Considerato una delle più importanti e influenti figure della musica del XX secolo, Brown è stato un pioniere nell'evoluzione della musica gospel e rhythm and blues, nonché del soul, del funk, del rap e della disco music.

Noto per la sua presenza scenica, operò una sorta di rinnovamento dei classici assetti ritmici e melodici. Il suo modo di stare sul palco e il suo stile furono ripresi da artisti come Mick Jagger, Prince e altri. È stato il massimo ispiratore di Michael Jackson.

Era conosciuto anche con alcuni soprannomi (molti autoattribuiti), fra i quali "Soul Brother Number One", "Mr. Dynamite", "The Hardest Working Man in Show Business", "Minister of The New New Super Heavy Funk",Being James Brown , Rolling Stone "Mr. Please Please Please", "Universal James", "Funky President", "The King of R&B", e il più noto di tutti, "The Godfather of Soul" (il padrino del Soul).

Negli anni settanta è stato bandleader del gruppo The J.B.'s, citato spesso con nomi alternativi quali The James Brown Soul Train, Maceo and the Macks e The Last Word. Come gruppo a sé stante, i J.B.'s hanno suonato anche come backing band di Bobby Byrd e di altri cantanti.

Secondo il sito WhoSampled, James Brown è l'artista musicale più campionato di sempre. Rolling Stone lo inserisce al settimo posto nella sua lista dei 100 maggiori artisti musicali e al decimo in quella dei migliori cantanti.

Biografia e carriera musicale

Inizi

James Joseph Brown Jr. (in seguito si fece togliere dal nome anagrafico "Junior") figlio di Joseph Gardner Brown (1912–1993) e Susie Behling (1916–2004), nacque in una baracca nella campagna della Carolina del Sud, anche se l'artista ebbe a dichiarare di essere nato a Macon, in Georgia.

Crebbe ad Augusta, in Georgia, in condizioni di marcato disagio. Si guadagnò da vivere lavorando, sin da bambino, come raccoglitore di cotone, come lustrascarpe e raccogliendo le mance dei soldati neri di stanza in città. Fu infatti incaricato, non ancora decenne, di procurare clienti per il bordello a cui il padre lo diede in "affidamento" dopo che entrambi furono abbandonati dalla moglie e madre.

Cominciò a esibirsi in qualche piccolo locale della zona, ma allo stesso tempo commettendo piccoli reati. A 16 anni fu arrestato per rapina a mano armata e fu recluso nel riformatorio di Toccoa, in Georgia. Qui conobbe Bobby Byrd (per molto tempo seconda voce del futuro Padrino del Soul, sia sul palco che in studio), la cui famiglia aiutò quella di Brown a ottenerne il rilascio sulla parola dopo solo tre anni di detenzione, a condizione che non tornasse ad Augusta o nella contea di Richmond.

Fece qualche passo nello sport, in particolare nel pugilato e nel baseball, ma dovette ritirarsi dall'agonismo a causa di un incidente a una gamba. Si dedicò allora a tempo pieno alla musica. In particolare, si appassionò al gospel, che ascoltava in chiesa fin da piccolo, allo swing, al jazz e al rhythm & blues.

Esordì davanti al grande pubblico all'inizio degli anni cinquanta, negli Ever-Ready Gospel Singers e poi nel quartetto vocale dei Gospel Starlighters, destreggiandosi anche alla batteria, all'organo e al pianoforte.

Carriera

Alla metà del decennio successivo fondò la sua prima band, The Famous Flames, firmando un contratto con una delle più celebri case discografiche dell'epoca, la King Records. Spostatosi dal gospel al rhythm & blues, James Brown arriva al successo nel 1956 con Please, Please, Please che schizzò immediatamente nella hit parade di Billboard (e che a tutt'oggi ha collezionato ben 40 dischi d'oro). Seguirono due album e altri singoli come Try Me e Night Train, che ottennero tutti un grande successo.

Negli anni sessanta Brown fu stabilmente in vetta alle classifiche dei dischi di rhythm & blues con brani come Prisoner of Love, Papa's Got a Brand New Bag, I Got You (I Feel Good), It's a Man's Man's Man's World, Cold Sweat e Say It Loud - I'm Black and I'm Proud. Nel 1962 venne registrato un concerto tenuto al Teatro Apollo che darà vita all'album doppio Live at the Apollo, diventato un best seller.

Grazie alla sua popolarità riuscì a trasmettere messaggi sui temi sociali e esistenziali, come l'importanza dell'istruzione e la necessità di migliorare la propria condizione individuale e sociale. Seguirono altri grandi successi per Brown, tra i quali It's Too Funky in Here e I Got the Feeling.

Gli anni settanta lo videro ancora grande protagonista con otto album di successo: dopo una serie di dieci canzoni che lo proiettarono in classifica, James Brown si autoproclamò "Il Padrino del Soul" (The Godfather of Soul), sulla scia del celebre film premio Oscar Il padrino.

Sebbene, negli anni settanta, la popolarità di James Brown fosse esplosa in tutto il mondo, l'esplosione della disco music gli impedì di raggiungere i primi posti delle classifiche. Tentò anche di avvicinarsi al genere, auto-proclamandosi "The Original Disco-Man", ma senza successo.

La sua breve apparizione nella parte del predicatore invasato nel film The Blues Brothers (di John Landis, con John Belushi e Dan Aykroyd) lo rilanciò al grande pubblico. Più tardi parteciperà nel film Rocky IV (con Sylvester Stallone) dove canterà la sua Living in America.

Negli anni ottanta è da ricordare anche il successo in coppia con Afrika Bambaataa, Unity.

Successivamente debutta su Telemontecarlo per la musica a cavallo degli anni '70 e '80.

Negli anni seguenti Brown proseguì l'attività dal vivo e in studio, incoraggiando la rivalità tra Prince e Michael Jackson, da lui considerati suoi successori.

Non mancherà di lanciare appelli per i diritti umani; da ricordare la sua battaglia, negli anni 2002-2003, a favore di Amina Lawal, donna nigeriana di 30 anni, condannata a essere lapidata a morte da una corte islamica del suo paese. Il 28 maggio 2002 partecipa al Pavarotti & Friends for Angola con una memorabile esibizione di It's a Man's Man's World assieme a Luciano Pavarotti.

La morte All'inizio del 2006, James Brown fu colpito da un tumore alla prostata. Il cantante non si perse d'animo, e si sottopose a pesanti cure per cercare di sconfiggere il male, dichiarando: «Ho superato molte cose nella mia vita. Supererò anche questa al meglio». Nonostante i suoi problemi di salute, Brown mantenne la sua reputazione di "hardest working man in show business" continuando imperterrito a tenere numerosi concerti. Nel corso del dicembre del 2006 James Brown comincia ad avvertire dei dolori fisici che lo portano ad annullare varie date dei suoi concerti. Riesce a cantare in condizioni precarie il 21 a un concerto di beneficenza.

Il 23 dicembre, colto da un'acuta forma di polmonite, il "Padrino del Soul" viene ricoverato all'Emory Crawford Long Hospital dove sembra aver superato il malore. Colpito poi da un'aritmia cardiaca muore il 25 dicembre all'1:45 della notte. L'artista aveva 73 anni.

Dopo il decesso di Brown avvenuto nel giorno di Natale, parenti e amici, celebrità varie e migliaia di fan presero parte alle esequie pubbliche tenutesi all'Apollo Theater di New York il 28 dicembre 2006 e alla James Brown Arena il 30 dicembre 2006 nella città di Augusta, Georgia. Una cerimonia funebre privata, venne altresì tenuta a North Augusta, Carolina del Sud il 29 dicembre 2006, alla quale parteciparono i familiari di Brown e gli amici più stretti. Tra le numerose celebrità che parteciparono alle funzioni figurarono: Michael Jackson, Jimmy Cliff, Joe Frazier, Buddy Guy, Ice Cube, Ludacris, Dr. Dre, Little Richard, MC Hammer, Prince, Jesse Jackson, Ice-T, Jerry Lee Lewis, Bootsy Collins, LL Cool J, Lil Wayne, Lenny Kravitz, 50 Cent, Stevie Wonder e Don King.Old friend and original Famous Flames founder Bobby Byrd was also present. Mourners pay respects to James Brown at Apollo Theater public viewing. (28 dicembre 2006). Fox News.Private ceremony held Friday for friends and family of James Brown. (December 29, 2006). Fox News. Retrieved March 16, 2007.Michael Jackson attends James Brown funeral. (2006, December 30). Access Hollywood. Retrieved March 21, 2007.Anderson, V. (2006, December 30). Michael Jackson, McCartney had private viewing. The Atlanta Journal-Constitution. Retrieved March 23, 2007.

Brown è stato sepolto nella Thomas Family Home Crypt di Beech Island, Carolina del Sud.

Concerti

James Brown, nel corso della sua carriera, ha sempre risaltato l'importanza dei concerti dal vivo, per i quali era diventato molto noto fin dai primi anni '60.

Solitamente, prima che James Brown apparisse sul palco, il suo maestro di cerimonie (figura che presentava gli artisti sul palco prima di uno show) faceva un'introduzione elaborata accompagnata da tamburi, fiati e percussioni. L'introduzione di Fats Gonder, catturata nell'album di Brown del 1963 Live at the Apollo, è un esempio rappresentativo di questo tipo di introduzione. Le esibizioni di James Brown erano famose per la loro intensità e lunghezza. Il suo obiettivo dichiarato era "dare alle persone più di quello per cui sono venute - renderle stanche, perché è per questo che sono venute". Nei suoi concerti Brown offriva un repertorio che conteneva principalmente le sue hit e alcune canzoni che aveva pubblicato in tempi recenti, spesso offrendo anche alcune cover di brani R&B.

Brown nei suoi show era solito utilizzare molti passi di danza, come la sua tipica mossa denominata "Mashed Potato" o l'esecuzione di spettacolari spaccate. Inoltre, i membri della band di supporto erano soliti eseguire routine di danze preparate da Brown. Nei primi anni, gli artisti maschi del suo gruppo erano tenuti a indossare lo smoking, mentre Brown era solito vestire abiti stravaganti.

Una caratteristica distintiva degli spettacoli teatrali di Brown era l'esecuzione del brano Please, Please, Please, durante la quale Brown si inginocchiava, stringendo il supporto del microfono tra le mani e aspettando che il maestro di cerimonie portasse un mantello per coprirlo e scortarlo fuori dal palco. Mentre Brown usciva di scena, il gruppo vocale di supporto continuava a cantare la frase Please, please don't go-oh () pregando quindi Brown di tornare sul palco. Brown, era poi solito ritornare sotto i riflettori e, dopo essersi tolto il mantello, eseguire un bis.

Concerto di Boston del 1968 Il 5 aprile 1968, un giorno dopo l'assassinio di Martin Luther King, Jr. a Memphis, Tennessee, Brown tenne un concerto televisivo gratuito in tutta la città di Boston, esibendosi all'interno del Boston Garden. Anche se la polizia e alcuni funzionari pubblici temevano che il raduno di così tanta gente potesse creare disordini civili, anche con gravi ripercussioni, Brown fu invece capace di calmare gli animi e intrattenere un'enorme folla di persone.

Si è spesso dato atto a Brown di aver contribuito a prevenire disordini razziali nella città grazie alla sua esibizione.The Night James Brown Saved Boston. VH1 rockDocs.

Stile musicale e voce

Stile Considerato una delle figure più eminenti del soul, del funk, dell'R&B e dell'hip-hop, James Brown ha proposto un repertorio che alterna ballate struggenti e sofferte a brani dinamici e ipnotici. A partire dalla seconda metà degli anni sessanta fino alla metà del decennio seguente, l'artista si è progressivamente allontanato dall'R&B di artisti quali "5" Royales, Midnighters, Billy Wright e Little Richard per abbracciare il funk, genere di cui è considerato inventore, talvolta introducendo anche riferimenti orchestrali. Sebbene venga spesso ricordato per la celebre vocalità ispirata ai moduli del canto gospel, James Brown ha pubblicato già negli anni sessanta album interamente strumentali che uniscono boogaloo, blues e jazz-funk. In alcune produzioni risalenti agli anni settanta si è avvicinato alla disco music; in quelle degli anni novanta la sua musica ha subito occasionalmente contaminazioni hip-hop.