Il Regno di Sicilia (in latino medievale Regnum Siciliae) fu un antico Stato italiano esistito dal 1130 al 1816, ovvero fino all'istituzione del Regno delle Due Sicilie.

Costituito nel 1130, con Ruggero II d'Altavilla (fusione della Contea di Sicilia e del Ducato di Puglia e Calabria), e durato fino all'inizio del XIX secolo, la sua sovranità fu assicurata dall'assai longevo Parlamento con sede a Palermo. Per questo è considerato da diversi studiosi come il prototipo del moderno Stato europeo.Secondo Burckhardt: «[…] il primo modello dello Stato moderno in Europa». Cfr. Il nuovo Stato insisteva, oltre che sulla Sicilia, su tutti i territori del Meridione, attestandosi come il più ampio e importante degli antichi Stati italiani; il suo assetto giurisdizionale risultava ben definito fin dalla promulgazione delle Assise di Ariano del 1140-1142.

A seguito di contrasti con Manfredi di Svevia, appartenente alla famiglia imperiale degli Hohenstaufen che era succeduta agli Altavilla, papa Clemente IV nominò, nel giorno dell'Epifania del 1266, Carlo I d'Angiò nuovo Rex Siciliae. Ma il pesante fiscalismo imposto dai sovrani della dinastia angioina e il malcontento diffuso a tutti gli strati della popolazione isolana determinarono la rivolta del Vespro; a questa seguì la guerra dei novant'anni tra Pietro III d'Aragona, imparentato con gli Hohenstaufen, e gli Angiò. Sconfitto, il 26 settembre 1282, Carlo d'Angiò lasciò definitivamente la sola Sicilia nelle mani della dinastia aragonese, che con Federico III di Sicilia diede vita alla autonoma Casa regnante degli Aragona di Sicilia, erede per linea materna delle dinastie Altavilla e Hohenstaufen.

Alla stipula della Pace di Caltabellotta (1302) seguì la formale divisione del regno in due: Regnum Siciliae citra Pharum (noto nella storiografia moderna come "Regno di Napoli") e Regnum Siciliae ultra Pharum ("Regno di Sicilia", che, per un certo periodo, dal 1282 al 1416, fu noto anche come Regno di Trinacria).

Dal 1412, i sovrani della dinastia aragonese governarono l'isola avvalendosi di viceré. Nel 1479, con l'unione personale di Aragona e Castiglia, la Sicilia divenne un vicereame della monarchia spagnola. A partire dal 1516, il regno di Sicilia, con Carlo V, passò dai Trastámara agli Asburgo, continuando a essere governato attraverso viceré. Nel 1713, con il trattato di Utrecht, l'isola fu consegnata al duca di Savoia Vittorio Amedeo II, che così conseguì per sé il titolo regale. Nel contesto della politica espansionistica della Spagna di Filippo V e di Elisabetta Farnese, e al formarsi della Quadruplice Alleanza, la Sicilia passò nel 1720 all'imperatore Carlo VI, mentre Vittorio Amedeo divenne re di Sardegna.

In seguito alla guerra di successione polacca, il figlio di Filippo V ed Elisabetta, Carlo di Borbone, ottenne il Regno di Napoli (1734) e poi quello di Sicilia (1735); i due regni furono retti in unione personale da Carlo e dai suoi successori fino all'unificazione giuridica avvenuta nel dicembre 1816, con l'istituzione del Regno delle Due Sicilie. Infine, dal gennaio 1848 al maggio 1849, vi fu un ultimo Stato, monarchico-costituzionale, conosciuto anch'esso come Regno di Sicilia.

Le origini

Con la conquista normanna della Sicilia, precedentemente occupata dagli Arabi, che vi avevano istituito un emirato, nasce nel 1071 ad opera degli Altavilla la Gran Contea di Sicilia, fondata dal capostipite normanno Ruggero I nel 1061, anno in cui questi avviò la conquista della Sicilia. I Normanni introdussero in Sicilia un nuovo sistema politico-sociale, il sistema feudale.

Nel 1085, il Conte Ruggero aggiunse ai suoi possedimenti metà della Calabria e nel 1091 conquistò Malta. Completata la conquista della Sicilia con la caduta dell'ultima roccaforte araba di Noto, nel 1097 Ruggero convocò a Mazara la prima assise di quello che diverrà uno dei parlamenti più antichi del mondo (assieme a quello islandese, quello faroese e quello dell'Isola di Man).

Fu il suo successore, Ruggero II, che nel 1121 estese il dominio su Amalfi, Gaeta, una parte di Napoli, Taranto, Capua e Abruzzi e, nel 1127, anche sul Ducato di Puglia e Calabria.

È a partire dal 1130, con la convocazione delle Curiae generales a Palermo, nel Palazzo Reale, per la proclamazione del Regno di Sicilia, che si può parlare di parlamento siciliano, primo parlamento in senso moderno di uno stato sovrano.

Il regno sotto la dinastia degli Altavilla

Lo storico Alessandro Telesino attribuisce agli ambienti palermitani l'idea di un “colpo di Stato costituzionale”: si cominciò a suggerire a Ruggero II, in modo insistente e con discorsi confidenziali, che lui con l'aiuto di Dio dominava su tutte le province di Sicilia, Calabria, Puglia e le altre regioni che giungevano quasi fino a Roma, non doveva più fregiarsi dell'onore ducale, ma nobilitarsi con l'onore del fastigio regale. Ruggero prese in considerazione questi suggerimenti, radunando fuori della città di Salerno un consiglio di ecclesiastici peritissimi e molto competenti, oltre a principi, conti, baroni e ad altre persone che sapeva attendibili, sottopose al loro esame la questione segreta ed imprevista, ed essi approvarono che venisse promosso a dignità regia in Palermo. Il duca tornò in Sicilia proclamando in tutte le province delle sue terre che chiunque avesse dignità, potestà e onori doveva accorrere a Palermo nel giorno della sua incoronazione, che avvenne la notte di natale del 1130. L'arcivescovo Romualdo II Guarna fornisce, sia pure in modo più conciso, la stessa versione dell'avvenimento: “Postmodum baronum et populi consilio apud Panormum se in regem Sicilie inungi et coronari fecit”.

Lo storico Falcone Beneventano e le fonti romane attribuiscono la nascita del Regno di Sicilia ad una vicenda che vide coinvolti, nel 1130, papa Innocenzo II e il suo antipapa Anacleto II, entrambi successori di Onorio II, nonché Ruggero II d'Altavilla, conte di Sicilia, duca di Calabria e Puglia fin dal 1128 per mano dello stesso Onorio II.

Secondo questa versione dei fatti, nella notte tra il 13 e 14 febbraio 1130 moriva papa Onorio II (Lamberto Scannabecchi) e, immediatamente, all'interno del Collegio cardinalizio, si riaccese la lotta per la successione tra le stesse due fazioni che già si erano scontrate, pochi anni prima (1124), in occasione dell'elezione dello Scannabecchi. I sedici porporati facenti capo alla famiglia dei Frangipane, guidati dal Cardinal Aimerico, elessero papa il cardinal Gregorio Papareschi che assunse il nome di Innocenzo II. Gli altri quattordici porporati, facenti capo alla famiglia dei Pierleoni, elessero papa il cardinal Pietro Pierleoni che assunse il nome di Anacleto II. Poco tempo dopo il Pierleoni riuscì a far convergere su di sé il gradimento anche di alcuni cardinali che avevano eletto il Papareschi, raccogliendo in tal modo la maggioranza dei voti del Collegio e accreditandosi, di conseguenza, come legittimo pontefice.

Poiché Innocenzo II non intendeva rinunciare alla tiara, si aprì un vero e proprio scisma all'interno della Chiesa di Roma che finì per coinvolgere soprattutto elementi non ecclesiastici, ovvero alcuni grandi Stati d'Europa, come l'Inghilterra, la Francia e la Germania che, unitamente a gran parte dell'Italia, appoggiavano Innocenzo II. Papa Anacleto II, bersagliato anche per le sue origini ebraiche e completamente isolato chiese l'appoggio dei Normanni del duca Ruggero II, al quale offrì, in cambio, la corona regia. La dinastia degli Altavilla, cui apparteneva il duca, avevano già conquistato la Sicilia, rendendola un punto cardinale nei traffici e nell'economia del mondo dell'epoca.

Il Duca non si lasciò sfuggire l'occasione e concluse, il 27 settembre 1130, una vera e propria alleanza militare con il Papa, in seguito alla quale questi emise una Bolla che consacrava il Conte di Sicilia, nonché Duca di Calabria e di Puglia, Rex Siciliae: «Anacletus concedit Rogerio universas terras, quas predecessores Roberto Guiscardo et Rogerio filio eius dederant»; poi, il 27 settembre concesse al duca la potestà regia: «Concediamo dunque, doniamo e consentiamo, a te, a tuo figlio Ruggero, agli altri tuoi figli che secondo le tue disposizioni dovranno succedere nel regno, ed ai tuoi discendenti, la corona del regno di Sicilia e di Calabria e di Puglia e di tutta la terra che noi e i nostri predecessori donammo e concedemmo ai tuoi predecessori duchi di Puglia, i ricordati Roberto Guiscardo e Ruggero suo figlio; e concediamo che tu tenga il regno e l'intera dignità regia ed i diritti regali a titolo perpetuo, sicché tu li tenga e signoreggi in perpetuo, e istituiamo la Sicilia capo del regno».

Le Curiae generales lo proclamarono re di Sicilia, dopo di che, nella notte di Natale del medesimo anno, riprendendo un cerimoniale già visto nel lontano anno 800 in occasione dell'incoronazione di Carlo Magno, fu incoronato a Palermo, Prima Sedes, Corona Regis et Regni Caput, come Ruggero II, Rex Siciliae, ducatus Apuliae et principatus Capuae. Re Ruggero

Il Regno di Sicilia nasceva nella notte di Natale del 1130, e veniva affidato nelle mani del figlio di colui che aveva conquistato la Sicilia dagli arabi. Il Regno di Sicilia nasceva all'insegna della dinastia normanna degli Altavilla e nel segno dell'antica monarchia siceliota fondata da Agatocle, simbolicamente rilevata dalla dinastia siculo-normanna, e comprendeva non soltanto l'isola di Sicilia, ma anche le terre di Calabria e Puglia. Ruggero II, riunendo tutto il Meridione sotto la sua autorità, creò il terzo tra i grandi Stati d'Europa.

Innocenzo II, però, ritenendosi legittimo Pontefice, promulgò la scomunica nei confronti di Anacleto II e dichiarò nulli tutti i suoi atti. In una serie di Concili successivi - Reims (1131), Piacenza (1132), Pisa (1135) - fu riconosciuto come legittimo pontefice da Inghilterra, Spagna, Francia, Milano, Germania. Il 4 giugno 1133 in San Giovanni in Laterano incoronò imperatore Lotario II.

Ormai Anacleto II poteva contare soltanto sull'appoggio della città di Roma e dei Normanni di re Ruggero II. Poiché lo scisma tra i due Pontefici appariva insanabile, fu giocoforza il ricorso alle armi, soprattutto perché l'imperatore Lotario era sollecitato in tal senso dai continui interventi di Bernardo di Chiaravalle, nemico accesissimo di Anacleto II. Con la discesa in Italia di Lotario, ebbe inizio un conflitto tra l'Impero e i Normanni che vide Ruggero perdere progressivamente i territori dell'Italia peninsulare. Ripartito Lotario nell'ottobre del 1137, Ruggero riconquistò Salerno, Avellino, Benevento e Capua. Anche Napoli, dopo un anno di assedio, fu costretta a capitolare nel 1137 e proprio in seguito alla ripartenza di Lotario.

Nel dicembre del 1137 moriva l'imperatore Lotario e qualche mese dopo, il 25 gennaio del 1138, moriva anche l'antipapa Anacleto II. La famiglia dei Pierleoni elesse un nuovo antipapa nella persona del cardinale Gregorio con il nome di Vittore IV, ma la rinuncia di questi nel maggio del 1138, a tre mesi dall'elezione soprattutto dietro sollecitazione di Bernardo di Chiaravalle, diede il via libera alla piena legittimazione di Innocenzo II, che ebbe il riconoscimento, nel maggio 1138, anche da parte dei cardinali fedeli alla famiglia dei Pierleoni. Aveva termine, così, lo scisma all'interno della Chiesa di Roma.