La scuola secondaria di secondo grado, meglio nota come scuola media superiore o scuola superioreCome riportato al punto c) della voce , nell'ordinamento scolastico italiano rappresenta uno dei due percorsi in cui si articola il secondo ciclo dell'istruzione in Italia.L'articolazione del secondo ciclo nei due percorsi è definita dalla L. 53/2003, art. 2, comma 1 d): "il sistema educativo di istruzione e di formazione si articola nella scuola dell’infanzia, in un primo ciclo che comprende la scuola primaria e la scuola secondaria di primo grado, e in un secondo ciclo che comprende il sistema dei licei ed il sistema dell’istruzione e della formazione professionale". Nel successivo comma g), per la scuola secondaria di secondo grado, si prevede uno sviluppo del quinquennio in due bienni e in un quinto anno.

Evoluzione storica

L'unità d'Italia Il liceo che venne creato per primo fu il classico, fondato nel 1859 e limitato inizialmente al solo Regno di Sardegna, quindi, con l'unificazione, fu esteso a tutta l'Italia. L'organizzazione era questa: gli studenti, dopo aver frequentato la scuola elementare (che all'epoca era quadriennale), frequentavano per cinque anni il ginnasio e per tre anni il liceo; all'epoca questa scuola veniva denominata Liceo Ginnasio.

Nel 1911, per rinnovare e modernizzare il sistema liceale italiano, venne creato il liceo moderno, e chi aveva frequentato i primi tre anni di ginnasio poteva poi optare per il quarto ginnasio classico o per il quarto ginnasio moderno. Nel 1923 il Ministro della pubblica istruzione fece un'altra riforma, in cui il liceo moderno veniva abolito, e al suo posto venivano creati il liceo scientifico e il liceo femminile che in seguito verrà abolito. Infine, nel 1952, ci fu un'altra riforma, in cui venivano apportate alcune modifiche negli orari delle materie del liceo classico. Negli anni Settanta vennero creati i primi licei artistici.

Progetto Brocca (1988-1992)

Il progetto Brocca, dal nome del sottosegretario italiano alla pubblica istruzione Beniamino Brocca, è uno studio per la revisione del sistema scolastico italiano effettuato a cavallo fra gli anni 80 e 90.

Istituita nel 1988, la Commissione Brocca ricevette dall'allora Ministro della pubblica istruzione Giovanni Galloni il mandato di rivedere i programmi dei primi due anni della secondaria superiore, in vista del prolungamento dell'istruzione obbligatoria al sedicesimo anno d'età. L'anno successivo, con il nuovo ministro Sergio Mattarella, si ebbe il primo esito concreto della commissione, cioè l'elaborazione dell'area comune del biennio. Ricostituita nel 1990 dal ministro Gerardo Bianco, nel 1991 il mandato della Commissione fu esteso ai piani di studio del triennio. Nel 1992, durante il dicastero di Riccardo Misasi, i lavori si conclusero.

Il progetto prevedeva 17 indirizzi di studio, e molti di essi sono rimasti attivi fino alla riforma Gelmini.

Indirizzi liceali: Artistico, Classico, Linguistico, Socio-psicopedagogico, Scientifico, Scientifico-tecnologico e Musicale Indirizzi tecnici: Chimico, Elettrotecnica e automazione, Elettronica e telecomunicazioni, Informatico e telematico, Meccanico, Tessile, Costruzioni, Territorio, Agroindustriale, Biologico, Economico-aziendale, Linguistico aziendale. Nel 1996 negli Istituti tecnici commerciali si sperimenta il "Progetto IGEA", caratterizzato da un'area detta "di progetto", caratterizzata da "progetti di ricerca interdisciplinare, di ampiezza e durata variabile, che affrontino un tipico problema della conoscenza o un problema pratico di rilevante interesse per l'indirizzo"D.M. 31 gennaio 1996, n. 122, Regolamento concernente la determinazione delle materie di insegnamento, con sostituzione dei piani di studio e degli orari vigenti, negli istituti tecnici commerciali ad indirizzo amministrativo, mercantile, commercio con l'estero, amministrazione industriale..

Riordino degli istituti professionali (1992) Nel 1992, dopo una sperimentazione assistita, sono oggetto di riordino gli istituti professionali stataliD.M. 24 aprile 1992, Programmi ed orari d'insegnamento per i corsi di qualifica degli istituti professionali di Stato. di durata triennale, con una riduzione delle ore dedicate all'area laboratoriale di indirizzo, gestita dalla scuola per assicurare una "costante congruenza con le esigenze del mondo produttivo", un rinforzo dell'area comune, mirata a fornire una preparazione di base e infine l'introduzione dell'area "di approfondimento", mirata al recupero di situazioni di svantaggio e alla individualizzazione/personalizzazione dell'offerta formativa. Al conseguimento del diploma di qualifica triennale, nel 1994 si rende possibile, su opzione dello studente, la prosecuzione del percorso frequentando un biennio postqualificaDecreto Ministeriale 15 aprile 1994, Programmi e orari di insegnamento per i corsi post-qualifica degli istituti professionali di Stato., mirato a rafforzare l'area di indirizzo, con una riduzione delle ore dell'area comune. A queste due aree si istituisce la cosiddetta "terza area" professionalizzante, caratterizzata anche da attività da svolgere in collaborazione con la formazione professionale regionale o in collaborazione con realtà lavorative. Nella descrizione della terza area compare l'espressione "alternanza scuola-lavoro".

La riforma Berlinguer

La successiva riforma Berlinguer prevede una generale riorganizzazione della scuola italiana; viene varata dal Ministro della pubblica istruzione del primo governo Prodi, ed ex-rettore dell'Università di Siena, Luigi Berlinguer. Prima ancora di entrare in vigore, tale riforma è stata interamente abrogata dalla legge 28 marzo 2003 n. 53, più nota come riforma Moratti, sicché il nuovo disegno scolastico tracciato da Berlinguer non ha mai trovato applicazione concreta.

Questa riforma avrebbe abolito la suddivisione di scuole elementari, medie e superiori sostituendo il tutto con una struttura basata sui cicli. Erano previsti sei anni di ciclo primario (o di base) per i bambini dai 6 ai 12 anni e altri sei anni di ciclo secondario per i ragazzi dai 12 ai 18 anni. La riforma inoltre avrebbe portato l'obbligo scolastico a 15 anni (allora l'obbligo era fermo alla terza media, mentre poi è stato innalzato a 16 anni ad opera del ministro Giuseppe Fioroni); era inoltre previsto un nuovo tipo di obbligo, quello alla formazione professionale che sarebbe durato fino ai 18 anni.

Il ciclo primario seiennale sarebbe stato suddiviso in tre bienni; la scuola di base sarebbe nata dalla fusione delle vecchie elementari e medie; molto si puntava sulla riduzione del numero di materie e su un minor numero di insegnanti per classe rispetto al vecchio modello delle scuole medie.

Era previsto un ciclo secondario seiennale, articolato in sei aree, in cui sarebbero confluite tutte le vecchie scuole medie superiori: Umanistica, Scientifica, Tecnica, Tecnologica, Artistica, Musicale.

Dopo un primo anno introduttivo, comune a tutti gli indirizzi, nel successivo biennio ancora molte materie sarebbero state in comune per permettere allo studente di capire quale indirizzo scolastico fosse migliore per lui e per facilitare il passaggio da un indirizzo all'altro. Al termine del primo triennio, che concludeva l'obbligo, era previsto un esame introduttivo al triennio finale. Al termine dell'intero corso, era previsto l'esame di Stato per conseguire il diploma.

Un altro cambiamento era la possibilità per lo studente in possesso di una licenza media di non proseguire il proprio corso di studi nel percorso dell'istruzione, con l'obbligo però ad una formazione professionale fino ai 18 anni, al termine dei quali bisognava comunque conseguire una qualifica professionale.

La riforma non è mai entrata in vigore; dall'anno scolastico 2003-2004 è in vigore la legge 28 marzo 2003 n. 53 detta anche riforma Moratti, che ha ridisegnato in modo diverso l'intero sistema scolastico.

Le scuole superiori prima della riforma Moratti Le scuole superiori si rifacevano ancora alla riforma del 1923 del ministro Giovanni Gentile e si dividevano essenzialmente in cinque grandi rami: Licei (di durata quinquennale): classico (sottodiviso in Ginnasio superiore - cioè quarta e quinta Ginnasio - per i primi due anni e Liceo classico propriamente detto per i successivi tre anni); scientifico; artistico e artistico con sperimentazione musicale e/o coreutica e linguistico. Il liceo artistico aveva, in origine, una durata di soli quattro anni e dava accesso, dopo tale periodo, solamente all'Accademia di belle arti. Con l'introduzione di un quinto anno integrativo venne poi permesso l'accesso a tutte le facoltà universitarie. L'accesso all'Accademia di belle arti e alla Facoltà di Architettura poteva comunque avvenire con il conseguimento del diploma al quarto anno, in virtù di una divisione, dopo il secondo anno di liceo, in sezioni relative a questi specifici indirizzi. Istituti tecnici (di durata quinquennale): ad indirizzo aeronautico, agrario (ITA), per attività sociali (ITAS), commerciale (ITC), per geometri (ITG), industriale (ITI), nautico (ITN) e per il turismo. Gli istituti tecnici, anch'essi della durata di cinque anni (per i diplomati sino al 1969, con possibilità di accesso a specifiche facoltà universitarie di indirizzo conforme agli studi compiuti; per i diplomati dopo il 1969, con possibilità di accesso a tutte le facoltà universitarie): Istituti professionali (di durata quinquennale, con biennio post-qualifica): articolati in macroaree: oltre ai settori atipici, il settore agricoltura, con indirizzo agrario; il settore industria e artigianato, con indirizzo abbigliamento e moda, chimico biologico, edile, elettrico ed elettronico, meccanico termico; settore servizi, con indirizzi alberghieri e della ristorazione, economico aziendale e turistico, pubblicità e servizi sociali, oltre ai settori atipici; Istituti d'arte: l'istruzione artistica era rappresentata dagli istituti d'arte (arte applicata) e dai licei artistici (arte accademica) Istituti magistrali: introdotti dalla riforma Gentile, che aveva lo scopo di preparare il personale docente della scuola elementare. La durata originaria del corso era di quattro anni con accesso alla facoltà universitaria di Magistero. Anche in questo caso era stato successivamente introdotto negli anni Settanta del XX secolo un quinto anno integrativo per permettere l'accesso a tutte le facoltà universitarie. Con l'introduzione dell'obbligo di laurea per il personale docente della scuola primaria (ex-materna ed elementare) gli istituti magistrali si sono riconvertiti in varie forme.

A conclusione dei percorsi di durata quinquennale lo studente consegue il diploma e con esso la possibilità di accedere a qualsiasi facoltà universitaria. L'accesso a tutte le facoltà universitarie per tutte le scuole secondarie di secondo grado quinquennali fu consentito solo dal 1969 (prima era consentito solo ai soli diplomati del liceo classico ed a singole facoltà per tutte le altre scuole superiori).

Durante la frequenza del quinquennio, per accedere all'anno scolastico successivo - in materie nel cui scrutinio finale aveva riportato insufficienze, lo studente doveva sostenere uno o più esami attraverso l'esame di riparazione, nato negli anni '20, abolito nel 1995, dal ministro Francesco D'Onofrio, per essere sostituiti dal "debito formativo", che si prevedeva dovesse essere colmato entro l'anno scolastico seguente, sebbene il mancato risanamento non inficiasse il regolare percorso di studi.

La riforma Moratti

La riforma Moratti unifica nella categoria dei "licei" i licei e gli istituti tecnici statali, distinti dal sistema dell'istruzione e formazione professionale, di competenza regionale.