Avviato alla carriera ecclesiastica, divenne re inaspettatamente e in tarda età: fu anche noto come il Cardinale-Re e il Casto, dato che la sua funzione di ecclesiastico gli impedì di contrarre matrimonio per dare al regno una discendenza legittima.

Biografia Infanzia Enrico era figlio del re Manuele I del Portogallo (1469-1521) e della sua seconda moglie Maria d'Aragona (1482-1517). Suoi nonni materni furono i "re cattolici" Ferdinando II di Aragona e Isabella di Castiglia; fu fratello minore del re Giovanni III del Portogallo.

Carriera ecclesiastica Enrico prese gli ordini sacri, non sapendo che un giorno sarebbe arrivato al trono. Egli aveva l'intenzione di aumentare l'influenza del Portogallo all'interno della Chiesa cattolica, all'epoca dominata dalla Spagna. Avanzò rapidamente nella gerarchia ecclesiastica e fu, successivamente, arcivescovo di Braga, primo arcivescovo di Évora, arcivescovo di Lisbona, grande inquisitore generale e infine cardinale.

Si impegnò a introdurre in Portogallo la neo-fondata Compagnia di Gesù, utilizzando i loro servigi nell'impero coloniale. Nel 1557, mentre era arcivescovo della città, a Évora dispose la costruzione della chiesa di Sant'Antonio, e nel 1559 la creazione del collegio dello Spirito Santo (l'attuale Università di Évora).

Uomo di grande cultura, cardinale per 35 anni e uomo di fiducia di diversi papi del tempo, lavorò per la grandezza della Chiesa e di Roma, favorendo il mecenatismo vaticano e le opere nuove. Insieme ai pontefici del tempo accordò protezione a dotti e letterati, fece costruire e restaurare cappelle, chiese e grandi monumenti romani. Sostenne in prima persona la realizzazione del Giudizio Universale di Michelangelo Buonarroti davanti al papa Paolo III.

Ascesa al trono Nel 1557 morì suo fratello, il re Giovanni III, al quale succedette il nipote Sebastiano I del Portogallo (1554-1578), figlio dell'erede al trono Giovanni (morto prematuramente nel 1554) e dell'infanta di Spagna Giovanna d'Asburgo. Enrico esercitò la reggenza per il pronipote dal 1557 al 1568.

Succedette come re nel 1578, dopo la disastrosa battaglia di Alcazarquivir. Dopo avere ricevuto la conferma della morte del nipote nel monastero di Alcobaça, rinunciò alle sue funzioni ecclesiastiche al fine di potere contrarre un matrimonio e dare seguito alla dinastia d'Aviz, ma papa Gregorio XIII, alleato degli Asburgo, non lo liberò dai suoi voti.

Fu acclamato re, senza particolari festeggiamenti, nella chiesa di tutti i Santi del Rossio. Dovette subito occuparsi del recupero dei prigionieri rimasti in Marocco.

Morte

Enrico morì il 31 gennaio 1580, giorno del suo 68º compleanno, e una giunta di cinque governatori costituì il Consiglio di reggenza con il compito di trovare un successore. Non essendoci eredi diretti nacque una disputa in cui ebbe la meglio Filippo II di Spagna, del Casato degli Asburgo, che inviò il duca d'Alba a impossessarsi del Regno di Portogallo con la forza. Lisbona capitolò rapidamente: Filippo fu proclamato re di Portogallo e dell'Algarve con il nome di Filippo I, e alla condizione che né il regno né le colonie potessero un giorno trasformarsi in province spagnole.

Ascendenza

Onorificenze

Conclavi Durante il suo cardinalato ebbero luogo sei conclavi, solo a tre dei quali egli partecipò: Conclave del 1549-1550, che elesse il papa Giulio III Conclave dell'aprile 1555, che elesse il papa Marcello II Conclave del maggio 1555, che elesse il papa Paolo IV mentre non prese parte ai: Conclave del 1559, che elesse il papa Pio IV Conclave del 1565-1566, che elesse il papa Pio V Conclave del 1572, che elesse il papa Gregorio XIII

Genealogia episcopale La genealogia episcopale è: Cardinale Alfonso del Portogallo Cardinale Enrico I del Portogallo

Voci correlate Crisi di successione portoghese Antonio, priore di Crato

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