Pavullo nel Frignano (Pavoll o Paiöll in dialetto frignanese) è un comune italiano di abitanti della provincia di Modena in Emilia-Romagna. È il principale centro della regione storica del Frignano, nonché sede dell'Unione dei comuni del Frignano. Insignita del titolo di città dal 1994.
Geografia fisica Il territorio è molto grande, e supera perfino alcuni capoluoghi di provincia in Italia. Posta nel centro di un altopiano circondato da crinali di diversa altezza su cui dominano le alture di Montecuccolo e Gaiato, è situata sulle colline che fanno da spartiacque tra le valli dei fiumi Panaro e Secchia, a sud del capoluogo.
Geografia fisica Situata nel centro esatto del Frignano spicca quote da 372 metri (corso d'acqua del Rio Torto), fino a 926 metri (vetta della Torre di Gaiato), per un'escursione altimetrica di 854 metri. La maggior parte del territorio comunale è collinare, circa per 69%, e il restante 31% è montuoso; sulla classifica la frazione a più bassa quota è Coscogno (500 m.s.l.m) e quello a più ad alta quota è Gaiato. Si registra che il 39% del territorio comunale è urbano, il 32% rurale, il 17% area verde e il 12% industriale.
Geografia politica È localizzata nell'Italia settentrionale, nel centro sud dell'Emilia-Romagna, distante 86 km a Sud-Ovest da Bologna e 52 km a Sud di Modena. viene a una distanza di 45 km a Nord dal confine Toscano con l'Abetone e,con nove confini comunali, è il terzo comune provinciale per i comuni più confinanti. La distanza dalla capitale Roma è di 450 km (300 in linea d'aria). Il territorio omonimo è l'Unione dei Comuni del Frignano, che ne fa il capoluogo.
Clima Il clima varia in base alle stagioni: d'inverno si raggiungono picchi anche di 10 gradi sotto zero, d'estate invece si possono raggiungere anche 30 gradi, mentre l'autunno e la primavera sono caratterizzate da piogge. La maggior parte dell'anno il tempo può essere anche variabile.
Storia Il nome Pavullo deriva da paule o "palude", la palude nei pressi della quale sorgeva e che rimane in piccola parte ancora visibile al limitare dell'abitato verso sud. Inizialmente interessata da insediamenti di Liguri Friniates e Celti, la zona è stata in seguito conquistata dai Romani che realizzarono in questi luoghi un vero e proprio accampamento militare, mantenendo l'organizzazione del territorio preesistente. È quindi plausibile che proprio da tale struttura difensiva romana derivi la struttura difensiva alto medievale conosciuta con il nome di Castrum Feronianum. Il Castrum Feronianum aveva il suo fulcro a Poggiocastro, il colle fortificato più alto, e comprendeva tutto l'attuale Frignano. Infatti l'accampamento militare sorgeva sulla Via Claudia Augusta che da Pisa conduce al Danubio. Altra strada nei dintorni era la Via Bibulca, prima strada a pagamento
Nei secoli XII, XIII e XIV l'organizzazione delle pievi, dove l'organizzazione civile del territorio coincideva con quella religiosa, sostituì l'organizzazione di stampo militare. Il centro amministrativo dell'intero territorio del Basso e Medio Frignano fu per molti secoli, almeno fino al XV, il Castello di Montecuccolo proprietà della nobilissima famiglia dei Montecuccoli feudatari di gran parte dell'area appenninica. La Costruzione di tale edificio risale probabilmente al XII secolo.
Elemento di grande importanza nello sviluppo del territorio sono state anche le numerose vie che collegavano l'Emilia alla Toscana. Tra queste, di particolare importanza furono la Via Vandelli e dalla via Giardini, che diedero impulso allo sviluppo economico e urbanistico di Pavullo nel XVIII secolo. Come conseguenza di ciò, nel 1832 il duca Francesco IV designò Pavullo quale capoluogo del Frignano assegnandogli come stemma l'antica aquila del Frignano, e promosse la costruzione di un palazzo da destinare a propria residenza all'interno del parco che si trova a nord dell'abitato, che venne progettato come complemento del Palazzo Ducale e sistemato "all'inglese". Tra le varie specie botaniche autoctone ed esotiche presenti in tale parco, spicca un cedro del Libano di dimensioni imponenti, soprannominato il Pinone che, insieme al castello di Montecuccolo, è il simbolo della cittadina. Il palazzo è un edificio neoclassico a tre piani con scalone a doppia rampa all'interno del quale hanno sede la biblioteca comunale "" con la fonoteca, la Galleria d'Arte Contemporanea, la Galleria dei Sotterranei, il coro "Raimondo Montecuccoli", gli Assessorati alla Cultura, Turismo e Sport ed il Tribunale.
Dopo l'unità d'Italia, nello stesso territorio del Comune Federale Frignanese medioevale e della Provincia Estense del Frignano (1832-1859), verranno creati il Circondario e la Sottoprefettura di Pavullo (1859-1926).
XX secolo Durante la seconda guerra mondiale Pavullo fu bombardata dagli inglesi e dagli americani che distrussero l'ospedale, uccidendo numerose suore che vi lavoravano e i pazienti (in seguito gli americani si difesero dalle accuse rispondendo che credevano fosse un presidio militare tedesco), la chiesa di San Bartolomeo e la torre del municipio; tutti questi edifici furono distrutti e poi ricostruiti a fine guerra. La cittadina e le zone circostanti si trovavano sulla Linea Gotica e rimasero fino al 22 aprile 1945 oggetto di numerosi scontri che vedevano i soldati tedeschi con a capo Albert Kesselring contro le formazioni partigiane capitanate da Mario Ricci e gli alleati.
Simboli Lo stemma comunale è stato riconosciuto con DCG del 1º febbraio 1936.
Come in altre comunità della zona, lo stemma rappresenta i monti e l'aquila, che figurano già nel sigillo tre-quattrocentesco della Lega del Frignano. Il motto latino Prisca fides ("Antica fedeltà") è ripreso dall'arma feudale e fu concesso dal Duca di Modena nel 1830 quando, contestualmente, riconobbe l'aquila imperiale come stemma del comune. Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Onorificenze Pavullo nel Frignano è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione, insignito della croce di guerra al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per l'attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale:
Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose
Plebana di San Giovanni Battista di Renno, risale all'VIII – IX secolo. Pieve di Coscogno, nell'omonima frazione, la pieve del XVII secolo, creata dal rimaneggiamento della precedente pieve risalente al VI - VIII secolo di cui però rimane ancora visibile il portale. Chiesa dei Santi Pietro e Paolo Apostoli a Olina, che è stata inserita dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali, mediante le Soprintendenze di Modena e Bologna, nella IV settimana della cultura quale eccellente esempio di “Seicento appenninico”, e ne ha curato un testo. Chiesa di San Vincenzo, a Monteobizzo rimane della pieve del XII sec l'abside romanico, le finestrelle modanate e la cornice ad archetti pensili con mostri e leoni scolpiti.
Architetture militari Castello di Montecuccolo. Arroccato su una delle colline che circondano la cittadina, in frazione Montecuccolo, sovrasta il piccolo borgo medioevale omonimo, dove spicca la bella chiesa di San Lorenzo, costruita nel 1577. Torre di Gaiato e torre di Lavacchio, poste sulle colline a coronamento difensivo dell'abitato di Pavullo, circondate da case contraddistinte dai cosiddetti murales, dipinti contemporanei che ne ricoprono la facciata e danno al borgo un aspetto molto pittoresco.
Architetture civili Palazzo Ducale, in Via Giardini, 3. Di particolare importanza storico-artistica il Ponte di Olina costruito nel 1522, che attraversa il torrente Scoltenna nei pressi dell'omonima frazione. Aeroporto Paolucci. Il 4 maggio 1928 viene emesso il decreto ministeriale per la costituzione di un campo di fortuna a Pavullo. Sede della attività didattica preareonautica, dalla scuola di Pavullo uscirono migliaia di allievi piloti. Grazie alla passione e al lavoro di Luigi Teichfuss che ha costruito 25 modelli, dall'aerocicloplano, tentativo del 1907, al "biposto scuola" del 1943. Prima a Bologna poi nelle sue officine di alianti a Pavullo. L'aeroporto di Pavullo (ICAO: LIDP) ha una pista asfaltata di 1190 m, è sede dell’elisoccorso. È l’aeroporto più alto d’Italia dopo Asiago.
Aree protette
La Riserva Naturale orientata di Sassoguidano è la principale zona protetta, dove è possibile fare trekking. Istituita verso la fine degli anni '80 è l'area protetta di tutta la provincia di Modena.
Società Evoluzione demografica
Istituzioni e servizi d'emergenza Pavullo è sede di un Ospedale distrettuale, di una base dell'elisoccorso del Soccorso alpino Emilia-Romagna e anche di un distaccamento di vigili del fuoco permanenti. Da febbraio 2011 è presente anche un Gruppo Pionieri C.R.I., i Giovani della Croce Rossa Italiana. Dispone anche di un Comando Compagnia Carabinieri, di Vigili Urbani, Polizia Stradale ed un Nucleo carabinieri forestali (ex Corpo Forestale dello Stato).
Cultura Cucina È nota per un pane, più erto della classica piadina romagnola, detto "crescentina" di Pavullo. Le crescentine si cuociono con le tigelle che sono dischi di terra refrattaria del diametro di circa 12 cm per 2 cm di spessore. La pasta delle crescentine o crescente da cruda è di 10 cm per 1 cm circa. Si fanno scaldare fin quasi al rosso le tigelle nel camino, poi con l'aiuto del tiglarol che è uno strumento in legno che serve a tenere dritta la pila, si alternano una tigella, una crescenta, una tigella, ecc. fino a creare una pila di 30 cm circa. Si deve fare attenzione a non bruciare la pasta con le tigelle troppo calde. Per questo si striscia sulla tigella un po' di pasta, se lascia un segno bruciato è troppo calda se bianco troppo fredda, si può mitigare la temperatura inserendo una foglia di castagno tra tigella e pasta. Una volta raggiunta la cottura, quando la tigella ha trasmesso tutto il calore alla crescenta, si tolgono le crescente dal tiglarol e si mettono a "passare" sotto la cenere. Questo metodo di cottura, antico ma faticoso, è stato soppiantato a scapito però della qualità dalle cottole, piastre di ferro circa 30–35 cm da scaldare sul gas, o da altri strumenti elettrici o stampi in alluminio. Le crescente si mangiano tagliate a metà e condite con un battuto di lardo insaporito con aglio e rosmarino, sfarinate con parmigiano grattugiato; con cacciatora di pollo o coniglio, salumi, formaggi. Originaria del Frignano la crescentina è stata scoperta negli anni sessanta dai modenesi che venivano in villeggiatura sull'Appennino. Non conoscendo né la tigella né la crescentina ne hanno scambiato il nome, come quelli che chiamano la polenta "paiolo".
Un altro tipico piatto della cucina pavullese sono i "borlenghi", che si preparano stendendo una colla formata da acqua, farina e sale sopra ad una cottola (grosso piatto in acciaio con un manico e che si mette sopra ai fornelli) e schiacciandola con un'altra al di sopra della colla. Dopo pochi minuti la colla si sarà solidificata e il borlengo verrà condito con lardo (grasso di maiale) e parmigiano D.O.P. e servito a tavola, pronto al consumo.
Musei Il castello di Montecuccolo ospita il Centro museale Montecuccolo (CeM), di cui fanno parte la Collezione Museo naturalistico del Frignano "Ferruccio Minghelli" e la raccolta d'arte Gino Covili "Il paese ritrovato" e la "Donazione" di Raffaele Biolchini. Casa museo Covili
Economia La vocazione agricola della zona dà una discreta produzione di ortaggi, frutta, uva da vino, cereali e foraggi e fa del paese il maggiore mercato agricolo dell'Appennino Modenese. Oltre l'allevamento e le tradizionali industrie alimentari, nei passati decenni hanno avuto un certo sviluppo anche le industrie della ceramica, della maglieria e del legno. È frequentato come località di villeggiatura estiva. Da visitare l'Orto botanico di flora appenninica e medicinale e la Riserva naturalistica di Sassoguidano, ove è possibile praticare birdwatching.
Geografia antropica