Soprannominato l'Aviatore, iniziò la propria carriera sportiva partecipando a gare tra motoslitte nella nativa provincia del Québec. Successivamente passò alla guida delle monoposto, e nel 1976, vinse sia il campionato di Formula Atlantic canadese che quello statunitense. Un anno più tardi la McLaren fece esordire Villeneuve in Formula 1 al Gran Premio di Gran Bretagna 1977; nel corso della medesima annata la Scuderia Ferrari lo ingaggiò per le ultime due gare stagionali in sostituzione di Niki Lauda. Legatosi alla scuderia di Maranello per il resto della carriera fece registrare sei vittorie nei Gran Premi e una vittoria nella Race of Champions del 1979 a Brands Hatch (gara non valida per il titolo), oltre ad un secondo posto nella classifica del Mondiale 1979 alle spalle del compagno di squadra Jody Scheckter come miglior risultato.
Morì a seguito di un incidente causato da un contatto con la March di Jochen Mass durante le qualifiche per il Gran Premio del Belgio 1982 sul circuito di Zolder, a bordo della Ferrari 126 C2.
Villeneuve era molto popolare per il suo stile di guida combattivo e spettacolare, e da allora è diventato un simbolo di questo sport. Le sue vittorie e svariate altre prestazioni vengono considerate capolavori assoluti nella storia della Formula 1, anche perché spesso sono state ottenute al volante di monoposto non all'altezza di quelle della concorrenza. In virtù di ciò, viene annoverato tra i più grandi piloti di sempre, pur non avendo mai vinto un titolo mondiale.
Carriera Gli inizi
Figlio dell'accordatore di pianoforti Seville Villeneuve (1926-1987) e di Georgette Coupal (1925-2008), Villeneuve iniziò a correre con le motoslitte col fratello Jacques, insieme al quale, su quella peculiare tipologia di mezzo, si era allenato sin da bambino, per divertimento. Già nelle prime gare a livello professionistico entrambi riuscirono a ottenere risultati di rilievo e questo portò Gilles alla vittoria del titolo mondiale nel 1974. Dover controllare una motoslitta dalla stabilità decisamente precaria, con visibilità azzerata dagli spruzzi di neve, gli conferì la capacità di controllo nelle situazioni e alle velocità più estreme, capacità che gli servì negli anni a venire. Più vinceva e più desiderava passare alle corse d'auto, maggiormente rischiose, veloci, dispendiose e difficili.
Al contempo prese parte insieme al fratello Jacques ad alcune gare di accelerazione a livello locale con la loro auto privata, una Ford Mustang del 1967 e in breve si iscrisse alla Jim Russell Racing School presso il circuito di Mont-Tremblant per ottenere la licenza di pilota.. Per poter continuare la sua carriera nel mondo dell'automobilismo decise di vendere la propria casa, trasferendosi con la moglie Johanna in un piccolo appartamento; col ricavato della vendita riuscì a partecipare al campionato regionale di Formula Ford del 1973 ottenendo un immediato successo, vincendo sette gare con una vettura obsoleta,. per poi passare l'anno successivo alla Formula Atlantic. Grazie alla conquista del campionato di motoslitta poté garantirsi la sponsorizzazione della Skiroule, che lo aveva precedentemente sostenuto, che gli permise di completare la stagione 1975,. anno in cui ottenne il suo primo successo.
Nel 1976 riuscì comunque ad ottenere il titolo canadese di categoria, che conquistò nuovamente nel 1977, anno in cui prese parte anche al Gran Premio Trois Rivieres. Proprio in quella gara minore, alla quale partecipavano numerosi piloti di Formula 1 (Hunt, Brambilla, Depailler fra i più noti) vinse davanti al campione in carica della medesima, James Hunt, il quale lo propose al direttore sportivo della McLaren Teddy Mayer, che gli organizzò dei test e la partecipazione al Gran Premio di Gran Bretagna 1977.. Quando arrivò in Formula 1 e soprattutto quando fu contattato dalla Ferrari, Gilles prese il vezzo di dichiararsi nato nel 1952 e non nel 1950, ritenendo che la sua età fosse ormai troppo avanzata per renderlo interessante come novizio ai grandi team. In effetti solo dopo la morte il grande pubblico prese conoscenza della sua vera data di nascita..
La Formula 1 Gli esordi (1977-1978) 1977
Villeneuve debuttò in Formula 1 al Gran Premio di Gran Bretagna 1977 il 16 luglio 1977, pilotando la terza McLaren ufficiale, un'obsoleta McLaren M23: superò senza fatica le prequalifiche che erano una nuova, ulteriore difficoltà di accesso alle prove vere e proprie, una ulteriore selezione introdotta in quel Gran Premio a causa dell'alto numero di piloti iscritti. Villeneuve sorprese tutti, realizzando il miglior giro durante il warm up del mattino, dopo essersi qualificato 9º (davanti al pilota ufficiale McLaren, Mass) e terminò la corsa all'11º posto, pur con una spia dell'acqua malfunzionante che lo costrinse a perdere molto tempo ai box per verificare eventuali danni al sistema di raffreddamento.
Tornato in pista, girò nei tempi dei primi, staccando il quinto giro più veloce in assoluto della corsa. A fine gara gli venne assegnato il trofeo driver of the day, per la sua corsa di debuttante grintoso e tenace.
Venne tuttavia scartato da Mayer (che gli preferì Patrick Tambay) e non disputò altre corse finché non fu contattato, a fine agosto, dalla Ferrari, che cercava un sostituto per Niki Lauda, il quale aveva deciso di abbandonare la squadra italiana dopo la conquista matematica del titolo piloti. Nonostante il parere positivo espresso da Chris Amon e da alcuni addetti ai lavori sulla decisione del team, questa scelta provocò molti dubbi tra la stampa specializzata. Dopo un ritiro in Canada, in cui il pilota venne comunque classificato dodicesimo per aver coperto oltre il 90% della distanza della corsa, in Giappone si rese protagonista di un grave incidente: nel corso del settimo passaggio il canadese entrò in collisione con la Tyrrell a 6 ruote di Ronnie Peterson e la vettura si staccò dal suolo e ricadde su alcuni spettatori appostati in una zona vietata, uccidendo un commissario di gara e un fotografo. Altre dieci persone rimasero ferite, mentre i piloti uscirono illesi dallo scontro. A causa di questo episodio Villeneuve venne duramente attaccato sia da parte della stampa che tra gli addetti ai lavori, invocandone il licenziamento da parte della Ferrari. Enzo Ferrari decise comunque di confermarlo per il 1978, in cui avrebbe fatto coppia con Carlos Reutemann.
1978 La stagione 1978 si aprì con il Gran Premio d'Argentina, in cui Villeneuve, pur concludendo ottavo e nonostante fosse afflitto da problemi di gomme, ottenne per la prima volta il giro più veloce in gara. Nelle successive corse, invece, venne più volte costretto al ritiro. Negli Stati Uniti, in particolare, dopo aver conquistato la prima fila a fianco del compagno di squadra Carlos Reutemann, riuscì ad involarsi in testa alla gara, ma, ritrovatosi davanti la vettura di Regazzoni da doppiare, il canadese cercò il sorpasso in un punto difficile della pista, urtando la Shadow dell'avversario e vanificando le sue possibilità di vittoria. La manovra gli valse dure critiche da parte dello svizzero, il cui casco venne sfiorato dalla monoposto di Villeneuve, ma nonostante ciò Enzo Ferrari difese apertamente il proprio pilota. Anche la stampa italiana non risparmiò critiche al canadese soprannominandolo "l'Aviatore" per via dei suoi continui incidenti. Dopo un altro ritiro a Monaco, complice una prestazione incolore, aumentarono le polemiche sulle sue prestazioni.
Al Gran Premio del Belgio, invece, riuscì a rimanere per lungo tempo in seconda posizione, insidiando più volte il leader della corsa Mario Andretti, ma una foratura lo costrinse ad una sosta ai box per cambiare gli pneumatici. Terminò comunque al quarto posto, ottenendo i suoi primi punti e ricevendo elogi per la sua gara. Proprio a partire dall'appuntamento del Belgio la Lotus aveva introdotto una nuova vettura, la 79, che risultò essere maggiormente competitiva delle altre, in quanto era in grado di sfruttare l'effetto suolo. Contemporaneamente, Villeneuve e il compagno di squadra Reutemann si ritrovarono in difficoltà nella gestione delle gomme, in quanto, a detta di entrambi, la 312 T3 non aveva aderenza e presentava notevoli problemi di sottosterzo. In Spagna, infatti, il canadese non andò oltre la decima piazza. A luglio, poi, circolarono voci di una sostituzione del canadese alla Ferrari, che sarebbe andato alla Wolf, per far spazio a Jody Scheckter, avvenimento poi non realizzatosi. Solamente in occasione del Gran Premio d'Austria riuscì a tornare a punti, conquistando il suo primo podio e guadagnandosi l'interesse proprio della Lotus, alla ricerca di un giovane da ingaggiare per la stagione successiva.
Poche settimane più tardi stabilì il nuovo record sulla pista di Monza e, al Gran Premio d'Italia riuscì a schierarsi in prima fila, al fianco di Andretti. Durante la corsa che costò la vita a Ronnie Peterson, il canadese giunse al secondo posto ma, a causa di una confusa procedura di partenza, venne penalizzato di un minuto per partenza anticipata assieme all'italoamericano che partiva in pole position. Durante la stessa settimana arrivò comunque anche l'ufficialità del prolungamento del suo contratto con la Ferrari per il campionato seguente, in quanto veniva ritenuto che avesse raggiunto una buona maturità agonistica e non avrebbe più compiuto gli errori di inizio stagione. Al Gran Premio del Canada, infatti, conquistò la sua prima affermazione in condizioni molto fredde e poté chiudere il campionato in nona posizione con diciassette punti conquistati. A seguito del suo primo successo venne poi dichiarato cittadino onorario di Montréal e acquisì un elevato livello di popolarità nel Québec, sua regione natale.
La maturità agonistica (1979-1981) 1979
Il Campionato mondiale di Formula 1 1979 iniziò con i due appuntamenti in Argentina e Brasile in cui la Ferrari fece schierare i due piloti con le vecchie 312 T3 modificate, visto che la nuova vettura sarebbe stata schierata solo a partire dal Gran Premio del Sudafrica.
Dopo due gare forzatamente interlocutorie e deludenti in cui Villeneuve ottenne solo un quinto posto la Ferrari fece finalmente debuttare la 312 T4 e a Kyalami il pilota canadese e il suo compagno di squadra Jody Scheckter fecero registrare immediatamente tempi molto veloci. Dopo essersi qualificato al terzo posto, al secondo giro, dopo che la gara era stata momentaneamente sospesa per la pioggia decise di montare le coperture da bagnato, a differenza di Scheckter, e alla ripartenza riuscì a prendere il comando della corsa, ottenendo infine la sua seconda vittoria in carriera. Visto il successo conquistato il canadese dichiarò il suo ottimismo pure per la gara negli Stati Uniti e smentì le voci sulla probabile nascita di una rivalità interna alla casa di Maranello con Scheckter, che tra l'altro aveva per contratto il ruolo di prima guida. Dopo aver conquistato la prima pole position in carriera, in gara riuscì ad imporsi portandosi in testa al mondiale di Formula 1. Rischiò, però, una penalizzazione di un minuto sul suo risultato finale per non aver fermato la sua vettura sulla linea di partenza al termine del giro di ricognizione, pena poi convertita in una multa di diecimila franchi svizzeri.
A completare il periodo felice, un terzo successo, in una gara non valida per il mondiale pur se prestigiosa, la "Race of Champions", sul circuito di Brands Hatch, dove dopo una bella battaglia con Mario Andretti e Nelson Piquet, conquistò il successo con la vecchia 312 T3.