Il tursìope comune (Tursiops truncatus, ) è un mammifero marino appartenente alla famiglia Delphinidae.
È una delle poche specie di delfinidi che sopportano la cattività; a causa di ciò è il più studiato e il più comune nei delfinari. È diffuso in tutti i mari del mondo, ad eccezione delle zone artiche ed antartiche. Ne esistono due popolazioni distinte, una costiera ed una di mare aperto. Si nutre principalmente di pesci che cattura utilizzando l'ecolocalizzazione. Raggiunge la maturità sessuale intorno ai 12 anni. Le femmine partoriscono un solo piccolo. Vive generalmente in branchi formati dalle femmine ed i piccoli, mentre i maschi possono formare delle associazioni chiamate "alleanze". A causa dell'influenza dei media, è diventato il delfino per antonomasia.
Descrizione
Ha circa 100-120 denti tutti uguali che vengono usati solo per afferrare la preda che viene ingoiata intera facendola scivolare sulla lingua. Come risultato di una convergenza evolutiva, i tursiopi presentano un corpo fusiforme simile a quello dei pesci che assicura loro una grande idrodinamicità., riducendo l'attrito con l'acqua. Come tutti i Cetacei, i tursiopi sono quasi completamente privi di peli.
I tursiopi pelagici hanno corpo più grande e robusto rispetto a quelli costieri e presentano differenze anche nella composizione dell'emoglobina del sangue. Queste differenze sembrano essere dovute al fatto che i tursiopi pelagici compiono immersioni più profonde rispetto a quelli costieri.
La colorazione è pressoché identica in entrambe le popolazioni e appare di colore grigio con varie sfumature sul dorso e bianco sul ventre. Sui fianchi il grigio diviene più chiaro. Questa colorazione fa sì che i delfini siano difficilmente identificabili se osservati dal basso o dall'alto.
Sul capo è presente un melone pronunciato e la mascella e la mandibola allungate formano un rostro corto e tozzo, lungo circa 8 cm. L'aggettivo truncatus (latino: troncato) si riferisce alla conformazione del rostro. Il muso è caratterizzato dalla presenza di una specie di "sorriso" dovuto al fatto che le mascelle non sono mobili. Sulla porzione apicale del capo è presente lo sfiatatoio attraverso il quale viene espulsa l'aria respirata; l'apertura e chiusura sono dovute alla presenza di muscolatura volontaria. Quando lo sfiatatoio è aperto, è possibile osservare il setto nasale.
La pinna dorsale, di forma triangolare e ricurva, è alta circa 23 cm mentre le pinne pettorali, chiamate flipper, sono lunghe circa 30–50 cm. La pinna caudale, suddivisa in due lobi, è larga circa 60 cm. Pinna dorsale e pinna caudale sono entrambe costituite da tessuto connettivo, e al loro interno non sono presenti né ossa né muscoli. Le pinne pettorali invece, presentano delle ossa omologhe a quelle dei Mammiferi terrestri da cui i Cetacei si sono evoluti circa 50 milioni di anni fa. Recentemente è stato scoperto in Giappone un tursiope con un paio addizionale di pinne pettorali poste vicino alla coda, aventi la dimensione di un paio di mani umane.
Sono presenti da 18 a 26 paia di denti conici su ogni mascella.
Dimensioni Taglia: da 2,5 a 3,8 metri di lunghezza Peso: fino a 650 kg
Riconoscimento in mare Non è una specie particolarmente facile da identificare. Può essere confuso con il delfino comune e con la stenella striata, altri due cetacei che non superano i 4 m. Essi possono essere distinti grazie alla colorazione; il tursiope infatti non presenta striature bianche sui fianchi.. Le stenelle sono inoltre mediamente più piccole.
Può essere confuso con la specie costiera Sotalia guianensis nel sud dell'oceano Atlantico.
I ricercatori, per effettuare gli studi su questi animali e poterli riconoscere facilmente utilizzano la tecnica della fotoidentificazione, che consiste nel fotografare la pinna dorsale dei Cetacei ed annotare poi le informazioni riguardanti la presenza su di essa di cicatrici o altri segni distintivi.
Biologia Comportamento
I tursiopi sono animali sociali, vivono in branchi chiamati pod e composti generalmente da 2-6 individui. Tuttavia non è raro osservare individui solitari, generalmente maschi. Infatti i pod sono costituiti da un gruppo di femmine con i loro piccoli e i maschi vi si uniscono solo per un breve tempo. Alcuni tursiopi vivono insieme ad altre specie di Cetacei.
Studi effettuati da Wells in Sarasota, Florida, e da Smolker nella Shark Bay, Australia, hanno mostrato come le femmine della comunità sono collegate o direttamente o attraverso delle associazioni mutuali secondo uno schema sociale di "fissione-fusione". Gruppi di associazioni più forti sono chiamati "bande" e la loro composizione può rimanere stabile per anni. Ci sono prove genetiche che i membri delle bande possono essere imparentati, ma queste bande non sono necessariamente limitate ad una singola linea matriarcale. Le femmine si associano principalmente per la protezione dei piccoli da predatori e conspecifici e non ci sono prove che le bande competano le une con le altre.
Nelle stesse aree di ricerca, così come a Moray Firth in Scozia, i maschi formano forti associazioni di due o tre individui. Questi gruppi di maschi sono noti come "alleanze" e i membri di esse mostrano dei comportamenti, come respirazione, salti e breaching, sincronizzati. La composizione dell'alleanza è stabile per decine di anni e può portare dei benefici nella ricerca delle femmine per l'accoppiamento. Una volta trovata la femmina, i maschi la circondano o la inseguono, e non sono rari i casi di aggressione nei suoi confronti. Connor riferisce che le alleanze possono unirsi temporaneamente ad altre alleanze, formando delle "super-alleanze" o "alleanze di secondo ordine" principalmente con lo scopo di ottenere femmine che sono insidiate da altre alleanze. Per esempio, l'alleanza A è costituita da due individui, la B da tre e la C anch'essa da tre individui. Tutte e tre le alleanze competono per la stessa femmina, così la formazione della super-alleanza tra A e B, formata da cinque individui dà un vantaggio numerico nella competizione con la C, formata da soli tre individui.
Ricercatori dell'Istituto per la ricerca applicata sui delfini - BDRI hanno invece dimostrato come la struttura sociale dei tursiopi residenti nella costa nordorientale della Sardegna varia in funzione del comportamento trofico e del bisogno di collaborare tra loro.. La distribuzione e presenza dei tursiopi è stata correlata all'alimentazione di tipo opportunistico nelle vicinanze di un allevamento ittico che ha provocato dei cambiamenti nella distribuzione e concentrazione delle prede facilitando così l'alimentazione dei tursiopi e rendendo inutile la cooperazione per la caccia.In queste condizioni le associazioni non variano in funzione del sesso degli individui, ma in relazione al comportamento trofico. È stato dimostrato come i delfini si associno, indipendentemente dal sesso, con esemplari con cui condividono le stesse preferenze alimentari. Gli impianti di acquacoltura quindi sono in grado di interferire nei comportamenti e nella struttura sociale di questi mammiferi.
Sono in grado di compiere delle acrobazie fuori dall'acqua, il cui significato non è ancora chiaro. Tra queste le più comuni sono: leaping: saltare completamente fuori dall'acqua; tailspinning: "camminare" all'indietro sull'acqua utilizzando la coda come perno; Lobtailing: sbattere la pinna caudale sulla superficie dell'acqua; bow: saltare verticalmente completamente fuori dall'acqua. bowriding: nuotare sulle onde lasciate dalla prua delle imbarcazioni; breaching: effettuare dei "tuffi" fuori dall'acqua.
Sono animali predatori e spesso mostrano dei comportamenti aggressivi che comprendono combattimenti tra maschi per le femmine e aggressioni nei confronti di altri piccoli delfini. La popolazione che vive in Scozia pratica l'infanticidio e ricerche svolte dall'Università di Aberdeen hanno dimostrato che i tursiopi uccidono le focene (Phocoena phocoena) non per cibarsene, ma per ridurre la competizione per il cibo.
Produzione di suoni e organi sensoriali Senza dubbio il senso più sviluppato dei tursiopi è l'udito, unito alla grande capacità di emettere suoni di frequenze diverse, divisi in tre categorie: Click, costituiti da una serie di suoni ad alta frequenza Fischi (Whistles) Scricchiolii (Barks), simili all'abbaiare dei cani. I click sono utilizzati per l'ecolocalizzazione, mentre gli altri suoni per la comunicazione. Ogni tursiope ha un suo fischio caratteristico, una sorta di "firma" (signature whistle), che lo rende identificabile immediatamente dai suoi conspecifici. Sono privi di corde vocali, per cui si ritiene che i suoni a bassa frequenza vengano generati mediante la laringe e per mezzo di sei sacche aeree poste vicino allo sfiatatoio.
Poiché il suono si propaga meglio in acqua che in aria i tursiopi, come tutti i Cetacei, sono privi dei padiglioni auricolari. Questo consente loro di avere una maggiore idrodinamicità. L'orecchio interno è inserito in un osso separato dal cranio mentre l'orecchio medio è altamente vascolarizzato. Quando il cetaceo si immerge, questo tessuto lo aiuta a compensare la pressione subacquea e ad evitare quindi lesioni al timpano.
Gli occhi sono posti ai lati della testa ed in essi è presente il tapetum lucidum che li aiuta a vedere in presenza di poca luce. Le pupille consentono ai tursiopi di poter vedere bene sia in acqua sia in aria, malgrado la differente densità dei due mezzi. La retina presenta sia coni sia bastoncelli e questo indica che probabilmente i delfini riescano a vedere i colori. Nell'occhio è presente una ghiandola analoga alla ghiandola lacrimale dei mammiferi terrestri che produce delle secrezioni oculari simili alle lacrime. Le secrezioni hanno il compito di proteggere la cornea dalle infezioni batteriche e di aumentarne l'idrodinamicità. I valori di pH, osmolalità e contenuto di glucosio delle secrezioni oculari sono superiori a quelli delle lacrime mentre risultano inferiori i valori di lisozima e colesterolo totale. Pressoché uguale è invece la composizione proteica. La vista dei tursiopi non è binoculare, ma ogni occhio si muove indipendentemente dall'altro. Sono tuttavia presenti alcune aree di sovrapposizione.
Visto che lo sfiatatoio, omologo del naso, viene chiuso quando l'animale è in immersione e viene aperto da muscolatura volontaria per respirare in superficie, il senso dell'olfatto è poco sviluppato. I nervi olfattivi, così come il lobo olfattivo nell'encefalo, sono assenti.
Il senso del gusto non è ancora stato ben studiato, sebbene sia stato dimostrato che i delfini siano in grado di riconoscere il salato, il dolce, l'amaro e l'aspro, essendo presenti le papille gustative. Secondo Barros ed Odell i tursiopi hanno delle preferenze alimentari nei confronti di certi tipi di pesci.
Studi condotti da Herman e Tavolga nel 1988 su basi anatomiche e comportamentali, hanno portato a credere che il senso del tatto sia ben sviluppato e che i delfini rispondano ad un ampio spettro di sensazioni tattili. Recettori tattili sono abbondanti sotto la pelle in prossimità degli occhi e dello sfiatatoio, sul rostro, intorno alla zona genitale e sui capezzoli.
Ecolocalizzazione
I tursiopi sono in grado di riconoscere gli ostacoli e di ricercare il cibo per mezzo dell'ecolocalizzazione. Quando le onde sonore prodotte dall'animale, i click, raggiungono un ostacolo o una preda, rimbalzano e tornano indietro. I click sono prodotti da tre sacche aeree poste sulla testa. L'aria, per la contrazione dei muscoli dello sfiatatoio passa prima nella sacca superiore, poi in quella intermedia e infine in quella inferiore, producendo uno schiocco che viene poi amplificato dal melone, una massa di tessuto adiposo presente sulla testa. L'eco di ritorno viene captata dal delfino mediante la mascella inferiore e viene trasferito attraverso una sorta di olio fino all'orecchio interno.
Alimentazione