Le classi di efficienza energetica (dette impropriamente classi di consumo energetico) europee sono le suddivisioni dei valori di efficienza — principalmente per elettrodomestici a uso casalingo, ma non solo — in fasce tra loro contigue.

Le famiglie di apparecchi soggetti a normative europee obbligatorie di classificazione energetica sono: frigoriferi, congelatori e loro combinazioni, lampadine, lavatrici, forni elettrici e a gas, lavastoviglie, asciugatrici, lavasciuga, scaldacqua (boiler) elettrici e a gas, televisori, condizionatori e climatizzatori, cappe aspiranti. Tali apparecchi, per poter essere venduti nei Stati membri dell'Unione europea, devono essere corredati da un'etichetta con i dati identificativi, quali produttore e modello, la classe energetica, il consumo elettrico annuo in kilowattora (kWh) basato su un profilo d'uso standard in termini di ore d'uso o numero di utilizzi, e altri dati ancora.

Lo scopo dell'etichettatura con classi energetiche è di stimolare il mercato a essere popolato da prodotti sempre più performanti, che svolgono gli stessi compiti con minor uso di energia e pertanto con vantaggi per l'ambiente (riduzione del fabbisogno energetico e di emissioni di CO2), per gli utenti (minori costi di esercizio dovuti ai ridotti consumi), per i produttori (visibilità e vendibilità di modelli avanzati, su cui si è investito in sviluppo tecnologico).

Classe energetica e consumo elettrico non vanno necessariamente di pari passo: la classe indica l'efficienza prescindendo dalla dimensione. Elettrodomestici molto grandi (come può avvenire per televisori e lavatrici) hanno consumi elevati anche quando sono di alta classe di efficienza.

Altri prodotti (stufette elettriche, asciugacapelli, piani di cottura elettrici, scope a vapore, forni a microonde, bistecchiere e barbecue elettrici, deumidificatori, bollitori, tostapane, ecc.) non sono soggetti a etichettatura energetica, o perché l'incidenza dei loro consumi su quelli complessivi di un'abitazione è trascurabile (e tale da non giustificare la creazione di una classificazione), o perché le differenze di consumo tra i diversi modelli in commercio sono modeste e non avrebbe senso categorizzarli.

Etichetta energetica Sull'etichetta energetica europea l'insieme delle classi energetiche possibili appare come una scala composta da segmenti di sette colori diversi: dal verde (maggiore efficienza), al giallo, arancione e rosso (minore efficienza). A ogni segmento è associata una lettera. La classe di un determinato apparecchio è evidenziata ripetendo la lettera (su sfondo nero) e posizionandola a fianco del corrispondente segmento colorato. Le prime etichette, uscite nel 1994 per i frigoriferi, indicavano l'efficienza energetiche con le lettere dalla A alla G. La stessa scala da A a G è stata adottata nel 1995 per le lavatrici e le asciugatrici, e successivamente dagli altri elettrodomestici man mano soggetti a etichettatura. Nel corso degli anni successivi molti apparecchi, primi tra tutti i frigoriferi, avevano raggiunto e superato la classe A in termini di efficienza. A partire dal 2003 è stato quindi necessario estendere la scala originaria inserendo nuove classi, indicate con A+, A++ e A+++. Dal 2010 è stata attuata una prima profonda revisione di tutta la normativa: viene cambiato l'aspetto delle etichette (cornice azzurra) e si rinuncia all'associazione fissa tra lettera e colore. Ad esempio la classe A dei frigoriferi è associata sino al 2009 al segmento verde dell'etichetta, mentre la stessa classe A dal 2010 è associata al giallo. Per limitare la complessità e una possibile confusione visiva dell'etichetta, alcune classi, o in alto o in basso, vengono eliminate. Così sino al 2020-2021 le etichette per le lampadine hanno una scala da A++ a E (non esiste la classe A+++), gran parte degli altri apparecchi usano una scala da A+++ a D. I televisori hanno visto applicata l'etichetta "versione 2017" con scala da A++ a E, e poi la "versione 2020" con scala da A+++ a D. Gli aspirapolvere erano partiti con scala da A a G, poi sostituita con quella da A+++ a D. Quanto descritto può generare confusione negli acquirenti. Va inoltre constatato che al 2020 gran parte degli elettrodomestici etichettati erano ormai concentrati nelle due-tre classi migliori, con perdita di efficacia dell'etichetta stessa come indicatore di bassi consumi. Per questo già dal 2017 il Parlamento europeo si era espresso per una completa revisione delle etichettature ripristinando le originarie scale con lettere da A a G. Nel dicembre 2019 sono infine emessi i Regolamenti delegati riguardanti lavatrici, lavasciuga, frigoriferi e frigocongelatori, lavastoviglie, lampadine e sorgenti luminose, monitor e televisori, con obbligo di adottare queste nuove normative e relative etichette nel 2021. Oltre ad aggiornati criteri per la determinazione dei consumi, per tutti questi apparecchi si è tornati a indicare l'efficienza con classi da A a G, eliminando del tutto le classi A+, A++ e A+++. Ciò non significa che i nuovi prodotti siano meno efficienti, ma piuttosto che la scala di riferimento e le lettere associate sono ciò che ha subìto modifica. Un prodotto che con la precedente etichetta si collocava ad esempio in classe A+++, si troverà ora collocato in classe D o E. È qui affermato che un apparecchio in vecchia classe A+++ passerà alla classe D o E della nuova etichetta.

La classe viene assegnata in base a test controllati e riproducibili che valutano l'efficienza. Il consumo in kWh (espresso come stima annuale o per 100 cicli d'uso) dipende invece sia dall'efficienza sia dalla dimensione dell'apparecchio. Ad esempio due lavatrici con lo stesso consumo assoluto a lavaggio, ma una con capacità di carico una di 10 kg e l'altra di 5 kg, hanno efficienze diverse e per questo possono differire tra loro di due classi energetiche.

Il rilievo visuale dato alla classe, invece che al consumo anch'esso indicato in etichetta, può indurre i potenziali acquirenti a sopravvalutarne l'importanza e ad alimentare l'erronea convinzione che un'alta classe sia sempre sinonimo di minori consumi. Il fenomeno è attualmente argomento di studio ed è stato battezzato "energy efficiency fallacy" (letteralmente: "fallacia dell'efficienza energetica").

Fabbricanti, importatori/distributori, negozianti e siti di vendita online hanno l'obbligo di eseguire i test di consumo previsti, compilare l'etichetta conformemente alle normative, renderla disponibile ed esporla nei negozi e sui siti di web-commerce, o perlomeno rendere visibili i dati che essa contiene su Gazzetta ufficiale delle Comunità europee, riguardante l'indicazione del consumo di energia... mediante l'etichettatura ed informazioni uniformi relative ai prodotti.

Altri dati presenti in etichetta Le etichette energetiche si differenziano in relazione al tipo di prodotto a cui si applicano. Tutte quante indicano la classe energetica e il consumo. In aggiunta riportano altre informazioni utili a caratterizzare i prodotti, come la grandezza dell'apparecchio. Per frigoriferi, congelatori e frigocongelatori è il volume utile (con due valori distinti per i due scomparti), per le cantinette è la capienza come numero di bottiglie (da 75 cL, alte 300,5 mm e di diametro 76,1 mm In figura 2 le dimensioni della bottiglia standard.). Per lavatrici e asciugatrici la capienza è in chilogrammi di biancheria di cotone asciutta, con ulteriore distinzione nelle lavasciuga dei due pesi in lavaggio e asciugatura. Le lavastoviglie indicano la capienza come numero di coperti (standardizzati secondo la norma EN 50242). Le lampadine non indicano dati tecnici nell'etichetta energetica, in quanto figurano nell'etichetta identificativa al di fuori di essa. I forni indicano il volume interno utile in litri. Televisori e monitor riportano la diagonale sia in centimetri sia in pollici e il numero di pixel in orizzontale e verticale. I condizionatori / climatizzatori danno le potenze di raffrescamento e riscaldamento in condizioni normali d'impiego espresse in kilowatt termici (1 kW termico = 3 412 BTU/h).

Il codice QR in etichetta contiene un indirizzo web del tipo "http://eprel.ec.europa.eu/qr/nnnnn", dove al posto di "nnnnn" vi è il numero univoco di registrazione di quel particolare elettrodomestico nel database europeo EPREL. La corrispondente pagina web ripropone l'etichetta dell'apparecchio tal quale (a verifica della sua veridicità), fornisce informazioni aggiuntive e la scheda prodotto. Il numero di identificazione EPREL non è presente in chiaro sull'etichetta stampata, e neppure si trova sull'apparecchio o nel manuale utente o su siti di vendita online. Pertanto su EPREL l'accesso alla pagina di un prodotto può attuarsi solo attraverso copia o foto della sua etichetta assieme a un dispositivo capace di leggerne il codice QR.

Il progetto BELT dell'Unione europea ha realizzato l'opuscolo La nuova etichetta energetica, che elenca tutte le altre informazioni e i relativi pittogrammi contenuti nelle etichette energetiche 2021 e ne spiega brevemente il significato.

Classe di consumo energetico o classe di efficienza energetica? La forma corretta è "classe di efficienza energetica". Dagli albori dell'etichettatura europea fa fede, nella legislazione pubblicata nella Gazzetta ufficiale dell'Unione europea e in altri atti ufficiali, la versione in lingua inglese. In questi documenti vengono utilizzate le forme energy efficiency class, e energy efficiency labelAd esempio in , puntualmente tradotti nelle versioni italiane con "classe di efficienza energetica" ed "etichetta di efficienza energetica". L'unica eccezione (probabilmente una svista) pare essere il Regolamento delegato (UE) n. 1254/2014 della Commissione dell'11 luglio 2014, in cui sia nella versione italiana sia in quella inglese compaiono entrambe le forme "classe di consumo" (nel testo principale) e "classe di efficienza" (nell'allegato III), usate apparentemente come sinonimi.

La Direttiva 2012/27/UE e il Regolamento 2017/1369/UE definiscono l'efficienza energetica come il "rapporto tra un risultato in termini di rendimento, servizi, merci o energia e l'immissione di energia" (dove per immissione di energia si intende in genere per gli elettrodomestici quella erogata dall'impianto elettrico, ovvero consumata dall'apparecchio per svolgere il suo compito). La classe riportata in etichetta è in linea con questa definizione di efficienza, e non rappresenta il consumo, ma l'esito di una relazione numerica più complessa (sinteticamente indicata con "rapporto") tra risultato e consumo.

Le forme scorrette "classe di consumo energetico" ed "etichetta di consumo energetico" hanno una qualche diffusione nella lingua italiana, ma andrebbero abbandonate.

Vantaggi e limiti della classificazione energetica La scala di efficienza energetiche con lettere e colori è di facile comprensione, ma pian piano i progressi tecnologici hanno portato a concentrare gli apparecchi solo nelle due-tre classi migliori (A+, A++, A+++) riducendone l'utilità e l'efficacia al momento dell'acquisto. La revisione dei quadri di riferimento, con effetto dal 2021, ripristina tutte le scale alla gamma A a G con nuove gradazioni per i diversi generi di apparecchi, tutte piuttosto severe: coi criteri 2021 la classe A e spesso anche la B non sono inizialmente popolate di apparecchi, così da lasciar spazio per un futuro efficientamento dei prodotti.

Le classi indicano l'efficienza. Il consumo elettrico in condizioni tipiche d'uso è anch'esso indicato in etichettaIl consumo è dato: per i frigoriferi in kWh/anno; per lavatrici asciugatrici lavasciuga e lavapiatti in kWh per 100 usi, per altri prodotti in kWh per 1000 ore d'uso ma con limitato risalto. L'attenzione tende quindi a focalizzarsi più sulla classe che sul consumo, portando a valutazioni erronee.