Nipote di Guglielmo il Conquistatore, è considerato l'ultimo re normanno d'Inghilterra. Tutte le fonti lo presentano come persona mite e generosa, che però lasciò che i diritti della corona (soprattutto la riscossione delle tasse) venissero frequentemente ignoratiWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 97. In Inghilterra, per ragioni storiche e anche geografiche, esisteva lo stato unitario fin dai tempi di Alfredo il Grande, a differenza che nel resto dell’Europa dove vigeva il feudalesimo e l’autorità dello stato era pressoché nulla. Ci fu soltanto un breve periodo della storia inglese dove i nobili riuscirono a prendere il sopravvento sulla corona, «questo avvenne nell'interregno di Stephen» quando essi «si abbandonarono alla costruzione di castelli fortificati»Francesco Felicetti, Evoluzione storia del Parlamento inglese, Pellegrini, Cosenza 1983, p.29, cosa proibita in quanto il re esercitava il proprio potere direttamente in loco tramite lo sceriffo. Il successore Enrico II ristabilì infatti l'autorità statale radendo al suolo i castelli costruitiG.B.Adams., The Origin of the English Constitution, New Haven, 1912.
Origine Secondo il monaco e cronista inglese, Orderico Vitale, era il figlio maschio terzogenito del conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Sancerre e di Meaux, Stefano II, e di Adele d'Inghilterra (circa 1062 - 1137), che, sia secondo il monaco e cronista normanno Guglielmo di Jumièges, autore della sua Historiæ Normannorum Scriptores Antiqui, sia secondo il cronista e monaco benedettino dell'abbazia di Malmesbury, nel Wiltshire (Wessex), Guglielmo di Malmesbury e Orderico Vitale, e ancora il cronista e monaco benedettino inglese, Matteo di Parigi, era figlia del duca di Normandia e re d'Inghilterra, Guglielmo il Conquistatore, e di Matilde delle Fiandre (1032 - 1083), che, secondo la Genealogica Comitum Flandriæ Bertiniana, era figlia di Baldovino V, conte delle Fiandre, e della sorella del re di Francia, Enrico I, Adele di Francia, che secondo la Genealogiæ Scriptoris Fusniacensis era figlia del re di Francia, Roberto II, detto il Pio.Stefano II di Blois, che era stato battezzato Enrico, poi però venne rinominato Stefano sia secondo la Genealogica ex Stirpe Sancti Arnulfi descendentium Mettensis, sia secondo lHugonis Floriacensis, Liber qui Modernorum Regum Francorum continet Actus era il figlio primogenito del conte di Blois, di Chartres, di Châteaudun, di Tours, di Provins, di Sancerre e Reims, poi conte di conte di Champagne (conte di Troyes e conte di Meaux), Tebaldo e, come riportano gli Actus pontificum Cenomannis, di Gersenda o Gondrada, figlia femmina secondogenita del conte del Maine, Eriberto I (come risulta dall'Actus pontificum Cenomannis, cap. XXXII, Gesta Domini Arnaldi Episcopi in cui, viene detto che il marito di Gersenda, definita figlia di Eriberto (filia Herberti) non governò il Maine, ma lo passò al figlio, Ugo sotto la tutela di Goffredo di Mayenne) e della moglie, di cui non si conosce né il nome né la casata.Suo fratello secondogenito, Tebaldo IV il Grande riunificò la contea di Blois con la contea di Champagne, mentre il fratello minore, il quartogenito Enrico di Blois fu vescovo di Winchester dal 1129 e legato papale per l'Inghilterra dal 1138.
Biografia Gli anni giovanili Rimasto presto orfano di padre, morto in Terra santa, nel 1102 (secondo il cronachista della prima crociata, Alberto di Aquisgrana, il padre, Stefano II, fu catturato e decapitato nella seconda Battaglia di Ramla del 1102), siccome il figlio maggiore, il primogenito, Guglielmo, era di capacità intellettiva ritardata e balbuziente, fu diseredato dalla madre, Adele, il secondogenito, Teobaldo, ancora minorenne, ereditò i possedimenti del padre, mentre il figlio più giovane, Enrico (1100-1171), fu inviato nel convento di Cluny. Stefano, invece, fu inviato, nel 1111, alla corte d'Inghilterra, dove fu educato presso lo zio, fratello della madre Adele, il re, Enrico I, che gli concesse molti privilegi, sia in Inghilterra sia in Normandia, dove ottenne la contea di Mortain, verso il 1115, e nel 1122, poteva considerarsi uno dei più ricchi e potenti feudatari del regno e del ducatoWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 75.
Nel 1125 Stefano sposò Matilde, che, secondo la Genealogica comitum Buloniensium, era la figlia e unica erede del conte Eustachio III di Boulogne e della moglie, Maria di Scozia(1082–1116), che, secondo Orderico Vitale, era figlia del re di Scozia, Malcolm III e della sua seconda moglie, Margherita del Wessex, che secondo il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations era figlia del principe Edoardo (figlio del re d'Inghilterra, Edmondo II, che secondo Orderico Vitale, discendeva da Alfredo il Grande e quindi dal primo re d'Inghilterra, Egberto del Wessex) e di Agata, che, sempre secondo il The Chronicles of Florence of Worcester with two continuations era nipote dell'imperatore del Sacro Romano Impero, Enrico II (daughter of the brother of Emperor Henry), mentre secondo la Chronica Albrici Monachi Trium Fontium era la sorella della regina d'Ungheria (Agatham regine Hunorem sororem), mentre per Orderico Vitale era figlia del re d'Ungheria; Margherita era la sorella di Edgardo Atheling, ultimo discendente del Casato dei WessexWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 66 e pretendente alla corona d'Inghilterra.Matilde di Boulogne era nipote del re d'Inghilterra, Enrico I, in quanto sua madre, Maria era sorella della moglie di Enrico I, Edith o Matilde di Scozia.Il matrimonio si rivelò molto felice e il supporto della moglie fu molto importante per Stefano.Dopo il matrimonio, il padre di Matilde, Eustachio, abdicò a favore della figlia e si fece monaco a Rumilly; Matilde di Boulogne divenne contessa e Stefano fu il reggente della contea di Boulogne.
Nel 1127 il re Enrico I d'Inghilterra convocò un concilio al quale parteciparono tutti i nobili laici ed ecclesiastici più importanti, tra cui suo cognato, Davide I di Scozia, suo nipote, Stefano di Blois (Matteo di Parigi afferma che Stefano fu il primo a giurare) e il suo primogenito illegittimo, Roberto di Gloucester; a tutti fece giurare che avrebbero accettato sua figlia, MatildeWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 80 come regina. La maggior parte accondiscese, ma non gradì la soluzione e avrebbe gradito ancor meno se avesse saputo che Enrico stava trattando il matrimonio della figlia con il figlio del nemico storico dei Normanni, il conte d'Angiò. Nel giugno del 1128, a Le Mans fu celebrato il matrimonio tra Matilda e il figlio del conte Folco V, Goffredo il Bello o Plantageneto, di dieci anni più giovane. Tale matrimonio fece sì che la maggior parte dei baroni non riconoscesse il proprio giuramento dell'anno prima. Enrico allora lo fece ripetere nel 1131; il cronista, priore dell'abbazia di Bec e sedicesimo abate di Mont-Saint-Michel, Robert di Torigny, scrive che nell'estate del 1131, Enrico condusse con sé la propria figlia, Matilde, in Inghilterra e radunati tutti i maggiorenti del regno (e del ducato di Normandia) fu deliberato che avrebbero accettato come erede sua figlia e suo marito, il nuovo conte d'Angiò, Goffredo V il Bello.
Re d'Inghilterra
Alla morte del re Enrico I, nel 1135, i baroni si ritenevano svincolati dal primo dei giuramenti fatti, nel quale era stata posta come condizione, non rispettata dal re, l'approvazione preventiva di tutta la nobiltà su un eventuale matrimonio di MatildeWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 81. Tra i baroni nacque in quella circostanza una discussione se era il caso di eleggere re suo fratello, Tebaldo, conte di Blois e conte di Champagne. Stefano si trovava a Boulogne, signoria di sua moglie, e tutti i cronisti sostengono che si imbarcò immediatamente per l'Inghilterra per imporre la propria candidatura, in quanto aveva quasi sempre vissuto in Inghilterra, mentre il fratello si era creato un grande prestigio solo in FranciaWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 82. Arrivato a Londra, secondo il The Historical Works of Gervase of Canterbury, Vol. I, Stefano fu accolto entusiasticamente e fu invitato a recarsi a Winchester, per assicurarsi il tesoro reale. Di fronte alle difficoltà che venivano poste dai baroni dello scacchiere, intervenne in suo favore il fratello minore Enrico, vescovo di Winchester dal 1129, che riuscì a convincere i baroni ad appoggiarlo, come ci narra Guglielmo di Malmesbury.
A questo punto la maggior parte dei notabili, anche tra coloro che avevano proposto Teobaldo, fu a favore di Stefano, che il giorno di Natale del 1135 fu incoronato nell'abbazia di Westminster; il The Historical Works of Gervase of Canterbury, Vol. I dice che fu incoronato il 20 dicembre, mentre a Natale ci fu la solenne celebrazione, come il Florentii Wigornensis Monachi Chronicon, che però dice che l'incoronazione avvenne il 22 dicembre; Matteo di Parigi, dice che fu incoronato 22 giorni dopo la morte di Enrico I dall'arcivescovo di Canterbury, William de Corbeil, che aveva giurato di sostenere la causa della figlia di Enrico I, Matilde.Sembra che il debole carattere di Stefano avesse fatto sì che molti nobili preferissero lui all'energica Matilde, descritta spesso di carattere astioso e difficile. Anche Teobaldo accettò la nomina del fratello a re d'Inghilterra e a nome suo concordò una tregua con il marito di Matilde, Goffredo il BelloIl soprannome Plantageneto deriva dal fiore di ginestra (planta genista) con cui soleva ornarsi il copricapo e che divenne il suo simbolo. Esso denominò la dinastia dei re inglesi..La moglie di Stefano, Matilde di Boulogne, fu incoronata il 22 marzo.
La cugina Matilde, in quel momento in Normandia e incinta del terzo figlio, non poté recarsi subito in Inghilterra, ma si oppose alla sua incoronazione, adducendo il giuramento fatto prestare dal padre. Tentò di fare ricorso al papa Innocenzo II per il giuramento violato, inviando un suo vescovo a Roma; ma dopo circa due anni il papa, influenzato dal potente Enrico, arcivescovo di Winchester, ritenne il giuramento nullo perché viziato dalla clausola del matrimonio celebrato senza il consenso della nobiltà inglese.
Si aprì dunque in Inghilterra un periodo di guerre e contese intestine, conosciuto come l'Anarchia. Inizialmente Stefano ebbe la meglio perché Matilde e il marito, secondo Orderico Vitale, si limitarono a occupare alcuni castelli in Normandia e solo lo zio di Matilde, Davide I di Scozia, invase il nord dell'Inghilterra, ma Stefano nel corso del 1136 si recò in Northumberland, dove si incontrò con Davide e trovarono un accordo: Davide riconobbe Stefano come re e Stefano riconobbe a Davide il Cumberland e HuntingdonWilliam John Corbett, "Inghilterra, 1087-1154", cap. II, vol. VI, pag. 84, come conferma anche Guglielmo di Malmesbury. E anche il fratellastro di Matilde, Roberto di Gloucester, che non aveva voluto riconoscere Stefano, qualche mese dopo trovò un accordo in tal senso.