Mandello del Lario (Mandell in dialetto lecchese, pronuncia fonetica IPA: , fino al 1863 denominato semplicemente Mandello), è un comune italiano di abitanti della provincia di Lecco in Lombardia, situato sulla sponda orientale, e in piccola parte sulla sponda occidentale, del ramo lecchese del lago di Como.

Il comune costituisce un caso abbastanza insolito in Lombardia, e in Alta Italia in generale, di una municipalità composta da due territori separati, seppur collegabili via lago.

Geografia fisica

L'altitudine del territorio mandellese varia dai 200 metri sul livello del mare (zona a lago), 214 (stazione ferroviaria) ai metri della Grigna settentrionale. La località abitata di altutudine maggiore è l'Alpe d'Era circa 1.000 msm

Il nucleo principale di Mandello si sviluppa su una pianura alluvionale, sorta come cono di deiezione del torrente Meria..

Origini del nome Nonostante nel corso degli anni si siano fatte le più disparate congetture – dalla derivazione dalla popolazione celtica dei Mandubii fino ad un legame con la gens latina Mandela, per altro non attestata sul territorio transpadano – il toponimo di Mandello molto probabilmente deriva, come già teorizzato dall'Olivieri nel 1961, dall'antroponimo latino Amandus o dal corrispettivo femminile Amanda. A riprova di questo fatto c'è il più recente ritrovamento nel territorio di Abbadia Lariana – un tempo di pertinenza di Mandello – di una stele funeraria in marmo in cui compare, unica iscrizione del mandellese, il nome Amandus..

Storia

Alcuni ritrovamenti archeologici avvenuti sul territorio lasciano pensare alla presenza di Celti già verso la fine del VII secolo a.C. In epoca romana, Mandello avrebbe invece rappresentato un pagus abitato da tribù della cosiddetta gens Oufentinae.

Le prime menzioni scritte che riguardano Mandello risalgono tuttavia all'epoca dei Longobardi, dai quali fu classificata "corte regia", ossia terra di proprietà reale. Nel 603 il papa Gregorio I, probabilmente in seguito a una contesa con il re longobardo Agilulfo, cedette al conte di Angera tutte le corti regie del comitato di Milano fra le quali figurava anche Mandello. Del 769 è la prima citazione di Mandello nella topografia nazionale. Negli anni 770-772 venne fontato il Monastero di San Pietro da parte del re longobardo Desiderio, sorta su una preesistente cella del monastero pavese di San Pietro in Ciel d'Oro. Nell'833 il vescovo Leone si accordò con l'arcivescovo di Milano Angilberto II per la concessione al monastero di San Vincenzo in Prato di Milano del Monastero di San Pietro, oggi chiesa di San Lorenzo (in Abbadia Lariana).

Nel periodo feudale, il borgo di Mandello si alleò con Como durante la decennale guerra tra Como e Milano (1118-1127), e per questo fu saccheggiata e incendiata dai milanesi. Nel 1154 Mandello e la torre di Maggiana vengono affidate da Federico Barbarossa a un signorotto locale di nome Alcherio Bertola. Libero comune dal 1160, Mandello si trovò in contrasto con Como per alcune questioni amministrative legate alle funzioni dei rispettivi consoli, divergenze che vennero risolte nel 1167 durante un incontro diplomatico presso la chiesa comasca di San Giacomo.

In seguito, Mandello divenne un contado rurale dell'alto Milanese, feudo comitale e residenza del conte o capitàneo della terra. I conti di Mandello trassero il cognome di famiglia dal nome del borgo: quello dei Mandelli è un casato antichissimo, di primaria nobiltà lombarda.

Nel periodo delle lotte che videro contrapposti i Visconti ai Della Torre, Mandello si schierò dalla parte dei secondi, subendo per questo, nel 1311, l'invasione da parte di Cressone Crivelli, al quale Enrico VII di Lussemburgo aveva affidato in feudo Lecco e dintorni.

Nel 1336 Lecco e Mandello passarono sotto il governo di Azzone Visconti. Sotto il suo dominio la vita pubblica conobbe un periodo di ordine e buona amministrazione. L'Azzone fece costruire a Lecco il ponte sull'Adda, il più importante simbolo commerciale e strategico del Ducato milanese. Nel 1342 Mandello dipendeva in modo stabile dalla diocesi di Como. Il 13 febbraio 1398 vengono promulgati ufficialmente gli statuti per il borgo e la sua popolazione; il primo podestà è Giovanni De Bombelli, eletto.

Nel 1402 si registra il saccheggio di Mandello da parte del ghibellino Franchino Rusca, signore di Como.

Nel 1429 il duca di Milano Filippo Maria Visconti (1402-1447) concede alla terra di Mandello alcuni privilegi che vengono confermati e accresciuti da Francesco Sforza nell'anno 1450. Nel 1449 Bartolomeo Colleoni, condottiero delle truppe veneziane, occupa "Mandello, Bellano ed altre Castella della riviera di levante". Nel periodo 1469-70 Mandello viene data in feudo a Tomaso Tebaldi da Bologna. I mandellesi con la Valsassina contrastano la cessione feudale. Nel gennaio dello stesso anno il Colleoni si inoltra nella Valsassina: "a marce forzate raggiunge la riva orientale del lago di Como gettandosi sulle terre di Bellano, Mandello ed alcune altre". È in questo frangente che il borgo viene ulteriormente fortificato ed è concluso il vallo. Nel 1480 il Contado della Riviera con Mandello assieme a Bellano e Varenna, e l'anno successivo si aggiunsero Dervio, Corenno e Monte Introzzo.., viene dato in feudo a Pietro II Dal Verme, conte di Bobbio, Voghera, Castel San Giovanni e tutta la val Tidone, Pieve di Incino e Valsassina, che muore avvelenato dalla moglie nel 1485, e il feudo di Mandello assieme agli altri della Riviera viene assegnato, non senza contrasti dei cittadini interessati, a Chiara Sforza, figlia naturale di Galeazzo Maria Sforza, vedova Dal Verme.

Nel 1494 Massimiliano d'Asburgo conferma il feudo di Mandello a Chiara Sforza, che sposerà nel 1487 Fregosino Fregoso, figlio di Paolo Fregoso. Nel 1495 Ludovico Maria Sforza detto "il Moro", reggente il ducato milanese, annette al ducato il feudo di Mandello e lo infeuda a Gaspare di San Severino, con altre terre. Nel 1499 le terre della Riviera orientale del Lario, con Mandello, vengono date in feudo a Marchesino Stanga, segretario di Ludovico il Moro. Nel 1513 Mandello tributa atto di fedeltà a Chiara Sforza che è reintegrata feudataria del territorio.

Nel 1531 (o 1532.) Mandello è teatro di una battaglia che vede contrapposte i soldati del Medeghino alle truppe di Francesco II Sforza. Nello stesso anno, il paese fu colpito da un'inondazione.

Nel 1533 Paolo Fregoso, morta la moglie Chiara Sforza, vende tutti i diritti e i privilegi sulle terre di Mandello e altre al cremonese Francesco Sfondrati. Il 23 ottobre 1537 l'imperatore Carlo V conferma il feudo di Mandello e riviera al senatore cremonese Francesco Sfondrati. Fu uno degli Sfondrati, Carlo, a ordinare l'interramento del vallo di Mandello, avvenuto nel contesto di una serie di opere pubbliche promosse dal governo austriaco del Ducato di Milano. Nella mappa che nella Galleria delle carte geografiche dei Palazzi Vaticani riguarda il Ducato, il paese è indicato come Manilo. La famiglia Sfondrati mantenne l'investitura fino al 1788, anno in cui i Serbelloni, eredi degli Sfondrati nella persona del conte Alessandro Serbelloni, faranno domanda per ottenere il Contado della Riviera (a cui apparteneva anche Mandello), ma la richiesta venne negata l'anno successivo, le leggi napoleoniche abolirono poi ogni vincolo feudale.

Vicariato di Mandello Il vicariato foraneo di Mandello, antica sede plebana, è attestato stabilmente a partire dal XVII secolo. Nel 1651 e ancora nel 1758 la pieve di Mandello costituiva un unico vicariato comprendente le parrocchie di Mandello, Olcio, Lierna, San Lorenzo sopr'Adda (Abbadia Lariana), Crebbio e la viceparrocchia di Vassena, eretta in parrocchia nel corso del XVIII secolo (Ecclesiae collegiatae 1651; Ecclesiae collegiatae 1758); mentre nel 1794 nel vicariato e pieve di Mandello figuravano le parrocchie di Mandello, Olcio, Lierna, San Lorenzo sopr'Adda (Abbadia Lariana), Crebbio, Vassena (Ecclesiae collegiatae 1794).

Secondo quanto si desume dal confronto con la "nuova divisione dei distretti compresi nel Regno d'Italia e spettanti alla diocesi di Como per le scuole normali" compilata nel 1816, la "pieve o sia vicariato" di Mandello comprendeva le parrocchie di Olcio, Lierna, San Lorenzo sopr'Adda (Abbadia Lariana), Crebbio, Vassena (Distrettuazione pievana diocesi di Como, 1816). Il 13 agosto 1858, ad opera del vescovo Giuseppe Marzorati, fu eretta la parrocchia di Sant'Abbondio di Somana, con territorio smembrato dalla parrocchia di San Lorenzo di Mandello (Fondo parrocchie, Somana; Zucchi 1959). Nell'elenco delle parrocchie distribuite per vicariati collocato in appendice agli atti del sinodo celebrato nel 1904, sono indicate come appartenenti al vicariato di Mandello le parrocchie di Mandello, Abbadia sopra Adda (Abbadia Lariana), Crebbio, Lierna, Olcio, Somana, Vassena (Elenco delle parrocchie, 1905). Con decreto 16 novembre 1934 del vescovo Alessandro Macchi fu eretta all'interno del vicariato di Mandello la nuova parrocchia del Sacro Cuore di Mandello del Lario (decreto 16 novembre 1934 a) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1934).

Il vicariato foraneo di Mandello cessò di esistere solo con la revisione della struttura territoriale della diocesi di Como attuata nel 1968. Con il decreto 29 gennaio 1968 del vescovo Felice Bonomini, mediante il quale vennero abolite le vicarie fino ad allora esistenti, il territorio della diocesi di Como venne diviso in zone pastorali, comprendenti uno o più vicariati foranei; le parrocchie dell'antico vicariato di Mandello furono comprese nella zona pastorale X Grigne e nel vicariato di Mandello (decreto 29 gennaio 1968) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1968). Il vicariato di Mandello, coincidente con la zona pastorale X delle Grigne, comprendeva le parrocchie di Abbadia Lariana; Crebbio; Lierna; Sacro Cuore, San Lorenzo di Mandello; Olcio; Somana (decreto 29 gennaio 1968) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1968). La struttura vicariale così delineata venne adeguata con il decreto 10 aprile 1984 del vescovo Teresio Ferraroni (decreto 10 aprile 1984) (Bollettino Ecclesiastico Ufficiale Diocesi di Como 1984).

Dal Giovedì santo del 2011, che correva in data 21 aprile, il vescovo di Como Diego Coletti ha ripristinato il XVII Vicariato - Vicariato di Mandello e abolito la zona pastorale X - Grigne.

L'attuale Consiglio Pastorale Vicariale (CPV) è in carica dal 2021.

Elenco dei Vicari foranei:

1) don Pietro Mitta (2011-2018) 2) mons. Giuliano Zanotta (2018-)

Simboli L'amministrazione comunale utilizza per la propria comunicazione una versione aulica dello stemma ripresa dalla decorazione lignea della cassa dell'organo della chiesa parrocchiale di S. Lorenzo, risalente al XVI secolo e che compare nei sigilli del comune dal 1861. Il gonfalone è un drappo di azzurro.

Musei Museo d’arte Sacra di Mandello Museo Moto Guzzi

Monumenti e luoghi d'interesse

Architetture religiose Chiesa di Santa Maria sopra Olcio

La chiesa di Santa Maria sopra Olcio è un santuario posto in Valle Meria, sulla Grigna Settentrionale al di sopra della frazione di Somana a 660 m. Costruita intorno all'anno 1000 per accogliere i viandanti sulla via Valsassina-Mandello del Lario, il complesso presenta un luogo di accoglienza con annessa chiesa a una navata (XII secolo.) e avamportico.

Santuario di Santa Maria Nascente in Debbio Il santuario di Santa Maria Nascente in Debbio è una chiesa posta su una collinetta sopra la strada statale al confine con Abbadia Lariana. Presenta una sola navata con volta a botte e un piccolo campanile a vela, in uno stile essenziale tipico del periodo in cui fu ricostruita. La struttura originale si pensa possa risalire all'VIII secolo, ma la struttura attuale è settecentesca.

Chiesetta dei Partigiani a Prada