È riconosciuta come un'importante esponente della fotografia lesbica.
Biografia Aguilar era figlia di una madre con origini messicane ed irlandesi e un padre messicano-statunitense. Soffriva di dislessia auditiva e si interessò precocemente alla fotografia. Studiò al liceo Schurr di Montebello, in California. Nel 1987, durante un corso del liceo sulla fotografia, incontrò Gil Cuadros, un poeta messicano-statunitense a cui era stata diagnosticata la SIDA. Cuadros avrebbe accompagnato Aguilar nel centro cittadino di Los Angeles per alcuni scatti.
Laura Aguilar frequentò il corso di fotografia dell'East Los Angeles Community College e continuò poi i suoi studi con il The Friends of Photography Workshop e il Santa Fe Photographic Workshop. Nelle sue opere sono presenti anche elementi autobiografici. Nelle sue critiche, Diana Emery Hilick ha notato come "le circostanze della vita [di Aguilar] si riflettono nella sua arte". Aguilar, scrive Hulick, "è corpulenta, lesbica, di origine messicana, cosciente della propria emarginazione ma allo stesso tempo in armonia con sé stessa tanto da riuscire a presentarsi a noi con un approccio personale allo stesso tempo intimo e autorevole."Hulick 1993, pp. 52-54.
Di sé stessa ha detto: "Sono prevalentemente autodidatta. Per me la fotografia è sempre stato un modo per aprirmi e osservare il mondo attorno a me. Ho imparato molto su me stessa soprattutto attraverso la serie Latina Lesbians. Si tratta di un progetto che ho intrapreso a partire dall'agosto 1986. Al momento ho realizzato trenta foto, ma vorrei aumentarne il numero a cento. Solo allora potrò ritenere la serie conclusa. E vorrei poi che tale serie fosse presentata come libro".
La sua prima retrospettiva, "Laura Aguilar: Show and Tell", si tenne al museo d'arte Vincent Price all'East Los Angeles College, come parte della serie di mostre svoltesi tra il 2017 e il 2018. In seguito la mostra si sarebbe svolta a Miami, al museo d'arte Frost e al museo nazionale d'arte messicana di Chicago, oltre al museo d'arte Leslie-Lohman di New York nella primavera del 2021.
Aguilar morì a causa del diabete in una casa di cura a Long Beach, in California, all'età di 58 anni.
Arte Le sue opere consistono principalmente in ritratti, in particolare di membri di gruppi sociali di solito invisibili nelle correnti della cultura ufficiale: lesbiche di origine sudamericana, coppie afroamericane, persone obese. Il lavoro con i soggetti da lei intrapreso prevede la collaborazione fra fotografo e modello, in modo da annullare la differenza di "potere" fra chi è dietro l'obiettivo e chi davanti, secondo la tradizione del documentario sociale.
Con riferimenti alle sculture di Henry Moore e di Aristide Maillol, ma anche alla scultura primitiva, nell'opera di Aguilar il corpo rifiuta di sottostare ai canoni di bellezza ufficiali e l'artista richiama la nostra attenzione, sottolineando ciò con la scelta di nudi spesso realizzati in un ambiente naturale, sul fatto che non solo una donna può essere fuori dai canoni, ma li può anche rifiutare mantenendo la propria identità femminile.
Esposizioni I suoi lavori sono stati esposti in varie importanti esposizioni e gallerie d'arte.
In Italia: Biennale d'Arte di Venezia
In California, USA: Los Angeles City Hall Bridge Gallery Los Angeles Contemporary Exhibitions (LACE) Los Angeles Photography Center Women's Center Gallery at the University of California in Santa Barbara Self Help Graphics Susanne Vielmetter Los Angeles Projects Space
In Illinois, USA: Università dell'Illinois di Chicago
Premi e altri riconoscimenti residenza artistica al Light Works a Syracuse, NY nel 1993 premio Brody Grant dalla California Community Foundation nel 1992 residenza artistica presso il California Arts Council grazie al Gay and Lesbian Community Services Center of Los Angeles nel 1991/92 Artist's Project Grant dal LACE nel 1992
Note
Bibliografia Diana Emery Hulick, "Laura Aguilar" Latin American Art 5:3, (1993), pp. 52–54.
Voci correlate Storia delle donne fotografe
Collegamenti esterni