Modugno (Medùgne in dialetto locale) è un comune italiano di abitanti facente parte della città metropolitana di Bari in Puglia.
Posto nell'immediato entroterra barese, pochi chilometri a sud-ovest dal capoluogo, a partire dagli anni Sessanta del Novecento, con la costruzione della zona industriale di Bari che occupa la parte nord del territorio comunale, ha sostituito la tradizionale vocazione agricola con quella industriale, diventando un centro manifatturiero caratterizzato da un rapido sviluppo economico e demografico.
Il 7 gennaio 2010 il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, con un decreto, ha conferito a Modugno il titolo di città.
Geografia fisica
Territorio Modugno è situata nell'immediato entroterra barese, pochi chilometri a sud-ovest del capoluogo pugliese, nel territorio detto anche "conca di Bari". Il suo territorio è prevalentemente pianeggiante, ma caratterizzato da una continua e leggera pendenza in ascesa verso la Murgia. L'altitudine minima è di 45 e quella massima è di 106.
Il suolo è di natura calcarea ed è interessato da fenomeni carsici. Il carsismo pugliese è causa della quasi totale assenza di corsi d'acqua superficiali, in quanto il terreno calcareo non è impermeabile. Altri fenomeni carsici caratteristici del territorio modugnese sono la formazione di grotte sotterranee e le lame.
Dal punto di vista idrogeologico, la città di Modugno sorge sullo spartiacque tra i bacini di lama Balice (in particolare il ramo noto come lama Misciano), che scorre a nord dell'abitato, e la lama Lamasinata, che ne interessa la porzione meridionale in direzione di Bitritto. In conseguenza della sua posizione di spartiacque, non si segnalano elevati pericoli relativi al rischio di inondazione.
Classificazione sismica: zona 3 (sismicità bassa), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003 aggiornata al 16/01/2006 con le comunicazioni delle Regioni.
Clima La città è caratterizzata da un clima mediterraneo (o, secondo la classificazione di Köppen, clima temperato delle medie latitudini), con inverni miti continentali ed estati calde e asciutte. La vicinanza del Mar Adriatico contribuisce alla mitigazione delle escursioni termiche. Tuttavia la città nei mesi invernali è spesso influenzata dalle correnti fredde di provenienza nord-orientale, che sporadicamente determinano precipitazioni a carattere nevoso. Le piogge, concentrate nei mesi invernali, sono caratterizzate da un regime estremamente variabile.
La stazione meteorologica più vicina a Modugno è quella di Bari Palese. Il 24 luglio 2007 presso questa stazione meteorologica si registrò la temperatura più elevata: 45,6 °C. La temperatura minima assoluta risale al 3 gennaio 1993, quando si registrarono -6,0 °C.
Classificazione climatica: zona C, 1311 GG
Origini del nome Il primo documento dove si trova il nome di Modugno risale al maggio 1021. Si tratta di un contratto con il quale un tale Traccoguda "de loco Medunio" dava in prestito otto soldi a Giovanni e Mele di Bitetto, ricevendo in pegno una vigna che si trovava "in ipso loco Medunio", lungo la via che collegava Modugno a BitettoCodice Diplomatico Barese, Volume IV.. L'ipotesi maggiormente accreditata sull'origine del nome "Modugno" è quella che lo farebbe derivare da "Medunium", ovvero "in medio", a metà strada tra Bitonto e Bari. Nella centuriazione (divisione dell'agro) romana, il primo nucleo di Modugno doveva, infatti, trovarsi al confine tra lAger Butuntinus e lAger Varinus.
Un'altra ipotesi sull'etimologia del termine Modugno è legata al nome della piccola altura dove sorse il primo borgo modugnese: La Motta. In questo caso "Metu-genus" o "Mottu-genus" significherebbe "sorto sulla motta". Esiste ancora un'altra ipotesi, ma ritenuta poco affidabile, secondo la quale il nome di Modugno deriverebbe dalla città greca di Medon o da quella di Modon: i colonizzatori greci usavano dare il nome delle proprie città di origine alle nuove colonie. Ma ciò presupporrebbe che l'origine di Modugno sia di molto precedente a quella che si ritiene comunemente.
Storia
Origini e Medioevo
Modugno ha una storia che risale a tempi remoti, in quanto il territorio comunale è stato abitato sin dalla preistoria. Infatti, molteplici sono i ritrovamenti archeologici avvenuti nel territorio comunale, come quelli di resti di una necropoli peuceta risalente al VII-VI secolo a.C.
Il primo centro urbano fu fondato probabilmente nell'Alto Medioevo, nel periodo della dominazione bizantina, intorno alla chiesa di Santa Maria.. Di questo periodo si conservano i primi documenti che riportano il nome della città: si tratta di bolle pontificie che annoverano Modugno fra le sedi vescovili suffraganee di Bari..
Durante le dominazioni normanna e sveva il Sud Italia conobbe un periodo di sviluppo. Le fonti storiche sono discordanti sui feudatari di Modugno nel periodo normanno: secondo alcuni era un possedimento della famiglia Loffredi, secondo altre fontiGarruba, Serie Critica dei Sacri Padri Baresi, Edizioni Cannone, Bari 1844, invece, Modugno fu donata in feudo a Ursone (o Orso), vescovo di Rapolla, da Roberto il Guiscardo, nel 1078, quando fu trasferito da Rapolla a Bari. Di per certo, Modugno faceva parte del feudo concesso agli arcivescovi di Bari durante il regno di Federico II di Svevia.
Dal periodo angioino alla dominazione austriaca Nel periodo angioino il feudo di Modugno era conteso fra la famiglia Chyurlia e gli arcivescovi di Bari. In queste dispute il borgo venne parzialmente distrutto e poi ricostruito dall'arcivescovo Romualdo.
Nella seconda metà del XIV secolo, sul trono del Regno di Napoli agli Angiò successero gli Aragonesi. Modugno, fedele agli Aragonesi, ricevette da Ferrante diversi privilegi fiscali e la libertà dal giogo feudale, seppur per un breve periodo.. In seguito, nel 1464, Ferrante concesse ai suoi alleati della famiglia Sforza la città di Modugno, con Palo del Colle e Bari, a formare un ducato. Nel 1465 fu investito del ducato Sforza Maria, terzogenito di Francesco Sforza, in vista del suo matrimonio con Eleonora d'Aragona, figlia del re, e col consenso del padre Francesco, che rinunciava così ai propri diritti sui feudi donati al figlio, compreso Modugno. Sforza Maria fu, tra l'altro, l'unico Sforza a recarsi personalmente nei territori a lui intestati, durante l'esilio barese del 1477-1478.Il ducato di Bari sotto Sforza Maria Sforza e Ludovico il Moro da documenti inediti del R. Archivio di stato, dell' Ambrosiana e della: Trivulziana di Milano, Nicola Ferorelli, gen 1914 · Milesi & Nicola. Morto quest'ultimo nel 1479 senza figli, il ducato passò al di lui fratello Ludovico il Moro e, a partire dall'anno successivo, anche alla sua promessa sposa Beatrice d'Este, per volontà dell'avo Ferrante che gliela concedeva in matrimonio. Alla morte di Beatrice, nel 1497, Ludovico (ormai duca di Milano) cedette l'intero ducato di Bari al loro secondogenito Sforza Francesco, ma questi non ne godette che fino al 1499, poiché a causa dell'imminente invasione francese del ducato di Milano e di una confusa e infruttuosa manovra politica del padre Ludovico, Modugno con l'intero ducato di Bari fu occupato da Isabella d'Aragona, pur continuando a esserne titolare Francesco.Della famiglia Sforza, Volume 2, Nicola Ratti, Presso Il Salomoni, 1794, pp. 80-81.
Durante questo periodo (e in particolar modo durante il governo di Isabella d'Aragona e della figlia Bona Sforza), Modugno visse uno dei periodi di suo massimo splendore. Alla morte di Bona, Modugno passò in mano alla corona di Spagna, che considerava l'Italia come colonia da sfruttare economicamente e come territorio di frontiera a difesa dai Turchi. Il monarca Filippo II, avendo bisogno di denaro, nel 1558 vendette il feudo al viceré di Sicilia Don Garzia di Toledo per 44 000 ducati. Alla morte del viceré, Modugno ritorno alla disponibilità della corona; dopodiché, nel 1580 Filippo II vendette nuovamente Modugno per 40 000 ducati al genovese Ansaldo Grimaldi, suo consigliere. L'anno seguente la città di Modugno riuscì a raccogliere i 40 000 ducati necessari per rimborsare Grimaldi e acquisire la libertà dal giogo feudale.. Tuttavia, questa ingente spesa e le continue richieste di denaro del governo centrale portarono al fallimento dell'Università di Modugno nel 1666..La situazione di crisi economica delle finanze comunali e di vessazioni da parte del governo del Regno di Napoli continuò anche durante la successiva dominazione austriaca.. In questo periodo Modugno fu tenuta in grande conto presso la corte austriaca dell'imperatore Carlo VI, grazie all'operato del Ministro dell'Impero, conte Rocco Stella. Per lo stesso imperatore combatté anche un altro nobile modugnese: Giuseppe Carlo Capitaneo..
Regno borbonico, periodo napoleonico e restaurazione
Il 15 maggio 1734 Carlo di Borbone divenne il nuovo re di Napoli, dando il via al dominio dei Borboni. Fu promotore di una politica riformista che gli valse la fama di monarca illuminato. Il modugnese Francesco Struggibinetti fu medico di corte di Carlo III e insigne trattatista.. Eusebio Capitaneo si distinse nell'esercito di Carlo III, acquisendo nel 1803 il grado di tenente-colonnello.
La Rivoluzione francese fece sentire i propri effetti anche nel Regno di Napoli dove ci fu una insurrezione giacobina che portò alla costituzione della Repubblica Napoletana. Per contrastare la Repubblica Napoletana si costituì, al comando del cardinale Ruffo di Calabria, il cosiddetto "Esercito della Santa Fede" (da cui il nome Sanfedisti) formato da popolani che volevano la restaurazione al trono di re Ferdinando IV di Borbone. Essendo stato innalzato a Modugno l'albero della libertà (che era il simbolo giacobino della Repubblica Napoletana), il paese fu attaccato dalle truppe dell'esercito sanfedista rinforzato dagli abitanti di Carbonara di Bari e di Ceglie del Campo (che erano fedeli al re Ferdinando IV e quindi filoborbonici). L'assedio di Modugno avvenne il 10 marzo 1799 e vide vittoriose le forze in difesa della città.. In quella giornata si verificò l'episodio ritenuto miracoloso dell'apparizione di una donna con in mano un fazzoletto (identificata nella Madonna Addolorata).
Dopo un breve periodo di restaurazione dei Borbone, nel 1806, per un decennio, si instaurò un governo filonapoleonico prima con Giuseppe Bonaparte e poi con Gioacchino Murat. In questo breve lasso di tempo furono adottate moltissime riforme: vennero aboliti gli ordini religiosi e confiscati i loro beni (a Modugno gli agostiniani dovettero lasciare la loro chiesa e i domenicani il convento), venne effettuata una riforma agraria e tributaria, venne adottato il sistema metrico decimale, fu stabilita la creazione di scuole in ogni comune (il 1º ottobre 1806 a Modugno venne creata la prima scuola che constava di due sezioni: quella maschile affidata al frate Domenico Carroccia e che faceva lezione nei locali della chiesa del Purgatorio e la sezione femminile affidata alla donzella Morena Anastasia che svolgeva le lezioni in un locale preso in fitto dalla famiglia Scarli), venne adottato il Codice Napoleonico e venne dato nuovo impulso all'economia grazie alla creazione di nuove fiere e mercati..
Al termine della repubblica napoleonica venne restaurato il regno borbonico, che durò fino all'Unità d'Italia nel 1861. A questo periodo risale l'abbattimento delle mura cittadine.; negli anni 1821 e 1822 venne costruita la strada che collegava Bari ad Altamura che, nel tratto modugnese, corrisponde alle attuali via Roma e corso Vittorio Emanuele..
Italia Molti furono i modugnesi affiliati alla società segreta della Carboneria. Fra questi, un esponente di spicco fu Nicola Longo, noto medico. A Modugno venne costituita una sede carbonara detta "vendita Spirito Santo"..