Ufficiale esperto di truppe corazzate e di guerra con mezzi meccanizzati, prestò servizio con le forze mobili dell'Armata Rossa fin da prima dell'inizio della Grande Guerra Patriottica.

In non buone condizioni di salute a causa della TBC laringea da cui era affetto, riuscì ugualmente a distinguersi durante il conflitto guidando in particolare il potente 4º Corpo meccanizzato durante l'operazione Urano, nel corso della battaglia di Stalingrado. I suoi reparti corazzati contribuirono in modo decisivo a chiudere l'accerchiamento della 6. Armee tedesca, congiungendosi a sud di Kalac con i carri armati sovietici provenienti da nord.

Costretto a lunghi periodi di riposo, riprese il servizio attivo al fronte nella seconda metà del 1944 guidando fino al marzo 1945 la 5ª Armata carri della Guardia ad una serie di vittorie nei Paesi Baltici e in Prussia orientale.

Biografia I primi anni nell'Armata Rossa Arruolato giovanissimo nel 1916 nell'Esercito imperiale russo, Vasilij Vol'skij prese parte come soldato semplice alle fasi finali della prima guerra mondiale sul fronte orientale, prima di aderire alla Rivoluzione bolscevica; assegnato nel giugno 1918 come commissario politico ad un reggimento di fanteria della nuova Armata Rossa, svolse quindi compiti politico-militari durante la Guerra civile sul fronte meridionale e sul fronte siberiano dal settembre 1918 al novembre 1920.

Dopo un periodo come commissario politico di unità di cavalleria nel 1921-1922 negli anni seguenti tenne il comando di vari reggimenti di cavalleria, frequentò i corsi dell'Accademia militare "Frunze" prima di essere trasferito alle nuove truppe meccanizzate e motorizzate dell'Armata Rossa che erano in fase di organizzazione e costituzione. Nel 1930-1931 l'alto comando sovietico dispose l'attivazione della prima brigata meccanizzata dell'esercito equipaggiata con carri armati e mezzi motorizzati e Vol'skij che faceva parte dell'ispettorato delle truppe meccanizzate, ricevette il comando di questa nuova formazioneJ. Erickson, The road to Stalingrad, p. 32.. Con il grado di colonnello, mantenne il comando della brigata meccanizzata fino al 1935 esercitando una funzione importante nel processo di sviluppo tecnico-tattico delle forze corazzate e motorizzate sovietiche.

Dopo aver svolto incarichi di rappresentanza come addetto militare nell'ambasciata sovietica in Italia dal 1935 al 1939, Vol'skij, promosso generale di brigata nel 1936 ritornò in patria e venne nominato vice comandante dell'Accademia "J. Stalin" di meccanizzazione e motorizzazione di Mosca. Alla vigilia dell'inizio della guerra con la Germania, Vol'skij era maggior generale e manteneva l'incarico nell'accademia. Nella Grande Guerra Patriottica Durante l'operazione Barbarossa Vol'skij venne assegnato al comando di tutte le forze corazzate del Fronte Sud-occidentale schierate in Ucraina e partecipò alle disperate e disastrose battaglie per fermare l'avanzata della Wehrmacht verso Kiev e il DneprJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 32 e 206.. Nell'inverno 1941 Vol'skij, in non buone condizioni di salute a causa della Tubercolosi laringea da cui era affettoW. Craig, Enemy at the gates, p. 174., venne trasferito a Mosca per svolgere la funzione di direttore dell'ispettorato delle truppe motorizzate e corazzate dell'Armata Rossa e si impegnò nel processo di ricostruzione e riorganizzazione generale delle unità mobili dell'esercito. Nel febbraio 1942 ritornò al fronte per controllare l'impiego delle forze corazzate assegnate al settore della Crimea dove entrò in contrasto con il generale Lev Mechlis, quindi diresse le deboli unità meccanizzate disponibili nel fronte del Caucaso che batteva in ritirata nell'estate 1942 di fronte alla nuova offensiva tedescaJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 206 e 330.. A causa di una riattivazione della sua malattia dovette peraltro passare un periodo in ospedale per cura e riposo. Determinato a ritornare in azione, riuscì, nonostante le precarie condizioni di salute, a essere dimesso e ricevette il 10 ottobre 1942 un nuovo e importante incarico operativo.

Durante la fase di preparazione per l'operazione Urano, la grande controffensiva generale dell'Armata Rossa sul fronte di Stalingrado e del Don, l'alto comando stava ricostituendo freneticamente le proprie riserve corazzate e meccanizzate che avrebbero dovuto svolgere il compito decisivo nella complessa manovra di accerchiamento pianificata. Nelle retrovie del Fronte di Stalingrado (Stalingradskij Front) venne quindi costituito il nuovo 4º Corpo meccanizzato basato sui quadri e i soldati superstiti del vecchio 28º Corpo carri distrutto nell'estate 1942 nell'ansa del Don. Questo nuovo e potente corpo meccanizzato, equipaggiato con oltre 220 carri armati moderni, venne assegnato al comando di Vol'skij che ebbe il compito di completare l'addestramento e trasferire in segreto i suoi reparti mobili sulle posizioni di partenza prima dell'offensivaJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 430-431.. Vol'skij avrebbe dovuto effettuare con il 4º Corpo meccanizzato l'avanzata decisiva da sud di Stalingrado verso nord-ovest, intercettare le linee ferroviarie di comunicazione da cui passavano i rifornimenti della 6. Armee tedesca in combattimento sul Volga ed entrare in collegamento entro due giorni con le colonne corazzate sovietiche del Fronte Sud-Occidentale (Yugo-zapadnyj Front) di cui era previsto il contemporaneo arrivo da nordD. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one, pp. 69-70 e 109-111..

Il 4º Corpo meccanizzato riuscì a completare nei tempi previsti l'organizzazione e lo schieramento segreto delle sue forze e il generale Aleksandr Vasilevskij, il capo di stato maggiore dell'Armata Rossa, giunto sul posto valutò positivamente l'operato di Vol'skij e l'efficienza dei suoi repartiJ. Erickson, The road to Stalingrad, p. 461.. Pochi giorni prima dell'inizio dell'operazione Urano tuttavia Vol'skij sarebbe stato protagonista, secondo alcune fonti memorialistiche, di un controverso episodio. Il 17 novembre egli avrebbe comunicato per lettera direttamente a Stalin che le forze disponibili non erano sufficienti e che quindi l'operazione sarebbe fallita; Vol'skij proponeva di rinviare o addirittura annullare l'offensivaJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 461-462.. Stalin discusse il contenuto della lettera con il generale Vasilevskij che, molto sorpreso, respinse le affermazioni di Vol'skij e confermò che le truppe erano pronte e che egli aveva piena fiducia nella vittoria. Dopo un breve colloquio telefonico con Stalin peraltro Vol'skij avrebbe prontamente ritirato le sue critiche e avrebbe espresso la sua determinazione a completare con successo la missione assegnatagliG. Boffa, Storia dell'Unione Sovietica, vol. 3, p. 99.. Questo singolare episodio rimane tuttavia poco chiaro, si è parlato di fasi di depressione di Vol'skij a causa degli impegni sul campo e delle precarie condizioni di salute ma alcuni autori ritengono la vicenda scarsamente attendibileA. Beevor, Stalingrado, p. 279.D. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one, pp. 51-52.. Di fatto il 19 novembre 1942 l'operazione Urano iniziò regolarmente e raggiunse subito importanti risultati; il 20 novembre anche Vol'skij passò all'attacco con il 4º Corpo meccanizzato e penetrò facilmente attraverso le linee dell'esercito rumeno.

In realtà Vol'kij nei primi giorni dell'offensiva diresse con prudenza l'avanzata dei suoi reparti meccanizzati; le colonne si misero in movimento con un ritardo di alcune ore dopo lo sfondamento del fronte rumeno, e nelle fasi iniziali la marcia si svolse con difficoltà a causa del terreno difficile e della presenza di campi minati; si crearono ingorghi durante lo spiegamento delle brigate. Nella notte del 20 novembre Vol'skij ricevette l'ordine dal comando del fronte di continuare ad avanzare nell'oscurità per recuperare il tempo perduto; il generale era incerto e preoccupato per possibili contrattacchi tedeschi, ma alla fine eseguì gli ordini e i suoi reparti si mossero con una certa cautela durante la notte, giungendo all'alba alla stazione di Abganerovo dove intercettarono l'importantissima linea ferroviaria che collegava la 6. Armee in combattimento a Stalingrado con le retrovie del fronte tedescoJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 467-468.. Il 21 novembre il 4º Corpo meccanizzato continuò ad avanzare fino alla cittadina di Zety; Vol'skij, sempre preoccupato per possibili contrattacchi, fermò le sue avanguardie, fece concentrare le brigate e fece affluire i rifornimenti; questa nuova sosta provocò l'aspra reazione del comandanti del Fronte di Stalingrado, generali Andrej Erëmenko e Markian Popov, che ingiunsero categoricamente a Vol'skij di riprendere al più presto l'avanzata e accelerare la manovra prima dell'arrivo delle riserve tedesche. All'alba del 22 novembre un nuovo intervento dell'alto comando sovietico sollecitò in termini categorici l'immediata ripresa dell'offensiva; vennero richiesti rapporti dettagliati ogni due ore sui progressi delle brigateJ. Erickson, The road to Stalingrad, p. 468..

Vol'skij, rassicurato dall'arrivo di rinforzi sui fianchi e dall'assenza dei temuti contrattacchi tedeschi, decise quindi di accelerare l'avanzata; egli costituì un reparto di punta con carri armati e truppe motorizzate con l'ordine di marciare direttamente verso il villaggio di Sovietskij e la stazione di Krivomužinskaja; al maggiore Doroskevič, comandante dei carri di testa, diede precise disposizioni di raggiungere l'obiettivo ad ogni costo entro le ore 12.00 del 22 novembre. La manovra del 4º Corpo meccanizzato ebbe pieno successo e i mezzi corazzati di Vol'skij occuparono facilmente entro i tempi previsti il villaggio e soprattutto la stazione; in questo modo fu interrotto anche l'ultimo collegamento ferroviario della 6. Armee tedesca. Nella notte del 22-23 novembre si apprese che i corpi corazzati sovietici provenienti dalla riva destra del Don erano in avvicinamento verso sud e quindi che era prevedibile il ricongiungimento e la chiusura definitiva della sacca d'accerchiamentoJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 468-469.. Nonostante l'andamento favorevole dell'operazioni, al mattino del 23 novembre Vol'skij era ancora preoccupato; le notizie da Kalač erano confuse e i suoi reparti avevano individuato la presenza di reparti mobili tedeschi a nord-est e avevano dovuto affrontare il combattimento. Le prime informazioni su alcune colonne in avvicinamento da nord-ovest erano incerte e Vol'skij decise di inviare avanguardie che iniziarono a lanciare prudentemente razzi verdi di segnalazione per evitare errori di identificazione e incidentiW. Craig, Enemy at the gates, p. 202.. Alle ore 15.30 vennero segnalati gruppi di carri armati in arrivo che a loro volta spararono razzi verdi; si trattava dei reparti del 4º Corpo carri del generale Andrej Kravčenko provenienti da Kalač; i carristi delle due parti finalmente entrarono in contatto e festeggiarono il congiungimento e la riuscita chiusura dell'accerchiamentoJ. Erickson, The road to Stalingrad, pp. 469-470. Nella serata del 23 novembre 1942 Vol'skij si incontrò per la prima volta con il generale Kravčenko in una casa alla periferia occidentale di Sovietiskij, alla riunione parteciparono anche il generale Popov e Nikita Chruščëv, il Commissario politico del Fronte di Stalingrado; in questa occasione i generali si congratularono per la vittoria e analizzarono la situazione strategica sul campoD. Glantz/J. House, Endgame at Stalingrad, book one, pp. 364-365..