Menaggio (Menaas in dialetto comascoPer il dialetto comasco, si utilizza l'ortografia ticinese, introdotta a partire dal 1969 dall'associazione culturale Famiglia Comasca nei vocabolari, nei documenti e nella produzione letteraria., AFI: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Como in Lombardia. Il comune fa parte della Comunità montana Valli del Lario e del Ceresio situato sulla sponda occidentale del lago di Como all'imbocco dell'omonima valle.
È costituito da un centro e tre frazioni: Croce, Loveno e Nobiallo.
Origini del nome Il toponimo Menaggio venne citato nei documenti medievali come Menasi (943), Menasiae (962), Menaxi (977), Menasio (1169) e Menascio (1169).
Contrastanti sono le ipotesi sull'origine toponomastica. Gli storiografi classici lo derivavano dal patronimico MinicioL(ucius) Minicius L(uci) f(ilius) Ouf(entina tribu) Exoratus / fla(men) Divi Titi Aug(usti) Vespasiani decurion(um) consensu tr(ibunus) mil(itum) (quattuor)vir a(edicula) p(otestate) (duo)vir d(icundo) praef(ectus) fab(rum) / [a pr(aetore)] bis et co(n)s(ularis) pontif(ex) sibi et Geminae C(ai) f(iliae) Priscoe uxori et Minicae L(uci) f(iliae) Bisiae v(ivus) f(ecit) v. L'antica via Regina, Società archeologica comense, Como, 1995, pag. 137., con riferimento a un'epigrafe latina del II secolo trovata a Santa Maria. e qui trasportata dall'editore di epoca rinascimentale Francesco Calvi; l'iscrizione, attualmente incastonata nella facciata della chiesa menaggina di Santa Maria,. fa riferimento a un tal Lucui Minicio Exorato, funzionario dell'imperatore Vespasiano e aristocratico romano della gens oufentina.. Secondo altri, il toponimo sarebbe l'unione della radice indoeuropea Men- ("monte") alla parola celtica uigg ("acqua")..
Storia Il territorio fu originariamente abitato da popolazioni Liguri preindoeuropee, in cui si innestarono popolazioni nomadi di origine celtica, dando vita alla cultura di Golasecca. A tale cultura risalgono alcuni reperti archeologici rinvenuti in loco e conservati a Como, presso il Museo archeologico Paolo Giovio.
All'insediamento da parte di alcune tribù di Galli verso la fine del IV sec. a.C. seguì, con la vittoria del 196 a.C., da parte di Claudio Marcello ai danni delle popolazioni degli Insubri e dei Comensi, il periodo della dominazione romana, epoca a cui risale l'assetto urbanistico del centro storico di Menaggio.
Da Menaggio, in epoca romana, passava la via Regina, strada romana che collegava il porto fluviale di Cremona (la moderna Cremona) con Clavenna (Chiavenna) passando da Mediolanum (Milano). All'epoca romana risalgono alcune tombe e lapidi ritrovate nel territorio (tra cui una dedicata a Lucius Mincius Exoratus, dal quale secondo alcuni deriverebbe il toponimo).
Nel 386, la fondazione della Diocesi di Como comportò l'istituzione di Menaggio a capo dell'omonima pieve, retta dal presbiter (poi arciprete) della chiesa di Santo Stefano. In virtù del rango di plebana, la chiesa disponeva di un battistero separato, collocato in riva al lago e dedicato a San Giovanni. Di questo primitivo edificio battesimale rimangono solo alcune tracce all'interno di una più recente costruzione.
Dopo la caduta dell'Impero romano il territorio fu invaso dapprima dai Goti e poi, nel 535 dai Bizantini. A questi subentrarono, nel 568, i Longobardi, i quali dotarono Menaggio di una torre di segnalazione. Nel 768 la regina Ansa, moglie di Desiderio, donò Menaggio al monastero di Santa Cristina, che ancora nel tardo X secolo era, insieme alla cappella di San Giusto, proprietà dell'ente.
Dopo la costruzione del castello (X secolo), durante la guerra decennale Menaggio si schierò dalla parte dei milanesi e, nel 1124, fu attaccata dai comaschi. Durante l'assedio, gli abitanti di Menaggio utilizzarono il campanile del battistero di San Giovanni come torre.
Nel 1140 (o 1144.) Corrado III di Svevia concesse Menaggio in feudo a un certo Ardizzone de Castello.
Nel XIII secolo ulteriori dispute coinvolsero numerose famiglie della nobiltà comasca e milanese. In questo contesto, nel 1295 Menaggio fu conquistato dai comaschi, i quali misero in fuga il feudatario Littardo de Castello (che si rifugiò a Bellagio) e consegnarono il castello menaggino a Matteo I Visconti.
Il particolare legame tra la via Regina e Menaggio si ritrova ancora negli Statuti di Como del 1335, i quali citano il "comune burgi de Menaxio" come la località capopieve incaricata della manutenzione del tratto di strada che andava dai “maronellos seu arbores que sunt in somo ad introitum Saxi Ranzii” fino “ad casaritium quod est in medio Saxo Rantio in costa”.
Tra i secoli XII-XVI Menaggio costituì una postazione strategica nel i traffici del lago, che garantì al comune un controllo dei pedaggi sui trasporti.
Nel primo quarto del XVI secolo Menaggio divenne oggetto delle mire espansionistiche da parte dei Grigioni della Repubblica delle Tre Leghe, nel mentre venuti in possesso della città di Lugano. Dopo aver messo a ferro e fuoco il paese nel 1516 (per mano di Francesco Morone, partito con armi e uomini dalla Valtellina). e nel 1521, un attacco del 1523 comportò la distruzione del castello menaggino, struttura fortificata da quattro torri, un fossato e due file di mura.. Nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato di Milano, la linea di confine con le terre grigionesi risulta parzialmente coprire il toponimo associato a Menaggio, che in tale mappa appare come Mena ſco.
Con la cacciata dei Grigioni dalle terre del medio Lario da parte dei milanesi, Menaggio ritornò a far parte del Ducato di Milano fino al termine del XVIII secolo. In questo contesto, al difficile periodo della dominazione spagnola, caratterizzato da due secoli di brigantaggio, seguì, dal 1714, un periodo sotto gli austriaci.
Sempre a capo dell'omonima pieve, nel 1751 Menaggio aveva già giurisdizione sui cassinaggi di “Cassina Casale”, Pastura, Sovenga, Castello, “Molino del Maglio”, “Molino del Ponte”, “Cassina del Cheglio”, “Casa a San Michele” e “Cassina a Calchera”.
Un decreto di riorganizzazione amministrativa del Regno d'Italia napoleonico datato 1807 stabilì l'annessione dei comuni di Croce, Loveno ed uniti e Griante ed uniti, decisione che fu revocata dalla Restaurazione.
Successivamente all'unità d'Italia, a partire dalla Belle Époque Menaggio vide la realizzazione di numerose ville (soprattutto a Loveno) e di alberghi di lusso quali il Grand'Hotel e il Victoria.
Un regio decreto datato 1928 sancì l'annessione, da parte del comune di Menaggio, del soppresso comune di Croce (R.D. 13 maggio 1928, n. 1161), mentre l'anno successivo il territorio comunale fu ulteriormente ampliato grazie all'aggregazione del comune di Loveno sopra Menaggio (R.D. 25 marzo 1929, n. 553).
Menaggio era nell'autunno del 1944 sede del "Centro antiribelli" della 6ª compagnia dell'11ª Brigata nera comandata da Emilio Castelli, vice federale di Como. Il Centro antiribelli fu responsabile di numerose torture e della morte di 19 partigiani,. tra cui l'assassinio di Enrico Caronti detto Romolo, il 23 dicembre 1944. Il 26 aprile 1945 il centro ospitò Benito Mussolini durante il suo tentativo di fuga dall'Italia.
Simboli Lo stemma, utilizzato dal Comune pur privo di formale concessione, riprende una raffigurazione riprodotta sulla chiave di volta della facciata della chiesa di Santa Marta in via Calvi, commissionata dalla famiglia Castelli, feudataria del paese nel XV secolo.
Il gonfalone è un drappo di bianco.
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Chiesa parrocchiale di Santo Stefano
La chiesa di Santo Stefano, che deve il suo aspetto attuale ad alcuni rifacimenti avvenuti negli anni 1618 e 1699, esercitava le funzioni di capopieve della pieve di Menaggio già nel 1444.
La chiesa, che conserva affreschi realizzati nel 1899 dall'artista Tagliaferri, fu edificata sulla base di precedenti edifici paleocristiani e romanici.
Internamente, la chiesa si presenta con tre navate e conserva una croce astile argentea del 1539, oltre a una serie di affreschi cinque-seicenteschi (tra cui una copia di una Madonna con Gesù e un angelo del Luini - l'originale venne ceduto dai menaggini ai francesi per ottenere lo spostamento della prefettura da Tremezzo a Menaggio).
Chiesa di Santa Marta Attestata a partire dal 1582, la Chiesa di Santa Marta era anticamente annessa a un antico ospitale, dedicato ai Magi e a Santo Stefano.. Ancor'oggi integrata tra le circostanti architetture in prossimità di villa Calvi, la chiesa, che fu interessata da ristrutturazioni nel 1885, si presenta con una facciata neogotica. che ospita un bassorilievo medievale raffigurante il castello di Menaggio. Internamente, tra le numerose tele che ornano le pareti, quattro dipinti aventi come tema i Dottori della Chiesa. Tra queste opere, una rara raffigurazione di Sant'Ambrogio in età giovanile,. dipinto realizzato nel corso del Seicento.
Il piccolo campanile possiede tre campane a sistema manuale.
Santuario della Madonna della Pace Lungo il tracciato dell'antica via Regina. si trova il Santuario della Madonna della Pace (1658-1660), sotto la giurisdizione della parrocchia di Nobiallo.
Annoverata nell'elenco dei Santuari e templi votivi della Diocesi di Como, la chiesa si presenta come un edificio a pianta ottagonale, dotato di facciata preceduta da pronao, abside poligonale e campanile a vela.
Chiesa dei Santi Bartolomeo e Nicola Situato a Nobiallo, il complesso della chiesa dei Santi Nicola e Bartolomeo si compone della chiesa Settecentesca a navata singola, del campanile pendente romanico del XIII secolo (il quale possiede tre campane) e di un adiacente oratorio. La chiesa fu costruita sulla base di un precedente edificio religioso, attestato come cappella all'interno della pieve di Menaggio sin dal XIII secolo. La facciata presenta un portale del XVIII secolo.
Chiesa di San Carlo La località Castello ospita la chiesa di San Carlo, eretta nel 1614 con caratteristico campanile a doppia vela. La chiesa fu costruita sui ruderi, tra le mura., e con materiale di recupero. dell'antico castello. L'erezione della chiesa avvenne per volere di Cinzio Calvi,. il referendario di Como che nel XVII secolo era proprietario di ciò che restava dell'antico complesso fortificato. Fino al 1771 la chiesa ospitò una comunità di Canonici regolari della Congregazione del Santissimo Salvatore lateranense provenienti dalla chiesa milanese di Santa Maria della Passione. Internamente, la chiesa ospita due quadri di Giuseppe Vermiglio: il primo è una Deposizione tra i santi Agostino e Ambrogio (opera del 1625 che richiama un'antica pittura che, a sua volta, nel 1590 era stata trasportata all'interno della predetta chiesa di Milano da un muro esterno del convento attiguo alla stessa chiesa milanese); nel secondo dipinto, una raffigurazione dei santi Apollonia, Fermo e Agata. La chiesa ospita inoltre una berretta cardinalizia e una mantella appartenute a Carlo Borromeo.
Chiesa dei Santi Lorenzo e Agnese
Rielaborata tra il 1725 e il 1738, nel 1641 la Chiesa dei Santi Lorenzo e Agnese fu elevata al rango di parrocchiale di Loveno. Architetture religiose di Croce
Chiesa dei Santi Pietro e Paolo a Croce (1725-metà Ottocento). Chiesa della Beata Vergine delle Grazie (1951), in località Paullo. Chiesetta degli Alpini (1975), dedicata a San Maurizio, in località Crocetta.
Altro Chiesa di San Giusto (1562-1673), con facciata introdotta da un protiro. Chiesa di San Rocco (1772) Cappella della Beata Vergine di Caravaggio (XVII secolo), situata nei pressi di un ponte medievale - detto appunto, ponte di Caravaggio - sul torrente Senagra. Edicola di San Giovanni Nepomuceno, situata sul ponte di Caravaggio e decorata da un bassorilievo eseguito nel 1965 da Enrico Vannuccini, pittore toscano trasferitosi sul lago di Como nello stesso anno.
Architetture civili
Villa Vigoni