La chiesa del Sanatorio Vittorio Emanuele III è una chiesa di Alessandria del Razionalismo Italiano progettata da Ignazio Gardella.
Storia La chiesa del Sanatorio Vittorio Emanuele III è una struttura costruita sotto il pieno del Razionalismo Italiano, la cui costruzione inizia nel 1929 e finisce 10 anni dopo, nel 1934. La progettazione dell’opera inizia negli anni ‘30 da parte di Arnaldo Gardella, che poi dovrà lasciare le redini della costruzione a suo figlio Ignazio Gardella, rendendo il complesso religioso la prima opera di quest’ultimo. La base dell’edificio si fonda sul concetto di razionalismo, modernità ed essenzialità i quali sono gli ideali fondamentali della corrente del Razionalismo Italiano, di cui Gardella rappresenta uno dei maggiori esponenti, soprattutto in Alessandria. La chiesa e le strutture in generale progettate da Gardella rappresentano una sfumatura critica e raffinata di un periodo categorizzato da incertezze sul futuro e un tentativo disperato di lasciare indietro tradizioni architettoniche – come il cemento armato – e avere una svolta negli edifici di tutti i giorni. La chiesa sorge nel parco che comprendeva l’ex sanatorio antitubercolare Vittorio Emanuele III ed è un edificio originariamente donato alla città di Alessandria da Teresio Borsalino.
Funzione La chiesa fu costruita in un momento storico in cui la tubercolosi rappresentava una grande emergenza sanitaria e veniva quindi utilizzata non solo come luogo di culto, ma anche luogo di conforto per gli affetti da malattie respiratorie.
La chiesa è formata dall’unione di tre corpi differenti: al centro è situato l’edificio per il culto, nella parte settentrionale la sagrestia e l’abitazione del parroco, mentre in quella meridionale si trova l’obitorio. È presente una forte simmetria che serviva per tenere separati gli uomini dalle donne, viste le normative dell’epoca.
Dopo trent’anni di chiusura, la chiesa, grazie alla Delegazione FAI della città di Alessandria, è stata riaperta al pubblico il 18 gennaio del 2026 con l'obiettivo che essa diventi il luogo di riferimento del Centro Studi Spedalità Cura e Comunità per le Medical Humanities dell’Azienda Ospedaliera.
Descrizione Osservando nel complesso la struttura delle pareti, possiamo chiaramente distinguere delle figure molto squadrate e geometriche, delimitate da bordi ben definiti. L'aspetto complessivo risulta minimalista, come è possibile notare dall’assenza di elementi decorativi nei pressi dell’ingresso o delle pareti laterali. Tutti gli elementi strutturali si rifanno quindi alla geometria, alla perfezione delle forme. La torre, composta solamente dalla struttura scheletrica a vista di pilastri e travi in cemento armato, è il campanile. Tuttavia quello che appare come ingresso principale è invece l’accesso alla zona dedicata al coro, al contrario i portoni laterali fungono da entrata per la navata principale. Quest’ultima è suddivisa in due aree, per dividere i fedeli tra uomini e donne, allora necessario per motivi igienici. L’interno è spoglio di decorazioni e presenta solamente una monumentale statua di Giuseppe con bambino. L’ambiente è illuminato da incisioni sulle pareti, spesso con la forma di un crocifisso, per lasciar trapelare la luce all’interno.
Collegamenti esterni
Categoria:Chiese di Alessandria Categoria:Architetture di Ignazio Gardella Categoria:Chiese della diocesi di Alessandria