Terenzo (Tréns in dialetto parmigiano..) è un comune italiano di abitanti della provincia di Parma, in Emilia-Romagna.

Geografia fisica Terenzo sorge alla quota di 540 m s.l.m. ai piedi del monte Croce, sulla sponda sinistra del torrente Sporzana, in corrispondenza di un'antica paleofrana assestatasi nel tempo..

Il territorio comunale appenninico si estende tra la val Baganza a est e la val di Taro a ovest.

Origini del nome Terenzo fu identificata a lungo con l'antico Forum Druenti o Forum Druentinorum menzionato in un'epigrafe latina del II secolo, conservata nel museo archeologico nazionale di Parma e originariamente collocata forse nel foro della città; secondo interpretazioni più recenti, tale iscrizione sarebbe invece riferibile al centro abitato di Bertinoro in Romagna..

L'origine del toponimo rimane quindi non chiara. Secondo alcune ipotesi, Terenzo discenderebbe dal latino Terentius, in riferimento alla gens Terentia, forse assegnataria in età romana della zona; secondo altre teorie, deriverebbe invece dal participio presente terentis del verbo latino terere, col significato di "levigare" e "triturare", in richiamo alla natura franosa del territorio; secondo infine alcuni studiosi, il medievale Treùntio o Trevùntio proverrebbe dalla denominazione celtica di "trivio", riferita alla collocazione del borgo in corrispondenza dell'incrocio tra tre antiche vie di comunicazione.

Storia Terenzo nacque forse in età romana, quando, secondo alcune interpretazioni, il territorio fu assegnato alla gens Terentia. Già a quell'epoca la zona era attraversata dalla strada di collegamento tra Parma e Luni, che fu abbandonata dopo la caduta dell'Impero romano d'Occidente, ma riacquisì un'importanza strategica in età longobarda, in quanto rappresentava l'unico collegamento tra la pianura Padana e la Toscana. Il percorso, costituito, dopo la scomparsa della strada pavimentata, da fasci di sentieri che si intersecavano tra loro, divenne noto come via di monte Bardone, dal nome con cui era all'epoca conosciuto il passo della Cisa, e fu percorso per tutto il Medioevo dai numerosi pellegrini diretti a Roma dal Nord Europa.

La prima testimonianza certa dell'esistenza del centro abitato di Terenzo risale tuttavia soltanto all'11 giugno 948, quando il re d'Italia Lotario II fece dono di numerosi beni nel Parmense, tra cui la corte di Trevuntio, al conte Maginfredo.. Nell'XI secolo i conti di Terenzo furono elevati al rango di marchesi.

L'originaria chiesa di Santo Stefano vi fu edificata prima del 1141, anno in cui fu menzionata per la prima volta in una bolla del papa Innocenzo II.

Nel 1294 una catastrofica frana travolse e distrusse quasi completamente il centro abitato; il paese fu presto riedificato e già nel 1329 ospitò l'imperatore del Sacro Romano Impero Ludovico il Bavaro e le sue truppe di ritorno da Roma. Nel 1333 anche il re Giovanni I di Boemia sostò nel villaggio insieme al figlio Carlo, che nella notte del 15 agosto, festa dell'Assunta, fece un terribile sogno premonitore; nel 1355 Carlo, nel frattempo divenuto imperatore del Sacro Romano Impero, si ricordò della sconvolgente visione terenzina. e, dopo averne ricevuto l'approvazione da parte del vescovo di Parma Ugolino de' Rossi, ordinò la costruzione di una cappella dedicata a santa Maria degli Angeli nel borgo di Terenzo. L'anno seguente, per contrastare le mire dei duchi di Milano Visconti, Carlo IV revocò l'assegnazione alla Camera Ducale di Parma avvenuta pochi decenni prima del feudo, che assoggettò direttamente al Sacro Romano Impero, esentando inoltre la popolazione del luogo da ogni tassazione..

Il borgo fu nuovamente distrutto nel 1552, quando, durante la guerra di Parma, per rappresaglia le truppe imperiali diedero fuoco alle abitazioni; si salvarono soltanto la chiesa di Santo Stefano, riedificata in forme romaniche nel 1494, la casa dei frati e l'osteria.

Nuovamente ricostruito nel frattempo, il 15 gennaio 1648 Terenzo, col vicino borgo di Gaiano, fu assegnato al conte Giulio Bajardi,. i cui eredi ne mantennero l'investitura fino al 1805, quando i decreti napoleonici sancirono l'abolizione dei diritti feudali..

All'inizio dell'anno seguente Terenzo divenne frazione del nuovo comune (o mairie) di Selva del Bocchetto, dopo pochi mesi ribattezzato Lesignano Palmia, ma con sede tra il 1811 e il 1914 a Boschi di Bardone.

Già a partire dal 1808, con l'avvio dei lavori di costruzione della strada della Cisa per volere di Napoleone, Terenzo cadde in crisi, a causa del progressivo spostamento del traffico di persone e merci più a monte e del conseguente isolamento del centro abitato; le opere di realizzazione della nuova importante via di collegamento, proseguite per volere di Maria Luigia, furono completate nel 1859.

Il regio decreto del 30 ottobre 1924, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia del 18 dicembre di quell'anno, rinominò il comune Terenzo, ove fu spostata definitivamente la sede municipale.

Simboli

Stemma Lo stemma comunale è definito dallo statuto comunale come:

Le due porzioni del campo superiore dello stemma riprendono i blasoni delle due principali famiglie anticamente feudatarie del territorio di Terenzo: a sinistra dei Bajardi e a destra dei Rossi.

Gonfalone

Monumenti e luoghi d'interesse Architetture religiose Chiesa di Santo Stefano

Menzionata per la prima volta nel 1141, la cappella originaria di Terenzo fu distrutta nel 1294 insieme al resto del borgo a causa di una rovinosa frana; riedificata nel XIV secolo, fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; caduta in rovina nel XVIII secolo, fu ricostruita in stile neoclassico tra il 1767 e il 1789, conservando soltanto il campanile trecentesco; parzialmente modificata nei prospetti esterni negli ultimi anni del XIX secolo, fu restaurata dopo il 1950 e consolidata strutturalmente tra il 2010 e il 2011. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, presenta una simmetrica facciata a capanna, quasi interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio; sulla destra si erge la torre campanaria romanica, caratterizzata da un doppio ordine di monofore e bifore tamponate; all'interno l'aula è scandita da una serie di lesene doriche. La struttura accoglie alcune opere di pregio, tra cui un olio eseguito da Giuseppe Peroni tra il 1767 e il 1776, una campana del 1365 e alcuni paramenti sacri seicenteschi; alla chiesa appartiene inoltre una croce astile della prima metà del XII secolo, donata nel XIV secolo dall'imperatore Carlo IV di Lussemburgo alla cappella imperiale di Santa Maria degli Angeli e conservata nel museo diocesano di Parma...

Cappella imperiale di Santa Maria degli Angeli Costruita nel 1355 per volere dell'imperatore del Sacro Romano Impero Carlo IV di Lussemburgo in ricordo di un terribile sogno premonitore avuto la notte del 15 agosto 1333 durante una sosta a Terenzo, la cappella, dipendente dal primicerio del coro di Santa Maria sotto la catena di Praga, passò in seguito sotto la giurisdizione dei vescovi di Parma; caduta in rovina agli inizi del XVII secolo, fu abbandonata e nel 1622 il suo beneficio fu traslato alla chiesa di Santo Stefano. Al luogo di culto, completamente scomparso, appartenevano alcuni beni passati alla parrocchiale di Terenzo, tra cui una croce astile romanica in rame e bronzo dorato del XII secolo, conservata dal XX secolo nel museo diocesano di Parma..

Pieve di Santa Maria Assunta a Bardone

Edificata in origine in stile paleocristiano probabilmente già nel VI secolo, la pieve a pianta centrale di Bardone fu modificata nel IX secolo nella zona absidale; menzionata per la prima volta nel 1005, fu ampliata e profondamente trasformata in forme romaniche nel XIII secolo; modificata tra il 1635 e il 1655, fu restaurata più volte nel XIX secolo; risistemata esternamente nel 1938, fu completamente ristrutturata tra il 1998 e il 1999, riportando alla luce le fondazioni della chiesa originaria. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una nicchia e tre cappelle per parte, presenta una semplice facciata a capanna in pietra, con una finestra in sommità ornata con un archivolto trilobato dell'XI secolo; sul lato sud si apre l'ampio portale d'ingresso secondario, profondamente strombato e sormontato da una lunetta contenente un altorilievo in stile romanico. All'interno l'aula, coperta da una serie di capriate lignee, accoglie nella prima parte un gruppo di sculture romaniche, realizzate da un artista di scuola antelamica agli inizi del XIII secolo e probabilmente provenienti dall'ambone smembrato della pieve di Santa Maria Assunta di Fornovo....

Ex chiesa di San Michele Arcangelo a Corniana

Menzionata per la prima volta nel 1218, la chiesa romanica di Corniana fu elevata a sede parrocchiale autonoma nel 1564; parzialmente ristrutturata nel 1721, fu chiusa al culto nel 1931 in seguito alla costruzione della nuova chiesa di San Michele Arcangelo nel centro del nuovo borgo; adibita per anni a fienile, fu acquistata verso la fine del XX secolo da un abitante di Corniana, che la restaurò e destinò a sede di mostre temporanee. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata sulla destra da una cappella settecentesca, presenta un'asimmetrica facciata a capanna, interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio; all'interno l'aula, coperta da un soffitto a capriate lignee, presenta un piccolo presbiterio voltato a crociera, che conserva le tracce di alcuni affreschi quattrocenteschi..

Chiesa di San Michele Arcangelo a Corniana

Edificata in forme neoromaniche tra il 1930 e il 1931 sui resti di una cappella tardo-settecentesca, la chiesa di Corniana, progettata dall'architetto Tonino Talignani, fu affiancata dal campanile nel 1935; colpita da un terremoto nel 2008, fu restaurata e consolidata strutturalmente tra il 2009 e il 2010. Il luogo di culto, sviluppato su un impianto a tre navate, presenta una simmetrica facciata a salienti, interamente rivestita in pietra come il resto dell'edificio; sul retro si erge l'alta torre campanaria, coronata da una merlatura sul contorno; all'interno l'aula, coperta da una serie di capriate lignee, conserva un baldacchino risalente al 1850 e due confessionali settecenteschi, provenienti dalla chiesa medievale.

Chiesa dell'Assunzione di Maria Vergine a Cassio

Costruita entro il XII secolo, la chiesa romanica di Cassio, menzionata per la prima volta nel 1230, fu in gran parte riedificata verso la fine del XVII secolo in forme barocche; pesantemente danneggiata dai bombardamenti alleati della seconda guerra mondiale nel 1944, fu ricostruita nella zona absidale nel 1950; ristrutturata tra il 1960 e il 1970, fu restaurata e consolidata strutturalmente tra il 2010 e il 2012. L'edificio, sviluppato su un impianto a navata unica affiancata da una cappella per lato, è quasi interamente rivestito in pietra e presenta una simmetrica facciata a capanna, coronata da un frontone triangolare; all'interno l'aula è affiancata da una serie di paraste doriche; sulla parete sinistra del presbiterio è conservato un affresco raffigurante i Santi Giovanni Battista e Benedetto, dipinto tra il 1425 e il 1430..

Chiesa di Sant'Apollinare a Casola