Tre uomini in barca (per non parlar del cane) (Three Men in a Boat (To Say Nothing of the Dog); o, in alcune traduzioni, Tre uomini in barca (per tacer del cane) è un romanzo umoristico avventuroso di Jerome K. Jerome del 1889. Ha avuto anche un seguito, Tre uomini a zonzo.

Trama La storia segue le vicende di George, Harris, Jerome (“J.”), tre amici londinesi che, convinti di soffrire di stress e sovraffaticamento, decidono di concedersi una vacanza, accompagnati dal cane Montmorency. Dopo aver scartato sia un soggiorno in campagna sia una crociera in mare, optano per un viaggio in barca lungo il Tamigi, da Kingston upon Thames a Oxford, con soste in campeggio lungo il percorso. Partiti il sabato successivo, i tre affrontano fin dall’inizio una serie di contrattempi comici, tra cui la difficoltà nel trovare il treno corretto alla stazione di Waterloo. Una volta raggiunta Kingston e recuperata l’imbarcazione, iniziano il viaggio risalendo il fiume. Nel corso della navigazione, il narratore Jerome alterna la descrizione dei luoghi attraversati, tra cui il palazzo di Hampton Court, a numerose digressioni umoristiche e aneddoti personali. I temi ricorrenti includono le disavventure legate alla pesca, alla navigazione e al campeggio, nonché le piccole difficoltà quotidiane affrontate dai tre protagonisti durante il viaggio.

Personaggi George ed Harris, i compagni di viaggio, traggono ispirazione da personaggi realmente esistiti: Harris si chiamava in realtà Carl Hentschel, ed era figlio dell'inventore delle matrici a mezzitoni, responsabili di aver rivoluzionato la stampa delle illustrazioni in giornali e riviste. George si chiamava in realtà George Wingrave ed era realmente un impiegato di banca, per qualche tempo coinquilino di Jerome.

Stile Il viaggio è scandito da una serie di gag comiche sulle gioie e i dolori della vita in barca, unite a divagazioni umoristiche che costituiscono storie a sé stanti, come il celeberrimo racconto dello zio Podger alle prese con un quadro da appendere. Il tutto è condito dallo stile inconfondibile dell'umorismo inglese, ma anche dalle descrizioni realistiche delle regioni attraversate dai tre amici e da brevi notazioni di filosofia per non addetti ai lavori.

Storia editoriale Il romanzo, nato quasi per un malinteso, venne concepito in origine come un'opera ricca di notizie storico-letterarie, utili per una guida turistica che si sarebbe dovuta intitolare La storia del Tamigi. Tuttavia l'editore della rivista che si sarebbe occupata della pubblicazione pretese di tagliare gran parte delle digressioni storico-culturali, sancendo così l'enorme successo con il quale venne accolta l'opera, ora snellita ma piena di gag umoristiche. Successo testimoniato dal fatto che, solo in Gran Bretagna, il libro vendette un milione e mezzo di copie."Introduzione a Tre uomini in barca", di Manlio Cancogni, ediz. BUR, Milano, 1984, pag. 5-8

Edizioni

Jerome K. Jerome, Tre uomini in barca "per non parlare del cane", Crescere, 2012.

Opere derivate

Nel 1956 romanzo è stato tratto il film omonimo di Ken Annakin. Nel 1975 ne è stato tratto un film televisivo.

Riferimenti nella cultura di massa Il romanzo viene citato da Aldo Baglio nel film Chiedimi se sono felice.

Note

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