Il Lee-Enfield è stato il fucile bolt-action d'ordinanza dell'Impero britannico e del Commonwealth dalla sua adozione nel 1895 fino al suo definitivo ritiro dal servizio attivo nel 1957.

Nato come riprogettazione del Lee-Metford (adottato dall'esercito britannico nel 1888), il Lee-Enfield presto soppiantò i già presenti Martini-Henry, Martini-Enfield e Lee-Metford. L'arma presentava un caricatore da 10 colpi ricaricabile dall'alto tramite stripper clip (a partire dal Mk. I*, prima solo a colpi singoli) con munizioni .303 British. Il Lee-Enfield fu il fucile d'ordinanza di tutte le nazioni del Commonwealth britannico (tra cui Australia, Nuova Zelanda, Sudafrica, Canada e India).

Sebbene rimpiazzato ufficialmente nel 1957 dal più moderno L1A1 SLR, rimase in servizio fino alla metà degli anni '60 (la variante di precisione 7,62 mm L42 addirittura fino agli anni '90).

Come fucile di servizio è ancora in attività in alcune nazioni che facevano parte del Commonwealth, in particolare la polizia del Bangladesh, cosa che rende il Lee-Enfield il secondo fucile al mondo come durata di servizio attivo dopo il Mosin-Nagant russo. La riserva artica delle Forze Armate Canadesi ha utilizzato gli SMLE N°4 fino al 2015, quando si è deciso di rimpiazzarli con armi più moderne. Si stima che la produzione totale di fucili Lee-Enfield superi le 17 milioni di unità.

Il Lee-Enfield prende il suo nome dalla combinazione del cognome del suo progettista, James Paris Lee, e dalla città dello stabilimento in cui la progettazione ebbe luogo, la Royal Small Arms Factory di Enfield. In Australia e Nuova Zelanda l'arma viene chiamata con i nomignoli three-oh-three e three-naught-three in riferimento al calibro.

Progettazione e storia Il Lee-Enfield deriva dal precedente Lee-Metford, meccanicamente simile ma a polvere nera, su cui venne installato il sistema di chiusura progettato da James Paris Lee e una rigatura introdotta da William Ellis Metford. A differenza ad esempio del G 98 tedesco, il Lee-Enfield arma il percussore in chiusura (e non in apertura) permettendo quindi un azionamento molto più rapido dell'otturatore. Alla velocità contribuiscono poi i tenoni di chiusura posteriori che pongono la leva di sblocco molto vicina alla mano del tiratore.

Il fucile era anche dotato di caricatore bifilare amovibile in acciaio stampato da 10 colpi, molto all'avanguardia per l'epoca. Inizialmente, l'idea di un caricatore amovibile trovò scarsa accoglienza presso gli ufficiali che temevano che i soldati potessero perderli durante le operazioni. I primi modelli di Lee-Metford e Lee-Enfield avevano una catena per tenere in posizione il caricatore sul fucile.

L'otturatore rapido e il caricatore da 10 colpi del Lee-Enfield permettevano ad un soldato addestrato di eseguire il famoso mad minute, ovvero di sparare dai 20 ai 30 colpi mirati al minuto. Il record è tuttora detenuto dal sergente Snoxall che nel 1914 piazzò 38 colpi in un cerchio di 30 cm di diametro a 300 iarde (270 m) di distanza. I fucili ad otturatore scorrevole (come lo Steyr-Mannlicher M1895 austriaco) potevano forse essere più rapidi nell'azionamento ma mancavano della semplicità e del capiente caricatore che caratterizzavano il Lee-Enfield. Alcuni rapporti della prima guerra mondiale parlano di incontri con squadre di mitraglieri che si erano poi invece rivelate squadre di fucilieri molto rapidi ad azionare i loro fucili.

Il Lee-Enfield fu adattato per sparare la munizione flangiata .303 British. Esperimenti con la polvere infume nel Lee-Metford portarono inizialmente a credere possibile una semplice conversione, ma il calore e la pressione generate dalla nuova polvere deterioravano la rigatura elicoidale del Metford dopo appena 6.000 colpi. La soluzione fu quella di introdurre una nuova rigatura poligonale, progettata alla Royal Small Arms Factory di Enfield.

Modelli e periodi di servizio {| class="wikitable" !Modello / Mk. !In servizio |- |Magazine Lee-Enfield |1895 - 1926 |- |Charger Loading Lee-Enfield |1906 - 1926 |- |Short Magazine Lee-Enfield Mk. I |1904 - 1926 |- |Short Magazine Lee-Enfield Mk. II |1906 - 1927 |- |Short Magazine Lee-Enfield Mk. III Short Magazine Lee-Enfield Mk. III* |1907 - in servizio |- |Short Magazine Lee-Enfield Mk. V |1922 - 1924 20.000 esemplari prodotti solo per i test |- |Rifle N°1 Mk. VI |1930 - 1933 1.025 esemplari prodotti solo per i test |- |Rifle N°4 Mk. I |1931 - in servizio 2.500 esemplari di prova prodotti negli anni '30 Produzione di massa a partire dalla metà del 1941 |- |Rifle N°4 Mk. I* |1942 - in servizio |- |Rifle N°5 Mk. I "Jungle Carbine" |1944 - in servizio (prodotti tra il 1944 e il 1947) BSA (Shirley): 81.329 fucili ROF (Fazakerley): 169.807 fucili |- |Rifle N°4 Mk. 2 |1949 - in servizio |- |Rifle 7,62 mm 2A |1964 - in servizio |- |Rifle 7,62 mm 2A1 |1965 - in servizio

Magazine Lee-Enfield Il Lee-Enfield fu introdotto nel Novembre 1895 con la denominazione ufficiale di .303 calibre, Rifle, Magazine, Lee–Enfield (MLE). L'anno successivo fu introdotta una variante corta, denominata Lee-Enfield Cavalry (LEC) Carbine Mk. I, con una canna da 540 mm (contro i 770 mm dell'originale). Entrambe le versioni subirono alcune modifiche nel 1899 e furono rinominate Mk. I*. Molti LEC furono convertiti a versioni speciali, principalmente la New Zealand (NZ) Carbine e la Royal Irish Constabulary (RIC) Carbine. Alcuni MLE furono anche convertiti per permettere la ricarica tramite stripper clip e rinominati Charger Loading Lee-Enfield (CLLE).

Short Magazine Lee-Enfield Mk. I Una versione più corta e più leggera dell'originale MLE, denominata Rifle, Short, Magazine, Lee-Enfield (SMLE), fu introdotta il 1º gennaio 1904. La canna da 640 mm era a metà lunghezza tra le due originali.

La caratteristica più nota di questi SMLE è la canna coperta interamente dalla calciatura, con solo l'attacco per la baionetta sporgente di qualche millimetro, analogamente alla carabina da cavalleria M/1894 svedese. L'arma incorporava il sistema di caricamento a stripper clipLOC § 11715 (un sistema preso in prestito dalla Mauser) con la guida per il caricamento ricavata sull'otturatore e non fissa sul castello (come sarà poi nei modelli successivi). La canna corta non fu subito apprezzata, in quanto molti temevano che avrebbe ridotto la precisione dell'arma (che andava poi combinata con la minore distanza tra le mire metalliche), amplificando allo stesso tempo il rinculo.

Short Magazine Lee-Enfield Mk. III

Il Lee-Enfield più noto, denominato SMLE Mk. III, fu introdotto il 26 gennaio 1907 assieme alla baionetta P'07 e presentava un mirino posteriore semplificato e una guida per le stripper clip ricavata dal castello e non più la complessa guida rotante sull'otturatore. Anche la calciatura venne rivista, così come i caricatori. La camera venne adattata alla nuova munizione spitzer ad alta velocità Mk. VII. Molti dei fucili esistenti furono aggiornati al nuovo standard e sono designati dal punzone Mk. IV Cond. seguito da vari asterischi che definiscono i fucili di partenza.

Durante la prima guerra mondiale, si giunse alla conclusione che il Mk. III fosse troppo complesso da produrre (con un costo di 3,15 £) e la domanda superava di troppo l'offerta, quindi nel 1915 si introdusse la variante Mk. III*, che rimuoveva la lamella per il caricamento singolo e il mirino per il tiro parabolico (volley sight). Fu rimossa anche la possibilità di regolare la mira posteriore in deriva e la leva di azionamento passò da una sfera ad una placca zigrinata. È possibile trovare fucili che incorporino tutti o solo alcuni di questi cambiamenti, in quanto spesso si usarono parti già esistenti in maniera non sempre coerente con il nuovo standard. La lamella per il caricamento singolo fu reintrodotta dopo la guerra e rimossa definitivamente solo nel 1942.

L'incapacità di principali produttori (RSAF Enfield, Birmingham Small Arms Company Ltd e London Small Arms Co. Ltd) di soddisfare le richieste militari, portò alla stipula di contratti per la realizzazione delle parti (quando non degli interi fucili) a compagnie secondarie.

Lo SMLE Mk. III* (poi rinominato Rifle N°1 Mk. III* nel 1926) vide servizio intenso anche durante la seconda guerra mondiale, specialmente nei teatri del Nord Africa, Italia, Pacifico e Birmania. Australia e India continuarono a produrre il fucile per tutto il conflitto e l'arma rimase in uso nelle forze australiane fino alla guerra di Corea e alla successiva sostituzione dell'arma con il nuovo L1A1 negli anni '50. La Lithgow Small Arms Factory cessò la produzione dei Mk. III* nel 1953.

La Rifle Factory di Ishapore in India produceva Mk. III* in .303 British per poi passare alla produzione del modello 2A rinforzato e modificato per sparare la 7,62 × 51 mm NATO mantenendo il classico mirino inglese (che andava però letto in metri e non iarde, data la traiettorie più tesa della nuova munizione) che fu poi ridotto invece da 2000 m a 800 m nel modello 2A1. La produzione è continuata senza interruzioni fino agli anni '80 quando si passò a nuovi modelli sportivi basati sempre sulle meccaniche del Mk. III*.

Gli Enfield-non-Enfield: P'13, P'14 e M1917 A causa delle scarse performance del .303 British durante la seconda guerra boera (1899-1902), i britannici tentarono di rimpiazzare sia la munizione che il fucile. Il problema principale della munizione era la palla ogivale tonda, molto pesante e poco performante balisticamente. Il proiettile Mauser da 7 mm sparato dall'M1895 tedesco aveva velocità superiore e traiettoria più tesa, due qualità che lo rendevano perfetto nei grandi spazi aperti africani. I lavori per il rimpiazzo della munizione cominciarono nel 1910 e portarono alla nascita nel 1912 del .276 Enfield. Si creò quindi un nuovo fucile per sparare il proiettile, denominandolo Pattern 1913 Enfield e basato sull'azione del fucile tedesco Mauser Gewehr 98. Sebbene il .276 avesse migliori proprietà balistiche, i test sul campo del 1913 evidenziarono un rinculo eccessivo, una fiammata troppo vistosa e il rapido danneggiamento della canna a causa del surriscaldamento. Si cercò di trovare un propellente meno aggressivo, ma lo scoppio della prima guerra mondiale nel 1914 costrinse all'interruzione di tutti i test. Questo fattore giocò a favore del Lee-Enfield che fu quindi usato in tempo di guerra con la nuova munizione .303 British Mk. VII con pallottola spitzerThe .256 British: a Lost Opportunity by Anthony G Williams .

I due fucili Pattern 1914 Enfield e U.S. Rifle M1917 Enfield sono basati sul precedente P'13.

Tra le due guerre: Lee Enfield N°1 Mk. V e Mk. VI

Nel 1926 l'Esercito inglese decise di adottare la nuova nomenclatura: gli SMLE Mk. III divennero Rifle N°1 Mk. III o III*, mentre i vecchi MLE e LEC furono considerati ormai obsoleti e inservibili assieme ai primissimi esemplari i SMLE. Molti Mk. III e Mk. III* furono convertiti per sparare le munizioni .22 LR e rinominati Rifle N°2. I P14 divennero quindi i N°3.

I fucili SMLE erano molto costosi da produrre, a causa dell'alto numero di parti ricavate dal pieno. Negli anni '20 una serie di prove risultarono nella variazione del progetto con lo scopo di attenuare questi problemi riducendo il numero di parti tornite e forgiate. Gli SMLE Mk. V (poi rinominati Rifle N°1 Mk. V) adottavano un nuovo mirino a diottra che fu spostato più vicino al tiratore, sopra il castello. La maggiore distanza tra diottra e lama anteriore garantiva una maggiore precisione sulle varie distanze. In posizione reclinata, la diottra di mira fissa era tarata a 300 iarde (274 m). Solo in seguito fu introdotta una nuova diottra a due posizioni (che sostituiva completamente la mira a scala) tarata per 300 e 600 m. La lamella per il caricamento singolo fu reintrodotta e fu aggiunto un rinforzo alla canna per l'uso delle baionette.