Crùcoli (IPA: ) è un comune italiano di abitanti della provincia di Crotone in Calabria.

In passato la località era nota per le proprie attività artigianali, fra cui l'arte dei tessuti dai bei disegni caratteristici e quella del vimini finalizzata alla realizzazione di pregevoli cesti.

Oggi è maggiormente conosciuta per il borgo antico e come località balneare, oltre che per le produzioni eno-gastronomiche.

Geografia fisica

Il territorio di Crucoli ha una superficie di ed è prevalentemente collinare se si esclude la fascia costiera pianeggiante; raggiunge l’altezza massima di 489 metri sul livello del mare in corrispondenza di Monte Lelo la cui cima separa i territori dei comuni di Crucoli, Umbriatico, in provincia di Crotone, e di Scala Coeli in provincia di Cosenza.

Il centro abitato di Crucoli è posto a un'altezza di circa , mentre la frazione Torretta si articola lungo la linea ferrata, la Strada statale 106 Jonica e il limitrofo arenile.

La fascia litoranea, con circa di spiaggia, è generalmente pianeggiante, con profondità che si va allargando verso nord in prossimità della foce del fiume Nicà che delimita il confine comunale oltre a costituire il confine provinciale fra la provincia di Crotone (cui appartiene Crucoli) e la provincia di Cosenza.

Il fiume Nicà è il corso d’acqua più importante che interessa il territorio comunale, assieme al torrente Cappellieri che lo delimita a sud; esistono poi alcuni fossi a carattere torrentizio che solcano trasversalmente la fascia costiera. Viabilità La rete viaria principale che interessa il territorio comunale è costituita da:

- Strada statale 106 Jonica che corre longitudinalmente alla costa, e che attraversa la frazione di Torretta

- strada provinciale S.P.1 "crucolese" che collega la frazione Torretta a Crucoli Centro;

- strada provinciale S.P.6 "Grisica" che collega la S.P.1 con Umbriatico;

La linea ferrata ionica attraversa longitudinalmente tutta la costa dividendo in due parti l’insediamento urbano della Frazione Torretta, dove è dislocata la stazione ferroviaria di Crucoli.

Sismicità Classificazione sismica: zona 2 (sismicità medio-alta), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Dagli archivi dell’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV) si rileva che l’area di Crucoli è stata interessata da alcuni degli importanti terremoti che hanno devastato la Calabria, ma le ricerche negli archivi storici indicano che tali terremoti non hanno provocato effetti devastanti. +Principali terremoti verificati a CrucoliDataOra GMTImaxMeDenominazione08-03-183218:30106,6Crotonese (epicentro San Mauro Marchesato)08-09-190501:43106,7Calabria (epicentro Cessaniti –VV)28-12-190804:20117,1Calabria meridionale (epicentro Stretto di Messina)11-05-194706:3295,7Calabria centrale (epicentro San Sostene)

Clima Il clima temperato è tipico dell’area ionica, le precipitazioni sono limitate quasi esclusivamente ai mesi invernali, l’umidità, elevata nelle zone costiere, si mantiene nei valori normali nella zona collinare.

Classificazione climatica: zona D, 1547 Gradi giorno, Altezza m s.l.m. 380.D.P.R. 412/1993 e ss.mm. e. ii, Allegato A parte II

Periodo di accensione degli impianti termici: dal 1º novembre al 15 aprile (12 ore giornaliere), salvo ampliamenti disposti dal sindaco.

Origini del nome Sull'origine del toponimo vi sono tante ipotesi, ma nessuna certezza. Per alcuni deriva dal latino ocriculum, "piccolo monte", che deriva a sua volta da ocris che indica una zona montuosa o collinare.

Nei primi documenti dopo il mille compare come Curucoli, un toponimo da associare al termine latino crucola, diminutivo di crux, col significato di piccola croce, dunque legato ad un luogo di culto od una residenza cristiana.

Storia Come quasi tutti i centri della costa ionica della Calabria, Crucoli era originariamente abitata dalle popolazioni indigene di stirpe italica (i pochi ritrovamenti in località Cozzo del Lampo risalgono all'età del bronzo); fu interessata dalla presenza dei coloni provenienti dall'antica Grecia già in età arcaica (VII a.C.). Si trattava comunque di insediamenti di modesta entità.

Il torrente Fiumenicà, inizialmente denominato Hylia dai coloni Greci, rappresentava fino al 510 a.C. il limite settentrionale del territorio Crotoniatide, sotto il dominio di Kroton, ovvero il limite meridionale del territorio di Sibari fino alla sua distruzione. Un tempo si riteneva che proprio in prossimità del Nicà avvenne la battaglia finale tra Kroton e Sybaris, conclusa con la vittoria (nike in greco) dei crotoniati, da cui il nome del fiume; tale informazione è scorretta in quanto la battaglia avvenne sul Traente (Trionto).

Nel periodo ellenistico (IV-III sec. a.C.) le aree più interne furono interessate dall'espansione dei Brettii, particolarmente presenti con centri fortificati posti lungo la linea tra Pruìia di Terravecchia (prossimo a Fiumenicà), Muraglie e Cerasello di Pietrapaola e Castiglione di Paludi. A Crucoli vi sono piccoli Insediamenti rurali brettii, sia nella pianura che nell'area collinare, documentati da rinvenimenti sepolcrali.

La dominazione romana e Paternum Le tracce archeologiche più consistenti tuttavia risalgono al periodo della dominazione romana: intorno alla stazione itineraria (mansio) di Paternum della strada romana jonica - individuata nell'itinerarium antoninii (redatto verso la fine del III secolo d.C.) tra le stazioni di Roscianum e Meto - si formò un centro abitato posto in corrispondenza dell'attuale abitato della frazione Torretta. Numerosi sono i ritrovamenti archeologici durante l'età imperiale (I sec. a.C.-IV sec. d.C.) secondo il modello delle "ville rustiche schiavistiche", favorite sia dalle condizioni pedologiche che facilitavano la coltivazione della vite, cereali e uliveti, sia dalla prossimità con la viabilità stradale romana.

La Soprintendenza archeologica ha condotto scavi su almeno 3 ville a Torretta di Crucoli: in loc. Manele, loc. Cassia ed in loc. Piano di Mazza. L'identificazione definitiva di Paternum è recente (1998), essendo stata in passato attribuita agli studiosi anche a Cirò, Cariati e Umbriatico, e precisamente la localizzazione della statio è presso la villa Piano di Mazza.

Tracce archeologiche di Paternum sono presenti nel tardo antico, dopo la caduta di Roma, fino al secolo VIII.

Ambigua è la presenza di una sede episcopale. Se ne trova traccia solo nei regesti Regesti dei Romani pontefici, che parlano di un "Abundantio Episcopo civitatis Paternensis", vescovo presente al Concilio di Roma del 680 e poi inviato da papa Agatone al Concilio Ecumenico III di Costantinopoli del 680 d.C., ma che si firma anche come "episcopus Tempsa provinciae Bruttiorum", per cui Paternum potrebbe essere solo il suo luogo di origine, ovvero che si sta riferendo alla Temsa ionica riportata nella Tavola peutengeriana, od anche che Abundantio reggeva contemporaneamente sia la diocesi di Paternum sia quella di Tempsa (ionica o tirrenica).

Per gli eruditi dell'età moderna, nell'Alto Medioevo Paternum fu distrutta dalle incursioni dei Saraceni, ma le tracce archeologiche si fermano un secolo prima all'età proto-bizantina con la necropoli della località Silipetto, a metà strada tra l'abitato costiero e l'attuale centro storico. Per questi autori gli abitanti scampati alla distruzione arretrano gli insediamenti spostandosi verso gli attuali centri storici di Crucoli e di Cirò. Dell'alto medioevo però non si hanno notizie storiche o tracce archeologiche. Delle vicende della diocesi di Paternum e delle ipotesi localizzative a lungo si sono occupati ed ancora oggi si occupano gli storici e gli eruditi.

Origine di Crucoli Tito Livio indica l'esistenza di un abitato Ocricolum come uno dei sette ignobiles populi, cioè insediamenti di dimensione irrilevante, occupati dai brettii, al tempo della seconda guerra punica, ma non si alcuna certezza della corrispondenza di questo luogo, pur essendo certa la presenza di popolazioni brettie nel territorio tra il IV ed il II sec. a.C.

Il toponimo di Crucoli lo si trova nei documenti e negli antichi testi medioevali riportato in varie forme: Cruccoli, Cruculi, Cruculo, Cruculu, Curuculum, Curuculi, Curuculo, Carciculum, Charocolum, Carachulum, Carunculum, Cuculum, Charocalum, Coraculum, Cruculum; tale variabilità è evidentemente dovuta ad errori di trascrizione di notabili e diplomatici - in genere stranieri - al servizio del governo del Regno di Napoli. L'attestazione più antica è in un documento pubblico del 1257 in sono citati il dominus Riccardus de Tarsia e il procurator Iohannes de Manuele delle "Terre Curucoli et Campane". Curuculi è la forma più comune del toponimo fino all'inizio dell'età moderna.

Sulle origini del centro storico di Crucoli nell'alto medioevo - sotto l'Impero Bizantino fino al Regno Normanno non si hanno elementi storici certi, né rinvenimenti archeologici illuminanti.

Probabilmente, dopo la distruzione e l'abbandono di Paternum, una parte degli abitanti si rifugiò nelle colline soprastanti, dapprima in località Silipetto, a metà strada tra il centro storico e la frazione Torretta, ove è stata rinvenuta una necropoli proto-bizantina del VII secolo. Poi nei secoli successivi la popolazione si sarebbe spostata più nell'interno sulla collina ove sorge l'attuale abitato. Tale localizzazione è di difficile accesso dalla costa, poco visibile dal mare e dalle imbarcazioni degli invasori, con difese naturali costituite da ampie pareti verticali di arenaria, e con aree coltivabili e sorgenti idriche facilmente raggiungibili. "Nel mezzogiorno d'Italia il delinearsi della nuova trama degli insediamenti umani dopo il IX secolo che, attraverso complesse trasformazioni, è divenuta quella moderna, ha interessato la quasi totalità degli abitati. La maggior parte di essi ha avuto origine per il progressivo spontaneo addensarsi di uomini e di attività in determinati punti del territorio meglio difendibili, oppure situati all’intersezione di vie di comunicazione o in prossimità delle aree più facilmente coltivabili".

Nel Pieno Medioevo venne probabilmente realizzata una motta castrale dai Normanni, nei pressi dell'attuale quartiere "Motta". Si trattava di una struttura fortificata che si diffuse rapidamente fra i secc. 11° e 12° in Europa, ed in particolare in Calabria; era realizzabile con i limitati mezzi a disposizione della piccola nobiltà e significativamente ebbe fortuna in contesti storico-geografici caratterizzati dalla debolezza dell'autorità centrale e dalla frammentazione territoriale. Su questa prima fortificazione normanna venne costruito il castello e da essa si è sviluppato l'abitato di Crucoli.

Lo storico Pericle Maone, nel libro "Dominatori e dominati nella Storia di Crucoli" nel tentativo di individuare dalle fonti storiche documentali le origini del paese ipotizza che l'addensamento del centro abitato avvenne intorno alla struttura di uno xenodochio, una struttura di accoglienza costituito per opera dei monaci della Chiesa del Santo Salvatore di Monte Tabor, la stessa congregazione che aveva ricevuto donazioni di terre nel territorio della Diocesi di Umbriatico, per fondare una mansio per "ripopolare, sul promontorio dell'Alice, a monte dell'attuale Cirò Marina, il castro o borgo fortificato di Alichia". Questa struttura poi nota come il "Venerabile Ospedale", corrisponde all'antica chiesa di Sant'Elia Profeta, il cui nucleo originario risale all'età bizantina, una piccola chiesa con una piccola croce, la crucola, dalla quale potrebbe avere avuto origine lo stesso toponimo.

Il feudo di Crucoli