Episcopia (in lucano A Piscupìa) è un comune italiano di abitanti della provincia di Potenza in Basilicata. Il suo territorio fa parte del Parco Nazionale del Pollino.
Geografia fisica Il comune di Episcopia si estende nella Basilicata interna, sorge a nella parte meridionale della provincia di Potenza. Confina con i comuni di: Latronico (), Fardella (), Carbone (), San Severino Lucano () e Chiaromonte (). È uno dei comuni della Valle del Sinni, fiume che tocca anche questo comune, e che è stato il protagonista della sua storia.
Origini del nome Il nome Episcopia deriva dal greco bizantino , a sua volta , quindi nel senso di "guardia, vedetta". Una leggenda locale fa riferimento alla protezione di Dio da parte dei santi monaci Cristoforo, Saba e Macario da Collesano, che qui giunsero nel 952 in fuga dalle persecuzioni saracene. Altri pensano al greco bizantino , "vescovado" o , "città vescovile"; dal momento che Episcopia non è mai stata sede di vescovado, si è pensato che possa voler dire "luogo appartenente al vescovo".
Storia
Episcopia nacque come una fortezza bizantina per difendere i confini dell'Impero Romano d'Oriente contro le mire espansionistiche dei Longobardi.
Nel 1456 Episcopia con il suo castello, vennero concessi da Giovanni Venceslao Sanseverino conte di Chiaromonte, in suffeudo al nobiluomo Tommaso Succurto di Senise ai suoi eredi e successori. Tommaso, lo trasmise a suo figlio Giovanni che ne era ancora barone nel 1508 quando stipulò i capitoli matrimoniali per sua figlia Sancia Succurto andata in moglie al nobile miles Angelillo Carrano di Diano e questi tennero il feudo per molti anni.
Dopo la congiura dei baroni del 1486 il feudo venne per qualche tempo assegnato dal re d'Aragona a Camillo Della Porta, Patrizio di Sorrento che lo tenne per breve tempo perché, come detto, nel 1508 ne era barone Giovanni Succurto di Senise. Nel 1515 Antonio Succurto risulta deceduto ed il feudo tenuto da Sancia Succurto e da Angelillo Carrano come tutori del fratello minore di Sancia, di nome Antonio.
Nel 1624 Ferdinando Della Porta ebbe la concessione del titolo di marchese di Episcopia. Il titolo di Marchesi di Episcopia fu aggregato alla famiglia Amalfitani di Crucoli a seguito del matrimonio di Regale, ultima della famiglia Della Porta, con Nicola Amalfitani, 6º marchese di Crucoli. Il matrimonio avvenne tra il 1752 ed il 1760. Regale muore a Crucoli nel 1787. Nel 1788 la Cura Economica del Marchese di Crucoli, vendette i beni del feudo di Episcopia, retinenti titulo, al barone Brancalassi. Al momento della vendita il castello baronale è descritto "tutto diruto ed inabitabile, tranne poche stanze, ch'erano abitabili".
Patrono del paese è san Nicola.
Simboli Lo stemma e il gonfalone sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 10 settembre 1982.
Il gonfalone è un drappo partito di azzurro e di giallo.
Monumenti e luoghi d'interesse Il Castello venne edificato dai Bizantini nell'VIII secolo. Esso è impiantato sopra uno sperone roccioso e conserva due torri contrapposte e differenti. Fu utilizzato dapprima come fortezza, e venne poi adattato alle esigenze dei vari dominatori, dai normanni agli angioini. Sotto i Normanni (XI secolo) la fortezza fu trasformata in castello; esso fu ampliato e venne eretta una torre cilindrica oltre a quella quadrata. Queste due torri sono ancora oggi visibili ma entrambe non visitabili in quanto hanno subito gravi crolli. Un'ampia gradinata conduce al grande portale, su cui vi sono tracce di affreschi raffiguranti stemmi nobiliari delle famiglie feudatarie di Episcopia. In cima alla gradinata, si distinguono ancora i supporti del ponte levatoio. Monastero di Santa Maria del Piano, situato a circa tre chilometri dal centro abitato. Questo monastero è stato fondato nel 952 dai Santi Cristoforo, Saba e Macario, seguaci della regola di San Basilio, e venne abitato fino al XVIII secolo prima dai monaci cistercensi, che ne affrescarono la cappella e il refettorio, e poi dai monaci agostiniani colonetani. Le pitture, discretamente conservate, sono assai interessanti (sono presenti scene del Diluvio Universale e altre scene bibliche) e sono attribuite a Giovanni Todisco di Abriola. Annesso alla cappella si trova il chiostro, in condizioni di degrado e abbandono. All'interno di questo monastero, nel periodo compreso tra il 26 luglio e il 5 agosto, viene conservata e venerata la statua della Madonna del Piano, la cui festa si celebra il 5 agosto, quando si snoda una processione ricca di musica, balli, canti e preghiere, dal santuario al centro abitato. Il Convento di Sant'Antonio (XVI secolo) è compreso di chiostro e chiesa in ottimo stato. Possiede un campanile decorato a maioliche. La chiesa è caratterizzata da molti stucchi barocchi e nicchie. Chiesa Madre di San Nicola di Bari (XVI secolo); restaurata e riaperta al pubblico nel 2011, si sviluppa su tre navate. Rilevante la statua marmorea di San Nicola di Bari, posta in una nicchia centrale al di sopra dell'altare maggiore e una seconda statua dedicata al Vescovo di Mira, lignea e di pregevole fattura. Ha un posto privilegiato la statua della Madonna del Piano, situata in una nicchia all'interno di un cappellone lungo la navata sinistra: qui la statua viene conservata durante tutto l'anno, ad eccezione del periodo della festa. La chiesa inoltre conserva: un dipinto su tela raffigurante l'Annunciazione del sec. XVI, una tavola raffigurante la Madonna con il Bambino (Madonna Nera), forse del XVI sec., riproduzione da un'icona bizantina, tracce di affreschi del sec. XVII, un altare in stucco con due statue policrome e decorazioni ricche del sec. XVI. Oasi di Maria SS.ma del Piano: lungo la via che conduce al monastero di Santa Maria del Piano, in un'oasi è situata una grande quercia cava al suo interno, in cui, secondo antica tradizione, è stata ritrovata da un gruppo di mietitori la statua lignea della molto venerata Madonna del Piano. Chiesetta dell'Addolorata, già Cappella gentilizia dei Guerriero. Cappella di S. Rocco, già cappella gentilizia dei De Salvo, del sec. XVIII. Palazzo Frabasile, sec. XIX. Particolarmente bello il portale scolpito in pietra del sec. XVIII-XIX, opera di scalpellini locali. Palazzo Cocchiararo-Frabasile, sec. XV. Palazzo Guerriero con soffitti originali in legno. Palazzo De Salvo. Palazzo Verderosa.
Società Storia All'inizio del Novecento, una gran parte degli abitanti di Episcopia si trasferì in diverse regioni d'Italia ed emigrò in Sud America.
Evoluzione demografica
Amministrazione Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.
Gemellaggi
Note
Voci correlate Comunità montana Lagonegrese
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