Il Messerschmitt Bf 110, indicato successivamente anche come Messerschmitt Me 110, fu il primo Zerstörer ("distruttore"), caccia bimotore multiruolo ad ala bassa prodotto dall'azienda tedesca Messerschmitt AG. Fu utilizzato principalmente dalla Luftwaffe, durante la seconda guerra mondiale.
Nonostante alcune difficoltà operative, il Bf 110 Zerstörer rimase per tutto il conflitto il caccia pesante tedesco standard e uno dei progetti maggiormente cari al Reichsmarschall Hermann Göring ed al Generaloberst Ernst Udet; dimostrò inoltre di avere un elevato potenziale di sviluppo. Nelle versioni da cacciabombardiere effettuò migliaia di missioni di attacco al suolo e anti-nave su vari fronti. Il Bf 110 è ricordato soprattutto per aver abbattuto migliaia di bombardieri alleati, specie nella difesa aerea del Reich, sia nel ruolo d'intercettore diurno che nelle versioni da caccia notturno. Storia del progetto Origini L'idea alla base di un "caccia pesante" o "caccia strategico" fonda le proprie radici nella prima guerra mondiale, quando già si ricercavano velivoli da caccia multiruolo e a lungo raggio.Piva, 1997, p. 4. Le limitazioni imposte dalla tecnologia dell'epoca non consentivano di realizzare velivoli di successo con tali caratteristiche. L'idea però non fu mai abbandonata e all'inizio degli anni trenta almeno sette nazioni continuarono a sostenere vari progetti di caccia pesanti che potessero assolvere tipi diversi di missioni. Le principali erano: scorta di bombardieri a lungo raggio, intercettazione di bombardieri nemici, interdizione, attacco al suolo e anti-nave. Un tale velivolo doveva essere quasi inevitabilmente biposto e bimotore, per avere una sufficiente potenzialità tecnica e operativa.
In Germania, la ricerca di un caccia pesante evolse in un'ulteriore idea, poi condivisa da altre nazioni, che portò al nuovo concetto di Kampfzerstörer; il quale a sua volta nel 1935 si sarebbe sdoppiato nei concetti di Kampfzerstörer e Zerstörer. In entrambi i casi, il nome derivava dalla classificazione Zerstörer in uso presso la Kriegsmarine, per indicare il cacciatorpediniere. Nelle intenzioni di Hermann Göring, comandante in capo della Luftwaffe e ideatore della specifica emessa nel 1934 dal Reichsluftfahrtministerium (Ministero dell'aria), il Kampfzerstörer doveva svolgere, nell'aria, un ruolo simile al cacciatorpediniere nella marina. In particolare, doveva rispondere ai seguenti requisiti: Aereo da guerra strategico, bimotore multiruolo, capace di operare strategicamente sia come caccia pesante che come bombardiere leggero, con stiva bombe. Equipaggio composto da tre aviatori: un pilota, un navigatore/bombardiere/mitragliere e un mitragliere di coda, per operare una difesa posteriore che fosse di pari potenziale all'armamento di lancio anteriore (il che presupponeva una torretta elettrica di coda massicciamente armata, tipo quella dei bombardieri pesanti). Agilità e velocità per il combattimento contro caccia avversari, il cosiddetto dogfight. Lungo raggio di azione, per effettuare operazioni strategiche. Impiego principale nelle missioni di "caccia libera" e "ricognizione armata" a lungo raggio, d'avanguardia ai bombardieri strategici; per attaccare le difese aeree nemiche, sia in aria che a terra nonché attirare in combattimento i caccia nemici. Ciò avrebbe teoricamente creato larghi varchi nello schieramento difensivo nemico, dove far passare i bombardieri. Possibilità di impiego sia come cacciabombardiere che come intercettore di bombardieri nemici; ovvero capacità di caricare diverse configurazioni di armamenti pesanti.
Molti ufficiali del C-Amt, il Dipartimento Tecnico della Luftwaffe, ritenevano che le richieste di Göring fossero decisamente troppo varie e che il velivolo da combattimento risultante, un "tuttofare" non sarebbe stato in grado di essere veramente efficace in alcuno dei ruoli richiesti. Tuttavia, la richiesta fu comunque inoltrata alle industrie aeronautiche tedesche.
In base a queste specifiche, tre progetti giunsero in visione alla Luftwaffe: il Messerschmitt Bf 110, che vinse la competizione, il Focke-Wulf Fw 57 e l'Henschel Hs 124, che rimasero allo stadio di prototipo. Un quarto progetto, il Dornier Do 17, non fu accettato neppure come prototipo dal ministero dell'aria, in quanto considerato troppo lontano dalle specifiche richieste.
In realtà, anche il Bf 110 non soddisfaceva completamente il concetto di Kampfzerstörer, come originariamente inteso da Göring, ma sin dal primo progetto apparve chiaro che il Bf 110 apparteneva alla categoria dei caccia pesanti. Non era un bombardiere leggero, né era capace di difendersi e attaccare con la stessa potenza di fuoco. Tuttavia, il progetto sembrava molto valido, quindi fu ugualmente accettato dalla Luftwaffe, anche su calda raccomandazione di Ernst Udet, famoso asso dell'aviazione della prima guerra mondiale, molto stimato da Göring. Senza dubbio Udet teneva in ottima considerazione il progettista Willy Messerschmitt: si era già distinto pochi mesi prima con il progetto del Bf 109. Tra l'altro, la Bayerische Flugzeugwerke aveva rilevato, nel 1928, la ditta fondata dallo stesso Udet, la Udet Flugzeugbau GmbH.
Ernst Udet, personaggio pittoresco e avventuroso, fu il più convinto sostenitore del progetto iniziale del Bf 110. Senza la sua forte influenza presso Göring e gli ambienti del ministero dell'aria, forse il Bf 110 avrebbe rischiato di perdere la competizione con il Focke-Wulf Fw 57 e l'Henschel Hs 124, che erano un po' più aderenti alle specifiche richieste. Alla fine lo stesso Göring si convinse della bontà del progetto del Bf 110, ma non rinunciò completamente alle sue richieste originarie. Pertanto, su suo ordine nel 1935, la Luftwaffe rinnovò la richiesta all'industria aeronautica tedesca per un Kampfzerstörer, ma perfezionandola nelle specifiche sino a trasformarla in Schnellbomber (bombardiere veloce) che darà la luce alla famiglia dei Junkers Ju 88. La nascita del Bf 110 finì praticamente per fondare una nuova categoria a sé stante e che fu denominata semplicemente Zerstörer o caccia distruttore. Questa nuova categoria aveva specifiche molto simili a quelle dell'originario Kampfzerstörer, ma si riferiva precisamente ai caccia pesanti multiruolo a lungo raggio.
Progetto iniziale Il Bf 110 fu progettato nel 1934 dalla ditta Bayerische Flugzeugwerke AG, da Willy Messerschmitt e Walter Rethel. Nei documenti ufficiali della Luftwaffe è citato sia come Bf 110 che come Me 110 e sia i piloti tedeschi che i loro avversari lo chiamarono in entrambi i modi. Tecnicamente, è più corretto definirlo Bf 110, anche per rendere giustizia al lavoro originario di Walter Rethel e dello squadra della Bayerische Flugzeugwerke. Infatti, solo dal 1938 il progettista Willy Messerschmitt acquisì il diritto di apporre la sigla "Me" ai suoi nuovi progetti, quando la ditta originale si fuse con la sua MesserschmittMotum.. La Bayerische Flugzeugwerke, per classificare i progetti, usava un metodo compatibile con quello del ministero dell'aria; pertanto il numero a tre cifre "110" significava, leggendo da sinistra a destra: "prima generazione" (1) del "decimo progetto esecutivo" (10).
Le versioni all'interno della generazione venivano poi contraddistinte da lettere dell'alfabeto progressive, seguite da ulteriori numeri e/o lettere identificanti le varie sottoversioni e modifiche (sia di fabbrica che "sul campo"). La designazione numerica fu confermata dal ministero dell'aria.
Il progetto iniziale rispondeva a molte delle richieste originarie della Luftwaffe ma i progettisti ne trascurarono deliberatamente alcune, per non intaccare eccessivamente l'agilità e le prestazioni dell'aereo: non implementarono sul Bf 110 alcuna stiva bombe né la postazione per il bombardamento, sia per non allungare eccessivamente la fusoliera, sia per lasciare più spazio a cannoni e mitragliatrici con relative munizioni. Tanto meno v'installarono la richiesta torretta elettrica posteriore per una massiccia difesa con mitragliatrici. Ne risultò comunque un ottimo caccia pesante.
Sviluppo prebellico Sebbene dai progetti apparisse come uno Zerstörer davvero promettente, il Bf 110 ebbe uno sviluppo decisamente complicato, che portò ad una miriade di versioni.
Nel volo di collaudo del primo prototipo, il Bf 110 V1 (senza armi), che ebbe luogo il 12 maggio 1936, si evidenziarono alcuni difetti di stabilità laterale, soprattutto in fase di decollo e atterraggio, che imposero alcune modifiche al progetto. Vi era inoltre il problema dei motori del prototipo, che non erano quelli previsti dal progetto: anziché i previsti Daimler-Benz DB 600A in grado di erogare 986 CV che l'industria meccanica tedesca non era ancora in grado di consegnare, il prototipo dovette essere equipaggiato con una coppia di Junkers Jumo 210 capaci di appena 680 CV. Ciò comportava, inevitabilmente, un drastico scadimento delle prestazioni, che non consentiva di mettere pienamente in luce sia i pregi che i limiti dell'aereo.
Ciononostante, dopo aver apportato le prime modifiche, il 24 ottobre 1936 volò il Bf 110 V2 (ancora senz'armi), che offrì una prova migliore. Con qualche altro affinamento del progetto e ulteriori collaudi, tra i quali quello del V3 il 24 dicembre 1936 (primo esemplare dotato di un armamento di quattro MG 17 da 7,92 mm sul muso), si giunse infine ai test ufficiali presso il reparto prove di Rechlin, il 14 gennaio del 1937. Nonostante la scarsa potenza dei motori, i test di volo diedero buoni risultati e convinsero la Luftwaffe ad autorizzare una preproduzione industriale nella speranza che entro la primavera 1938 entrassero in produzione anche i richiesti motori DB600A 986 CV. Tra l'altro, la Daimler-Benz stava già lavorando al progetto del nuovo motore Daimler-Benz DB 601A da 1050 CV; ma entrambi i progetti subirono ritardi.
Poiché i nuovi motori si facevano attendere, la versione Bf 110 A-0 di preproduzione, realizzata in 10 esemplari, venne equipaggiata con i soliti Junkers Jumo da 680 CV, che avevano già attrezzato i prototipi. Altri perfezionamenti erano stati introdotti, tra i quali le eliche bipala metalliche VDM. Nonostante gli A-0 fossero armati per essere militarmente operativi, la Luftwaffe preferì inviarli alle scuole di volo per impiegarli come aerei da addestramento.
Nel luglio 1938, la nuova versione di produzione Bf 110 B, realizzata in 45 esemplari, presentava ulteriori innovazioni, tra le quali nuove eliche tripala VDM-Hamilton metalliche a passo variabile. Permanevano i motori Jumo, pur nella versione Ga, leggermente migliorata, con iniezione diretta e compressore a due stadi. Anche per i B la Luftwaffe, ritenendoli sottopotenziati, non tentò alcun collaudo in operazioni di guerra, nonostante ve ne fosse la possibilità: in quell'anno divampava la guerra civile spagnola e la Germania vi partecipava con la Legione Condor. Invece, i Bf 110 B furono assegnati a nuove squadriglie sperimentali, denominate Schweren Jagdgruppen, ovvero "gruppi da caccia pesante", che poi sarebbero stati ridenominati Zerstören Gruppen, ovvero "gruppi di distruttori". Questi gruppi furono il I/ZG1 e il I/ZG76, che usarono il Bf 110 B solo per addestramento o per complemento, ed il I/LG1 ricevette i Bf 110 B-1 con l'incarico specifico di sperimentare tattiche di impiego operativo.