Burnt Norton, composto nel 1935, è il primo dei Quattro quartetti, opera del poeta e critico statunitense T. S. Eliot. Venne scritto nel periodo in cui Eliot stava lavorando all'Assassinio nella cattedrale e fu pubblicato nel 1936 nell'opera Collected Poems 1909–1935. Venne successivamente ripubblicato nel 1943, insieme ad altre tre analoghe composizioni create dal 1940 al 1942 (East Coker, The Dry Salvages, Little Gidding), in un unico libro.

Introduzione

Il primo dei Quattro quartetti trae la propria ispirazione da una visita che il poeta compie insieme all'amica Emily Hale nell'estate del 1934 ad una casa di campagna nelle Cotswolds del Gloucestershire, ormai disabitata. Nonostante Eliot fosse sposato, passò molto tempo con Emily e se non fosse stato per il suo matrimonio avrebbe anche potuto impegnarsi sentimentalmente con lei. In seguito, Eliot restò in stretta corrispondenza con Emily e le inviò molte sue poesie.Ackroyd 1984 pp. 229–230 L'edificio della casa di campagna non riveste una particolare importanza nella poesia. È invece il giardino che circonda la casa che ne diviene il soggetto principale.Gordon 2000 p. 266 In esso Eliot rinviene testimonianze della vita raffinata che vi si svolgeva (il giardino delle rose, i viali, le siepi, il laghetto, la coppa di foglie di rose, il vaso cinese, il violino), e ciò gli riporta alla mente le memorie della sua infanzia. Il tema centrale della poesia è la natura del tempo e la salvezza. Eliot enfatizza il bisogno da parte dell'individuo di focalizzarsi sul momento presente e di conoscere che esiste un ordine universale. Comprendendo la natura del tempo e l'ordine dell'universo, l'umanità riesce a riconoscere Dio e ottiene la redenzione. Molti recensori di Burnt Norton hanno sottolineato l'unicità e la bellezza del poema. Tuttavia, altri hanno lamentato che l'opera non rispecchia la precedente grandezza di Eliot, essendo indebolita da un eccessivo uso dei temi cristiani.

La tematica di Burnt Norton è connessa con il dramma di Eliot Assassinio nella cattedrale; egli compose la poesia nel 1935, mentre stava scrivendo l'opera teatrale. La connessione tra le due opere è profonda; molti versi della poesia erano stati originariamente creati per il dramma e vennero, su suggerimento di E. Martin Brown, rimossi dalla sceneggiatura.Ackroyd 1984 p. 228 Alcuni anni dopo, Eliot ricordò:

Come molte opere di Eliot, la poesia venne composta da vari frammenti che vennero rimaneggiati per diversi anni.Bergonzi 1972 p. 18 Per dare una struttura al poema, Eliot prese come riferimento l'organizzazione della Terra desolata.Bergonzi 1972 p. 164

Nel 1936, la poesia venne inclusa nella raccolta Collected Poems 1909–1935,Grant 1997 p. 37 della quale furono pubblicate copie;Kirk 2008 p. 192 simbolicamente l'antologia rappresenta il compimento delle sue opere precedenti e il cambiamento che portò Eliot a comporre le sue ultime opere.Ackroyd 1984 p. 237 Burnt Norton fu l'unica poesia importante composta da Eliot durante un periodo di sei anni in cui egli scrisse prevalentemente saggi e opere teatrali. La poesia venne ripubblicata come opera autonoma nel 1941, lo stesso anno in cui vennero pubblicati East Coker e The Dry Salvages, le due successive poesie inserite nei Quattro quartetti.Moody 2006 p. 142

Struttura

Epigrafi

La poesia inizia con due epigrafi tratte dai frammenti di Eraclito: τοῦ λόγου δὲ ἐόντος ξυνοῦ ζώουσιν οἱ πολλοί ὡς ἰδίαν ἔχοντες φρόνησιν I. p. 77. Fr. 2. ὁδὸς ἄνω κάτω μία καὶ ὡυτή I. p. 89 Fr. 60.

La prima epigrafe può essere tradotta, "benché la saggezza sia comune a tutti, la maggior parte degli uomini vive come se ognuno avesse una saggezza propria";Angelo Tonelli in Eliot, T. S. La terra desolata - Quattro quartetti, Universale Economica Feltrinelli, 1998 p. 165 afferma che qui Eraclito sembra invitare a rinunciare alla presunzione dell'ego individuale che, nutrendosi di orgoglio, impedisce all'anima di attingere all'esperienza del divino, indicato come Logos, a tutti comune. la seconda, "la via che sale e la via che scende sono la stessa cosa".

I tempo

Come tutti gli altri quartetti, Burnt Norton è una profonda meditazione sul significato del tempo e sulla sua relazione con gli esseri umani e con il significato cristiano di redenzione.

I versi d'inizio introducono il concetto che riassume tutta l'opera: "Il tempo presente e il tempo passato / sono forse entrambi presenti nel tempo futuro, / e il tempo futuro è contenuto nel tempo passato. / Se tutto il tempo è eternamente presente / tutto il tempo è irredimibile.".

Vengono qui presentate quattro dimensioni del tempo, passato, presente, futuro, eterno, che agiranno nella composizione come quattro differenti strumenti (o diverse intonazioni) nell'ambito dei quali un medesimo simbolo (la rosa, la colomba, il mare) o una stessa parola (la fine, il principio) acquisteranno differenti significati.T. S. Eliot, Quattro quartetti, Milano, Garzanti, 1994, intr. di Attilio Brilli, p. XXI

Alcune immagini molto intense vengono a significare simbolicamente “ciò che poteva essere”: "Passi echeggiano nella memoria / lungo il corridoio che non prendemmo / verso la porta che non aprimmo mai / sul giardino delle rose.". Da questa visione nasce la meditazione sul passato che vive nel presente, che finisce per identificarsi nel presente, in cui si trovano a convergere sia ciò che poteva essere, sia ciò che effettivamente è stato.Brilli, 1994 p. 84 confronta questi versi col passo dell'opera teatrale Family Reunion pubblicata da Eliot nel 1939: "Guardai soltanto per la porticina / quando il sole splendeva nel giardino delle rose / e sentii delle vocine in lontananza..."

Il primo tempo prosegue con un'immagine intensa e luminosa: il laghetto nel giardino della casa di campagna, ormai vuoto da tempo, si riempie d'acqua alla luce del sole, i fiori del loto si alzano, “scintillò la superficie (dell'acqua) al cuore della luce” (immagine che John Hayward nelle sue note all'edizione francese dei QuartettiT. S. Eliot, Quatre Quatuors, notes de John Hayward, Les Editions du Seuil, Paris, 1950 p. 132 collega a Dante, Paradiso XII,28: "del cuor dell'una delle luci nove"), poi, al passaggio di una nuvola, esso torna improvvisamente vuoto. E le foglie delle piante intorno al laghetto "erano piene di bambini / che si nascondevano, tutti eccitati, sforzandosi di non ridere.".

In ultimo, con la constatazione che “il genere umano non può sopportare troppa realtà” (verso che Eliot ha letteralmente preso dall'Assassinio nella cattedrale)T. S. Eliot, Murder in the Cathedral, London, Faber & Faber, 1935, p. 67, il tempo si chiude con la ripresa del concetto della “convergenza nel presente” del passato potenziale e di quello reale.

II tempo

Nel secondo tempo Eliot riflette sul significato dell'eternità, utilizzando un'immagine che ama particolarmente: "il punto fermo del mondo che ruota" (il centro di una ruota che gira rimane fermo) è veramente l'origine del movimento, e così avviene per la "danza del tempo" intorno al “punto fermo” che rappresenta il presente eterno. Questa immagine è stata collegata da parte della critica al concetto aristotelico del motore immobile nella rielaborazione di Tommaso d'Aquino e DanteF. O. Matthiessen, The Achievement of T. S. Eliot, 3rd edition, Oxford University Press, 1958.

Il poeta riconosce però che gli uomini, ancora immersi nel tempo e nel movimento, non sono in grado di percepire l'eternità, poiché: "Il tempo passato e il tempo futuro / non permettono che poca consapevolezza. / Essere consapevoli è non essere nel tempo.". A questo proposito Helen Gardner afferma che "la consapevolezza è la facoltà per cui l'uomo, vivendo nel tempo, trascende il tempo." Essa è vista pertanto come "consapevolezza del divino e dell'eterno"Helen Gardner, The Art of T. S. Eliot, The Cresset Press, London, 1949.

Tuttavia, è solo nel tempo che si trova “il momento del giardino delle rose”, cioè le infinite possibili scelte che non abbiamo fatto. È solo nel tempo che i momenti che potevano essere ma non sono stati possono essere ricordati, "avvolti" insieme al passato e al futuro. "Solo per mezzo del tempo il tempo viene conquistato.".

III tempo

Nella terza parte vi è una prima chiara affermazione di come il poeta pensa che sia possibile redimere il tempo e dare valore alle nostre azioni nel tempo: liberandoci da ogni attaccamento alle cose del mondo.

Infatti, l'essere immersi nel mondo, che non è altro che "un luogo di disaffezione", conduce gli uomini a lasciarsi trascinare nel “vortice” nel tempo senza aver realmente preso coscienza del significato della loro vita: “Uomini e pezzi di carta che il freddo vento mulina”. La perdita totale di senso viene descritta più avanti: "Disseccamento del mondo del senso, / evacuazione del mondo della fantasia, / inattività del mondo dello spirito". Vi è pure un senso di discesa in un mondo di oscurità e di "perpetua solitudine" che alcuni collegano con la descrizione di Omero, Odissea, XXIV,5-9 della catabasi di Ulisse nell'Ade e dell'incontro con le ombre che vi abitanoJohn Hayward, Paris, 1950, p. 133.

Tale mancanza di significato coglie l'uomo sia che si muova, attivandosi per compiere delle scelte, sia che resti inattivo, mentre il mondo procede implacabile “sulle sue strade asfaltate” nel rincorrersi del tempo passato con il futuro. Si tratta di un'idea ricorrente nelle ultime opere poetiche di Eliot (successive alla Terra desolata)Brilli, 1994, p.88, idea che appare diverse volte nei Quattro quartetti; vi è riflessa la sua ammirazione per l'insegnamento del Cristianesimo relativo alla povertà e al distacco, insieme con la dottrina parallela del Nirvana nel Buddhismo.

Alcune immagini di questa parte del poemetto ("una luce fioca", "volti tirati, logori dal tempo", "distratti per distrazione dalla distrazione"Brilli, 1994 p. 88 afferma che Eliot ama questo tipo di giochi di parole, che ha appreso dai poeti metafisici inglesi del seicento, in particolare da John Donne.) furono ispirate a Eliot dalla visione della metropolitana di Londra.

IV tempo

Nel brevissimo quarto tempo, si crea come un clima di attesa, l'atmosfera è rarefatta, silenziosa, e il poeta sente un presagio di morte (che Helen Gardner riscontra nel riferimento alle "fredde dita di tasso", poiché il tasso è considerato una pianta cimiteriale),Gardner, 1949 p. 51 ma senza provare angoscia o tristezza; tutto è calmo, tranquillo,Brilli, 1994 p. 89 e "la luce è ferma / al punto fermo del mondo che ruota.".

V tempo

Nell'ultimo tempo i due concetti del tempo e del movimento, precedentemente affrontati, vengono ripresi in immagini fortemente simboliche, come quella del vaso cinese che: "ancora / perpetuamente si muove nella sua quiete" (Edmund Wilson ha giudicato in particolare questi versi "tra i migliori che Eliot abbia scritto")Edmund Wilson in Miss Buttle and Mr. Eliot, The New Yorker, 24 maggio 1958, p.150, cit. da Brilli, 1994, p. 89, o quella delle dieci scale che in San Giovanni della Croce portano all'unione con DioBrilli, 1994, p. 90. Appare una riflessione teologica sulla fine e sul principio, concetti che si ritroveranno anche nel secondo Quartetto, e che finiscono per trascendere il tempo: "O diciamo che la fine precede il principio, / e la fine e il principio erano sempre lì / prima del principio e dopo la fine. / E tutto è sempre ora.".