Inizialmente presbitero agostiniano e docente universitario, dalla personalità vigorosa e decisa, diede vita a una nuova teologia in cui sostenne che non è necessaria l'intercessione della Chiesa ai fini della salvezza spirituale, considerando la salvezza come «un libero dono di Dio» (giustificazione) accordato all'uomo per sola fede senza l'ausilio delle opere della legge in una particolare interpretazione del pensiero di Paolo e di Agostino.
Questa e altre posizioni pesantemente critiche contro la chiesa di Roma, come per esempio la condanna della nota vendita delle indulgenze praticata dai papi Giulio II e Leone X, lo indussero a formulare nel 1517 le 95 tesi, considerate dagli storici l'inizio de facto dello scisma dal cattolicesimo (ufficializzato nel 1521 nel corso della Dieta di Worms) e, contestualmente, della riforma protestante.
Invitato a ritrattare le sue tesi e le sue posizioni critiche contro Roma, Lutero rifiutò e nel 1521 fu scomunicato per eresia da Leone X con la bolla Decet Romanum Pontificem, che strappò e bruciò in piazza davanti a tutti. La confessione cristiana basata sulla sua dottrina teologica è chiamata luteranesimo o protestantesimo luterano.
Biografia Infanzia e formazione
Martin Lutero nacque a Eisleben (nell'odierno Land di Sassonia-Anhalt) nella notte del 10 novembre 1483, «undici ore dopo il tramonto», cioè verso le cinque del mattino; . I suoi ascendenti erano contadini: «Sono figlio di contadini», ricorda il riformatore in uno dei suoi Discorsi a tavola, aggiungendo che «ci sono stati però contadini che sono diventati re e imperatori». Lutero era figlio di Hans Luther (1459-1530) e Margarethe Ziegler (figlia di Johannes Lindemann e Margaretha Lindemann) (1459-1531). Hans, non avendo ereditato terra, era andato a lavorare in miniera, costruendosi una discreta fortuna, senza che questo ne facesse un uomo ricco; la moglie, infatti, doveva portare la legna dal bosco vicino.
L'ambiente in cui crebbe Lutero era cattolico e severo, ma anche rozzo e volgare. Nella fede dei genitori vi era infatti una componente di superstizione popolare, attinta soprattutto dal paganesimo germanico...
Un anno dopo la nascita di Martin, la famiglia si trasferì a Mansfeld, dove egli cominciò a frequentare la scuola, esercitandosi nel canto sacro.
Nel 1497 Lutero frequentò la scuola di latino a Magdeburgo, presso i Fratelli della vita comune, un'associazione religiosa di origine medievale. Per volontà del padre si iscrisse poi all'Università di Erfurt (1501), dove conseguì il titolo di Baccalaureus artium..
Nell'ordine agostiniano
Fu nella biblioteca di tale istituto che lesse per la prima volta la Bibbia: «Mi piacque moltissimo e volevo ritenermi abbastanza fortunato da possedere un giorno quel libro». Un evento del luglio 1505 indirizzò il suo futuro: mentre era in viaggio fu sorpreso da un violento temporale alle porte di Stotterheim, un villaggio sassone. Caduto a terra per gli effetti di un fulmine poco distante, rivolse una promessa a sant'Anna; se si fosse salvato, avrebbe abbracciato la vita monastica..
Il 17 luglio 1505, a ventidue anni, entrò nel convento agostiniano di Erfurt, dove approfondì e studiò con cura le lettere di san Paolo e gli scritti religiosi di sant'Agostino. Qui, nel 1507, fu ordinato sacerdote, nonostante la contrarietà del padre (non convinto della serietà della sua vocazione). Il giovane frate agostiniano si dedicò agli studi teologici e alla pratica delle virtù conventuali, a cominciare dall'umiltà. Johann von Staupitz, colpito dalle sue capacità e dalla sua disciplina, lo segnalò a Federico III di Sassonia, che aveva appena fondato l'Università di Wittenberg e cercava nuovi docenti..
Pertanto, nel 1508, Lutero iniziò a insegnarvi dialettica e fisica, leggendo e commentando lEtica Nicomachea di Aristotele, e passando in seguito a dirigere le disputationes degli studenti. Negli anni seguenti proseguì i suoi studi di teologia e delle Sacre Scritture. Nel 1510 fu inviato a Roma (in rappresentanza del suo convento, per questioni interne all'Ordine) dove, a differenza di quanto riportato da diverse fonti, non rimase troppo scandalizzato per la condotta del clero, anche se lo storico-biografo Bainton sostiene che fin dal suo arrivo ebbe delusioni di vario genere, soprattutto da parte dei preti locali. Essi lo colpirono per la "crassa ignoranza e la frivolità", in quanto erano in grado di celebrare in fretta e furia sei o sette messe nello stesso tempo in cui lui ne celebrava una soltanto. Inoltre, egli inorridiva nel sentir dire che i quartieri malfamati erano frequentati da ecclesiastici, e che alcuni di essi si reputavano virtuosi perché si limitavano ad avere rapporti con donne.. La critica si divide anche sull'effetto che gli fece il fervore artistico e culturale che in quegli anni investiva il centro della cristianità. Mentre alcuniLuigi Mezzadri, Paola Vismara, La Chiesa tra Rinascimento e Illuminismo, Roma, Città Nuova, 2006 - p. 75 ritengono che il giovane frate tedesco fu entusiasta dei capolavori artistici romani, altri, come R. Bainton, affermano che essi non lo interessarono per niente, essendo più attratto dalla "Roma dei santi".. Una leggenda dice che, entrando in piazza del Popolo, sia caduto in ginocchio esclamando: «Salve Roma santa, città di martiri, santificata dal sangue che essi vi hanno sparso».Mauro Lucentini, La grande guida di Roma, Newton & Compton, 1999, p. 28. Anch’egli salì sulla Scala Santa sulle mani e sulle ginocchia, scalino per scalino, da lui baciati, nella speranza di liberare un'anima dal purgatorio, dispiacendosi persino che i suoi genitori fossero ancora in vita, non potendo così beneficiarli in quel momento con la sua pratica devozionale..
Il 19 ottobre dell'anno seguente si laureò in teologia e nel 1513 iniziò a tenere lezioni sui SalmiHeinrich Böhmer suggerisce che le lezioni si siano svolte dal 16 agosto, 1513 al 20 ottobre 1515: Luthers erste Vorlesung, Leipzig, Teubner Verlag, 1924, p. 5., poi pubblicate nel 1519Dictata super Psalterium 1513 - 1516 e Dictata super Psalterium 1513 - 1516 und anderen Schriften der Jahre 1513 - 1520, voll. 3 e 4 della Weimarer Kritische Ausgabe (1885-86); una nuova edizione critica è stata pubblicata nel volume 55.. Nell'anno 1515 Lutero fu nominato, dal capitolo degli Agostiniani, vicario generale dei numerosi conventi del distretto della Misnia e della Turingia. Il vicario generale Staupitz, secondo la consuetudine del tempo, lo accompagnò a visitare molti di questi importanti conventi. Nello stesso anno iniziò le lezioni sull'Epistola ai Romani, il cui manoscritto fu scoperto e pubblicato nel 1908.Le lezioni furono tenute dalla primavera del 1515 alla fine del semestre estivo 1516; la prima pubblicazione fu curata da Johannes Ficker che aveva ritrovato il manoscritto: Luthers Vorlesung über den Römerbrief, 1515/1516: Die Scholien, Dieterich 1908; nel 1938 furono pubblicate nei volumi 55 e 56 della Weimarer Ausgabe.
Fu lo studio delle lettere di San Paolo a fargli elaborare una nuova comprensione della giustizia di Dio, che ora intendeva come iustitia passiva. In particolare, tra il 1515 e il 1517, dopo aver riflettuto su di un passo della Lettera ai RomaniIl passo bibliico che ispirò Lutero riguardo al peccato e al perdono fu: , sviluppò una teoria in cui asseriva che per la salvezza dell'anima non era necessario conseguire particolari meriti, ma che era sufficiente abbandonarsi all'azione salvifica di Dio: bastava quindi credere per sapersi e sentirsi salvato..
La dottrina della giustificazione per fede L'ultimo dei medievali, il primo dei moderni
Negli anni passati a Wittenberg la riflessione luterana sul rapporto tra Dio e uomo si fece sempre più intensa. Lutero viveva una religiosità di tipo medioevale. Egli non condivideva la crisi della religiosità tradizionale, tipica di una cultura rinascimentale che non gli apparteneva: era un uomo del passato e viveva la fede come i suoi antenati. Si può dire che quasi senza volerloSecondo una recente storiografia Lutero non fu l'autore materiale dell'affissione delle tesi sul portone della cattedrale di Wittenberg. «Il fatto è attestato da un solo documento, redatto da Melantone nel 1546, dopo la morte del riformatore. Ma nel 1517 egli non era a Wittenberg; inoltre, diversi particolari del testo sono smentiti dai fatti. Lo storico Erwin Iserloh ha dimostrato che l’affissione delle Tesi non è storia, ma leggenda, e per di più contraddice l’intenzione del riformatore.» (In La civiltà cattolica - L'affissione delle 95 tesi di Lutero: storia o leggenda? Giancarlo Pani, Quaderno 3993 pp. 213-226, Anno 2016, Volume IV) egli si trovò a essere l'inconsapevole elemento catalizzatore di un enorme fenomeno storico.Cfr. . Affermando la libertà della fede da ogni imposizione dogmatica Lutero fu d'altra parte anche «uomo del mondo moderno, in quanto esprime la fede nella sua purezza come aveva appreso dalla Bibbia…».Carmine Benincasa, L'altra scena. Saggi sul pensiero antico, medievale, controrinascimentale, Edizioni Dedalo, 1979 p.498Giancarlo Pani, Paolo, Agostino, Lutero: alle origini del mondo moderno, Rubbettino Editore, 2005.
Iustus ex fide vivit
Tra la fine del 1512 e l'inizio del 1514 Lutero provò lesperienza della torre (Turmerlebnis): un'improvvisa rivelazione, cioè l'assioma fondamentale della religione protestante, come egli stesso racconta gli venne in mente mentre si trovava nella torre del conventoPrefazione al primo volume dellOpera omnia (datata Wittenberg, 5 marzo 1545: Weimarer Ausgabe (WA), vol. 54, Schriften 1543/46, pp. 185-186 (testo latino che comincia con: Interim eo anno iam redieram ad Psalterium denuo interpretandum...), traduzione italiana in Grande antologia filosofica, diretta da Miche Federico Sciacca, Milano, Marzorati, 1964 vol. VIII, pp. 1073-1074 e in Luis Martinez Ferrer e Pier Luigi Guiducci (a cura di), Fontes: documenti fondamentali di storia della Chiesa, Cinisello Balsamo, San Paolo, 2005, pp. 302-303.Secondo Luigi Mezzadri, Storia della Chiesa: tra Medioevo ed epoca moderna, Volume 4, CLV-Edizioni, 2007, p. 154, il luogo dell'epifania sarebbe la latrina; secondo Erwin Iserloh, Storia della Chiesa, diretta da Hubert Jedin, vol. 6, Riforma e Controriforma, Milano, Jaca Book, 1975, p. 36, l'ambiente riscaldato (hypocaustum)., leggendo e meditando sulla lettera di san Paolo ai RomaniNorman O. Brown sottolinea con attenzione la non casualità del luogo escrementizio: «La psicoanalisi (...) non può non trovare significativo il fatto che l'esperienza religiosa che inaugurò la teologia protestante abbia avuto luogo al gabinetto», da Life Against Death: The Psychoanalytic Meaning of History 1959. In uno dei discorsi a tavolaWA, TR 2, p. 177 Discorsi a tavola (è il testo in cui compare il termine "Cl." interpretato da alcuni studiosi come cloaca e da altri come claustrum)WA TR 3, p. 228 Op.cit. ibidem tenuto nel 1532 il riformatore racconta del terrore che gli ispiravano due parole: "iustus" e "iustitia" che gli facevano pensare che se Dio è somma giustizia non c'è scampo alla dannazione eterna per il peccatore.
Ma riflettendo su alcuni passi delle Lettere di san Paolo, in particolare su:
«Il mio giusto vive mediante la fede; ma se indietreggia, la mia anima non si compiacerà in lui» («iustus autem meus ex fide vivit: quod si subtraxerit se, non placebit animæ meæ» (da Ebrei 10, 38 riprendendo Abacuc 2,4 e Romani, 1,17); «poiché non c'è distinzione: tutti infatti hanno peccato e sono privi della gloria di Dio, essendo giustificati gratuitamente per la Sua grazia, mediante la redenzione in Gesù Cristo, che Dio ha esposto per espiazione col Suo sangue mediante la fede» (da Romani 3,23-25); «poiché noi riteniamo che l'uomo è giustificato per mezzo della fede, senza le opere della legge» (da Romani 3,28);