Arpino (Arpinë in dialetto laziale meridionale) è un comune italiano di abitanti della provincia di Frosinone nel Lazio.
Geografia fisica
Territorio La città di Arpino si sviluppa sul versante sinistro della media valle del fiume Liri, su di un sistema collinare ad un'altitudine di s.l.m. Il centro è dominato dall'acropoli, detta Civitavecchia (650 m).
Nel territorio comunale si raggiunge un'altitudine massima di 837 m (località Montecoccioli) mentre l'altitudine minima è di 192 m s.l.m. Il territorio, per lo più votato all'agricoltura (numerosi gli oliveti secolari) e tuttora scarsamente urbanizzato, è ricco di boschi.
Clima
Il clima è caldo e secco durante l'estate, con rare piogge pomeridiane dovute a cumulonembi provenienti dai vicini monti Ernici e monti Marsicani. L'autunno è fresco e moderatamente piovoso, con picchi di pioggia a seconda del disporsi delle correnti al suolo e delle configurazioni bariche. L'inverno è freddo e umido, poiché presenta tratti semi-continentali per via della presenza di inversione termica, che talvolta favorisce minime anche di alcuni gradi sottozero; la pioggia è abbondante in questa stagione, soprattutto con correnti disposte da ovest/sud-ovest; in inverno non mancano episodi nevosi: nella prima metà del febbraio 2012 ad Arpino caddero di neve. La primavera è variabile, mite e moderatamente piovosa, con alternanza di periodi freddi e piovosi a periodi caldi e secchi; frequenti sono però le incursioni di aria fredda nella prima parte della stagione primaverile, con possibilità di nevicate e gelate tardive (queste ultime specie nella parte più bassa del comune). Frequente è la presenza di nebbia a valle (ma non nel centro storico), talvolta anche molto fitta ed estesa, soprattutto nelle stagioni autunnali, invernali e primaverili in nottate da irraggiamento notturno. In alcune occasioni la nebbia, anche nelle ore centrali del giorno, ma mai nel centro storico, rimane per l'intera giornata a valle, nell'area più bassa e pianeggiante del comune, con freddo-umido, marcata inversione termica e visibilità molto ridotta.
Origini del nome Il toponimo Arpino (ovvero Arpinum nei tempi classici) si pensa derivi dal fatto che il paese visto dall'alto presenta una forma che ricorderebbe quella di un'arpa.
Storia
Non si conosce l'esatta data della fondazione di Arpino, anche se ritrovamenti archeologici ne dimostrano le origini volsche, a cui sono connesse le vicende dei rostri del foro (preda romana dopo la battaglia navale al largo di Anzio) e di Coriolano.
Le tradizioni locali, e una serie di iscrizioni ancora visibili, fanno risalire la fondazione della città al dio Saturno o ai Pelasgi, analogamente alle altre città del Lazio meridionale cinte da possenti mura megalitiche e dette città saturnie.
Tale tradizione di fondazione è scolpita in una lapide in lingua latina posta sulla porta medievale di ingresso da est ad Arpino, detta Porta Napoli.
L'aquila trionfale di cui parla l'iscrizione, la quale spicca il volo hinc ad imperium, è celebrata in una fontana in pietra calcarea, situata nel centro del paese, risalente probabilmente alla seconda metà del XVII secolo.
Fu teatro di scontri tra Romani e Sanniti, fino ad essere conquistata dai primi nel 305 a.C. Due anni dopo ottenne la cittadinanza romana sine suffragioTito Livio, Ab urbe condita libri, X, 1. e divenne prefettura. Nel 188 a.C. ottenne definitivamente la cittadinanza romana di pieno diritto.
La sua importanza crebbe fino ad ampliare il suo territorio che raggiungeva a nord-ovest Casamari (anticamente Cereatae) e a sud Arce.
Gaio Mario ne fu cittadino e il suo nome è ricordato nell'etimologia della località di nascita, Casamari (Casa Marii), allora arpinate. La tradizione orale della città di Arpino sostiene che Mario, dopo aver sconfitto i Germani ad Aquae Sextiae (Aix-en-Provence) e nella battaglia dei Campi Raudii, all'apogeo della sua gloria, non dimenticasse la sua patria d'origine e, disponendo della Gallia transalpina come terra di conquista, donasse ad Arpino quei territori, le cui rendite servirono a mantenere i templi e gli edifici pubblici della città.
Con Silla iniziò la lenta decadenza della città, che si protrasse durante l'epoca imperiale.
Anche l'avvocato, politico e filosofo romano Marco Tullio Cicerone nacque ad Arpino nel 106 a.C. e la sua città fu spesso citata nelle sue opere; in tempi moderni è stato dato il suo nome al corso principale della città, al convitto nazionale Tulliano, al liceo ginnasio Tulliano, alla torre medievale dell'acropoli e a diverse altre istituzioni.
Nell'Alto Medioevo le sue mura fortificate ne fecero un centro di rifugio e difesa dalle invasioni barbariche. In questo periodo Arpino fu più volte contesa tra il Ducato romano, il Ducato di Benevento, l'invasione dei Franchi (860), le scorrerie dei Saraceni. Dopo il 1000 divenne territorio dei Normanni, poi degli Svevi e del Papato e dovette subire due distruzioni: la prima nel 1229 con Federico II e la successiva nel 1252 a opera di Corrado IV. In questa seconda occasione i danni furono molto rilevanti: la città fu rasa al suolo e furono perdute molte delle antiche testimonianze romane. Gli abitanti trovarono rifugio nella vicina località fortificata di Montenero.
Nel 1580 Arpino entrò a far parte del Ducato di Sora, feudo parzialmente autonomo del Regno di Napoli. Il Ducato fu soppresso nel 1796 e con esso Arpino entrò a far parte prima del Regno di Napoli e poi del Regno delle Due Sicilie, fino al 1860. Entrò a far parte della provincia di Terra di Lavoro, in Campania, fino al 1927, dopodiché, con l'istituzione della provincia di Frosinone, divenne parte della nuova provincia.
Simboli
Lo stemma è stato riconosciuto con DPCM del 13 febbraio 1953.
Il gonfalone, concesso con DPR del 9 luglio 1953, è un drappo di bianco al palo di rosso.
Onorificenze
Monumenti e luoghi d'interesse
Architetture religiose Chiesa di San Michele Arcangelo, edificata su un antico tempio pagano probabilmente dedicato ad Apollo e alle Muse, risale almeno all'VIII-IX secolo, e conserva un interno barocco a croce latina arricchito da importanti opere d'arte, tra cui la tela del Cavalier d'Arpino raffigurante l'Arcangelo Michele vittorioso su Lucifero. Chiesa di Santa Maria Assunta della Civita; Chiesa di Sant'Andrea Apostolo; Chiesa di San Vito Martire; Chiesa di San Sosio. Chiesa di Sant'Antonio di Padova
Architetture militari Torre medievale detta di Cicerone, nell'Acropoli, nel borgo fortificato della Civita Vecchia. Castello Ladislao, fu costruito da Ladislao di Durazzo, re di Napoli, agli inizi del XV secolo.
Siti archeologici
Nella sua cinta di mura poligonali, dette "ciclopiche" e datate al XIII secolo a.C., si apre una singolare porta nota come "arco a sesto acuto", propriamente un arco a mensola.
Altri
Belvedere, situato all'ingresso del paese, con una statua in chiave moderna di Marco Tullio Cicerone e poco distante dalla casa natale di Giuseppe Cesari, il Cavalier d'Arpino; Porta di Saturno, che prende il nome dall’iscrizione latina posta in alto ed è un esempio significativo di architettura dell'epoca.
Società Evoluzione demografica
Religione La popolazione professa per la maggior parte la religione cattolica nell'ambito della diocesi di Sora-Cassino-Aquino-Pontecorvo. Tradizioni e folclore Gonfalone di Arpino, è il palio dei quartieri e delle contrade di Arpino. La manifestazione folcloristica si svolge annualmente dal 1971 il sabato e la domenica successivi a Ferragosto e vede in gara tra loro i quartieri Arco, Civita Falconara e Ponte e le contrade Collecarino, Vagni, Vallone, Vignepiane e Vuotti. Le gare sono precedute da feste di quartiere, da balli tradizionali e dalla sfilata in abiti folcloristici comunemente definiti ciociari.Sebbene il termine "ciocia" sia proprio del dialetto romanesco e ignoto ai dialetti laziali meridionali e lo stesso termine "ciociaria" sia scorretto dal punto di vista storico e geografico, il termine è spesso usato per le manifestazioni turistiche di alcuni centri della provincia di Frosinone. Il Gonfalone è assegnato sulla base dei risultati di sei gare in cui si sfidano gli atleti dei quartieri e delle contrade partecipanti. Durante le gare i partecipanti possono indossare esclusivamente vestiti della tradizione locale dell'Alta Terra di lavoro. Calzano, inoltre, gli zampitti, noti in romanesco come cioce, una calzatura anticamente utilizzata in alcune aree remote montane dell'Europa meridionale e orientale, eccezion fatta per gli atleti del tiro alla fune, che utilizzano calzature moderne per motivi di sicurezza. Lingue e dialetti Il dialetto arpinate fa parte dei dialetti laziali meridionali.Per un'introduzione a questo dialetto si veda, sebbene datato, lo studio di E.G. Parodi, Il dialetto di Arpino, in "Archivio Glottologico Italiano", 1892.
Cultura
Istruzione
Istituti scolastici Convitto nazionale Tulliano, fondato nel 1814 col nome di collegio Tulliano, è uno storica istituzione scolastica, comprensiva di liceo e di annesso convitto.
Musei Museo Industriale della Lana, che conserva attrezzature storiche dell'antico lanificio Diodati e, attraverso un percorso documentato, racconta le fasi della produzione laniera, elemento centrale dello sviluppo industriale locale sin dall'epoca romana.
Donazione Mastroianni, che espone opere dello scultore Umberto Mastroianni, ospitata nei locali del Castello Ladislao.
Eventi Certamen Ciceronianum Arpinas, una gara di traduzione e commento di brani di Cicerone che si tiene tradizionalmente a maggio da diversi decenni.
Libro di pietra: dal 1984, grazie all'iniziativa del poeta Giuseppe Bonaviri, Arpino ospita una singolare antologia di poesie incise su lastre di pietra e installate in vari punti caratteristici nel paese e negli immediati dintorni.
Economia Di seguito la tabella storica elaborata dall'Istat a tema Unità locali, intesa come numero di imprese attive, ed addetti, intesi come numero di addetti delle imprese locali attive (valori medi annui). +201520142013Numero imprese attive% Provinciale Imprese attive% Regionale Imprese attiveNumero addetti% Provinciale Addetti% Regionale AddettiNumero imprese attiveNumero addettiNumero imprese attiveNumero addettiArpino3741,11%0,08%8030,75%0,05%374824382911Frosinone33.6057,38%106.5786,92%34.015107.54635.081111.529Lazio455.5911.539.359457.6861.510.459464.0941.525.471 Nel 2015 le 374 imprese operanti nel territorio comunale, che rappresentavano l'1,11% del totale provinciale (33.605 imprese attive), hanno occupato 803 addetti, lo 0,75% del dato provinciale; in media, ogni impresa nel 2015 ha occupato poco più di due addetti (2,15). Artigianato Tra le attività economiche più tradizionali e rinomate vi sono quelle artigianali, come la produzione di mobili in stile.
Turismo Ad Arpino è stato assegnato il riconoscimento di bandiera arancione di qualità turistico-ambientale conferito dal Touring Club Italiano.
Infrastrutture e trasporti Strade
Ferrovie
Ferrovia Avezzano-Roccasecca, serve il comune di Arpino attraverso l'omonima stazione
Amministrazione Storicamente parte dell'antica provincia di Terra di Lavoro, nel 1927, a seguito del riordino delle circoscrizioni provinciali stabilito dal regio decreto n. 1 del 2 gennaio 1927, per volontà del governo fascista, quando venne istituita la provincia di Frosinone, Arpino passò dalla provincia di Caserta a quella di Frosinone. Sindaci
Gemellaggi
Altre informazioni amministrative Fa parte della Comunità montana Valle del Liri.
Sport
Calcio A.S.D. Terra di Cicerone squadra che milita nel girone I di prima categoria laziale. Calcio a 5 L'attuale squadra di calcio a 5 della città è la Società Sportiva Dilettantistica Arpino, nata nel 1954, che ha disputato campionati di calcio a 11 fino alla stagione sportiva 2017/2018. Dal 2018 partecipa al campionato di calcio a 5 Dilettanti -Serie D Latina- girone A.
Tennis