Ritenuto uno dei più importanti conduttori della televisione pubblica italiana dagli anni sessanta in poi, nel 1975 fu l'ideatore e conduttore del programma L'Ospite delle 2, il primo talk show televisivo trasmesso in Italia, mentre nella stagione 1983-1984 scrisse e presentò Pranzo in TV, il primo esempio di "dinner talk" italiano.

Tra il 1985 e il 1988 ideò e presentò Parola mia, il suo programma di maggior successo, incentrato sulla lingua e la letteratura italiana.

Come responsabile della direzione programmi radiofonici della Rai, commissionò spettacoli come Bandiera gialla (1965-1970), di cui inventò anche il titolo, Gran varietà (1966-1979), Il buttafuori che ispirò Corrado nell'ideazione de La Corrida - Dilettanti allo sbaraglio (1968-1979) e Chiamate Roma 3131 (1969-1974), lanciando, tra gli altri, personaggi come Maurizio Costanzo, Gianni Boncompagni, Paolo Villaggio, Raffaella Carrà, Paolo Limiti.

Fu per 10 anni direttore del Dipartimento Scuola Educazione (1977-1987).

Biografia Figlio di un colonnello calabrese dell'Esercito Italiano, Andrea Rispoli, e di un'aristocratica calabrese, Isabella Mantella, ebbe due fratelli, Francesco e Luigi, e una sorella, Maria Luisa, morta all'età di tre anni a causa di una meningite fulminante.

La sua infanzia coincide con la guerra. Il padre, comandante di un reggimento dei carristi a Bologna, dove si era trasferita per un periodo l'intera famiglia, viene deportato in Germania per due anni. Il fratello Luigi, partigiano, viene torturato e ucciso a Bologna. Nel 1946, la famiglia, dopo un periodo di permanenza a Cento e un breve ritorno nel capoluogo emiliano, torna a vivere in Calabria, a Soverato, che lascerà definitivamente nel 1952 per trasferirsi a Roma. Luciano si iscrive alla facoltà di scienze politiche e successivamente opta per giurisprudenza, che abbandona, tuttavia, a pochi esami dal conseguimento della laurea, desideroso, anche su consiglio di un caro amico, di intraprendere una strada nel mondo della radiotelevisione.

Nel 1954, anno di inizio dei programmi ufficiali della televisione italiana, Vittorio Veltroni lo sottopone al provino decisivo di un concorso per radiocronisti delle Radiosquadre, nuclei mobili itineranti che realizzavano programmi radiotelevisivi locali per invogliare i cittadini a sottoscrivere l'abbonamento. Superato l'esame, Rispoli viene scelto come sostituto di Enzo Tortora, ormai in procinto di passare alla TV, firma il suo primo contratto con la Rai e inizia una carriera che lo porterà a diventare noto nella radiotelevisione italiana.

Il 9 luglio 1962, nella chiesa di San Giovanni Rotondo, in una cerimonia officiata alle 5 del mattino da Padre Pio, di cui era fedele devota sua madre, Rispoli sposa Teresa Betto, dalla quale avrà tre figli: Valeria e i gemelli Alessandro e Andrea.

Il 26 ottobre 2016 Mariano Sabatini, a lungo suo collaboratore, ne annuncia la morte, avvenuta nell'abitazione di Casal Palocco all'età di 84 anni, dopo una lunga malattia.

Carriera Dai programmi locali passa a quelli nazionali delle radiosquadre debuttando con la rubrica La radio per le scuole, programma rivolto ai ragazzi per facilitare l'approccio allo studio.

Nel 1955 fa il suo debutto televisivo a livello regionale, con Telescuola, programma Rai finalizzato all'educazione dei ragazzi impossibilitati da condizioni economiche o geografiche a frequentare un istituto scolastico.

Dal 1959 al 1961 cura e conduce Il buttafuori, rassegna radiofonica di nuovi talenti da far esordire nel segmento Evviva il campione del programma Gran Gala condotto da Delia Scala.

Il 19 marzo del 1961 debutta sul Programma Nazionale conducendo alle 19:05 la prima puntata (la seconda sarà trasmessa il 25 aprile) del varietà televisivo Piccola Ribalta, concorso ENAL cui partecipano cantanti, attori e fantasisti giunti in finale attraverso una serie di selezioni a carattere regionale, con la regia di Lino Procacci. Esperienza che ripete l'anno seguente con altre due puntate, trasmesse il 14 e il 21 marzo.

Nel corso degli anni sessanta è ideatore e conduttore di trasmissioni radiofoniche, quali Radiostop, Il vostro spettacolo e Tu sei il mio paese, nonché de Il vostro Juke-Box'z, del quale però non cura la conduzione.

Come caposervizio del settore Rivista Varietà, lancia in Rai Maurizio Costanzo, in qualità di autore del programma radiofonico Canzoni e nuvole, condotto da Nunzio Filogamo, nel 1963. Con Il sabato del villaggio nel 1967 introduce alla radiofonia Paolo Villaggio, da lui scoperto grazie allo stesso Costanzo presso il Setteperotto, locale romano di cabaret. Nel 1968 promuove l'esordio radiofonico di Paolo Limiti, come autore de La maga Merlini. Raffaella col microfono a tracolla, ideato da Rispoli, è invece il primo programma radiofonico di Raffaella Carrà, nel 1969.

Negli anni settanta è vicedirettore dei programmi per giovani e famiglie della direzione programmi culturali, ma non interrompe l'attività di ideatore e conduttore.

Dal 9 gennaio al 27 febbraio 1972 alle 12:30 presenta sul Programma Nazionale otto puntate, registrate a colori negli studi di Torino, del quiz domenicale Il gioco dei mestieri, scritto da Paolini e Silvestri e diretto da Carlo Quartucci. Il confronto si sviluppa su una pista in una sorta di Gioco dell'oca, dove i partecipanti tramite i rispettivi consorti, gettano un grosso dado di legno e avanzano lungo 18 caselle rispondendo a domande che riguardano il loro mestiere. Vince mezzo milione di lire chi percorre per primo la pista e arriva alla diciottesima casella, mentre attorno i colleghi di lavoro fanno il tifo. Durante lo spettacolo, i concorrenti sono sollecitati a parlare del loro lavoro e dei loro problemi. La prima puntata riguarda il mestiere del muratore, mentre nelle successive vengono coinvolti pescatori, baristi, sarte, agricoltori, parrucchiere, meccanici e fornai. Il successo induce Rispoli, Paolini e Silvestri a varare l'anno successivo, dal 7 gennaio al 1º aprile, una seconda edizione da 13 puntate, trasmesse stavolta in bianco e nero, dirette da Alda Dada Grimaldi, sempre dagli studi di via Verdi. Lo spettacolo verrà poi riproposto in una terza e ultima edizione, su Rai Uno, in diretta da Torino nella stagione televisiva 1984-1985, con la regia di Claudia Caldera.

Dal 25 giugno al 24 settembre 1972, Rispoli presenta sempre sul Programma Nazionale, dallo studio 5 di via Teulada, La partita, conversazione-gioco trasmessa la domenica alle 19:10, curata ancora da Paolini e Silvestri e con la regia di Piero Panza. Ciascuna delle 11 puntate affronta un argomento diverso ed è incentrata sulla scoperta di aspetti ignoti degli oggetti di uso comune, illustrati da esperti in studio. La prima puntata si occupa del telefono. Esaurita la parte nozionistica e divulgativa, gli ultimi minuti della trasmissione sono dedicati alla gara, che consiste in una sorta di partita, da cui il titolo del programma, a poker tra i concorrenti e il conduttore, basata su domande relative agli argomenti trattati nella giornata.

Dal 12 giugno al 17 luglio del 1973, Rispoli è autore e conduttore delle cinque puntate di Ma che tipo è?, programma di genere candid camera trasmesso il martedì in prima serata sul Secondo Programma dallo Studio 1 del centro di produzione TV di Napoli, con la regia di Piero Panza. I due ospiti, che non devono disporre di alcuna esperienza con gli studi televisivi, sono invitati in trasmissione con un pretesto e poi coinvolti in finte situazioni interpretate dietro le quinte dagli attori Carla Tatò e Flavio Bucci. Una volta informati di essere stati ripresi da telecamere nascoste, entrano in studio a commentare scherzosamente insieme al conduttore i comportamenti da loro assunti durante gli scherzi di cui sono stati vittime.

Nel 1974, Rispoli propone e conduce Parliamo tanto di loro, con la regia di Lino Procacci, la collaborazione di Maria Antonietta Sambati e la consulenza dello psicanalista Mario Vittorio Rossi, programma suddiviso in due edizioni: la prima di sei puntate trasmessa la domenica alle 14 sul Programma nazionale dal 13 gennaio al 17 febbraio, la seconda di nove puntate in onda il martedì alle 21 sul Secondo Programma dal 2 luglio al 27 agosto. Nei giorni precedenti la trasmissione, Rispoli rivolge domande a bambini tra i sei e gli undici anni, messe a punto con l'aiuto di studiosi e specialisti, riguardanti i loro gusti, preferenze e sentimenti, per poi chiedere a genitori presenti in studio, non necessariamente quelli dei fanciulli intervistati, di indovinare le risposte fornite. Il mondo dei bambini, insomma, visto dagli occhi dei genitori e degli educatori. La trasmissione si avvale di una rubrica fissa di pronto soccorso pediatrico tenuta dalla dottoressa pediatra Maria Vittoria Antonaroli, cui partecipa Anna Maria Gambineri nel ruolo della madre apprensiva e allarmista che, a ogni puntata, prospetta un caso diverso di pronto intervento.

Nel 1975, in un'epoca ancora influenzata dall'austerity e contrassegnata da lunghi pomeriggi domenicali in casa, è ideatore e conduttore del programma L'Ospite delle 2. In una scenografia alquanto scarna (salotto con video wall e divani su sfondo nero), Rispoli presenta il primo talk show nella storia della televisione italiana, incentrato su un argomento a tema, con ospiti amati dalla gente, introducendo in casa del telespettatore, con toni tranquilli e casalinghi, una sorta di amico pubblico, di invitato speciale. Tra gli altri, furono lo storico della televisione Michele Sorice e lo scrittore Giuseppe Tabasso a definirlo il primo talk show italiano, antecedente al Bontà loro di Maurizio Costanzo.

Nel 1976 Rispoli, in qualità di curatore dei palinsesti dei programmi per ragazzi, commissiona a Bruno Lauzi una canzone, chiedendogli un testo orecchiabile per la TV e i bambini, che trasmetta un messaggio contro l'abbandono degli animali domestici. Nasce così Virgola, nome di un cagnolino lasciato dai suoi padroni. Nello stesso anno Rispoli conduce l'edizione radiofonica del talk show televisivo L'Ospite delle 2 - L'Ospite della domenica - in onda la domenica alle 13 su Rai Radio Due.

Nel 1977 viene nominato direttore del Dipartimento Scuola Educazione, incarico che mantiene fino al 1987 curando programmi scientifici e medici a carattere didattico e divulgativo, e lanciando alla conduzione figure come Paola Saluzzi, Rosanna Lambertucci (Domande a Radio Due, 1978) e Livia Azzariti, (Colloqui sulla prevenzione - Curarsi mangiando, 1984).

Nel 1980 idea, insieme a Pino Adriano, la rubrica settimanale Intervista con la scienza, in onda il martedì alle 18 sulla Rete 1, con la regia dello stesso Adriano, in cui intervista nomi di spicco in ambito scientifico, tra cui Rita Levi-Montalcini, Margherita Hack, Angioletta Corradini, Arturo Falaschi, Livia Tonolli, Luciano Cagliotti, Paola Malanotte Rizzoli, Vincenzo Cappelletti, Edoardo Amaldi.

Dal 4 marzo al 6 maggio 1982, nell'ambito della fascia L'Appuntamento, conduce, tutti i giovedì alle 18:50 sulla Rete 1 dallo Studio 5 di via Teulada, I Quaranta ruggenti di Vincenzo Di Mattia e Adriana Borgonovo, con la regia di Arnaldo Ramadori, programma in nove puntate incentrato su interviste a personaggi di successo quarantenni, pungolati dalle domande poste dal conduttore, con la presenza di Peppino Gagliardi a punteggiare la trasmissione con interventi musicali al pianoforte.