Gli Who (in inglese The Who) sono un gruppo musicale rock britannico originario di Londra, considerato tra le maggiori band rock and roll di tutti i tempi, con oltre 100 milioni di dischi venduti. Le prime apparizioni dal vivo del complesso risalgono al 1964, con la storica formazione del gruppo: Pete Townshend (chitarrista e autore della maggior parte delle canzoni), Roger Daltrey (voce), John Entwistle (basso elettrico) e Keith Moon (batteria).
Dopo un breve periodo da portabandiera del movimento mod inglese, gli Who raggiungono il successo nel 1965, con l'uscita dell'album My Generation, il cui omonimo brano si rivela il primo inno generazionale, nonché uno dei pezzi ancora oggi più conosciuti e rappresentativi della band, oltre a essere stato inserito, nel 2004, all'undicesimo posto tra le 500 migliori canzoni secondo Rolling Stone. Gli Who nel corso della loro carriera hanno piazzato 27 singoli nei primi 40 posti delle classifiche di vendita britanniche e statunitensi, oltre a raggiungere la top ten con 17 album (ottenendo nel contempo 18 dischi d'oro, 12 di platino, e 5 multi-platino solamente negli Stati Uniti).
Gli Who raggiungono il grande pubblico a partire dal 1965 con una serie di singoli di successo, grazie anche alle trasmissioni di alcune radio pirata di oltremanica come Radio Caroline, come I Can't Explain e Substitute. In A Quick One, pubblicato nel 1966, è possibile notare il progredire della ricerca musicale di Townshend verso la realizzazione di un'opera rock a carattere teatrale, che si concretizzerà poi in Tommy (1969) e in Quadrophenia (1973), che ebbero entrambi una trasposizione cinematografica.
Del 1979 è il documentario sulla storia del gruppo, Uragano Who (The Kids Are Alright). Tra i protagonisti della Swinging London, , di cui continuarono il fenomeno della British invasion. Ebbero una notevole influenza su altre band a loro volta, lasciando un'onda lunga che va ai Sex Pistols, dagli U2 agli Oasis passando per i Pearl Jam.
, ovvero a quella derivazione del garage rock che a metà anni settanta porterà Ramones, Sex Pistols, The Clash e altre band a creare il punk rock e in particolare il punk rock delle origini.
Dopo la scomparsa di Keith Moon, morto nel 1978, e di John Entwistle, nel 2002, Townshend e Daltrey continuarono a pubblicare nuovi album e a proporre dal vivo i brani del gruppo, accompagnati da Pino Palladino al basso e Kenney Jones o Zak Starkey (figlio di Ringo Starr) alla batteria. Nel 2006, gli Who hanno pubblicato il loro primo disco registrato in studio da It's Hard del 1982, intitolato Endless Wire.
Il gruppo appare alla posizione 29 della lista dei 100 migliori artisti secondo Rolling Stone. Tutti i membri della band fanno inoltre parte individualmente di una delle classifiche di Rolling Stone, di cui tre nella top ten del proprio strumento: Roger Daltrey alla posizione 61 della lista dei 100 migliori cantanti secondo Rolling Stone, Pete Townshend alla 10ª della lista dei 100 migliori chitarristi, Keith Moon alla 2ª tra i migliori batteristi di tutti i tempi scelti dai lettori della rivista e John Entwistle è al primo posto nella classifica dei migliori bassisti di tutti i tempi scelti dai lettori.
Storia Nascita del gruppo
Amici di vecchia data, Townshend ed Entwistle formarono nel 1962 un gruppo Dixieland, The Confederates. Nello stesso periodo Roger Daltrey è uno studente che si diletta di musica suonando la chitarra elettrica in una band che ha da poco formato, The Detours; incontra poi un suo coetaneo vicino di casa, John Entwistle, che suona il basso e possiede anche un amplificatore e, vista la sua abilità tecnica, gli chiede di entrare nel suo gruppo. Nel 1963 Pete Townshend è un adolescente appassionato di musica e in particolar modi degli Yardbirds che ha visto per caso a un concerto rimanendo affascinato dal loro chitarrista, Eric Clapton, decidendo così che la band che vuole formare sarà in grado, come gli Yardbirds, di interpretare in maniera originale classici del passato. Entwistle è amico di Townshend e propone a Daltrey di accoglierlo nel gruppo; gli altri membri del gruppo sono altri due ragazzi del quartiere, Doug Sanden alla batteria e Colin Dawson alla voce, ma quest'ultimo abbandonerà presto, sostituito dallo stesso Daltrey.
Il gruppo così formato inizia a esibirsi a Londra. Nel 1964, su consiglio di Richard Barnes, un amico di Townshend, il gruppo cambia nome in The Who; poco dopo Sanden viene allontanato perché il suo stile non convince il resto del gruppo che fa quindi delle audizioni per cercare un sostituto; ad aprile 1964 si presenta alle audizioni Keith Moon, ubriaco e con i capelli colorati di rosso, la cui esibizione è talmente energica da arrivare a rompere il pedale della grancassa e un paio di bacchette; l'esibizione convince il gruppo che pone a Moon, come condizione per l'assunzione, che ripari il danno. Nella formazione embrionale nel periodo 1962 e 1963, il gruppo si chiamava dunque The Detours e suonava per lo più pezzi rhythm and blues.
Gli anni sessanta
Per i seguenti 14 anni gli Who sarebbero dunque stati: Roger Daltrey alla voce, Pete Townshend alla chitarra elettrica, John Entwistle al basso, e Keith Moon alla batteria. Si dice che i componenti degli Who si siano sempre odiati. Le tensioni iniziarono quando il chitarrista Pete Townshend raggiunse per la prima volta la band fondata da Roger Daltrey. Nel frattempo il bassista John Entwistle e il batterista Keith Moon volevano lasciare il gruppo perché stufi della formazione. Keith Moon con l'arrivo di Pete Townshend dovette rifiutare l'offerta di andare a suonare con Jimi Hendrix. Per un breve lasso di tempo durante il 1964, sotto la direzione di Peter Meaden, cambiarono il nome in The High Numbers. In questo periodo pubblicarono un singolo che non riscosse alcun successo, Zoot Suit/I'm the Face. Visto il fallimento del lavoro, il gruppo licenziò Meaden e riprese il nome The Who. Il primo successo del gruppo fu il singolo I Can't Explain del 1965, seguito subito dopo da Anyway, Anyhow, Anywhere. Ma la band conobbe il vero successo dopo la pubblicazione del primo album, My Generation (nella versione statunitense intitolato The Who Sings My Generation), avvenuta sempre nel 1965.
L'album includeva molti classici della musica mod, come The Kids Are Alright e la traccia omonima My Generation, che conteneva il famoso verso: «Hope I Die Before I Get Old» ("spero di morire prima di diventare vecchio"). Altri pezzi di successo del periodo furono il singolo del 1966 Substitute, I'm a Boy (sempre del 1966), Happy Jack (che trattava di un giovane con disturbi mentali) e Pictures of Lily del 1967, un tributo alla masturbazione, seguiti subito da I Can See for Miles e Magic Bus. Benché avessero già raggiunto una notevole fama grazie ai numerosi singoli di successo pubblicati, gli Who, o per meglio dire Pete Townshend, avevano degli obiettivi più ambiziosi, e durante gli anni la loro musica sarebbe diventata sempre più complessa, e i testi sempre più provocatori.
Townshend voleva inoltre trattare gli album degli Who come un lavoro unico, non come una serie di canzoni apparentemente non connesse tra di loro. Il primo segno di questa tendenza lo si avvertirà nell'album A Quick One del 1966, che include il medley A Quick One While He's Away, che successivamente verrà etichettato dallo stesso Townshend come una mini opera. A Quick One sarà seguito da The Who Sell Out del 1967, un concept album che suona come una stazione radio pirata, inclusi gli stacchi pubblicitari umoristici. Questo lavoro include un'altra mini opera rock, chiamata Rael, e anche il miglior singolo statunitense del gruppo, I Can See for Miles.
Gli Who erano noti al tempo anche per la loro abitudine di distruggere gli strumenti durante le esibizioni. Famosa fu quella del Monterey Pop Festival del 1967, fatto che si ripeterà anche nel programma Smothers Brothers Comedy Hour, con dei risultati letteralmente esplosivi, dato che la batteria di Keith Moon esplose realmente sul palco, causando una temporanea perdita dell'udito a Pete Townshend. Il successo e le situazioni precedentemente descritte risulteranno nella prima intervista di Townshend alla rivista statunitense Rolling Stone. Townshend rivelò in questa intervista che il gruppo stava lavorando per la realizzazione di un'opera rock completa: «So che non mi crederà nessuno, ma io sto davvero pensando di scrivere un'opera rock che abbia per protagonista un giocatore di flipper sordo, muto e cieco. Non sto scherzando, anche se per ora è solo un'idea che ho in testa. Non c'è niente di definito». Questa idea si concretizzerà nell'album Tommy del 1969, la prima opera rock di successo mai registrata.
Durante questo periodo gli insegnamenti spirituali di Meher Baba (cui sarà anche intitolata la canzone Baba O'Riley) iniziarono ad influenzare i testi di Townshend, e nell'album Tommy egli viene accreditato come "Avatar". Oltre al successo commerciale, Tommy ricevette dei riscontri molto positivi anche dalla critica. Life Magazine dichiarava che «per la chiara potenza, l'invenzione e la brillantezza della performance, Tommy surclassa qualsiasi cosa sia mai uscita da uno studio di registrazione». Melody Maker dichiarava invece: «sicuramente The Who sono adesso il gruppo di riferimento secondo il quale giudicare tutti gli altri».
Gli Who eseguiranno buona parte di Tommy al festival di Woodstock del 1969. Questa performance, e il susseguente film, lanceranno gli Who come superstar anche negli Stati Uniti d'America. Peraltro la loro performance fu interrotta da Abbie Hoffman, un attivista e politico statunitense, esponente della sinistra radicale degli Stati Uniti d'America (New Left), cofondatore dello Youth International Party (Yippies) per fare un discorso di protesta contro l'imprigionamento di John Sinclair del Partito delle Pantere Bianche (White Panther Party). Il chitarrista degli Who Pete Townshend non prese bene l'interruzione dell'esibizione del suo gruppo, ebbe un breve ma duro scambio di parole con Hoffman e infine lo colpì con la sua chitarra. Pete Townshend affermò successivamente di essere d'accordo con Hoffman riguardo l'imprigionamento di John Sinclair.
Anni settanta
Nel 1970 gli Who pubblicano Live at Leeds, che viene spesso indicato come "best live rock album" di sempre. Sempre nello stesso anno iniziarono a lavorare per la realizzazione di un nuovo disco in studio, che non verrà però portato a termine. Le motivazioni sono da ricondurre principalmente al fatto che Townshend dopo aver scritto il pezzo Pure and Easy, indicato come il perno intorno a cui avrebbe dovuto girare l'ambizioso concept album/progetto Lifehouse, distrasse se stesso e gli altri componenti del gruppo dal lavoro per il nuovo album in studio.
Lifehouse non fu mai completato nella forma in cui fu progettato (fu invece adattato per la trasmissione via radio, cosa che avvenne alla BBC nel 2000, e molto del materiale fu successivamente pubblicato da Townshend in un album composto da 6 CD e fruibile direttamente attraverso il sito ufficiale dello stesso Townshend). Nel marzo del 1971 il gruppo iniziò le registrazioni del materiale disponibile di Lifehouse con Kit Lambert a New York, registrazioni che vennero successivamente continuate con Glyn Johns ad aprile.