Caramanico Terme è un comune italiano di abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo.
Geografia fisica Posto a 613 m s.l.m. alle falde nord-occidentali del massiccio della Maiella, il suo territorio si stende tra le valli del fiume Orta e del suo affluente Orfento.
Territorio
Il paese è situato nel tipico ambiente appenninico. Altimetricamente si sviluppa passando dalla macchia mediterranea fino a 700 m, passando al bosco misto 800 m, alla faggeta 1500 m, fino all'ambiente, detto lunare, dei pianori culminali della Maiella. Il territorio comunale è completamente inserito nel parco nazionale della Maiella, inoltre insiste la riserva naturale "Valle dell'Orfento", istituita prima del Parco. Il nucleo storico del paese è situato sulla confluenza dei fiumi Orta e Orfento, le cui valli caratterizzano l'intero territorio.
La valle dell'Orfento, una delle prime aree protette d'Abruzzo, è percorsa da numerosi sentieri escursionistici per tutta la sua lunghezza, eccezion fatta per la sommità, dove dalla cascata della Sfischia il corso d'acqua ha origine: quest'area è una riserva integrale assolutamente incontaminata dalla presenza umana.
Clima Il clima è quello tipico della bassa montagna, con inverni freddi ma non eccessivamente, per via della relativa vicinanza con il mare. La stagione fredda è anche contraddistinta da abbondanti nevicate. Non di rado il manto nevoso al suolo raggiunge o supera il metro, questo grazie allo stau che accentua i fenomeni; condizione dovuta alla particolare posizione del paese incastonato tra Maiella e Morrone. Le estati sono calde ma non eccessivamente, anche se è possibile che la temperatura raggiunga o superi i 35 gradi durante intense ondate di calore e in presenza del "garbino" (libeccio); possibili anche temporali pomeridiani durante la stagione estiva. Primavera ed autunno sono contraddistinti da variabilità, con possibili ondate calde ad inizio autunno ed irruzioni fredde ad inizio primavera. Le nevicate tardive sono possibili fino ad aprile inoltrato.
Origini del nome L'attuale nome di Caramanico ha origine nella lingua longobarda, nello specifico dalla parola "ariman", che vuol dire "uomo in armi", o da "harimann", che vuol dire "insediamento di uomini armati".
Storia
La presenza di insediamenti umani sul territorio risale al paleolitico, come attestano numerosi ritrovamenti nella valle giumentina: amigdale, frecce e altri utensiliMuseo archeologico nazionale di Chieti, Museo naturalistico P. Barrasso di Caramanico.. Gli insediamenti, in epoche successive, si spostano nel fondo valle, nella piana dei Luchi, dove troviamo tracce di un insediamento italico continuato poi fino in età tardo antica e medioevale: ex voto, monili, eremi celestiniani intitolati a san Bartolomeo, san Giovanni e al Santo Spirito, spesso frutto della riconversione paleocristiana di piccoli luoghi di culto dedicati all'eroe ErcoleL'eroe mitologico è raffigurato in molte statuine conservate nel museo archeologico di Chieti, cit..
Il nucleo attuale deve essersi sviluppato durante le invasioni barbariche, come dimostra l'origine probabilmente longobarda del nome. Negli archivi della diocesi teatina (oggi Chieti-Vasto) troviamo traccia della pieve di Santa Maria intorno all'anno mille (nel 1115 essa compare come possedimento della diocesi anche in una bolla di papa Pasquale II), mentre dagli stessi compare, nel XIII secolo, menzione della chiesa di San Tommaso. Risale al 1476 la realizzazione del portale dell'abbazia di Santa Maria (oggi Santa Maria Maggiore, vedi Chiese).
Nel Chronicon Casauriense compare la dicitura "acque putride", primo riferimento alla presenza di acque sulfuree nella zona. La storia di Caramanico segue, poi, le vicende del Regno delle due Sicilie, come feudo della famiglia D'Aquino. Subisce ingenti danni nel terremoto del 1706Il terremoto terribilis è menzionato negli affreschi absidali della chiesa di San Tommaso (vedi voce Chiese). Agli anni successivi risale la costruzione dei palazzi storici. A sottolineare l'importanza assunta nel corso dei secoli, la nomina a viceré-capitan generale di Francesco d'Aquino, principe di Caramanico (1786-1794) al tempo di Ferdinando I delle Due Sicilie (III di Napoli, 1759-1816). È del 1901 la costruzione dello stabilimento termale.
Durante il ventennio fascista viene decisa la demolizione del castello, danneggiato dal terremoto del 1933 che aveva colpito la Maiella, di cui oggi restano solo i basamenti. Durante la seconda guerra mondiale il paese viene a trovarsi dalla parte tedesca della linea Gustav, uno dei fronti su cui si fronteggiarono i due schieramenti, e assiste a drammatiche vicende. Dal 1960 prende il nome di Caramanico "Terme", per differenziarlo da altri casi di omonimia in Italia, e comincia il rapido sviluppo turistico che vedrà la costruzione di nuovi quartieri residenziali e alberghi tra il centro storico e la frazione di Santa Croce, che oggi è perfettamente integrata con il resto del paese.
Simboli
Lo stemma comunale si blasona:
I due ruscelli che escono dai fianchi esterni delle torri e circondano il castello, simboleggiano la posizione del paese alla confluenza dei fiumi Orta e Orfento. Lo scudo è timbrato dalla corona di principe, invece che dalla corona murata di Comune, in riconoscimento del Principato di Caramanico, assegnato fin dal 1641 alla famiglia d'Aquino, e coerentemente con la più antica raffigurazione dello stemma cittadino, dipinta sulla pala della chiesa di Santa Maria Maggiore del 1739.
Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa di San Tommaso di Paterno
Chiamata anche chiesa di San Tommaso BecketLa chiesa conosciuta nel Novecento con l'attuale nome, era in origine dedicata a san Tommaso Becket, martire inglese.. Chiesa romanica del XIII secolo, situata nella contrada omonima sul confine con il comune di Salle. L'edificio attuale sorge su una pieve già citata nel IX secolo, ed era circondato da altri edifici monastici ora in rovina. La pianta è a tre navate e presenta tre livelli altimetrici, il più basso all'ingresso, quello superiore dall'altare conduce all'abside centrale e presenta una piccola cripta con un pozzo centrale di acqua sorgiva. La facciata a salienti è scandita da tre portoni e quattro semicolonne, residuo di un portico mai realizzato, con un rosone centrale e due piccole monofore.
I portali laterali presentano stipiti e architrave con decorazioni floreali come le monofore sovrastanti mentre l'architrave del portale centrale è arricchito da un altorilievo (quasi tutto tondo) dei dodici apostoli con Cristo in trono centrale, dalla notevole qualità scultorea per l'epoca, l'anno 1118 è indicato in basso. All'interno le navate sono divise da colonne composite, a destra, e colonne quadrate, sulla sinistra, è presente inoltre un'esile colonna monolitica in pietra con capitello corinzio, detta colonna santa, oggetto di venerazione da parte dei fedeli, i cui frammenti venivano asportati vantando proprietà taumaturgiche.
Collegiata di Santa Maria Maggiore La chiesa si trova nel centro di Caramanico ed ha esterni gotici con portale ad arco acuto raffigurante lIncoronazione della Vergine (vedi foto in Storia): colonne composite a tortiglioni e due pilastri più esterni ornati da edicole con elementi simbolici sorreggono l'architrave la cui iscrizione rivela l'autore, certo Nicolaus Teutonico, e la data di realizzazione, 1476. Al di sopra la sacra raffigurazione: la Vergine ha ai lati Dio Padre e il Cristo, tutte e tre le figure sono in trono e circondate da figure oranti e angeli. L'esterno della chiesa lungo corso Bernardi, mostra sculture di apostoli, pellegrini e cantori. Interessante notare gli strumenti musicali quattrocenteschi, liuto e ghironda. Il campanile laterale che si affaccia sulla via è una torre in pietra con grande cella campanaria, e una cuspide piramidale aggiunta nel XIX secolo. L'impianto della chiesa è rettangolare, con la facciata a salienti, e l'abside posteriore semicircolare.
L'interno a tre navate si mostra figlio di varie trasformazioni artistiche e causa dei terremoti, tra i quali il grave terremoto della Maiella del 1706, che ha costretto il rifacimento barocco. Del primitivo impianto romanico non rimane quasi nulla, se non il rialzo del presbiterio, sotto cui si trova la cripta. Di fronte all'attuale ingresso fu innalzato l'altare più venerato dell'Assunta, celebrata il 15 agosto, ricco di intarsi lignei dorati, e colonne tortili in pietra della Maiella e marmi policromi, esso mostra la volta e i pilastri affrescati con scene tratte dalla Vita della Madonna e di Gesù: originale è la presenza di Dio Padre in cima, l'edicola posta al centro dell'altare, circondata da volti alati di putti, ospitava la statua della Vergine Assunta, dell'XI secolo, posta su prezioso ostensorio di rame dorato, attribuito alla scuola di Nicola da Guardiagrele, trafugata però nel 1950. Lo scultore Nicola D'Antino di Caramanico, famoso per i monumenti abruzzesi fascisti, realizzò una copia perfetta, oggi al posto dell'originale. A destra dell'altare dell'Assunta si trova quello del Crocifisso, con una statua lignea del XV secolo, di cui sono possibili scoprire tre momenti della Passione, guardandola da diverse angolature, partendo da sinistra: Cristo sofferente, Cristo in agonia, Cristo morto. A sinistra del portale di accesso c'è il battistero del 1572 in legno, finemente lavorato, gli altari laterali incassati in preziose cornici sono del XVIII secolo, presso l'abside si trovano delle tele, il coro ligneo, il grande organo settecentesco.
La chiesa di Santa Maria Maggiore è attualmente chiusa al pubblico a causa del cedimento del monaco nelle volte, verificatosi nella notte del 18 gennaio 2017 e dovuto al peso eccessivo dell'eccezionale nevicata. La Sovrintendenza Regionale ha provveduto alla messa in sicurezza e presto partiranno i lavori per il rifacimento del tetto e i restauri interni.
Chiesa di San Domenico o San Tommaso d'Aquino Pregevole chiesa dei Padri Domenicani (XIII secolo), situata nella parte centrale di Caramanico, in via Vittorio Emanuele. La chiesa appartenne sino al XVIII secolo ai padri Domenicani, quando il monastero fu soppresso, e dedicato ad altri usi, oggi si conserva ancora in parte, posto a strapiombo sulla strada che costeggia il paese, ossia via Umberto I. Attualmente la chiesa è sconsacrata, adibita ad auditorium per mostre ed eventi, ma l'interno si conserva ancora molto bene, in un impianto semplice, a navata unica rettangolare, con volta a botte lunettata, trabeazione, e paraste che dividono i lati con le nicchie dove c'erano i santi. L'insieme interno è neoclassico, rifatto dopo il sisma del 1706, l'esterno invece si presenta molto ornato, conservando lo stile gotico trecentesco, tanto da essere paragonato per interesse artistico alla collegiata di Santa Maria Maggiore.