Il reddito di base o reddito di cittadinanza o reddito di cittadinanza universale o reddito minimo universaleP. Van Parijs, Y. Vanderborght, Il reddito minimo universale, Egea, Milano 2006 è un'erogazione monetaria, a intervallo di tempo regolare, distribuita a tutte le persone dotate di cittadinanza e di residenza, cumulabile con altri redditi (da lavoro, da impresa, da rendita), indipendentemente dall'attività lavorativa effettuata o non effettuata (dunque viene erogata sia ai lavoratori sia ai disoccupati), dal sesso, dal credo religioso e dalla posizione sociale, ed erogato durante tutta la vita del soggetto.

Storia

La prima proposta di una politica monetaria universale e incondizionata molto simile a quella del reddito di base da alcune fonti viene indicata nel libello del 1795 La giustizia agraria di Thomas Paine. In esso l'autore proponeva al fine di risolvere il problema della povertà dilagante in Francia la creazione di una tassa di accesso alla proprietà fondiaria con la quale costituire un fondo poi equamente ripartito tra tutti i cittadini nel seguente modo: una somma abbastanza consistente al compimento della maggiore età seguita da un pagamento annuo dai 50 anni in su.T. Paine, «La giustizia agraria» (1795), in Idem, I diritto dell'uomo e altri scritti politici, Editori Riuniti, Roma 1978, 341-361 L'autore sostenne la causa contro l'ingiusto equilibrio tra cittadini e proprietari terrieri dell'epoca, pensando che il governo dovesse creare un reddito di base.

Joseph Charlier propose, partendo da posizioni foureriane, un sistema di protezione sociale del tutto simile alla proposta contemporanea di Basic Income.J. Cunliffe, G. Erreygers, «The Enigmatic Legacy of Charles Fourier: Joseph Charlier and Basic Income», History of Political Economy 2001, 33 (3), 459–484

La Convenzione internazionale sui diritti economici, sociali e culturali, trattato dell'ONU del 1966 ad oggi vigente e ratificato da quasi tutti i Paesi del mondo, stabilisce, nell'art. 11, il diritto alla «libertà dalla fame» e a un tenore di vita per sé e la propria famiglia «che includa una alimentazione, alloggio e vestiario adeguati». Similmente, la Carta dei diritti fondamentali dell'Unione europea (diritto alla vita, alla dignità, all'integrità): Articolo 34-Sicurezza sociale e assistenza sociale L'Unione riconosce e rispetta il diritto di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale e ai servizi sociali che assicurano protezione in casi quali la maternità, la malattia, gli infortuni sul lavoro, la dipendenza o la vecchiaia, oltre che in caso di perdita del posto di lavoro, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali. Ogni individuo che risieda o si sposti legalmente all'interno dell'Unione ha diritto alle prestazioni di sicurezza sociale e ai benefici sociali conformemente al diritto comunitario e alle legislazioni e prassi nazionali. Al fine di lottare contro l'esclusione sociale e la povertà, l'Unione riconosce e rispetta il diritto all'assistenza sociale e all'assistenza abitativa volte a garantire un'esistenza dignitosa a tutti coloro che non dispongano di risorse sufficienti, secondo le modalità stabilite dal diritto comunitario e le legislazioni e prassi nazionali.

Anche nel mondo liberale e libertariano ci sono state proposte di reddito di base, in quanto rientra in uno stato minimo la tutela dell'ordine sociale, che verrebbe messo in crisi dalla presenza di ampie fasce di popolazione al di sotto della soglia di sussistenza. Tale è la posizione di Friedrich von Hayek. Questo è il medesimo motivo per cui il marxismo ed il sindacalismo laburista deprecano le forme di reddito incondizionato, definendolo una sorta di "strumento di salvataggio del capitalismo".

Successivamente a Paine e Charlier, dal punto di vista filosofico e morale hanno trattato di retribuzioni di base incondizionate molti altri filosofi del '700 e '800. Dal punto di vista scientifico-matematico fu l'ingegnere britannico Clifford Hugh Douglas nel 1920 a stabilirne i fondamenti, avendo egli individuato nella discrepanza tra valore nominale distribuito e valore complessivo delle merci prodotte la causa delle crisi economiche e proponendo come soluzione la retribuzione collettiva universale del relativo valore nominale mancante, stabilito sulla base di un algoritmo da lui elaborato ("teorema A+B"), tramite creazione apposita della relativa massa monetaria, dando nome alla sua teoria del "credito sociale" (da cui i partiti "del credito sociale" esistenti nel mondo anglosassone).

Più recentemente Milton Friedman e Juliet Rhys-Williams hanno proposto un sistema basato su un'imposta negativa. In un tale sistema viene definito un livello minimo di reddito a cui tutti hanno diritto; mentre la tassazione positiva (cioè quella tradizionale) avrebbe insistito solo sui redditi superiori a questa soglia, quanti si trovavano al di sotto avrebbero beneficiato di una tassazione negativa, avrebbero cioè ricevuto dallo Stato un beneficio pari alla quota necessaria al raggiungimento della soglia stabilita;M. Friedman, Capitalismo e libertà (1962), Ed. Studio Tesi, Pordenone 1987 essendo fondata sul reddito dichiarato, è comunque un sussidio.

Una seconda proposta avanzata da James Meade è il dividendo sociale, il quale ipotizzò che, in una società dal lavoro sempre più scarso, parte dei proventi del reddito personale non avrebbero più potuto essere coperti dal reddito da lavoro, proponendo pertanto un nuovo modello socioeconomico che includeva tra i suoi istituti anche un dividendo sociale, e cioè un beneficio pubblico indipendente dal contributo lavorativo personale ed uguale per tutti i cittadiniJames Meade, Agatotopia. L'economia della partnership, Feltrinelli, Milano 1990; Idem, Libertà, eguaglianza ed efficienza. Apologia pro Agatotopia mea, Feltrinelli, Milano 1995.

Nel 1985 La Revue Nouvelle pubblica un numero monografico sul tema del reddito di base che si apre con un saggio, firmato con lo pseudonimo Collectif Charles Fourier, dal titolo Une reflexion sur l'allocation universelle. Con quel saggio il Collectif, composto da una decina di persone tra economisti, sociologi e filosofi belgi, proponeva l'alleggerimento della legislazione sul lavoro, l'eliminazione del limite di età pensionabile e la sostituzione di ogni altra forma di welfare con un sostanzioso reddito di base, un reddito che fosse da solo sufficiente a coprire tutte le esigenze ordinarie di una persona single.Collectif Fourier, «L'allocation universelle», La Revue Nouvelle 1985, 81, 345-351. La pubblicazione produsse un dibattito che superò i confini del Belgio e portò, sul finire degli anni ottanta, all'organizzazione di due convegni internazionali, uno presso l'Università Cattolica di Lovanio e l'altro a Firenze. Da questi due primi incontri nacque una rete di coordinamento che prese il nome BIENL'acronimo aveva, alla fondazione della rete, il significato di Basic Income European Network. Durante il convegno di Barcellona del 2004, con l'affiliazione di gruppi fuori dal contesto geografico europeo, l'acronimo ha mutato il suo significato in Basic Income Earth Network e che da allora realizza un convegno internazionale sul tema ogni due anni. Con iniziativa indipendente dal BIEN, dal 2006 viene pubblicata Basic Income Studies (BIS), rivista scientifica internazionale peer reviewed in inglese integralmente dedicata all'idea, al dibattito e ai modelli applicativi del reddito di base.

Nei primi mesi del 2018 la Finlandia, che per prima in Europa l'anno precedente aveva introdotto il reddito di cittadinanza come progetto pilota su un campione di duemila cittadini tra i 25 ed i 58 anni, estratti a caso tra i disoccupati,Quel che dovremmo imparare dal reddito di cittadinanza finlandese https://www.forbesitalia.com/sites/it/2018/03/13/reddito-cittadinanza-finlandia-di-maio/ ha reso noto che l'esperimento - una volta giunto al suo naturale termine a fine 2018 - verrà riproposto o esteso solo a seguito delle valutazioni finali, senza escludere l'attivazione (alternativa o parallela) di altri tipi di sperimentazione nell'innovazione del già avanzato benessere e stato sociale finlandese; l'esperimento ha dato la possibilità di guadagnare un reddito indipendente mensile. Questo esperimento è stato lanciato dal governo finlandese per comprendere come un reddito di base potrebbe influenzare l'occupazione delle persone disoccupate; e soprattutto per ridurre i costi di sicurezza sociale e disoccupazione del paese scandinavo. Le analisi dell'esperimento del (parziale) reddito di cittadinanza in corso, verranno quindi normalmente elaborate e divulgate nel corso del 2019, come da programma.

Reddito di base e nuovo mercato del lavoro Secondo alcuni sostenitori, il reddito di base, nel futuro prossimo, potrebbe imporsi come misura quasi necessaria, a causa del rapido cambiamento del mondo del lavoro. Potrebbe essere una risposta innovativa alle sfide economiche contemporanee, in particolare alla crescente automazione del lavoro e all’espansione della gig economy, fenomeni che hanno reso l’occupazione sempre più precaria. Inoltre, con l’avanzare dell’automazione e dell’intelligenza artificiale, il lavoro umano diventerà meno essenziale in molti settori, richiedendo un ripensamento del concetto stesso di produttività.

Dati dell'OCSE, riportati nel rapporto OECD Employment Outlook 2024, indicano come il 14% dei posti di lavoro nei paesi industrializzati sia ad alto rischio di automazione, mentre un ulteriore 32% potrebbe subire cambiamenti significativi a causa dell'automazione. In questo contesto di trasformazione del mercato del lavoro, il reddito universale di base è proposto come strumento di stabilizzazione economica.

Elon Musk ha dichiarato che l'intelligenza artificiale potrebbe eliminare molti lavori tradizionali, rendendo il reddito universale di base una misura essenziale per garantire la sicurezza economica della popolazione. Secondo un articolo di “Agenda Digitale”, l'UBI potrebbe servire come un efficace ammortizzatore durante periodi di sconvolgimento tecnologico, aiutando a compensare la mancanza di domanda aggregata in economie sempre più digitalizzate. L'UBI potrebbe quindi facilitare l'adattamento dei lavoratori alle nuove esigenze del mercato, offrendo un sostegno finanziario durante la transizione verso nuove competenze richieste dall'automazione.

Definizione

Una definizione di reddito di base è data da Philippe Van Parijs e Yannick Vanderborght, per i quali il reddito di base è:P. Van Parijs, Y. Vanderborght, Il reddito minimo universale, Egea, Milano 2006, 5; una definizione simile è utilizzata in C. Del Bò Un reddito per tutti. Un'introduzione al basic income, Ibis, Como-Pavia 2004, 13-18

I sei punti della definizione richiamata aiutano a chiarire gli elementi essenziali del concetto che essa sottendeNell'enuclearei vari elementi della definizione si segue la spiegazione offertane in C. Del Bò Un reddito per tutti. Un'introduzione al basic income, Ibis, Como-Pavia 2004, 13-18: Si tratta di un'erogazione in denaro versata a intervalli regolari. Dunque non è una somma versata una tantum. Esso è erogato da una comunità politica, che lo finanzia attraverso la tassazione generale. Unico requisito richiesto per essere titolati a ricevere un reddito di base è l'appartenenza politica: nell'ipotesi minima, la cittadinanza, oppure, in alcune proposte, l'intera platea di individui stabilmente residenti da un periodo di tempo medio-lungo. Dunque, il reddito di base non è un contributo per specifici servizi. Ancora, le diverse proposte distinguono tra un reddito versato a partire dalla maggiore età da uno a cui si è titolati dalla nascita. Quando proposto come sostituto delle pensioni di anzianità, è inoltre generalmente previsto un assegno più sostanzioso in corrispondenza con il raggiungimento dell'età pensionistica.