Il giudicato di Arborea (rennu de Arbaree in lingua sarda e come veniva allora chiamato dagli arborensi) era uno dei quattro Stati indipendenti che si formarono in Sardegna alla dissoluzione in occidente dell'impero bizantino.
Ubicazione
Si estendeva sulla parte centrale della Sardegna, dal golfo di Oristano ai monti del Gennargentu, occupando tutta la fertile valle del fiume Tirso. Vasto circa , confinava a nord con il giudicato di Torres, ad est con il giudicato di Gallura, ad est e a sud con il giudicato di Cagliari. Durò per più di 500 anni, dal 900 al 1420F.C. Casula in Breve Storia di Sardegna, a pagina 141, descrive la grandezza del regno quanto a dimensioni, durata, personalità dei giudici e degli abitanti che - secondo le sue stime - non superavano inizialmente le 100.000 persone.
Presero il potere più di ventitré generazioni di sovrani conosciuti, delle casate Lacon Gunale, Lacon Zori, Lacon Serra, Serra Bas, Doria Bas, Narbona Bas. Il regno rivestì un ruolo di grande importanza nella storia sarda, distinguendosi dagli altri giudicati coevi grazie soprattutto agli ultimi giudici lungimiranti che con costanza lottarono per riunire la Sardegna sotto la loro bandiera.Ortu, p. 26
Gli altri tre giudicati attraversarono infatti profonde crisi, subendo le ingerenze delle potenze marinare di Pisa e Genova: fu l'Arborea, alleato alla Corona d'Aragona di cui il giudice si dichiarò vassallo, a determinare la fine loro e contestualmente delle influenze pisane nell'isola. Successivamente, diede vita ad una sanguinosa guerra contro il regno di Sardegna, creato dal papato nel 1297 e infeudato a Giacomo II d'Aragona, con l'intento di porre fine alle lotte tra angioini e aragonesi in Sicilia.Ortu, p. 32
Nei giudicati di Arborea e Cagliari il capo dello Stato era denominato soprattutto giudice, in Gallura e Torres anche "re".Ortu, p. 34
Il giudicato d'Arborea fu suddiviso in quattordici curatorie: curatoria della Barbagia di Austis, della Barbagia di Belvì, della Barbagia di Ollolai, del Barigadu, di Bonorzuli, del Campidano Maggiore, del Campidano di Milis, del Campidano di Simaxis, del Guilcer, del Mandrolisai, della Marmilla, di Montis, di Usellus, e di Valenza.
Storia Dinastia Lacon Gunale
Intorno all'anno 1000, il primo sovrano attestato fu il logudorese Gonnario Comita de Lacon-Gunale, sicuramente sovrano anche del regno di TorresGiuseppe Meloni, Il condaghe di San Gavino, I ed. Sassari, 2004, II ed. Cagliari, 2005. durante il periodo (1015 - 1026), anni in cui la Sardegna fu presa di mira delle incursioni barbaresche di Mujāhid al-ʿĀmirī, emiro di Dénia.
Secondo alcune fonti storiche, gli arabi di Spagna, nel loro tentativo di espansione mediterranea, preceduto dalle continue scorrerie che interessavano le coste laziali, toscane e liguri, avevano scelto come base per un attacco verso l'Italia continentale proprio alcuni approdi situati nella Gallura e nel Logudoro. L'intervento di Pisa e di Genova, sollecitato dal papa Benedetto VIII, dopo alcune furiose battaglie navali, riuscì a scongiurare il pericoloAlberto Boscolo, in La società in Sardegna nei secoli - dai Vandali ai Bizantini a pagina 108 dice che la guerra fu sostenuta per mare dai pisani e dai genovesi, ma per terra fu sostenuta interamente dai sardi.
A Gonnario Comita subentrò Torchitorio Barisone I, il quale lasciò il regno al figlio Mariano I de Lacon-Zori per assumere la reggenza del regno di Torres per conto del nipote minorenne Mariano. A lui succedette Orzocco I, ricordato come colui che ufficialmente spostò la sede giudicale da Tharros ad Oristano. Dopo un oscuro re chiamato Torbeno di cui si hanno poche fonti, salì al trono Orzocco II, marito di una Maria de Orrù. Dalla loro unione nacque Comita I, il quale non ebbe discendenza e con lui terminò il casato.Boscolo, p.41
Dinastia Lacon Serra Gonnario Lacon-Serra, cognato di Orzocco II, ereditò la corona perché sposato con Elena de Orrù. Il successore fu Costantino I, ricordato perché intorno al 1110 fu lui che donò il santuario della Vergine di Bonarcado ai benedettini camaldolesi di San Zeno di Pisa e la chiesa di San Lussorio di Fordongianus ai vittorini di Marsiglia. A lui succedette il figlio Comita III, preceduto nella minore età dai reggenti Orzocco III e Comita II. Comita III nutrì mire espansionistiche verso il Logudoro nel periodo in cui il giudice minorenne Gonnario II era esule a Pisa. Il primo tentativo di impadronirsi del trono fu respinto dallo stesso Gonnario II, aiutato dai parenti pisani. Cinque anni dopo Comita III ritentò ma fu scomunicato dal vescovo di Pisa e costretto alla pace nel 1144.Boscolo, p. 49
Barisone I
Alla sua morte, due anni dopo gli succedette il figlio Barisone, marito di Pellegrina de Lacon. Dalla loro unione nacquero cinque figli, uno dei quali – Pietro – succederà al padre. Una sua figlia – Sinispella – sposerà in prime nozze Ugo Ponzio de Cervera Bas, cugino di Raimondo Berengario IV conte di Barcellona e darà origine alla casata dei Bas di Arborea. Negli anni successivi, in seconde nozze, Sinispella sposerà Comita di Torres, dalla cui unione discenderanno le ultime due generazioni di sovrani logudoresi.Carta Raspi, p. 19
Forte di una rete di legami familiari estesa in Sardegna e nella penisola italiana, in occasione della consacrazione della chiesa di Santa Maria di Bonarcado, Barisone riunì in conferenza i delegati dei regni isolani per discutere una pace generale. L'accordo fu raggiunto e resse per ben quindici anni. Fu poi Barisone stesso che lo ruppe quando, spalleggiato da Genova e dalla corte di Barcellona, nel 1157 ripudiò la moglie Pellegrina e sposò Agalbursa, figlia di Ugo Ponzio de Cervera, visconte di Bas, e della principessa Almodis, sorella di Raimondo Berengario IV di Barcellona, re designato della Corona di Aragona. Il 19 giugno del 1162, allo scoppio della guerra tra Genova e Pisa, i fragili equilibri politici tra le due repubbliche marinare e i regni sardi si incrinarono bruscamente. Barisone nel 1162 dichiarò guerra a Pisa e l'anno successivo invase il regno di Calari obbligando il legittimo sovrano Pietro Torchitorio III a rifugiarsi presso il fratello Barisone II di Torres.
I due sovrani, successivamente, con l'aiuto di Pisa attaccarono nel 1164 il regno di Arborea, invadendone il territorio ed assediando il castello di Cabras che non riuscirono però ad espugnare. Con l'appoggio di Genova, Barisone chiese ed ottenne il titolo nominale di re di Sardegna all'imperatore Federico I Barbarossa, pagando 4000 marchi d'argento. Il 10 agosto 1164 fu incoronato re di Sardegna nella cattedrale di San Siro a Pavia. Era suo intento chiedere l'appoggio ghibellino e costruirsi una base giuridica sulla quale poi giustificare la guerra contro i regni isolani e riunirli in un unico Stato sotto il suo regno. I genovesi però, resisi conto che non poteva restituire subito l'ingente somma, lo tennero in ostaggio per sette anni.Cuccu, p. 38
Nel 1172 rientrò in patria e nel 1180 ritentò d'invadere il regno di Calari ma le sue truppe furono respinte. Non avendo più aiuto né da Genova, né da Pisa - ormai in pace tra di loro - rinsaldò i legami con la Corona di Aragona dando in sposa nel 1177 la figlia Sinispella al cognato Ugo Ponzio Cervera Bas. Dall'unione nacque Ugone I di Arborea. Morì nel 1185 dopo essersi ritirato a vita privata.Cuccu, p. 490
Pietro I de Lacon Serra Nel 1185 la Corona de Logu, seguendo i diritti dinastici, insediò Pietro I Lacon Serra, figlio legittimo di Barisone, ma Agalbursa sostenne i diritti di Ugone I. Secondo gli studiosi, seguì un periodo incerto in cui pare che per ottenere il potere Pietro I si sia alleato con Pisa, mentre Ugone I, consigliato da Agalbursa, chiese aiuto a Genova. Ne seguì una sorta di condominio in cui entrambi i sovrani avevano la pienezza dei poteri mantenendo però l'unità dello Stato.. Secondo l'uso bizantino comandava lautocrator cioè Pietro, perché Ugone era minorenne. Nel 1195 Pietro fu sconfitto da Guglielmo I Salusio IV di Calari e catturato assieme al figlio Barisone II. Ugone scappò assieme al vescovo Giusto, Oristano fu distrutta assieme alla cattedrale. Salusio IV si fece incoronare, ma senza approvazione ecclesiastica. Pietro morì a Pisa.
Dinastia de Serra Bas
Ugone I Bas Lacon Serra sposò nel 1206 Preziosa, figlia di Guglielmo I Salusio IV. Il 30 ottobre si accordò col suocero rivedendo i confini tra i due regni e cedendo parte della Marmilla nord orientale. Morì nel 1211 lasciando il figlio Pietro II aspirante al trono. Morto Salusio IV nel 1214 Barisone II ne sposò la figlia Benedetta, diventando giudice del regno di Calari con il nome di Barisone Torchitorio IV di Calari; Pietro II Bas Lacon Serra regnò in condominio con lo zio Mariano Lacon Gunale di Torres, il quale ricostruì la cattedrale di Oristano. Dal 1228 Pietro II regnò da solo. Morì nel 1241 lasciando il figlio minorenne Mariano II, natogli dalla seconda moglie Sardinia. Lo zio Guglielmo da Capraia, figlio di secondo letto della vedova di Pietro I, morto a Pisa, assunse la reggenza.. Costui era imparentato con i Della Gherardesca, conti di Donoratico e con i Visconti di Pisa. Il 29 settembre 1250 ottenne dal papa Innocenzo IV il riconoscimento della sovranità sull'Arborea, ma senza il consenso della Corona de Logu.Boscolo, p. 60
Nel 1257 l'Arborea partecipò alla guerra che gli altri regni isolani - tutti filo-pisani - avevano mosso contro il giudicato filo-genovese di Calari che venne sconfitto dopo 14 mesi di guerra. Santa Igia, la "capitale" del regno, venne completamente distrutta ed il territorio giudicale diviso in quattro parti: l'Ogliastra e il Sarrabus andarono al giudice di Gallura, il pisano Giovanni Visconti; le curatorie di Gippi, Nuraminis, Trexenta, Marmilla inferiore, Dolia, Gerrei e Barbagia di Seulo, andarono all'Arborea; i distretti amministrativi di Sulcis, Cixerri, Nora e Decimomannu spettarono a Gherardo e Ugolino della Gherardesca, conti di Donoratico; la città di Castel di Castro rimase invece al comune di Pisa.. L'Arborea allargò così ulteriormente i propri confini, aumentando il suo peso all'interno dei giochi di potere per il controllo dell'isola.Carta Raspi, p. 42
Guglielmo pretese poi con le armi i diritti sul giudicato di Torres derivantigli da Ugone I Bas Serra, fratello uterino di Mariano II Lacon Gunale di Torres e nel 1259 diede vita ad una lunga battaglia contro i Doria per il controllo di quei territori, approfittando della scomparsa della giudicessa Adelasia e della prigionia di Enzo di Hohenstaufen re di Sardegna. Scomparve nel 1264 lasciando il figlio minorenne Nicolò, il quale fu associato per quattro anni al giudice legittimo Mariano II Bas Lacon Serra e poi - estromesso - morirà nel 1270.Cuccu, p. 72
Mariano II de Serra Bas
Mariano II prese le redini del regno quando questo contava anche la terza parte centrale del regno di Calari. I suoi ottimi rapporti con i Donoratico gli diedero l'opportunità di diventare cittadino giurato pisano dal 17 giugno 1265. Abitò spesso a Pisa, in una casa a torre presso ponte Vecchio, dove sposò una figlia di Andreotto Saraceno Caldera. Nel 1287, fece sposare per verba il figlio Chiano con Giacomina della Gherardesca, figlia del conte Ugolino., di cui era partigiano.Cuccu, p. 77