Biografia

Uomo di vasta cultura, si occupò di scienze naturali, di economia politica, di chimica e di agronomia. Fin dal 1775 è assistente di Felice Fontana con cui collabora, non senza contrasti, all'organizzazione del Reale Museo di fisica e storia naturale di Firenze, di cui sarà direttore dal 1805 al 1807. Accompagnò il Fontana all'estero per acquistare strumenti e materiali per il nuovo museo, e fu con lui a Rovereto, Milano, Torino e Ginevra e nel 1776 a Parigi, e qui fu ammesso nella celebre Loggia delle "Nove sorelle", dove il 7 aprile 1778 fu presente all'iniziazione di VoltaireV. Gnocchini, L'Italia dei Liberi Muratori, Mimesis-Erasmo, Milano-Roma, 2005, p.113.. Tra il 1777 e il 1778 scrive il trattato Reflexions sur l'état actuel de l'agricolture, un'opera che ha molto successo nel Granducato di Toscana, e che riguarda la fertilità dei suoli. Nel 1783 diviene socio dell'Accademia dei Georgofili (fungendo da tramite fra questa istituzione e il Museo) e dal 1784 è segretario per le corrispondenze.

Assume quindi un ruolo crescente nella società fiorentina e si erge come difensore del liberismo in tutti i campi dell'economia e paladino di una riforma tecnica e scientifica dell'agricoltura. Si occupa quindi di diffondere nuove piante e affronta i problemi relativi alla vinificazione, all'allevamento, all'uso dei concimi.

Sostiene le riforme del granduca Pietro Leopoldo, in particolare quella delle Comunità e della libertà frumentaria. Scrive anche saggi a difesa degli ordinamenti politico-istituzionali del Granducato, come il De Toscana, e saggi di carattere minerario, come Dell'Antracite o carbone di cava detto volgarmente carbone fossile (1790).

Durante il regno di Ferdinando III di Toscana diviene membro della Commissione internazionale per la riforma dei pesi e delle misure e assume anche altri incarichi nell'economia e nell'agricoltura.

Nel 1800 viene nominato direttore della Zecca di Firenze. Durante l'occupazione napoleonica mantiene il suo ruolo nella Commissione per il nuovo sistema metrico decimale e nel 1810 diviene direttore del Bureau des ponts et chaussées per i dipartimenti italiani dell'Impero napoleonico, ufficio che dirige direttamente da Parigi.

Durante la Restaurazione è il responsabile delle miniere del Granducato di Toscana. Ha compiuto anche alcune importanti ricerche nel campo dell'elettrochimica che hanno favorito l'accoglienza della pila di Volta.

Sposatosi nel 1782 con Teresa Ciamagnini, figlia adottiva di Giuseppe Bencivenni Pelli, ebbe un figlio, Leopoldo (1783–1864), che fu letterato e magistrato.

Il cratere Fabbroni sulla Luna porta il suo nome.

L'archivio Presso la biblioteca del Museo Galileo è conservata una cospicua raccolta di documenti d'archivio denominata Fondo Fabbroni: si tratta di numerose lettere e note riguardanti la storia del Reale Museo di fisica e storia naturale che consentono di far luce sulle diverse attività di studio e di ricerca promosse da tale istituto, nonché su diverse questioni relative alla gestione. Da un gran numero di questi documenti, che Fabbroni volle conservare in questo suo archivio privato, risulta poi con grande evidenza il conflitto in atto con Felice Fontana. Il fondo rappresenta così uno spaccato della vita politica e culturale della Toscana in un periodo di grandi rivolgimenti politico-istituzionali e fornisce interessanti spunti sul quadro scientifico di fine Settecento e inizi Ottocento. Il Museo conserva inoltre altri documenti di particolare interesse relativi a Fabbroni, che completano il Fondo: lettere del periodo compreso fra il 1797 e il 1800 riguardanti trattative con il Governo francese, fra le quali una minuta a Napoleone, lettere di argomento scientifico, documenti personali e scritti.

Oltre a questi documenti originali, il Museo Galileo possiede la riproduzione in microfilm delle Fabbroni papers conservate presso l'American philosophical society di Filadelfia e altri documenti (in stampa da microfilm e in riproduzione fotografica) conservati presso altre biblioteche e archivi italiani e stranieri.

Opere principali

Stemma Stemma Descrizione BlasonaturaGiovanni FabbroniCavaliere dell'ImperoOrnamenti esteriori da cavaliere dell'impero francese, cavaliere dell'Ordine della Legion d'onore.

Note

Bibliografia

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