Civitella Casanova è un comune italiano di abitanti della provincia di Pescara in Abruzzo. Il paese è inserito nel parco nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga (nel distretto delle grandi abbazie, di cui è sede) e nella riserva regionale Voltigno e Valle d'Angri.

Geografia fisica Il territorio comunale, abbastanza esteso, ospita diversi paesaggi ambientali: quello collinare, dell'alta collina e montano, per un'altezza minima di 240 m e un'altezza massima di 1581 m e con un dislivello di 1341 m.I dati in dettaglio del comune di Civitella Casanova. Collocato sul dorso di una collina a 400 m s.l.m. declinante verso la confluenza dei torrenti Schiavone e Festina, il paese conserva ancora la sua struttura antica; è, inoltre, il più popoloso dell'area pedemontana del Gran Sasso nella provincia di Pescara.

Territorio Il Gran Sasso d'Italia - Opera periodica di scienze naturali ed economiche, in un articolo del 1839, dedica attenzione «...ad una terra singolare...una terra bianchissima che a guisa di argilla s'impregna d'acqua» e ad «...una sorgente solforosa sul declivio del monte» che domina un antico paese d'Abruzzo, Civitella Casanova, che deve il suo nome alla più importante delle cinque abbazie cistercensi sorte nella nostra regione ed oggi ridotta in rovina.

L'attuale borgo, in continua espansione, si è sviluppato nella zona pedemontana della maestosa catena del Gran Sasso ai piedi del Monte Cimoni (m 1404) e del Monte Colle Madonna (m 1350) da un centro abitato, relativamente più antico e modesto nelle dimensioni, chiamato Terravecchia. Edificato in pietra e cotto, questo piccolo borgo sorge su un'altura rocciosa e rappresenta la parte più remota e suggestiva del centro storico che ai tempi dei romani era denominato Cutina o Cingilia. Su di essa si ergevano il ponderoso Castrum di Rossi di Civitella, distrutto nel 1456 da un disastroso terremoto, e la Chiesa di San Marco della quale oggi rimane solamente una pietra, sulla quale vi è stata edificata una nuova casa, ma lasciata volutamente a vista dai proprietari. Successivamente, molti edifici furono ingoiati da una frana che trascinò con sé gran parte di quella zona, riducendola all'attuale striscia di terra che vediamo oggi.

Conseguenzialmente a questi eventi sorse la necessità dello sviluppo di un nuovo paese: la sua successiva espansione, difatti, lo portò a svilupparsi sulla collina, verso ovest, fino alle pendici della montagna. La sua forma allungata odierna è attraversata da un lungo asse rettilineo, che alcuni ritengono sia uno dei corsi più lunghi presenti nell'intera provincia, costeggiato da file di abitazioni pressoché ininterrotte. Terravecchia è oggi molto affascinante, per via dei suoi muri in pietra e cotto, delle tortuose stradine e delle ripide scalette, e la sua architettura rimane ancora di notevole interesse. I due nuclei sono oggi riuniti, e sono presenti edifici di superiore qualità edilizia.

L'altitudine conosciuta del comune risulta essere 400 m s.l.m., ovvero il punto in cui è edificato l'edificio municipale: pochi sanno che, tuttavia, il punto più alto del territorio comunale misura 1581 m, altezza del monte Cima della Cioccola osservabile dalla frazione di Baffo e Centelle, facente parte del comune di Civitella. Esso si sopraeleva dietro i sopra citati Monti Cimoni e Colle Madonna, che formano la "Piana con i Merletti", ovvero una barriera di roccia composta da guglie calcaree, che di fatto è la porta della piana del Voltigno. Civitella, nelle maggiori altitudini, ospita una grande area di questo altopiano, nella quale sono compresi i tre monti del comune; infatti in questi luoghi si presenta il tipico paesaggio caratteristico montano, dove sono presenti ampie faggete e boschi di querce e abeti; possiamo trovare la zona faunistica del camoscio d'Abruzzo, in cui sono presenti anche poiane, falchi pellegrini, caprioli, il lupo appenninico, il gatto selvatico, ed una volta anche l'orso. Ottima meta per gli appassionati della montagna e per coloro che amano essere immersi nel verde, a poca distanza dal paese dal quale è possibile osservare, guardando verso la montagna, quest'area naturalistica incontaminata.

L'altopiano del Voltigno si trova a circa 1300 m di altitudine ed è spesso meta di turisti e gente che ama la montagna, ma vi si praticano anche sport, tra cui il ciclismo e lo sci di fondo, d'inverno. Proprio da queste parti, sul monte Colle Madonna, ha origine la sorgente di Rivo Chiaro che, mediante l'omonima cascata, ghiacciata d'inverno (ottima per le arrampicate alpinistiche), dà vita al torrente Schiavone, alimentato dalle acque del torrente Festina, confluente poi nel fiume Nora. È presente anche un piccolo lago carsico, alimentato soprattutto dalle precipitazioni nevose invernali, il Lago Sfondo, l'unico che non si prosciuga d'estate a dispetto degli altri piccoli laghetti che hanno la stessa origine. Secondo la credenza popolare, il lago non ha fondo e sfocia direttamente nel Mar Adriatico.

Civitella Casanova vanta anche un vasto territorio di interesse naturalistico: fuori dal centro, in contrada Fornace, si può visitare lo "Zoo Parco la Rupe", mentre a nord del Colle Manganello, in località Festina, a 790 m s.l.m. si trova una sorgente d'acqua sulfurea, di solito non facilmente recepibile e favorevole a numerose cure contro acne, artrite, bronchite asmatiforme, bronchite catarrale, eczema seborroico, linfatismo eretistico, reumatismo articolare acuto, rinofaringo - laringite cronica, sordità rinogena. Oltre ad essa, divenuta anche un luogo turistico d'alta montagna del comune e trasformata in una graziosa fontanella, sono presenti in montagna almeno altre tre principali sorgenti ad uso potabile: Sorgente Fonte Madonna, presente sul monte civitellese di Colle Madonna, della portata di 5,0 l/s; Sorgente Festina, presente sempre sulla montagna di Civitella in località Festina, della portata di 0,5 l/s; Sorgente S. Anello, presente nel territorio comunale, alle pendici però del monte Bertona, in località Santanello, della portata di 0,5 l/s; Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta)

Posizione del comune Il nucleo del paese come già detto sorge su una collina, e dista circa 41 km dal capoluogo di provincia.

Per quanto riguarda le zone limitrofe, il comune dista da: Carpineto della Nora: 3,9 km Vicoli: 2,7 km Civitaquana: 4,5 km Loreto Aprutino: 11,3 km Penne: 10,9 km Montebello di Bertona: 6,1 km Villa Celiera: 3 km Ofena: 11,2 km

Clima Sebbene il comune sia situato sul versante orientale del Gran Sasso e quindi esposto alle correnti mitigatrici del Mar Adriatico, contrariamente a quanto si possa pensare, esse non sono sufficienti a raggiungere tale zona, la quale perciò presenterà il caratteristico clima montano, con inverni rigidi, secchi e nevosi, anche grazie talvolta alle correnti balcaniche fredde, ed estati secche e torride, con una scarsa percentuale di umidità, al contrario delle città costiere, talvolta in aumento in seguito a temporali estivi rinfescanti. Queste condizioni climatiche, caratterizzanti del clima mediterraneo, permettono la coltivazione di ampi uliveti e vigneti presenti in maniera estesa su tutto il territorio. Molto famoso l'olio di Civitella, di qualità carpinetana, e il vino del luogo.

Classificazione climatica: zona D, 1874 GG

Storia

Mancanza di documenti trafugati nella Seconda Guerra Mondiale Non ci sono pervenute fonti che approfondissero in maniera esaustiva e documentassero ampiamente la storia di questo comune in seguito ad un'occupazione tedesca durante gli anni del secondo conflitto mondiale del Palazzo Jandelli e dell'edificio municipale, che allora non si trovava nell'odierna sede di Palazzo Pulsoni in Corso Umberto I, ma in un edificio in via Vico delle Scuole, vicino al Palazzo Pignatelli. Esso, ciononostante, può vantare una storica e gloriosa esistenza, resa nota dalle poche fonti e documenti pervenutici, ai quali si aggiungono le testimonianze degli abitanti del luogo, talvolta anche prese in considerazione da professori universitari per appositi studi che hanno rivelato preziose informazioni, in seguito rese note.

Epoca romana: reperti archeologico di località San Benedetto In località San Benedetto sono stati ritrovati reperti romani ed è venuto alla luce un tratto di acquedotto sotterraneo assieme a pavimentazioni di abitazioni e necropoli. Anticamente il borgo era denominato Cutina , antica città dei Vestini, popolo che entrò in conflitto con i Romani nell'anno del consolato di Giunio Bruto Sceva, il 325 a.C. In quell'occasione la città è citata da Tito Livio.

Epoca medievale: feudo dell'Abbazia di Casanova

Il nome di Civitella compare per la prima volta nella "Chronica S. Monasterii Casinensis". Il paese in quel periodo si chiamava Civitella dell'Abbadia, per la presenza del celebre e fervido cenobio di Santa Maria di Casanova. Il monastero fu il primo e il più potente d'Abruzzo, il più illustre e celebre tra i cinque cistercensi sorti in terra abruzzese, e fu fatto erigere nel 1191 dalla Contessa Margarita, madre di Berardo II, Conte di Laureto e Conversano, e fu affidato nel XII secolo all'ordine dei Cistercensi con una ricca dotazione. Andando avanti nel tempo l'importanza e la prosperità del monastero crebbe a tal punto che esso, secondo il Bindi, vantava tra i suoi feudi il castrum di Rossi, ovvero quello di Civitella, la terra di Carpineto, di Fara, di Cretano, di Vestigio, di Brittoli e persino le isole di Tremiti. Divenne così potente da vantare possedimenti anche in terre lontane, come in Lucera di Puglia, fino ad ottenere il consenso da Alessandro IV nel 1258 circa l'annessione e l'assorbimento totale del florido quanto illustre cenobio di San Bartolomeo di Carpineto, progetto che fu legittimato a livello politico l'anno seguente con un diploma del re Manfredi.

Nei momenti di maggiore prosperità, il monastero arrivava ad ospitare 500 frati, molti dei quali dediti agli studi umanistici, alla trascrizione dei testi ed alla miniatura dei codici. Qui visse ed operò Erimondo, celebre libraio e famoso miniaturista di codici in cifre longobarde nato proprio a Civitella Casanova. Ed è grazie ad egli se le popolazioni della zona sono state sollevate dalle condizioni di servi della gleba a quella di esperti agricoltori.

Epoca moderna I suoi codici furono portati a Milano nel XVII secolo dal cardinale Federico Borromeo, abate commendatario dell'abbazia, che governò dal 1591 alla sua morte avvenuta nel 1631. Lo splendore del cenobio durò per circa sette secoli durante i quali il paese si sviluppò con una certa tranquillità, vivendo all'ombra dell'abbazia e rispettando le indicazioni dei padri cistercensi. Ricordiamo, inoltre, lungo tutti questi anni il gemellaggio fra l'Abbazia di Casanova, una delle più importanti e potenti d'Abruzzo, con l'Abbazia di Casamari. Sopravvennero, poi, il declino e la distruzione da parte nel 1807 durante il regno di Giuseppe Bonaparte. Del monastero restano soltanto pochi ruderi, al confine con il comune di Villa Celiera. Il paese perciò ha dovuto lottare non poco nell'età moderna per mantenere una propria identità e conquistare appieno un'autonomia, specialmente nei confronti dei paesi limitrofi.

Variazioni amministrative del comune e dei relativi confini Giustizierato d'Abruzzo e Abruzzo Ulteriore I Il comune di Civitella è sempre appartenuto al Regno delle due Sicilie fino all'unità d'Italia, e più precisamente al Giustizierato d'Abruzzo. Nel 1273 Carlo I d'Angiò, per una migliore amministrazione politica del territorio, ne decretò la suddivisione in due distretti amministrativi: l'Aprutium ultra flumen Piscariae e l'Apriutium citra flumen Piscariae (Abruzzo al di là del fiume Pescara e Abruzzo al di qua del fiume Pescara), vale a dire Giustizierato d'Abruzzo Ultra (circa le odierne province di L'Aquila, Teramo e buona parte di quella di Pescara) e Giustizierato d'Abruzzo Citra (circa l'odierna provincia di Chieti).