Villa Castelli è un comune italiano di abitanti della provincia di Brindisi in Puglia.

Il suo territorio corrisponde alla parte sud-occidentale dell'altopiano delle Murge al confine tra il Salento e la valle d'Itria. È parte della Murgia dei trulli, del parco naturale Terra delle Gravinelegge regionale 20/12/2005, dell'arco ionico tarantino e della soglia messapica.

Geografia fisica Territorio

Il territorio comunale si estende per 34,58 km² nella la parte sud-occidentale dell'altopiano delle Murge, tra la valle d'Itria e il Salento, in una zona collinare al confine con la pianura salentina.

Il comune si trova a 30 km da Taranto a circa 45 km da Brindisi; confina con lIsola amministrativa della città di Taranto 1 E (distanza 3 km), Grottaglie (distanza 5 km), Ceglie Messapica (8 km), Francavilla Fontana (12 km) e Martina Franca (16 km).

Orografia Buona parte del centro abitato è sito in area collinare e poggia su un orlo di scarpata, tra i colli Fellone, Scotano e Castello, che costituiscono l'85% del territorio. I colli fanno parte dell'altopiano delle Murge e come questo formati da calcare di Altamura alternato a limitate formazioni di calcari dolomitici e di depositi di sabbie calcaree poco cementate, per lo più nelle zone discendenti. Le frazioni situate in zona pianeggiante sono San Barbato Lamie e Pezza delle Monache Centrale, nelle immediate vicinanze di Grottaglie, e coprono il 15% del territorio comunale.

Classificazione sismica: zona 4 (sismicità irrilevante), Ordinanza PCM n. 3274 del 20/03/2003

Speleologia Sono presenti alcune grotte naturali: la grotta di MontescotanoS. Laddomada, "L'attività del gruppo speleologico martinese nella Murgia", in Murgia Sotterranea. Bollettino del Gruppo speleologico martinese, 2, ., la grotta di FacciasquataS. Laddomada, "Le grotte del territorio di Villa Castelli", in Paese,1,3, 1985., le grotte di Barcari e di Malecantone, la grotta Cuoco, la grotta Monte FelloneF. Rittatore Vonwiller, "La grotta di Monte Fellone", in La Veneranda Anticaglia, Milano 1965 abitata dal Neolitico al III secoloA. Soffredi, "La seconda campagna di scavi nella Grotta di Monte Fellone", in La veneranda Anticaglia, Milano 1966. e la grotta del Sacramento.L. Morleo, Cenni geologici su Villa Castelli, opuscolo della direzione didattica della scuola elementare statale di Villa Castelli.

Nella grotta di Montescotano furono rinvenute numerose lucerne di età romana, che hanno fatto supporre la presenza di rituali religiosi tra il III e il II secolo a.C.

Idrografia Il corso d'acqua più importante nasce dalla sorgente sita in contrada Antoglia, nell'agro di Villa Castelli, detta Fonte Strabone, ma nota nella documentazione antica come Fonte dei Grani. La sorgente dà origine al Canale Reale che sgorga a nord della chiesa di Santa Maria dei Grani, nel territorio di Francavilla Fontana e dopo un percorso di quasi 40 km attraverso i territori dei comuni di Oria, Latiano, San Vito dei Normanni e Carovigno sfocia nell'oasi di Torre Guaceto.

Biohabitat

La gravina, facente parte del parco naturale regionale Terra delle GravineParco naturale Terre delle Gravine, istituito con la legge regionale n.18 del 20 dicembre 2005, costituisce il giardino botanico comunale, ricco di macchia mediterranea e di altre piante endogene.

Clima Il clima del territorio comunale è, come per il resto dell'arco ionico-tarantino e delle Murge, tipicamente mediterraneo, con inverni miti ed estati temperate. Nel mese di gennaio si registrano minimi negativi e nevicate. Classificazione climatica: zona C, 1286 GG

Nella tabella sottostante sono riportati i valori medi che si registrano a Villa Castelli. Mese Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Anno Temperatura massima media (°C) 11,8 12,8 14,9 18,3 23,1 27,5 30,4 30,5 26,5 21,4 16,8 13,4 20,6 Temperatura minima media (°C) 4,6 4,9 6,5 8,7 12,5 16,4 19,0 19,2 16,5 12,8 9,0 6,2 11,4 Piogge (mm) 59 58 54 36 33 23 22 23 37 73 73 63 554 Umidità media (%) 77,8 76,6 75,4 72,9 70,2 65,7 61,8 63,6 70,0 76,0 78,9 78,9 72,3

Origini del nome il toponimo Castellum Caeje è documentato dall'XI secolo come territorio confinante con Ostuni, comprensivo di Ceglie Messapica e di gran parte di Villa Castelli. Pertanto la storia del centro dalla sua origine ascrivibile al sito di Pezza Petrosa, sino all'alto Medioevo segue le vicende e ricade sotto al dominio di Ceglie. Nel XIV secolo la presenza di strutture di fortificate giustifica la qualifica di Castellum. Dal XVII secolo emerge nelle fonti il toponimo Monte Castelli e nel XVIII secolo li Castelli, a cui è aggiunto Villa, nel senso di borgo, già prima dell'indipendenza da Francavilla Fontana della quale era frazione.

Storia Origini

Sulle origini della presenza umana era stato teorizzato uno stanziamento nel territorio di gruppi di Arii e di LiguriC. Cafforio, Prehistoria di Rudiae Tarantina, Taranto 1938. Per la preistoria sono stati accertati almeno tre nuclei insediativi nel territorio, uno a Monte Scotano, un altro a Monte Fellone e un ultimo, più noto, a Pezza Petrosa. Nel caso di Monte Fellone, l'allevamento di cavalli risale al neolitico, fenomeno alquanto raro per il Sud Italia e quasi unico in Puglia.Augusto Azzaroli, An early history of horsemanship, Brill, Leiden 1985, p. 129.. Il territorio presenta, inoltre, numerose specchie, in corrispondenza di confini tra i territori messapi e tarantiniG. Neglia, Il fenomeno delle cinte di Specchie nella penisola salentina, Edizioni Adriatica, Bari, 1970..

Il sito sorge al confine tra gli antichi territori di Taranto e Ceglie Messapica, vista la presenza di ceramiche messapiche e del luogo di culto del Montescotano, si può affermare con certezza che il sito fu fondato dai cegliesi di Kailia e solo in una fase anteriore al 413 a.C. fu conquistato dai Tarantini.

Lungo l'antica via che collegava Taras a Kailia sorgevano difatti vari luoghi di culto, Monte Vicoli, Abate Nicola, Facciasquata, Monte Scotano, in questo contesto il sito di Pezza Petrosa era parte fondamentale del sistema difensivo di Ceglie.

Il sito archeologico più studiato del territorio comunale è sito in località Pezza Petrosa dove è stata rinvenuta una necropoli, costituita da oltre trenta tombe, datata al IV-III secolo a.C., con corredi funerari costituiti da reperti di ceramica decorata, statuette della dea dell'agricoltura Demetra, oggetti in bronzo, attualmente depositati in parte presso il Museo nazionale archeologico di Taranto ed in parte presso il museo civico comunale. Gli scavi hanno identificato nei pressi del sito, resti di un abitato, con possibili tracce di mura difensive in blocchi, datati a dopo la metà del IV secolo a.C. L'abitato fortificato potrebbe riferirsi ad un villaggio dei Messapi divenuto dopo la conquista da parte di Taranto un phrourion, avamposto militare, del sistema difensivo tarantino. In passato era stata ipotizzata un'identificazione dei resti archeologici con la città di Rudiae patria di Quinto EnnioL'identificazione del sito di Pezza Petrosa con Rudiae risale agli anni trenta: Ciro Cafforio, Preistoria di Rudiae tarantina, Taranto, 1938, ed è stata recentemente riproposta: P. Scialpi, I Mirandoni, edizioni Pugliesi, Bari, 2005.. Pochi metri a nord della necropoli, sono state rinvenute tracce di una cisterna di età altomedievale.

Medioevo

Nel corso del Medioevo il fortilizio, presso il quale sorgeva un piccolo casale, si trovava al limite tra i territori longobardi e bizantini, costantemente in conflitto tra loro, ed apparteneva alla gualda del feudo di OriaG. Musca (a cura di), Uomo e ambiente nel Mezzogiorno normanno-svevo, atti delle ottave Giornate normanno-sveve, Bari, 20-23 ottobre 1987, Dedalo ed., Bari 1989, p. 33..

Nel 1055 Oria fu conquistata dai Normanni guidati dal conte Umfredo d'Altavilla ed il territorio dell'attuale Villa Castelli entrò a far parte della signoria normanna del principato di Taranto.

La presenza di opere di fortificazione nel territorio dell'attuale Villa Castelli, costruite o divenute rilevanti solo a partire dal periodo angioino e dal aragonese, spiega la qualifica di CastellaR. Licinio, Castelli medievali, dai Normanni a Federico II e Carlo I d'Angiò, Dedalo editrice, Bari, 1994.. A sud di Monte Castello sorgeva il casale di S. Maria dei Grani, dove successivamente si edifica la chiesa di Santa Maria dei Grani. Il casale era tenuto durante il regno di Federico II a contribuire alla manutenzione del castello di OriaB. Ligorio, Federico II. Ebrei, castelli e ordini monastici in Puglia nella prima metà del XIII secolo, prefazione di S. Bernardi, Artebaria, Martina Franca, 2011, p. 57..

Nel XIV secolo il tessuto urbano dell'odierna Villa Castelli era segmentato in piccoli nuclei insediativi tra i quali Montescotano e Montefellone (ricadenti in feudo di Ceglie) il casale che sorgeva attorno alla Torre degli Antoglietta (feudo di Francavilla) il nucleo di Castelli (spartito tra il feudo di Fracavilla e quello di Ceglie).

Età moderna

Nel 1455 Giacomo Dell'Antoglietta cedette il casale. insieme a Francavilla Fontana, a Giovanni Antonio Orsini Del Balzo in cambio di vasti possedimenti a FragagnanoPrimaldo Coco, Villa Castelli, vicende feudali e comunali di Villa Castelli, in Giornale d'Italia, a. 41 u. 130..

Il 7 settembre del 1500 Federico d'Aragona concesse il possesso del marchesato di Oria a Roberto Bonifacio, che aggiunse col successivo acquisto del 1517 Francavilla e Casalnuovo (Manduria)P. Palumbo, Storia, op. cit., p. 75.. Il duca di Oria Giovanni Bernardino Bonifacio, umanista italiano vicino al pensiero di Erasmo da Rotterdam venne successivamente perseguitato dall'inquisizione e costretto a rifugiarsi prima in Francia, poi in Inghilterra e infine in Prussia, muore a Danzica nel 1597.

La famiglia genovese degli Imperiali nel XVII secolo acquistò insieme alla torre dell'Antoglia anche la fortezza medievale di Monte Castelli, trasformandola in residenza estiva ed impiantando nel territorio una stazione per l'allevamento di cavalli di razza murgeseL. Morleo, Breve storia di Villa Castelli, opuscolo della direzione didattica della scuola elementare statale di Villa Castelli.. Mentre l'abitato del Monte Fellone e di Monte Scotano rimanevano sotto al dominio del Duca di Ceglie. Nel 1755 Michele Imperiali Juniore affida temporaneamente ad Antonio d'Arco i castelli in qualità di castellanoP. Palumbo, Storia di Francavilla città in terra d'Otranto, Tip. Salentina, Lecce, 1870, doc. I, pp. 511-513.. Il duca di Monteiasi e intendente di Terra d'Otranto, Gioacchino Ungaro, economista e letteratoG. Ungaro, Raccolta di memorie agrarie, politiche, economiche, legali riguardanti particolarmente il Regno di Napoli, Gaetano Raimondi, Napoli, 1813., nell'anno 1793 acquistò le masserie Pezza della Corte e Antoglia, insieme alla zona dei CastelliR. Biondi, Villa Castelli. Dalle proprietà degli Ungaro si sviluppa il paese, in Riflessioni. Umanesimo della pietra, Martina Franca, 1987.. I terreni vennero concessi in piccoli lotti ai braccianti dei paesi vicini e si andò creando un consistente nucleo abitato intorno al castello sorto sull'antica fortificazione, che fu ristrutturato ed adibito a palazzo ducale.R. Biondi, Villa Castelli: dal feudo al comune. Le grandi trasformazioni agrarie del duca Gioacchino Ungaro, in Riflessioni. Umanesimo della Pietra, Martina Franca, 1988.. Il 20 febbraio 1799 i cannoni presenti a Castelli furono prelevati da una truppa di 39 individui armati per organizzare la difesa antirivolzionaria di Francavilla città monarchica contraria alla Repubblica Napoletana proclamata il 23 gennaioP. Palumbo, Storia di Francavilla città in terra d'Otranto, Tip. Salentina, Lecce, 1870, p. 628..