Valbrevénna (Varbrevenna in ligureIl toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del ) è un comune italiano sparso di abitanti della città metropolitana di Genova in Liguria. La sede comunale è situata nella frazione di Molino Vecchio.

Geografia fisica

Il comune di Valbrevenna, situato nella valle omonima minore dell'alta valle Scrivia, è locato a nordest di Genova. Fa parte del Parco naturale regionale dell'Antola. Il territorio coincide quasi completamente con il bacino idrografico del torrente Brevenna (ad eccezione del tratto finale della valle, che fa parte dei comuni di Casella e Savignone).

Il comune, situato ad un'altitudine compresa tra 427 e i 1.597 metri sul livello del mare, è formato da numerose frazioni distribuite sul fondovalle e su entrambi i versanti della valle del torrente Brevenna, che nasce dal monte Antola () e confluisce nello Scrivia ad Avosso, presso Casella dopo un percorso di circa .

Tra le vette del territorio il monte Cremado (), il monte Duso (), il monte Buio (), il monte Arvego (), il monte Carmo (), il monte Sotto Garzo (), il monte Riondo (), il monte Liprando (), il monte Cugno (), il monte Badriga (), il monte Forca (), il monte Penzo (), il monte Proventino (), il monte Garego (), il monte Schigonzo (), il monte Mortussa (), il monte della Croce (), il monte Banca (), il Dente di Mereta () e la Costa della Scabbia ().

La valle si sviluppa da est ad ovest; i suoi ripidi versanti sono in gran parte ricoperti di boschi di castagno, rovere, carpino e frassino, mentre alle quote più alte si trovano prati e pascoli. Le poche aree coltivate sono organizzate a terrazzamenti con muri a secco, molti dei quali in stato di abbandono.

I centri abitati sono generalmente disposti a mezza costa, allineati lungo i percorsi delle antiche mulattiere che percorrevano la valle e conducevano verso il Piemonte e la Lombardia. Gli unici nuclei abitati di una certa importanza nel fondovalle sono il capoluogo Molino Vecchio e Prele, il primo centro della Valbrevenna che s'incontra risalendo la valle dalla confluenza con lo Scrivia. La maggior parte della popolazione risiede nella parte bassa della valle; i centri più popolati sono Nenno, Ternano, Prele e Molino Vecchio. I nuclei storici dei paesi sono caratterizzati da case in pietra locale (marna), arroccate sui pendii, con le strette vie pavimentate anch'esse in pietra e la chiesa generalmente staccata dalle case e in posizione dominante sulla valle.

Storia

Le origini dell'ente comunale di Valbrevenna sono molto recenti: fu costituito soltanto nel 1896Fonte dal sito del Comune di Valbrevenna. Prima di allora le varie frazioni facevano parte dei vicini comuni di Savignone, Casella e Montoggio. La prima sede comunale fu posta a Carsi, poi trasferita a Molino Vecchio negli anni trenta del Novecento, quando fu costruita la strada carrozzabile di fondovalle.

La valle era abitata però fin dall'epoca pre-romana, come testimonia il ritrovamento di tombe risalenti all'età del ferro presso la località La Cà, nei pressi di Molino Vecchio (questo ritrovamento è avvenuto negli anni trenta, durante i lavori di costruzione della strada di fondovalle). Altri reperti, di epoca tardo-romana, sono stati ritrovati presso Pareto, nella località detta Campo Antigo (pron. Campu Antigu).

Fino all'Ottocento le varie comunità vivevano nei piccoli borghi attorno alle parrocchie, sotto la signoria della famiglia Fieschi, conti di Lavagna, che avevano il dominio sui feudi di Savignone, Casella, Montoggio e Crocefieschi.

Durante la dominazione napoleonica i Feudi imperiali vennero sciolti, costituendo le prime municipalità, alle quali furono aggregate le varie frazioni della valle.

Per secoli l'economia della Valbrevenna è stata un'economia di sussistenza, con gli abitanti che ricavavano dalla terra quanto occorreva per la sopravvivenza, limitando allo stretto necessario gli acquisti fuori del paese, pagati con il ricavato dei prodotti dell'allevamento. Il magro reddito era talvolta integrato da lavori stagionali, gli uomini come braccianti nelle aziende agricole del Piemonte e della Lombardia e le donne come mondine nelle risaie del vercellese. I terreni coltivati erano ottenuti con la creazione di terrazzamenti in pietra lungo i ripidi pendii della valle, costati grande fatica a generazioni di valligiani, in gran parte in rovina e invasi dalla vegetazione. Grande importanza aveva anche la raccolta delle castagne, fatte essiccare in appositi locali e poi macinate nei mulini (un tempo numerosi lungo il corso del torrente Brevenna) per ricavarne la farina.

Tra gli anni settanta dell'Ottocento e i primi decenni del Novecento iniziò un flusso migratorio verso le Americhe in particolare Argentina, Cile, Uruguay, Perù e Stati Uniti. La costruzione della strada per la valle Scrivia, tra il 1920 e il 1930, fece cessare il secolare isolamento della valle, portando anche ad un lieve miglioramento delle condizioni economiche, ma non fermò il movimento migratorio, che proseguì anche nel dopoguerra, questa volta verso Genova e i centri più popolosi ed industrializzati della valle Scrivia. La popolazione della valle, che alla costituzione del comune era di circa tremila abitanti, si era ridotta negli anni settanta a circa 600 persone; si assiste tuttavia ad una leggera crescita della popolazione, in particolare nella parte bassa della valle.

Comune a tutti i centri è il temporaneo aumento della popolazione nei mesi estivi, per la presenza di numerosi villeggianti in cerca di tranquillità e refrigerio (che in qualche caso fanno rivivere per un breve periodo anche paesi completamente disabitati nei mesi invernali).

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Alta Valle Scrivia e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008, ha fatto parte fino al 2011 della Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera.

Simboli

Stemma

Gonfalone

Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con il decreto del presidente della Repubblica del 29 gennaio 2003.

I sei monti all'italiana rappresentano le sei vette maggiori della valle: il monte Antola, il monte Buio, il monte Schigonzo, il monte Duso, il monte Liprando e il monte Banca. Le sette croci d'oro simboleggiano le parrocchie del territorio comunale di cui cinque appartenenti all'arcidiocesi di Genova e le restanti due alla diocesi di Tortona. Lo sfondo a strisce bianche e azzurre riprende lo stemma araldico della famiglia Fieschi di Lavagna che amministrò gli antichi feudi della valle Scrivia.

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Le vicende storiche dei diversi paesi della Valbrevenna si riflettono anche nelle strutture amministrative della chiesa cattolica, infatti nel comune sono comprese sette parrocchie, cinque delle quali appartengono all'arcidiocesi di Genova (Carsi, Clavarezza, Frassinello, Pareto e Senarega) e due alla diocesi di Tortona (Nenno e Tonno).

Santuario di Nostra Signora dell'Acqua nei pressi della frazione capoluogo, Molino Vecchio. Cappella di Maria Santissima Regina nella frazione capoluogo, Molino Vecchio; probabilmente costruita nel corso del XIX secolo. Chiesa parrocchiale di Santa Maria delle Grazie nella frazione di Carsi. Cappelletta di Nostra Signora delle Grazie nella frazione di Carsi. La cappelletta originaria fu costruita nel XIII secolo nel sito dove intorno al 1675 sarebbe stata costruita l'attuale chiesa parrocchiale, si dice come ex voto da un castellano di Montoggio salvato per l'intervento della Madonna dall'assalto di un orso. Il leggendario episodio è raffigurato in un affresco sul portale della chiesa di Santa Maria Assunta. La cappelletta fu ricostruita nell'attuale sito verso la fine del XVII secolo e completamente ristrutturata nel 1960. Ruderi della chiesa di Sant'Andrea di Bovarizia presso Caserza. In un bosco di castagni si trovano i pochi ruderi dell'antica chiesa costruita dai monaci benedettini intorno al XIII secolo e abbandonata verso la fine del XVI secolo. Alcuni resti furono riportati alla luce nel 1975 e, insieme ad altri reperti archeologici, ora esposti al museo archeologico dell'Alta valle Scrivia di Isola del Cantone. Cappella di Nostra Signora di Caravaggio nella località di Cerviasca, edificata nel 1836. Chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo nella frazione di Clavarezza. Oratorio di Nostra Signora del Carmine nella frazione di Clavarezza. L'edificio è citato nel 1833, ma ricostruito negli anni settanta dell'Ottocento. Chiesa parrocchiale del Santissimo Nome di Maria nella frazione di Frassinello. Chiesa di Nostra Signora di Loreto nella località di Frassineto, probabilmente costruita nel corso del XIX secolo. Cappella di San Giacomo nella frazione di Mareta. Fu eretta nel 1573 e presenta nella volta a botte notevoli cicli di affreschi databili al 1576. Restaurati nel 1970 sono raffigurati la Madonna in trono tra i santi Giovanni Battista e Giacomo, nella lunetta è riconoscibile l'Annunciazione e nella volta l'Eterno Padre. Chiesa parrocchiale di Sant'Anna nella frazione di Nenno. Fa parte della diocesi di Tortona. Chiesa parrocchiale di San Lorenzo martire nella frazione di Pareto. Citata nel XIII secolo, l'edificio venne ricostruito nella prima metà del Settecento; il campanile fu edificato nel 1746. Cappella di Nostra Signora della Guardia nella località di Piancassina, eretta nel 1836. Cappella di Nostra Signora della Guardia nella località di Porcile, eretta nel 1859. Chiesa parrocchiale di Santa Margherita d'Antiochia nella frazione di Tonno. Fa parte assieme alla parrocchia di Sant'Anna di Nenno della diocesi di Tortona. Nel parco di fronte alla chiesa c'è un monumento dedicato ai caduti della prima guerra mondiale, la cui iscrizione ricorda il contributo dato alla sua realizzazione dai compaesani emigrati a Buenos Aires. Chiesa parrocchiale di Santa Maria Assunta nella frazione di Senarega. Le prime notizie su una primitiva cappella risalirebbero al 1242 e divenne parrocchiale nel 1272. L'attuale edificio è il frutto della ricostruzione avvenuta tra il 1675 e il 1678; il campanile è del 1718. Cappella di Nostra Signora della Neve o della Madonna del Ponte nella frazione di Senarega. Probabilmente fu costruita nel corso del XIX secolo.

Architetture civili

Nelle vicinanze del paese di Porcile si trova un antico mulino ad acqua alimentato da tre piccoli bacini formati sbarrando un ruscello con muretti in pietra. Questo mulino, restaurato, è l'unico ancora in buone condizioni di conservazione tra i tanti che caratterizzavano un tempo la valle.

Architetture militari

Il castello di Senarega, composto da due distinti elementi (la torre del XII secolo e il palazzo, costruito nel XV secolo), domina il paese dall'alto. Durante la lunga signoria dei Fieschi l'edificio era utilizzato con funzioni amministrative ed i sotterranei adibiti a prigione. Dopo aver ospitato negli anni ottanta del Novecento una comunità di recupero per tossicodipendenti venne chiuso. È stato acquisito, insieme con il vicino oratorio, in comodato trentennale dall'Ente Parco dell'Antola che, in collaborazione con il Comune, ne sta realizzando un progetto di restauro ai fini della realizzazione di una foresteria aperta al pubblico.

Società Evoluzione demografica

Etnie e minoranze straniere Al 1° gennaio 2025 gli stranieri residenti nel comune erano 12, ovvero l'1,62% della popolazione.:

Cultura

Istruzione Musei