Fiém in dialetto predazzano e in ladino, Fleimstal in tedesco) è una delle principali valli dolomitiche, situata in Trentino e una minima parte in Alto Adige col comune di Anterivo. Assieme alla Val di Fassa e alla Val di Cembra, costituisce il bacino idrografico del torrente Avisio, affluente di sinistra del fiume Adige. Il capoluogo storico della valle è Cavalese, mentre il centro abitato più popoloso è Predazzo.

Geografia La val di Fiemme è delimitata da celebri monti come la Catena del Lagorai a Sud e il gruppo del Latemar a Nord-Est. I limiti meridionale e settentrionale sono fissati nel Rio di Cadino, che sfocia nell'Avisio a valle di Molina di Fiemme, e nel Rio San Pellegrino, che si immette nello stesso fiume presso il centro di Moena. Inoltre la valle si trova in mezzo a due parchi naturali: quello di Paneveggio Pale di San Martino a est e quello del Monte Corno a ovest, due parchi vicini, ma diversi per la varietà della flora e della fauna. L'intera Val di Fiemme può essere definita un vero e proprio parco, grazie alla vastissima estensione di boschi che, coltivati in modo rispettoso da secoli, hanno rappresentato, specie nel passato, una fonte di sussistenza per la popolazione locale.

Queste foreste (che ormai da qualche decennio si ampliano al ritmo di circa cento ettari all'anno) influenzano in modo positivo la qualità dell'aria e del clima, favorito anche dall'orientamento della valle, che si allunga prevalentemente da Ovest verso Est. Il paesaggio tipicamente alpino della Val di Fiemme è caratterizzato soprattutto dall'abete rosso che riesce a sviluppare un'altezza di 50 metri, con esemplari che raggiungono una circonferenza fino a 6 metri e un volume di tronco di 25/30 metri cubi, ovvero quanto serve per costruire una casa.

I boschi della Val di Fiemme appartengono quasi esclusivamente ai Comuni e alla "Magnifica Comunità di Fiemme", un'originale e antichissima istituzione di reminiscenza longobarda che dal 1100 al 1800 ha costituito una sorta di piccola repubblica nell'ambito del principato di Trento. A Cavalese, presso la Pieve dell'Assunta, a testimonianza dell'istituzione medievale, è ancora visibile un manufatto di forma circolare, cd. banc de la rasòn dove i fiammazzi si riunivano in assise per discutere e prendere decisioni civili. La Magnifica Comunità di Fiemme è proprietaria di 20.000 ettari di foreste certificate FSC e PEFC. La sua storia, ampiamente documentata, permette di risalire per quasi un millennio nelle tradizioni e nella cultura della Val di Fiemme.

Trasporti La principale via di comunicazione della valle è costituita dall'arteria stradale che sale da Ora in Valle dell'Adige, la Strada statale 48 delle Dolomiti, che attraverso il Passo San Lugano valica nella valle; giunta a Predazzo prosegue verso la Val di Fassa. Importanti anche le strade che conducono in valle attraverso la Val di Cembra: la provinciale Fersina-Avisio e la statale della Val di Cembra. La Val di Fiemme è connessa con altre valli del Trentino-Alto Adige e del Veneto anche grazie a numerosi valichi alpini: da Predazzo il Passo Rolle conduce a San Martino di Castrozza e in Primiero, il Passo Valles collega Paneveggio alla Valle del Biois, il Passo di Lavazè conduce da Varena in Val d'Ega (Alto Adige), il Passo San Lugano collega Castello con Ora e infine il Passo Manghen porta da Molina in Valsugana.

Una pista ciclabile percorre tutta la valle, da Molina di Fiemme a Moena, e oltre fino a Canazei, seguendo in gran parte il tracciato che d'inverno è utilizzato dalla Marcialonga.

Fino al 1963 era attivo un servizio ferroviario, la Ferrovia della Val di Fiemme, che percorreva l'intera valle salendo da Ora fino a Predazzo. Il servizio di trasporto pubblico è ora svolto su gomma dalle società Trentino Trasporti e SAD.

Economia

Turismo Una parte fondamentale dell'economia della valle è sicuramente il turismo montano, sia estivo che invernale. In ambito di turismo invernale la Val di Fiemme vanta rinomati comprensori sciistici come quello dell'Alpe Cermis, del Latemar (Predazzo-Pampeago-Obereggen) e dell'Alpe Lusia, che fanno parte del grande circuito Dolomiti Superski, famoso in tutto il mondo per il suo modello efficiente e di qualità. Non da meno è la pratica dello sci nordico, che vede la Val di Fiemme tappa importante dei maggiori campionati della disciplina, con il Centro del Fondo di Lago di Tesero che è il fiore all'occhiello per quanto riguarda questo sport. La Val di Fiemme ospita annualmente le tappe finali del Tour de Ski, che si conclude tradizionalmente sulla salita del Cermis, ed ha ospitato i Mondiali di Sci Nordico nel 1991, nel 2003 e nel 2013. La Val di Fiemme ospita inoltre, annualmente la Marcialonga, che attrae persone da tutto il mondo e ospiterà gare delle Olimpiadi di Milano-Cortina del 2026. Non meno importanti sono le gare di Salto con gli Sci, che si svolgono al Centro del Salto di Predazzo, che ospiterà anch'esso gare delle Olimpiadi del 2026.

I comprensori sciistici offrono poi, l'estate, la possibilità di salire in quota in funivia e percorrere i sentieri più belli della Catena del Lagorai e delle altre montagne di Fiemme.

Legname Molto importante è anche l'esportazione di legname, soprattutto derivante dalle prestigiose conifere dei boschi fiemmesi, come abeti rossi, dai quali si ricava il legno pregiato che serve per assemblare strumenti musicali, come violini e pianoforti, tra i migliori al mondo. Gli alberi fiemmesi, inoltre, durante il periodo di Natale, adornano varie piazze italiane.

Nell'autunno del 2018 la Tempesta Vaia ha messo in serio pericolo il patrimonio boschivo della valle, radendo al suolo con potenti venti, ettari ed ettari di legname, parte del quale irrecuperabile.

In seguito alla Tempesta Vaia una pesante infestazione di Bostrico Tipografo (Ips typographus) dilaga nei boschi della valle. Centinaia di ettari di bosco sono persi ogni anno a causa di questo Coleottero e la sopravvivenza dell'abete rosso è ormai messa in seria difficoltà.

Prodotti tipici La Val di Fiemme è famosa anche per i suoi formaggi, come il Puzzone di Moena, prodotto però nel Caseificio di Predazzo, e per gli insaccati, oltre ad altri prodotti tipici come il miele. Importante poi è la pasta, prodotta negli stabilimenti Felicetti, sempre a Predazzo e a Molina.

Imprese La Val di Fiemme è sede anche di alcune imprese. Oltre alla già citata azienda Felicetti, rinomata produttrice di pasta, vi è anche una tra le aziende leader nel mondo nell'abbigliamento sportivo, La Sportiva, e una delle aziende leader nella produzione di cucine a legna, la Rizzoli Cucine.

Storia

Preistoria e civiltà pre-romane I primi indizi di presenza umana in valle risalgono a circa 10.000 anni fa. Sono stati infatti ritrovati, in tempi recenti, strumenti in pietra e schegge, nonché resti di campi di caccia e di bivacchi. I primi uomini in questi territori arrivarono in valle con la necessità di procurarsi il cibo e di sopravvivere. La valle infatti abbondava di selvaggina e il torrente Avisio, che la attraversa, di pesce, rendendo il territorio appetibile non soltanto in termini di caccia ma anche in termini di pesca. Nonostante ciò, erano già popolazioni dotate di competenze tecniche e materiali di tutto rispetto.

Via via nei millenni, nonostante le caratteristiche morfologiche del territorio, si stanziano le prime piccole civiltà stabili, soprattutto su terrazzi, versanti e alture. Questi primi centri abitativi prendono il nome di "Castellieri", quest'ultimi ravvisabili non soltanto in Fiemme ma in altri territori alpini dell'età pre-romana. Verso gli ultimi secoli prima della nascita di Cristo (verso il 500-400 a.C.) arrivarono in valle Etruschi, Galli e Reti.

Dagli Etruschi gli abitanti di Fiemme impararono ad usare la pietra come basamento per le capanne, mentre dai Galli appresero l'uso degli oggetti in ferro e probabilmente anche il modo per estrarre i metalli dalla roccia e lavorarli. Opera dei Galli è anche lo sviluppo dell'allevamento.

Epoca romana Verso il 15 a.C la popolazione della valle si unì a Reti e Celti per fermare l'avanzata verso le Alpi dell'Impero romano, senza però avere successo. Addirittura, un manipolo di fiemmesi passò incatenato per le vie di Roma, come "spettacolo" per gli abitanti della capitale dell'impero. Con la provincia di Trento divenuta parte dell'impero di Roma, e col continuo passaggio di carriaggi diretti in Germania, qualche disertore romano e qualche schiavo trovò rifugio in valle. Salivano, di tanto in tanto, anche soldati romani, con il compito di punire i fiemmesi (Flamonienses) delle loro scorrerie contro i commercianti romani che transitavano per la Val d'Adige.

Le cronache storiche dell'epoca non narrano molto altro, se non che, nonostante il dominio romano, la popolazione rimase sempre molto indipendente, salvo qualche tributo annuale a Roma. Durante le invasioni barbariche, fuggiaschi dal Veneto, dalla Valle dell'Adige e probabilmente anche dalla Val Pusteria affluirono in valle aumentandone notevolmente la popolazione. L'attività di allevamento e di agricoltura crebbero, soprattutto grazie al fatto che i boschi fecero un passo indietro, anche per colpa del fuoco, lasciando scoperti pendii e vallette da falciare. Verso il 400-500 d.C gli abitanti di Fiemme entrarono in contatto con il Cristianesimo, grazie a missionari giunti coi fuggiaschi. A quel tempo la popolazione della valle si aggirava tra i 2000 e i abitanti.

Il Medioevo e la nascita della Magnifica Comunità di Fiemme Poco si sa della storia della valle durante il periodo dell'Alto Medioevo, se non che gli abitanti impararono a sfruttare la forza dei ruscelli per muovere mulini. La valle, come tutto il Trentino, passò sotto il dominio del Ducato longobardo di Trento del Duca Evinio nel 574 d.C., conquistato poi da Carlo Magno nel 774 d.C.

Attorno all'anno 1000, in valle si stabilirono signori feudatari degli imperatori del Sacro Romano Impero, che intanto aveva preso il posto del dominio longobardo. I feudatari, i Conti di Eppan, e i loro valvassini (i Conti di Enn), imposero un pesante regime, sia fiscale che non, agli abitanti della valle, che pur non sopportando i loro soprusi, così come quelli degli Arimanni (il corpo militare di questi feudatari), poco riuscirono a fare per liberarsi da questo giogo.

Nel frattempo, i territori di Trento erano divenuti, nel 1027, Principato Vescovile, per volere di Corrado II il Salico. Gli abitanti di Fiemme colsero quindi l'occasione per stipulare un patto tra essi e il Principe-Vescovo, con lo scopo di sottrarsi ai continui imbrogli dei feudatari. Nel 1111 vengono firmati i famosi Patti Ghebardini, tra la comunità valligiana e il Principe-Vescovo Ghebardo. I patti garantiscono ai fiemmesi di mettere nero su bianco diritti e doveri, loro e del Principe-Vescovo, così da evitare altri ricatti e assicurarsi al contempo l'autonomia di cui la valle aveva sempre goduto. Nasce così la Magnifica Comunità di Fiemme. Verso il 1160 i Conti di Eppan persero i loro beni che finirono al Principe-Vescovo, il quale li girò ai Conti di Enn, che diventarono nuovi feudatari. Nonostante continuasse una forma di feudalesimo, i Patti Ghebardini avevano assicurato alla valle la fine del pesante regime feudatario del X-XI secolo.

Si può far risalire la fine del dominio feudale tra il 1310 e il 1314, quando gli ultimi castelli dei Conti del Tirolo, anch'essi tra i feudatari, vennero demoliti. Nel 1313 il Principe-Vescovo di Trento Enrico III conferma i termini dei Patti Ghebardini, aggiungendo che gli abitanti di Fiemme hanno la proprietà dei boschi, dei pascoli, dei monti, della caccia e della pesca, andando poi ad elencare il tutto nei minimi dettagli. Ciò prende il nome di Privilegio Enriciano.

Fine del Medioevo ed Età Moderna