Questa voce raccoglie le informazioni riguardanti le divise da gioco utilizzate dall'Unione Sportiva Catanzaro 1929.

Colori

Fin dalla fondazione, i colori del club sono il giallo e il rosso, che sono anche i colori della città di Catanzaro.

La divisa più utilizzata negli oltre ottanta anni di storia dalle Aquile è quella rossa a tinta unita, con il colletto a V giallo, con calzoncini e calzettoni rossi con bordi gialli. Questi abbinamenti hanno accompagnato i calabresi negli anni d'oro della Serie A e quindi sono i più cari all'ambiente catanzarese.

Altrettanto utilizzata è stata la maglietta a strisce verticali giallorosse con calzoncini e calzettoni rossi con bordi gialli, soprattutto negli anni post-fallimento del 2006. Molto più raramente il Catanzaro ha utilizzato una maglietta con strisce giallorosse orizzontali. Tuttavia questa divisa è stata utilizzata dai calabresi nella storica partita di Torino, vinta contro la Juventus, nella Coppa Italia 1965-66, che avrebbe lanciato il Catanzaro in finale, poi persa contro i gigliati di Firenze.

Per quanto concerne la maglia da trasferta, quella più utilizzata è completamente blu con richiami giallorossi, ma sono state indossate anche tenute completamente bianche o gialle. Sporadicamente le aquile hanno utilizzato anche una terza divisa che, a seconda del colore della seconda tenuta, poteva essere sia blu che bianca che gialla. Idem per la quarta divisa.

Evoluzione divise Fonti Casa

Trasferta

Terze

Simboli ufficiali Stemma

Mascotte Il Catanzaro, in passato, ha avuto una propria mascotte, chiamata Aquilotto, che presenziava alle partite casalinghe della prima squadra intrattenendo il pubblico, e agli eventi nei quali fosse coinvolta la società. Quella giallorossa, fu la prima società del panorama calcistico calabrese a dotarsi di una mascotte.

Brani musicali Inno

Lo storico inno del Catanzaro è intitolato "Aquile". Risalente agli anni settanta, è rappresentativo dell'orgoglio dei propri tifosi, vicini e lontani. Dopo un periodo di assenza, è stato riproposto allo stadio, prima dell'ingresso in campo delle formazioni, nel corso della stagione 2006-2007.

Altri brani

Durante gli anni settanta, benché non si trattassero di inni ufficiali, diversi motivi vennero scritti per la squadra: uno di essi è "Ndrichete", in cui viene descritto, in dialetto catanzarese, lo spareggio promozione del 1971 in cui il Catanzaro conquistò per la prima volta la Serie A, con la conseguente festa che coinvolse per giorni tutta la città. Celeberrimo è diventato il ritornello "E ndrichete ndrichete ndrichetà ndrà lu Catanzharu in serie A".

Sempre negli anni settanta, molto popolare fu l'inno "Dirindindì Dirindindà", che invece si ricollega alla seconda promozione delle Aquile nella massima serie sotto la guida di Gianni Di Marzio.

Altre storici testi dedicati alla formazione giallorossa risalenti al periodo di maggior blasone del sodalizio furono "La ballata dei giallorossi" e "La regina del sud".

Negli anni ottanta, fu realizzata dal cantautore catanzarese Pino Ranieri in arte Ulisse, la canzone "Catanzaro una città nel pallone", un testo che racconta la Catanzaro di una volta e la sua passione per il calcio. Le scene del video mostrano scorci della città dei tre colli e del suo centro storico, alternate a immagini di tifosi festanti al Ceravolo. Il video fu realizzato per il documentario Rai "Una leggenda in giallorosso".

Durante il corso della stagione 2013-2014, due tifosi giallorossi, Gianni Rauti e Giuseppe Tassoni, hanno composto il brano "Nato Giallorosso", con la proposta di affiancarlo agli altri testi storici dedicati al Catanzaro. È stato proposto per la prima volta al pubblico del Ceravolo in occasione del match casalingo contro il Viareggio.

Soprannomi I calciatori del Catanzaro hanno come soprannome principale "Aquile", per via del simbolo societario. In relazione ai colori societari, viene spesso utilizzato l'appellativo di "Giallorossi", tant'è che uno dei più importanti vocabolari della lingua italiana, il Vocabolario della Lingua Italiana di Nicola Zingarelli, alla voce giallorosso recita testualmente: «Che (o chi) gioca nella squadra di calcio della Roma o del Catanzaro. Che è sostenitore di tali squadre».Zingarelli 1996, p. 758.

Durante il periodo di maggior blasone della squadra, a cavallo fra anni settanta e ottanta, il Catanzaro acquisì i soprannomi di "Aquile del Sud" e "Regina del Sud", in relazione al fatto che in quel periodo il Catanzaro era una delle principali formazioni del Sud Italia, e "Timore del Nord", grazie al fatto che i giallorossi, negli scontri diretti, misero sempre in difficoltà le grandi squadre del Nord Italia.

Note

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