Campobello di Licata (Camubbjiddru in siciliano) è un comune italiano di abitanti del libero consorzio comunale di Agrigento in Sicilia. Il suo territorio ricade nella piana di Licata.
Geografia fisica Territorio Campobello di Licata è un comune collinare della provincia di Agrigento, situato su un altopiano della valle del fiume Salso a 316 m sul livello del mare. I suoi confini sono delimitati ad ovest dal torrente del Canale ad est dal torrente del Milici.
Origini del nome Il nome Campobello di Licata deriva dalla straordinaria fertilità del terreno ("campo bello") su cui sorge, fondato come borgo feudale nel 1681 da Raimondo Sammartino Ramondetto, duca di Montalbo su un altopiano nella valle del fiume Salso, caratterizzato da terre molto produttive e verdi colline.
La specifica "di Licata" fu aggiunta in seguito per indicare la prossimità geografica alla vicina cittadina costiera, Licata, legando il nome alla valle del fiume Salso.
Storia Fondazione Campobello di Licata fu fondata nel 1681 dal barone Raimondo Ramondetta, che acquistò la licentia populandi da Carlo II di Spagna per duecento once. Egli edificò il borgo feudale in un'area collinare del feudo di Campobello, ponendo le basi per la nascita della cittadina in provincia di Agrigento.
(Fonte: Ministero della cultura)
Il 1681 segna l'inizio ufficiale grazie all'iniziativa del Barone Raimondo Ramondetta di San Martino.
Licentia Populandi: Ottenne il diritto di popolare il feudo e il "mero e misto impero" (giurisdizione civile e penale) per un costo di 200 onze (alcune fonti citano anche 133 onze e 10 tarì in atti correlati).
Sviluppo Iniziale: Il popolamento fu sostenuto dal Ramondetta, con il primo censimento del 1710 che contava 212 abitanti e 113 case.
Eredità: Il feudo è rimasto legato alla nobile famiglia Sammartino (Ramondetta) fino alla fine del XVIII secolo.
Contesto: Il paese fu fondato in una zona agricola tra le valli del fiume Salso (Imera meridionale).
Fonte: Licentia populandi - CAMPOBELLO DI LICATA (1681) https://share.google/TeOUUqgiVpvtLcqFg
Età contemporanea
Alla fine del secolo XIX, nascono le più importanti opere pubbliche, soprattutto ad opera del sindaco Salvatore Ciotta: fontanelle di acqua potabile, biblioteca, banda municipale, aule scolastiche, illuminazione a petrolio, la facciata della chiesa madre, l'orologio comunale, i marciapiedi delle strade, il cimitero e la villa comunale.
Negli anni '80 del '900, invece, inizia a Campobello una grande opera di ristrutturazione del centro abitato, sotto l'amministrazione Gueli, attraverso la realizzazione di monumenti, affreschi e installazioni permanenti (i monoliti che costituiscono il cosiddetto "Parco della Divina Commedia"), grazie all'artista italo-argentino Silvio Benedetto, con il contributo artistico di Olga Macaluso, oltre che il restauro de "lu Canali", la più antica testimonianza storica locale.
Simboli Lo stemma e il gonfalone del comune di Campobello di Licata sono stati concessi con il regio decreto del .
Il gonfalone è un drappo di colore azzurro, riccamente ornato di ricami d'argento. Al centro presenta lo stemma comunale, che raffigura tre torri al naturale merlate alla ghibellina, ciascuna sormontata da una stella d'argento, con l'iscrizione "Comune di Campobello di Licata". Simboli: Tre torri al naturale, tre stelle d'argento, iscrizione centrata. Stemma: Lo stemma araldico ufficiale è descritto con le tre torri posizionate in campo azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Giovanni Battista (o santuario della Madonna dell'Aiuto), voluta dal barone Raimondo Raimondetta San Martino e completata nel 1681, è la chiesa madre del paese. Chiesa dell'Addolorata (secolo XVIII), situata in fondo alla via Umberto I.
Architetture civili Palazzo municipale, prospiciente piazza XX Settembre, costruito nel 1650 e riadattato nel XX secolo per ospitare gli uffici comunali: presenta una facciata affrescata dal maestro Silvio Benedetto, nel 1980, con episodi del mondo contadino. Palazzo Ducale, posto tra via Roma e via Umberto, unico esempio civile di architettura barocca del paese. Palazzo Bella, situato in via Umberto I e realizzato nel 1747, presenta stanze affrescate dal pittore Olivio Sozzi. Palazzo La Lomia, situato tra piazza XX settembre e via Vittorio Emanuele, fu costruito nel 1750 in stile neoclassico. Palazzo Buffone, in origine Farruggio-Ciotta, si affaccia su via Roma, in pieno centro storico, destinato ad abitazione signorile. Palazzo Sillitti, posto in via Umberto e costruito nel 1755, è uno dei palazzi nobiliari che insistono nel cuore dell'insediamento urbano. Palazzo Lopez De Oñate, costruito intorno al 1850, si trova tra via Progresso, via Garibaldi, via Alfieri e via Umberto. Palazzo ex-Ospedale, costruito nel 1833, si trova tra via Sammarco e via Trieste.
Altro Fontana del Canale, costruita dal barone di Campobello intorno al 1650, costituisce la più antica opera muraria del paese. Restaurata nel 1981 da Silvio Benedetto, nel 2020 è stata soggetta ad ulteriori interventi che ne hanno migliorato l'aspetto e l'illuminazione. Monumento ai caduti nel Parco della Rimembranza, con al centro una colonna spezzata, sulla cui cima sono state poste due colombe bronzee, simbolo di pace. Fontana delle Fanciulle in piazza Aldo Moro, opera dell'artista Silvio Benedetto. Murale dei 100 bambini, situato in via Edison, sulla facciata di una ex scuola materna. Piazza XX settembre è la piazza principale del paese e presenta una pavimentazione unica, con mosaici rappresentanti colombe; sul termine della piazza sono presenti due bronzi rappresentanti due contadini. Piazza Marconi, con al centro un'edicola del 1700, sormontata da una croce in ferro battuto. Piazza Tienanmen, con al centro un obelisco, in cui sono scolpite, una su ogni lato, delle citazioni di Dante, Goethe, Cervantes e Shakespeare; il Monumento al Lavoro, costituito da vari strumenti in bronzo, tipici del mondo contadino; il Monumento delle Mani, simbolo della fatica del lavoro contadino, e il mosaico raffigurante un fabbro. Il 26 aprile 2022, l'anfiteatro conosciuto come "il cerchio", viene intitolato alla memoria di Giuseppe Gatì, ragazzo campobellese morto in un incidente sul lavoro nel gennaio 2009, iniziativa voluta dal Sindaco Giovanni Gioacchino Picone, che ha visto gli interventi e le testimonianze degli amici Alessia Schembri, Carmelo Raimondo Mannarà e del padre Giacomo Gatì, assessore della Giunta Picone dal 2017. Per l'occasione è stata inaugurata una targa dell'artista e scultore Rocco Carlisi, con il ritratto di Giuseppe Gatì e la sua frase celebre "Questa è la mia Terra ed Io la difendo". Dal 2023, nel mese di agosto, viene organizzato un Festival che raccoglie tanti giovani sui temi sociali dal titolo "Questa è la mia Terra ed Io la difendo". Villa XXV aprile, situata in viale Luigi Giglia, ha una struttura a più piani: nel piano intermedio è presente un mosaico rappresentante delle colombe, con sotto una vasca; nel piano d'entrata si è accolti da una fontana con dei mascheroni, realizzati da Olga Macaluso, da cui esce l'acqua. LIliade in terra e fuoco, murale ceramico di 7,30 × 3,10 metri, composto da maioliche di svariate forme, con soggetti figurativi sul tema dellIliade. Si trova su una parete esterna del Centro Polivalente di via Trieste. Il Parco della Divina Commedia (conosciuto anche come Valle delle Pietre Dipinte) è un grande parco letterario, realizzato negli anni Novanta nella sede di una vecchia cava di pietra da Silvio Benedetto, con la collaborazione di Olga Macaluso, in cui sono presenti 110 monoliti di travertino su cui sono stati dipinti vari episodi del poema dantesco. Piazza Martiri di Modena, con la presenza di monoloti di travertino pitturati da Silvio Benedetto. Nella zona, il sabato mattina di ogni settimana, si svolge il mercato settimanale all'aperto, con la presenza di centinaia di stand di artigiani, fruttivendoli e prodotti gastronomici locali.
Società Evoluzione demografica
Cultura Cucina
Il piatto tipico è lu 'mpurnatu (l'infornato), un timballo di ziti (formato di pasta) con ragù, carne di maiale, cavolfiori, uova, pecorino ed altre essenze. Dal 2011, questo piatto, insieme alla 'mpanata, è protagonista della "Sagra di lu 'mpurnatu e la 'mpanata" che si svolge ogni anno in aprile.
Economia Prima che i vigneti fossero distrutti dalla fillossera nel 1883, Campobello era un centro di produzione vinicola.
Altre attività rilevanti, fino alla metà del secolo, furono le miniere di zolfo, che contribuirono a formare maestranze operaie.
Negli ultimi decenni del secolo XIX e fino agli anni settanta del XX secolo, si manifesta un intenso movimento migratorio interrotto dalle due guerre. Notevoli sono ancora le comunità di Campobellesi a Buffalo (Stato di New York), Saint-Étienne e Marignane(Francia), Desio (Lombardia).
Dopo la seconda guerra mondiale si sviluppò un movimento contadino che portò all'occupazione delle terre di molti feudi incolti: le terre furono lottizzate ed assegnate ai braccianti che si trasformarono in piccoli proprietari.
Sono da ricordare l'introduzione, dagli anni settanta in poi, delle colture intensive specializzate, in primo luogo l'uva da tavola Italia. Questa coltura, anche se ridimensionata, caratterizza ancora oggi l'economia di Campobello insieme alla produzione di ortofrutta: pesche, mele, susine, peperoni, pomodori.
Anche la coltivazione del vitigno Nero d'Avola ha avuto diffusione nel territorio dagli anni 80, permettendo la produzione di vino rosso.
Il territorio del comune è compreso nella zona di produzione del Pistacchio di Raffadali D.O.P..
Infrastrutture e trasporti
Strade Campobello di Licata è interessato dalla strada statale 123 di Licata, della strada statale 557 di Campobello di Licata e della strada Provinciale 12.
Ferrovie Il comune è servito dalla stazione di Campobello-Ravanusa, posta sulla linea Caltanissetta Xirbi-Gela-Siracusa.
Amministrazione Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative Il comune di Campobello di Licata fa parte delle seguenti organizzazioni sovracomunali: regione agraria n.4 (Colline del Salso e di Naro).
Note
Bibliografia
Voci correlate Parco della Divina Commedia Rietina Solfara Giammaccarrone Solfara Virdilio
Altri progetti
Collegamenti esterni
Categoria:Campobello di Licata